Nato uccide ancora civili: ora basta

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Storie e Notizie N. 122

La Storia:

Civili…
Così ci chiamavano.
Donne, bambini, vecchi, persone normali, ma tutti senza una divisa.
Eravamo i cittadini invasi, gli abitanti inermi, eravamo il popolo dei disgraziati.
Eravamo una casualità sfortunata.
Eravamo i morti civili.
E così, ci guadagnavamo un trafiletto sui quotidiani, un accenno dal tg o al massimo un servizio discusso in una puntata faziosa di una trasmissione alternativa.
Sangue dalla testa, occhi gonfi di lacrime, braccia mozzate, gambe amputate, vi mostrarono di tutto, ciò nonostante, esistevano ancora al mondo persone tra voi che ritenevano la guerra una possibilità… civile.
Sì, civile, esattamente come noi.
Perché il punto era tutto lì: Se avete lo stomaco per ritenere l’uso delle armi necessario per portare la pace, avete altrettanto l’obbligo di infilare le vostre dita nelle nostre ferite ormai inerti e in quel medesimo istante, guardandoci dritto negli occhi, dire ad alta voce: “Era ciò che andava fatto.”
Le vittime civili...
E venne il giorno in cui fummo stanchi di pagare per voi.
In Iraq, in Afghanistan, ovunque nel mondo, eravamo coloro che offrivano il sacrificio più alto all’altare del nulla.
Il nulla delle bugie semantiche e degli inganni sintattici.
Missioni di pace, cooperazione internazionale, interventi umanitari...
Alla fine abbiamo detto basta.
Basta con le canzoni impegnate, basta con le preghiere ispirate, basta pure con inutili post come questo…
Noi, i civili, eravamo stanchi di essere tali.
Non volevamo più indossare queste vesti, non accettavamo più di interpretare sempre questo ruolo di merda, come il negro nei film horror, che muore sempre per primo.
Terroristi?
No, questo è un terribile errore che avevamo già fatto, era già successo tante, troppe volte, e avevate subito imparato a come usarci contro noi stessi.
Ora noi pretendiamo di non essere più usati in alcun modo.
Per questa ragione abbiamo scelto l’unica vera strada per la sopravvivenza.
Un migliaio di dollari, una nave o un camion, e un’altra vita si è accesa grazie alla speranza di infrangere il confine che divideva la vostra fortuna dalla nostra cattiva sorte.
All’inizio era ancora tutta una questione di parole, nella solita beffarda danza dei punti di vista.
Alcuni di voi avevano l’ardire di chiamarla invasione, la nostra.
Dal momento che mettevamo piede sulla vostra terra dell’onestà, nelle vostre città sicure, nel paese dall’indiscussa moralità, non eravamo più i civili.
Ladri, assassini, stupratori, eravamo i colpevoli di ogni vostro male.
Poi abbiamo detto basta anche a questo.
Basta anche con questa ignobile presa per il culo.
Ecco la buona novella: noi oggi non siamo i civili.
E’ un gran giorno, questo, poiché nessuno di noi lo è più.
Noi, ora, siamo gente come voi.
Siamo gli occidentali.
Vogliamo quello che volete voi.
E siamo disposti a tutto per averlo, esattamente come voi…



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

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