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Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

Storie e Notizie N. 15: Bush e la democrazia delle scarpe



La Storia:

Dalla prima intervista alle scarpe lanciate addosso all’ex presidente George W. Bush:

Prima di tutto, non so come devo chiamarvi… va bene Sinistra e Destra?
S: D’accordo.
D: Va bene.
Come avete preso la condanna del vostro padrone?
S: Padrone? Io non ho padroni!
D: Principale, va bene principale.
Allora?
S: Per me è una vergogna! Quell’uomo e suo padre hanno fatto scelte che hanno provocato milioni di morti solo qui in Iraq, dall’embargo sino alla tragedia della cosiddetta missione di pace, eppure ora si godono la loro meravigliosa pensione, mentre l’unico al mondo che ha avuto il coraggio di rispondergli come meritano viene condannato…
D: Tirare le scarpe addosso alle persone non è propriamente una risposta civile. Esistono altri modi per esprimere il proprio disappunto verso coloro che disapproviamo…
Quindi, Destra, lei non ha condiviso il gesto del suo… principale?
D: Assolutamente no! Abbiamo fatto la figura delle bestie in tutto il mondo…
S: A me non interessa cosa pensano all’estero! Qui siamo degli eroi!
D: Eh no, caro mio! Il principale è l’eroe, noi siamo solo le scarpe…
S: Solo le scarpe?! Tu sarai solo una scarpa. Dal giorno in cui sono stato lanciato addosso a Bush, io non sono più solo una scarpa, bensì il simbolo dell’Iraq che ha visto, degli iracheni che non dimenticano e di tutti quelli che sanno perfettamente chi è il responsabile delle nostre disgrazie…
D: Ah sì? Non mi sembra però che qualcuno ci abbia lanciato addosso a Saddam… Lui non ha avuto alcuna responsabilità?
S: Saddam è stato impiccato…
D: Cosa vuoi dire con questo? Che Bush dovrebbe essere impiccato?!
S: No! Io sono contro la pena di morte.
D: E allora cosa vuoi?
S: Cosa voglio? Bello, ti rammento che noi siamo ancora qui, ai piedi del nostro principale, come lo chiami tu, e che anche noi ce ne staremo tre anni in gattabuia…
D: Appunto! Per colpa del suo gesto paghiamo anche noi… Non poteva lanciare solo te?!
S: Se lo avesse preso al primo tiro, come desideravo anch’io, non ci sarebbe stato bisogno del tuo apporto!
Scusate, vi rammento che anche in quel caso il vostro padrone, o principale che sia, sarebbe stato condannato e voi con lui, a prescindere da chi fosse stato lanciato…
Silenzio, perplesso e confuso silenzio.
D: La solita storia… Qualcuno fa una cazzata e altri, pure se non sono d’accordo, ne pagano le conseguenze…
S: E’ la democrazia, amico mio. Non è quello che desideravi?


La Notizia:

Il Giornale, giovedì 12 marzo 2009: Iraq, tirò le scarpe a Bush. Per lui tre anni di carcere.

Quel gesto di stizza gli è costato caro: tre anni di carcere. E' la condanna inflitta al giornalista iracheno Muntazer al Zaidi che lo scorso 14 dicembre lanciò le scarpe contro George W. Bush nel corso della sua ultima conferenza stampa in Iraq da presidente degli Stati Uniti. A dare per primo la notizia è stata la tv Al Baghdadiya, l’emittente per la quale lavorava Al Zaidi. Intanto, in Iraq, cresce il "mito" dell'uomo che ha osato sfidare gli Stati Uniti. Non è visto come un agitatore che ha preferito la violenza alle parole: come giornalista a Bush avrebbe potuto fare anche la più irriverente delle domande, oppure insultarlo. Ma lui ha preferito il gesto eclatante. Per chi contesta la presenza degli americani sul suolo iracheno al Zaidi è un eroe. Lo era già quando lanciò le scarpe. Oggi, dopo la condanna a tre anni (ma ne rischiava quindici), lo è ancor di più.

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