Storie e Notizie n. 19: Quando è il cuore a vincere



La Storia:

Tum tum, tum tum, tum tum, tum tum…
Ecco il sindaco Alemanno, devono essere le nove!
To’, me lo facevo più alto. Chissà perché gli uomini di destra in tv sembrano sempre più alti…
Ecco il via… eccolo, si parte!
Sto bene, sono in forma, sono forte, nonostante l’età, sono forte. Guardatemi, guardatemi tutti. Sono a un passo dai cinquanta e corro insieme ai campioni del mondo. Gli africani, ovviamente, ma per ora, finché la gara non finisce siamo tutti campioni ed è questo il bello della corsa.
Gambe bianche o nere, corriamo tutti allo stesso modo.
Roma è veramente bella vista correndo. Com’è diversa da quando sono arrivato con l’auto, ieri. Sembra un’altra città. Mi sento bene, non mi sono mai sentito bene come ora. Sarà l’adrenalina, sarà l’emozione della partenza, saranno tutte quelle mani che applaudono, sarà che non fa così freddo come dicevano i giornali. Ma si sa, i giornali non la raccontano mai giusta…
Guarda quello come corre! Non ho mai visto gambe così storte… Guarda quell’altro, che pancia! Bravo, così la perdi, bravo. Altro che dieta, corri, amico mio, corri e saprai cosa vuol dire sentirsi bello.
Quanti chilometri avrò fatto finora? No, non devo pensarci, errore! Mai pensare alle distanze quando si è nel cuore della corsa. Nel cuore della corsa! Ma come mi vengono?
Chissà cosa si prova ad arrivare primo…
Primo davanti a tutti, davanti a quelli dietro e a quelli che guardano, soprattutto quelli. Quelli che guardano gli altri correre sono molti più di noi, se ci metto anche la tv.
E’ chiaro, ormai, la televisione rende tutto più grande di quello che è.
Sarebbe meraviglioso, almeno una volta nella vita, sapere cosa si prova a vincere ma non avrebbe alcun senso se non ci fossero quelli che guardano e battono le mani e ti sorridono perché sei il primo, perché hai superato ogni ostacolo, perché hai resistito fino alla fine, perché eri pronto a giocarti tutto, anche la vita, per arrivare al traguardo.
Tum tum, tum tum, tum tum…
Ecco, è finita, gli africani hanno vinto, come sempre.
Tum tum, tum tum…
Anche io ho terminato la mia corsa. Non sono arrivato primo, ma non importa.
Tum tum…
Ho dato tutto per questa corsa, nessuno ha dato di più. E questa vittoria nessuno me la potrà togliere.
Mai.


La Notizia:

Dalla Gazzetta di Parma, 22 marzo 2009:
Un atleta della società sportiva Atletica Manara di Parma, il 46enne Marco Franzosi, è morto nel primo pomeriggio a Roma, circa un’ora e mezza dopo la conclusione della Maratona di Roma.
L’uomo aveva corso la «gara dei 100mila» con il tempo di 3 ore e 30 minuti. La gara era terminata e Franzosi stava tornando in albergo per raggiungere altri parmigiani che hanno partecipato (una quindicina di persone per l'Atletica Manara). Il 46enne però si è sentito male in strada, in via della Polveriera, a Colle Oppio, mentre si accingeva a tornare in hotel. Franzosi è stato soccorso dallo staff medico della maratona ma non c'è stato nulla da fare. Probabilmente si è trattato di un malore.
Franzosi lavorava in un centro di elaborazione dati e lascia un fratello, una sorella e la madre.

PS: Forse non ho guardato con attenzione, ma sul sito ufficiale della maratona di Roma non ho trovato menzione della morte di Marco Franzosi...

2 commenti:

  1. In cerca di un senso c’è chi si smarrisce, chi si consuma lentamente, e chi, per cieca disperazione, finisce per “rompersi”. Non lo so se sia più fortunato chi quel desiderio di senso non lo ha mai provato. Forse sì; ma a chi quel tarlo è ormai entrato nella mente, non rimane che cercare ossessivamente la sua strada e correre, correre, anche senza mai fare un passo.
    Luca Evangelisti
    (Dulcamara Ed.)

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