Mills, Berlusconi e la tragica storia dell’Italia



Leggo che Berlusconi non verrà più a riferire in Parlamento.
Mi dispiace molto, ciò smentisce il mio “attendibilissimo” precedente racconto di Storie e Notizie
Tuttavia, oggi sono preso da altro.
Rivedendo su Wikipedia il riepilogo dei fatti che riguardano l’avvocato David Mills, non so bene perché, ma messi insieme mi sembrano perfetti per una tragedia di Shakespeare.
Così, individuando i personaggi principali e ricostruendo la trama, ho provato a fare un’analogia con l’Amleto, ovvero, "La tragica storia di Amleto, Principe di Danimarca", traduzione del titolo originale inglese.
I personaggi principali sono i seguenti:
1) Amleto
2) Il fantasma del papà di Amleto
3) Il re Claudio, fratello del padre, nonché assassino di quest’ultimo e usurpatore del suo trono
4) La regina Gertrude, madre di Amleto ed ora al fianco dell’uccisore del precedente sovrano
5) Ofelia, figlia del ciambellano Polonio, innamorata perdutamente di Amleto
E altri.
La celeberrima opera del grande bardo ha inizio quando a Elsinore, capitale di Danimarca, si scorge lo spettro del re defunto. Esso ritorna ogni notte per chiedere al figlio Amleto vendetta, poiché è stato assassinato dalla moglie Gertrude e dal fratello Claudio, che ora regnano sulla Danimarca. Amleto, rimasto turbato dall'incontro con lo spettro, confida ciò che ha visto e sentito al suo amico Orazio, e decide di attuare un piano per accertare la veridicità delle rivelazioni di quest'ultimo; in seguito poi avrebbe vendicato il padre. Il re e la regina intanto vorrebbero scoprire qual è la motivazione che ha reso Amleto triste e silenzioso; a questa domanda risponde Polonio, ciambellano di corte e padre di Ofelia, dicendo che Amleto è intristito dalla lontananza con l'amata Ofelia, avvisata dal fratello Laerte e dal padre stesso, dell' impossibile legame con il principe. A questo punto Amleto e Ofelia si incontrano e lui, ancora traumatizzato dalle recenti scoperte, maltratta Ofelia, e le consiglia di farsi suora, perché il suo amore non è ricambiato. Amleto può finalmente attuare il suo piano, e per farlo chiama alcuni attori che recitino il suo dramma, riproduzione del reale tradimento della regina e di Claudio e dell'omicidio del re. La reazione di Claudio è immediata, e lo spettacolo viene fermato, Amleto ha la prova innegabile della colpevolezza della madre e dello zio; Amleto poi ha un colloquio con sua madre durante il quale uccide Polonio. In seguito a quest'assassinio, Ofelia impazzisce e muore, cadendo in un fiume. Amleto viene quindi incolpato da Laerte per aver portato Ofelia alla pazzia, e per questo i due si sfidano a duello, su consiglio del re. Re Claudio e Laerte desiderano che Amleto rimanga ucciso durante questo duello a tutti i costi, quindi avvelenano la punta della spada di Laerte e la coppa da cui avrebbe bevuto il principe. Tuttavia il duello si svolge diversamente da com'era stato previsto: durante lo scontro Amleto viene colpito dalla spada di Laerte, e in seguito avviene uno scambio delle due armi quindi anche Laerte viene colpito. Intanto la regina beve dalla coppa di Amleto e quindi muore tra le braccia del figlio; Laerte prima di morire confessa all'amico il suo tradimento e i progetti sul duello fatti da lui e dal re. Amleto, ormai morente, costringe il re a bere dalla stessa coppa da cui la madre Gertrude aveva bevuto.
Amleto muore affidando ad Orazio la Danimarca (da questa ben sintetizzata trama).

L’altra storia, che ci riguarda più da vicino in tempi e luoghi, presenta questi personaggi principali:
1) David Mills, avvocato
2) Bob Drennan, commercialista di Mills
3) Silvio Berlusconi, imprenditore e premier italiano
4) Carlo Bernasconi, dirigente Fininvest
5) Diego Attanasio, armatore
E altri.

