Il bene del paese…

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Storie e Notizie N. 87

La Storia:

Ennesimo scoop in esclusiva per il blog! Il più grande esperto mondiale di messaggi in codice, Akkah Nyshun Ehfes, ci rivela cosa si nasconde nella frase di Berlusconi, Andrò avanti per il bene del paese:

Come ho scritto nel mio saggio Theory of the inciucy (Teoria dell’inciucio, Tesgamow Editions), i leaders politici sono usi comunicare tra loro con frasi in codice molto semplici, due o tre o parole.
Lo fanno pubblicamente, con dichiarazioni ufficiali.
Apparentemente i destinatari sono i cittadini, in realtà - come ho ampiamente descritto nel mio altro libro Only the stupids still believe them (Solo i fessi ci cascano ancora, Mazzyaty and Cornuty Editions) – il politico sta inviando un messaggio a qualcuno, il quale conosce bene il vero senso di quelle parole.
La mia ultima scoperta riguarda appunto la vostra nazione, l’Italia, alla quale nel saggio Theory of the inciucy dedico un intero capitolo.
Grazie alle mie sofisticate tecniche di analisi semantiche ho individuato la locuzione segreta con la quale i vostri politici si inviano tra loro messaggi in codice: il bene del paese.
Quando qualcuno di loro la usa, state sicuri che sta dicendo qualcosa che va oltre il significato letterale delle parole che la compongono.
Come nel novembre del 1998, quando Berlusconi, allora leader dell’opposizione, fece le seguenti dichiarazioni rivolgendosi indirettamente a Massimo D'Alema, capo del governo: “Facciamo una legge per rafforzare il maggioritario, dare più stabilità ai governi e evitare i cambi di bandiera dei parlamentari. In questo momento c'è una grande confusione nella maggioranza. Spero per il bene del paese che queste divisioni possano essere superate…
Come quando nel 2001, dopo l’appello dell’allora presidente della repubblica Ciampi a porre fine alle polemiche sulla giustizia, il vostro premier, invitato a commentare, così disse: “Ieri ho lavorato così tanto che ho letto soltanto i titoli e non sono entrato nel dettaglio dell'appello. Ma credo che tutto ciò vada nella direzione di un clima sereno in cui maggioranza e opposizione si confrontino per il bene del paese…”.
Esattamente come nel 2002, quando a chi gli chiese se avrebbe dato il via libera alla riforma costituzionale sull’elezione diretta del presidente della repubblica, il premier così rispose: “Quella riforma è nel nostro programma di governo, è una riforma necessaria per dare un assetto istituzionale più stabile al nostro paese, che ha avuto in cinquant'anni governi che duravano in media solo un anno. Serve per dare maggiori capacità decisionali al governo che consentono di fare il bene del paese".
Come nel 2003, quando Berlusconi espresse tutto il suo rammarico per il mancato spostamento da Milano dei processi Imi-Sir e Sme-Lodo Mondadori, con tali dichiarazioni: “Questa situazione va corretta per il bene del paese…”
Sia chiaro, però.
Il messaggio che contiene l’enigmatica locuzione, è stato utilizzato in maniera trasversale.
Come quando nel 2007 Massimo D’Alema, chiamato a rispondere della bontà o meno della Bicamerale, dichiarò: “Rifarei tutto quello che ho fatto in buonafede per il bene del paese.”
Come quando nel 2008, al messaggio di Berlusconi che chiedeva un clima più sereno, l’allora leader del Pd Veltroni replicò: “Sì a scelte per il bene del paese…”
E come quando nel 2009 l’attuale leader del Partito Democratico, Bersani, si presentò così: “Il Pd lavorerà per il bene del paese…”
Capisco che non sia da tutti essere esperti di semiotica e comunicazione.
Ciò nonostante, come ho dettagliamene spiegato nel mio prossimo saggio dal titolo Are you masochistic or what?! (Siete masochisti o cosa?!, Svejah Editions), prima o poi arriva il momento di iniziare a chiederci perché permettiamo a questa gente di prenderci per il…

La Notizia:

Berlusconi: andrò avanti per il bene del Paese.



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Loving contro Virginia, 5 Gennaio 2010 a Trieste.

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