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Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Gli americani si ritirano dall’Iraq: i festeggiamenti che non vedrete

Storie e Notizie n. 54

La Storia:

Oggi è un gran giorno per l’Iraq.
Oggi è un gran giorno anche per me. Soprattutto per me.

Ho sei anni e sono nato il 20 marzo del 2003, esattamente il giorno in cui il mio paese è stato invaso dagli americani.
Sono arrivati gli aerei.

Sono arrivati i carri armati.

E sono arrivati i soldati.

In tanti sono morti, persone a me care, molti che non conoscevo, troppi che mai conoscerò.

Papà non c’è più e a mamma viene sempre da piangere quando dice che è una vera ingiustizia il fatto che sono nato con la guerra e che ho vissuto i miei primi anni tra l’odore delle bombe e quello dei defunti, tra le grida di dolore e quelle di rabbia.
Probabilmente ha ragione, ma oggi non è il giorno del dolore o della rabbia.
E’ finalmente giunto il momento della gioia ed io non sono mai stato così felice in vita mia.
Perché finalmente al posto delle esplosioni c’è musica nelle strade.
C’è chi canta.

C’è chi suona perché sa suonare.

E chi lo fa semplicemente perché è contento.

C’è chi sorride e che aveva dimenticato come si fa.

E chi ha trovato un motivo per uscire di casa che non sia scappare.

Ma tutti sono in festa per lo stesso motivo: gli invasori se ne vanno.

Sono nato il 20 marzo del 2003.
Sono un figlio della guerra, ma oggi inizia un’altra vita…



Iraq, gli americani se ne vanno feste in strada per la 'liberazione'
BAGHDAD - A sei anni dalla guerra che aveva diviso l'occidente e, forse, anche il mondo intero, le truppe americane inizieranno domani il primo passo verso il ritiro dall'Iraq, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2011. Per Barack Obama, il presidente che deve restituire credibilità all'America sul fronte iracheno, la scommessa di mantenere la promessa di "andarsene dall'Iraq il prima possibile". Per gli iracheni un momento di gioia, con i militari americani che si riducono sempre di più man mano che passano le ore e una "festa della liberazione" già programmata per il 30 giugno, quando le truppe del generale Ray Odierno inizieranno il "pullout".



Commenti

  1. Bello l'articolo, come è posto tramite accostamento di immagini e frasi. Manca solo la frase, "In tanti sono morti con l'idea di portare la pace" e mi riferisco ai carabinieri di Nassiriya non ai soldati americani...

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