Scaglia e Di Girolamo frode colossale, e il popolo che fa?

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Storie e Notizie N. 124


La Storia:

C’era una volta il popolo.
Il popolo viveva in un paese come tanti.
Il paese come tanti, non lo era esattamente, come tanti.
Basterebbe leggere il curriculum del presidente del consiglio per rendersene conto, ma oggi non voglio parlare di lui. Che cavolo, gli do già abbastanza spazio. Stai a vedere che gli faccio anche un favore? Bah, non ci voglio pensare, altrimenti mi viene una crisi di panico.
Nel paese che non era esattamente come tanti, da quando divenne una repubblica - una forma di governo in cui la sovranità appartiene ad una parte più o meno vasta del popolo che la esercita nei modi e nei limiti fissati dalle leggi vigenti - successe di tutto.
Stragi impunite, delitti insoluti, truffe legalizzate ai danni dello Stato – che poi sarebbe il popolo – corruzione onnipresente ad ogni livello delle istituzioni – sempre ai danni del popolo – tangenti a destra e a manca in ogni ufficio che conta – con i soldi del popolo – conflitti di interesse ovunque celati o meno dietro promesse mai mantenute.
A chi? Al popolo.
E il popolo? Incredibile a dirsi, come un personaggio degno di una storia inverosimile, il popolo non fece mai, ripeto, mai veramente qualcosa per cambiare tutto ciò.
In più di sessant’anni regalò ricchezza, potere, lusso e privilegi a gente che non fece altro che raggirarlo, illuderlo e sfruttarlo come una vacca grassa.
Lo so, immagino farete fatica a credermi, ma è proprio così.
Oltretutto, rispetto al passato, qualcosa cambiò, che rese il tutto ancora più assurdo.
Un tempo il potere ingannava il popolo anche grazie alla sua inconsapevolezza.
Tante cose non le sapeva, altrimenti…
Ecco, anche sapendole, non ci fu nessun altrimenti.
Della serie: sì, lo so che mi hai imbrogliato, so che mi imbrogli oggi e che continuerai anche domani. Mica sono fesso, sai?
E tutto rimase com’era prima.
Come fu possibile?
Come fu possibile approfittarsi di milioni di persone per così tanto tempo, perfino alla luce del sole, senza che esse si opponessero in qualche modo?
Come poté un manipolo di astuti quanto mediocri individui succhiare il sangue ad un intero popolo per più di mezzo secolo?
C’era un solo modo: convincerlo che anche lui fosse astuto e mediocre.
Fu sufficiente far credere ad ogni cittadino, o alla maggior parte, di essere anche lui uno scaltro e disonesto truffatore, che a sua volta si approfittava di qualcun altro.
Il popolo non era un insieme di stinchi di santo, tutt’altro, ma tutto poteva essere tranne che furbo, altrimenti… e altrimenti non ci fu.
E come riuscire in questa enorme opera di convincimento?
Semplice. Bastò immaginare una farsa che fosse ogni volta la stessa, da mettere in scena periodicamente su tg e giornali, al cinema e in tv, nei libri e sulle riviste, in cui (di)mostrare che il popolo fosse tutto uguale: tutti furbi, tutti disonesti, tutti imbroglioni, tutti infedeli.
Tutti colpevoli e sempre gli stessi al potere.
Una farsa da mettere su soprattutto in vista delle elezioni, perché tutto rimanesse come prima.
D’altronde, come può un ladro lamentarsi di un furto?


La Notizia: 2 miliardi di euro rubati.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

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