La Saras ignora le tre morti sul web: sito più cinico dell’anno

Storie e Notizie n. 42:


La Storia:

Buongiorno a tutti e benvenuti al premio più ambito della rete: il Cinico Web Site, riconoscimento al sito più cinico dell’anno.
Anche nel 2009 non è stato facile operare una scelta.
Il cinismo è ormai un valore in cima ad ogni trend in tutti i campi del mondo.
Non poteva non invadere anche internet.
I giurati hanno trascorso ore incandescenti cercando di trovare un accordo comune sulla scelta da fare e ci tengono particolarmente ad assicurare che tutti i siti in corsa per l’ambito premio erano al pari meritevoli di salire sul podio.
La ricerca in rete del vincitore si è protratta fino a quando i giudici hanno appreso la notizia della morte dei tre operai in Sardegna, nella raffineria dell’azienda Saras.
Come tutti voi ben sapete il cinico non guarda in faccia a nessuno, ovvero per dirla come Oscar Wilde è uno che conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla.
Di nulla, compresa la morte.
E chi riesce ad ignorare quest’ultima, addirittura quando lo riguarda personalmente, soprattutto nel momento in cui ne è, sotto gli occhi di tutti, il primo responsabile dimostra un cinismo, come dire, encomiabile.
Ecco a voi la prima pagina del sito della Saras, Saras.it (ore 10.17):



I giurati hanno iniziato subito a sgranare gli occhi verificando che non vi fosse alcuna menzione degli operai morti il giorno prima in uno degli stabilimenti della società.
Ma la cosa che li ha fatti letteralmente cascare dalla sedia è stata leggere il messaggio di auto promozione, nel mezzo della pagina:

Progredire sempre nel rispetto di ambiente e sicurezza

A quel punto gli esaminatori non hanno avuto più dubbi.
La Saras merita ampiamente il Cinico Web Site 2009, premio per il sito più cinico dell’anno.
Se poi si pensa che contemporaneamente Massimo Moratti, il proprietario della società in questione, mentre operai delle sue fabbriche muoiono per scarsa sicurezza, continua ad investire montagne di denaro per l’Inter, l’allenatore Mourinho e i suoi calciatori, la nostra scelta diviene ancora più giusta…

Aggiornamento: Mi dicono che adesso (ore 13.55) è magicamente apparso il seguente messaggio Grande dolore di tutto il Gruppo Saras per il tragico evento che ha coinvolto i tre dipendenti della COMESA dove prima c'era solo un generico comunicato stampa. Meglio tardi che mai...


La Notizia:

Saras, l'orrore del sopravvissuto: "Ho cercato di salvare Bruno"
CAGLIARI - Seduto su un letto del reparto di medicina generale dell'ospedale civile San Giovanni di Dio, Gianluca Fazio è una sagoma immobile con gli occhi pieni di sangue, fissi nel vuoto. Magro, i capelli corvini, indossa ancora i pantaloni blu e le scarpe da lavoro, una canottiera nera. Gianluca ha visto morire i suoi compagni di "squadra" Pierluigi Solinas, Bruno Muntoni, Daniele Melis. A trentuno anni quanti ne ha, Gianluca è un sopravvissuto. Agganciato al carrello della flebo, scuote la testa. Dice di non voler parlare. Indica un uomo anziano seduto di fronte a lui. Si chiama Salvatore Fazio. È suo zio. Siciliano come lui. È lui che ha fondato la "Comesa", cooperativa sociale di 160 dipendenti, che nella raffineria lavorava a contratto per la manutenzione degli impianti. È lui che, due mesi fa, ha chiamato Gianluca a lavorare per 900 euro al mese a Sarroch. Perché a Siracusa, dove ha lasciato moglie e due figli piccoli, lavoro per Gianluca non ce n'era. È a lui che Gianluca ha raccontato. Ed è lui, dunque, Salvatore, che torna a raccontare cosa è successo in quella cisterna.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

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