Lettera di Babbo Natale all’Italia

 

Care italiane e gentili italiani,
prima di tutto vi ringrazio per l’enorme quantità di lettere che mi avete spedito.
Tuttavia, mi avete costretto a rompere con la tradizione e scrivervi io stesso.

Il fatto è che però siete stati voi per primi a violare le regole.
Eh sì, perché la letterina possono inviarmela solo i bambini e una per ciascuno.
E allora come mai mi sono arrivate quasi mezzo miliardo di buste?
Voi siete solo sessanta milioni e la maggior parte anziani…
Ciò nonostante, essendo io un bonaccione, anzi, il più grande bonaccione del mondo, mi sono messo a leggerle tutte.
Per colpa vostra, ho rischiato di non fare in tempo a preparare i regali per gli svizzeri e lo sapete anche voi quanto si incacchiano quelli se fai tardi.
A proposito, per caso qualcuno sa dirmi perché quest’anno mi hanno chiesto così tanti modellini di minareti?
Vabbe’, torniamo a noi.
Come vi ho detto ho letto tutte le circa cinquecento milioni di lettere e sono rimasto veramente allibito…
C’è chi mi chiede di fargli avere una casa, perché non ce la fa più a tremare di freddo sotto una tenda.
C’è chi mi chiede di fargli tornare sani e salvi i propri figli dal fronte, perché ha finalmente capito che sono partiti per la guerra.
C’è chi mi chiede di fargli avere un presidente del consiglio che non ha bisogno di perdonare qualcuno per averlo aggredito, perché mai, nessuno mai si sognerebbe di farlo, neanche un pazzo.
C’è chi mi chiede che i soldi per il ponte di Messina siano usati per rifare una volta per tutte l'autostrada Salerno Reggio Calabria.
C’è chi mi chiede di essere rispettato come persona e non perché ha un permesso di soggiorno.
C’è chi mi chiede di poter amare chi vuole, perché tanto lo amerà lo stesso.
C’è chi mi chiede il diritto di morire in pace in cambio del dovere di vivere nel dolore.
C’è chi mi chiede un paese dove ci sia veramente libertà, perché è stanco di vedersi derubato anche del significato delle parole.
C’è chi addirittura non mi chiede di far scomparire la mafia, che non pretende tanto, ma almeno sapere dove inizia e dove finisce.
C’è chi gli sta pure bene che i treni arrivino in ritardo, chiedendomi che almeno non escano dai binari per distruggergli casa e vita in un colpo solo.
C’è chi mi chiede di fargli fare qualsiasi cosa, anche la più umiliante, basta che sia un lavoro.
C’è chi mi chiede di avere la speranza, non la certezza, che un giorno l’Italia sarà un paese né migliore e tantomeno peggiore degli altri, solo un paese normale…
La cosa che mi ha maggiormente impressionato è che molti di voi hanno inviato più di una lettera, come se aveste avuto paura che una sola non sarebbe bastata, come per sottolineare l’urgenza delle vostre domande, per rimarcare la loro inevitabilità.
Come se alla fine di ognuna ci fosse un enorme punto esclamativo.
Mi dispiace, ma io non posso aiutarvi…
Io sono solo Babbo Natale, non un mago.
Io non faccio miracoli, bensì regali per i vostri figli e nipoti.
Posso darvi solo un consiglio.
Come disse Martin Luther King la libertà non è mai data volontariamente dall’oppressore. Deve essere chiesta dall’oppresso.
Chiesta, pretesa e ad ogni costo ottenuta, perché convinti che si tratta di qualcosa che nessuno ha il diritto di maltrattare, infangare o addirittura rubare.
Le cose che desiderate da me le potete avere in qualsiasi momento, perché sono vostre.
Dovete solo volerlo.
Senza se e senza ma.
Qui ed ora.
Buon Natale…

 

Loving contro Virginia, 5 Gennaio 2010 a Trieste.