Ecco la trama:
David Mills scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan, dove dichiara che Silvio Berlusconi ha versato in nero sul suo conto in Svizzera, tramite il suo dirigente Carlo Bernasconi, 600.000 dollari. Il versamento era dovuto alle testimonianze reticenti rese dinanzi al tribunale di Milano, nel quale, nel processo per corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian, Mills non disse tutto quello che sapeva, ma svicolò abilmente fra le domande dei magistrati per tenere indenne "Mr B.". Dice testualmente Mills al suo commercialista "Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai”.
A Londra, il commercialista Drennan, letta quella lettera, denuncia il suo cliente al fisco inglese per corruzione ed evasione fiscale. Questa confessione dell'ex-consulente della Fininvest innesca il processo.
Il 20 gennaio 2009 Mills scrive un memoriale nel quale porge “profondissime scuse” a Silvio Berlusconi in quanto “vittima dei miei errori”. “Ho fatto degli errori, ho condotto male i miei affari e ho causato molti fastidi a delle persone che non hanno in nessun modo meritato un tale guaio. Ma non sono mai stato corrotto da nessuno”, scrive Mills nel suo memoriale.
Mills ha poi ritrattato quanto aveva confessato in precedenza, dicendo che in realtà i soldi venivano dall’armatore napoletano Diego Attanasio.
Il 17 febbraio 2009 David Mills è stato condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto 600.000 dollari versati sul suo conto da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Carlo Bernasconi, per testimoniare due volte il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e condannato a risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile.
Il 19 Maggio 2009 sono state depositate le motivazioni della sentenza dove si legge che Mills agì da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati.

Quali sono le analogie, direte voi? Presto detto. Ho trovato almeno due modi in cui fondere le rispettive trame.
Nella prima Silvio Berlusconi è banalmente il re Claudio, colpevole impunito.
Per le sue azioni è David Mills a pagarne le conseguenze, come Amleto subisce l’inganno di suo zio, il quale occupa il trono che gli spetta.
Bob Drennan è Ofelia. Quest’ultima impazzisce e si suicida di fronte all’improvviso cambiamento nei suoi confronti da parte di Amleto; tuttavia il commercialista compie anch’egli un gesto clamoroso, quasi folle al giorno d’oggi: si comporta onestamente e denuncia Mills per la sua inaspettata quanto scottante lettera.
Diego Attanasio è Gertrude. Mentre la madre di Amleto è complice indiretta delle turpi azioni di Claudio, anch’egli si trova volente o nolente a fare da supporto alla tesi che tiene in piedi la dubbia innocenza del nostro premier.
Carlo Bernasconi è ovviamente il fantasma del padre di Amleto. Il dirigente della Fininvest è recentemente defunto e anche da morto vede il suo nome infangato al posto di quello del vero colpevole.
Nella seconda Silvio Berlusconi è sempre Claudio, il sovrano ingannatore.
Bob Drennan è invece Amleto, poiché come il principe cerca di portare alla luce la verità dietro la finzione.
David Mills è Ofelia. Alla stregua di quest’ultima, anch’egli viene sacrificato per sostenere le menzogne a corte.
Diego Attanasio è stavolta lo spettro del padre di Amleto, il fantasma che appare nel momento più opportuno come un deus ex macchina a servire la trama.
Infine Carlo Bernasconi è la regina Gertrude. Come la madre di Amleto, anche lui è costretto a subire passivamente il dramma dal quale ha ben poco da guadagnare.
Tuttavia, se permettete, c’è n’è una terza che mi sembra la più realistica:
Silvio Berlusconi è ancora Claudio, il re che non merita di esser tale.
Incrociate David Mills, Bob Drennan, Carlo Bernasconi e Diego Attanasio con chi volete, tra Ofelia, Gertrude, il fantasma del padre del principe e anche Orazio, Polonio e tutti gli altri.
Ciò che conta è che Amleto è l’Italia.
Amleto siamo noi tutti.
Noi siamo le sole ed uniche vere vittime di questa infame tragedia…

Votalo come post dell'anno

1 commento:

  1. Come sempre geniale e divertente....mi hai fatto morire da ridere! purtroppo ....ma non per colpa tua, sono risate amare, perchè come dici tu, "noi siamo le sole ed uniche vittime di questa infame tragedia..."
    Ciao bello a presto.

    Stefano Mengarelli

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