Flavio Briatore lascia la Renault: la vera storia dell’uomo più sfigato del mondo



Storie e Notizie N. 59:


La Storia:

Questa è la storia di un uomo che costruisce successi.
Nasce nel 1950 a Verzuolo, in provincia di Cuneo e i genitori lo chiamano Flavio.
Dimostra fin da subito grande tenacia, aprendo un ristorante e battezzandolo non a caso Tribüla, cioè uno che si da fare, che fatica e si impegna strenuamente per… per costruire successi, giustappunto.
Il ristorante viene chiuso per troppi debiti, ma questo fu indubbiamente un caso.
Nonostante una parentesi come piazzista di polizze assicurative a Saluzzo, finalmente il nostro eroe entra nel mondo che gli spetta: l'imprenditoria.
Inizia collaborando con un finanziere locale e costruttore edile, tale Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici, ex azienda di Michele Sindona.
La mala sorte vuole che Attilio Dutto venga ammazzato con una bomba collegata all'accensione della sua auto.
Ciò non arresta l’ascesa di Flavio, che si trasferisce a Milano e inizia a frequentare la Borsa. Qui fa amicizia con Achille Caproni della “notissima” Caproni Aeroplani e diviene consulente della CGI (Compagnia generale industriale), la sua holding.
Ma ecco che la solita sventura si abbatte su di lui: consiglia a Caproni di acquistare la Paramatti e cosa succede? L’azienda fa crac
Diverse società del gruppo falliscono, gli operai finiscono in cassa integrazione e banche e creditori rimangono con un buco di 14 miliardi delle vecchie lire.
L’uomo che costruisce successi non si arrende, ma le sciagure non sono finite, poiché in seguito viene condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e a 3 anni a Milano. L’accusa è quella di essere a capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano, dedito a quanto pare a intercettare danarosi signori e truffarli per bene.
Ciò nonostante ci vuol ben altro per incastrare il nostro eroe che senza pensarci su più di tanto fa le valigie e si trasferisce nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un'amnistia.
E’ lì che grazie all’amico Luciano Benetton riprende a darsi da fare aprendo un negozio del suo marchio.
Si dice che più d’uno cercò di avvertire Luciano dei trascorsi non molto fortunati di Flavio, tuttavia l’imprenditore li ignorò.
Il ricco uomo d’affari non era superstizioso, allora. Lo divenne più avanti.
Cosicché, all'inizio degli anni novanta il protagonista di questa storia viene nominato direttore sportivo della scuderia Benetton di Formula 1 e nel 1994 e nel 1995 vince il mondiale con Michael Schumacher, a dimostrare di meritare il soprannome che porta.
Non sempre, ma qualche volta sì.
Diciamo una.
Certo, voi direte che non basta per un soprannome… ma andiamo avanti.
Nel 2003 la iella ritornò a farsi sentire: il P.M. di Potenza Woodcock chiede la sua custodia cautelare nell'ambito di una inchiesta che coinvolge molti Vip con un sottobosco di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il Giudice per le indagini preliminari di Potenza emette una sentenza di incompetenza per territorio.
Il resto è roba recente: il 30 agosto 2009, durante il Grand prix del Belgio, il giornalista brasiliano Reginaldo Leme dichiara in diretta TV che Nelson Piquet Jr. è intenzionalmente uscito di strada durante il Grand prix di Singapore nel 2008, dietro ordine di Flavio. Queste illazioni hanno condotto la FIA a condurre investigazioni private in merito.
La Renault conseguentemente è stata accusata per il fatto, ma il team si è sistematicamente rifiutato di commentare, rilasciando il 16 settembre 2009 una dichiarazione in cui si annuncia che il nostro non fa più parte del team.
Queste sono fin qui le avventure di Flavio, Flavio Briatore.
Un uomo che costruisce successi…
Sempre che non ci si metta di traverso la sfiga…

La Renault ha annunciato l'addio di Flavio Briatore e di Pat Symonds al team di Formula 1. Il direttore della scuderia ed il capo degli ingegneri sono al centro dell'inchiesta che la federazione internazionale (FIA) porterà in aula il prossimo 21 settembre a Parigi e che verte attorno all'incidente del brasiliano Nelsinho Piquet al Gran Premio di Singapore 2008, secondo le accuse appositamente provocato per favorire la vittoria dello spagnolo Fernando Alonso. "Il team Renault non intende parlare della accuse in merito all'episodio di Singapore", si legge in un comunicato. "Si rende inoltre noto che il direttore manageriale Briatore e il capo degli ingegneri Symonds hanno lasciato la squadra. Prima dell'udienza prevista a Parigi il 21 settembre la Renault non commenterà pubblicamente la vicenda".

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Commenti

  1. qui è tutto oscuro: testimoni senza nome , prove che non sono state esibite alla luce del sole, diritto alla difesa negato, immunità concesse a chi scaricava gli altri.....
    bello un processo in cui il diritto è un optional. magari Alfano starà facendo un pensierino per introdurre in Italia il sistema giuridico di Mosley e Ecclestone

    Regolamento di conti in Formula 1: la radiazione per Briatore avvertimento per la Ferrari?

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