Crisi in Grecia e risate in Italia

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Storie e Notizie N. 169

Moltissimi giornali esteri, trattando la crisi economica della Grecia, segnalano il pericolo che corrono Portogallo, Spagna e soprattutto Italia, che - come dice oggi il Wall Street Journal - è a serio rischio contagio visto che ha un debito pubblico sette volte quello ellenico.
Ciò nonostante, anche da quando la grave situazione finanziaria greca è su tutti i giornali, continuiamo a sentire dal nostro governo rassicurazioni e inviti all’ottimismo.
Chissà, forse Berlusconi e i suoi sanno qualcosa che non sappiamo…

La Storia:

C’erano una volta due contadini, uno greco e l’altro italiano.
I due contadini, che abitavano l’uno accanto all’altro, avevano un campo.
Entrambi vivevano solo del proprio raccolto e tutti e due avevano moglie e figli.
Un giorno una terribile siccità si abbatté sulle due fattorie.
Un campo senz’acqua è destinato alla fine.
Un contadino senza campo non ha raccolto.
E i figli di un contadino che non ha raccolto non hanno di che da mangiare.
Ora, si sa come sono gli esseri umani.
Sono diversi e ognuno reagisce in modo differente alle avversità.
Il greco era disperato e piangeva di rabbia e dolore sotto gli occhi angosciati dei suoi familiari.
L’italiano invece sorrideva e ripeteva alla moglie e i figli: “State tranquilli. Noi supereremo la crisi perché l’abbiamo affrontata meglio degli altri.”
“Gli altri chi?” ribatteva la compagna. “Vuoi dire il greco?”
“Donna, non fare demagogia”, la zittiva lui. “Torna in cucina.”
I giorni passarono e la situazione rimaneva immutata.
Ogni mattina il contadino greco si alzava dal letto, usciva di casa e imprecava sconfortato di fronte al cielo privo di nuvole e il sole impietoso nel mezzo.
Quindi si voltava verso il campo confinante e vedeva l’italiano con le braccia aperte e un largo sorriso sulle labbra, mentre esclamava sereno: “Noi supereremo la crisi perché l’abbiamo affrontata meglio degli altri!”
Passarono settimane, mesi e alla fine la Morte arrivò.
La nera signora con l’affilata falce scese sulla terra e bussò alla porta del greco.
Questi aprì e non mostrò alcuna sorpresa vedendola lì, sulla soglia.
“Buongiorno Morte”, disse con tono rassegnato, “sapevo che prima o poi saresti venuta da noi. Ma una cosa mi rallegra: adesso il mio vicino la smetterà di ridere e fare il gradasso…”
La Morte si voltò verso il campo accanto e guardò per un fuggevole istante il contadino italiano che sempre sorridente e a braccia aperte esclamava: “Noi supereremo la crisi perché l’abbiamo affrontata meglio degli altri.”
“Quale vicino?” chiese la nera signora.
“Come quale vicino?” saltò su il greco. “Quello che prenderai dopo di me, insieme alla sua famiglia. Se sono finito in disgrazia io, figuriamoci lui che ha sette figli mentre io solo uno…”
La Morte inarcò il sopracciglio sinistro e disse: “Su una cosa hai ragione. Dopo di te prenderò una donna e sette bambini dalla casa accanto. Ma nessun contadino.”
Il greco fu preso da una crisi di nervi e indicando l’italiano gridò: “Morte, sei cieca? E quello cos’è?”
“Quello? Ah, quello è lo spaventapasseri, con dentro un registratore. Il contadino italiano, il padrone del campo, colui che doveva provvedere alla sua famiglia, è scappato da tempo…”



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

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Commenti

  1. Mi piace questa storia perché mette in risalto un lavoro reale che se non preso con impegno e rispetto per la terra non da frutti! Infatti esistono altri lavori diciamo “fittizi” e speculativi che fanno guadagnare un sacco di soldi e non servono alla società (vogliamo parlare di calcio?). Nel tempo sono stati proprio i lavori fittizi ed improduttivi a creare la ricchezza di alcuni rispetto a quelli che per avere più frutti si svegliano quando il sole ancora deve sorgere e smettono di lavorare appena il sole ha tramontato! Quindi quando parliamo di campo verde per cortesia non confondiamoci con il verde dell’erbetta dove ventidue ben pagati giovanotti mangiano talmente tanto che ventidue contadini dovrebbero lavorare una vita per accumulare tali ricchezze date da presidenti facoltosi.

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  2. Purtroppo io, sebbene sia un grande ottimista, la vedo nera! Ormai i modelli che ci propongono quotidianamente i media vogliono sono riusciti a rendere la nostra società veramente cattiva.
    Ritengo che l'onestà e la correttezza siano valori di gente purtroppo considerata "stupida"; l'arroganza, la prepotenza - cito testualmente "chi non voterà per noi è un coglione!" - sembrano essere i valori da perseguire e da considerare come fari che guidano le nostre azioni. Vivere in questa società vuol dire "litigare" con tutti coloro i quali forniscono servizi, solo per evitare di esere truffati... In tv ormai si vedono solo donne nude e si sentono quasi costantemente parolacce, urla, scene assurde. Scene che condizionano la nosrta società, che contribuiwscono, giorno dopo giorno, a renderla un po' peggiore. Fra poco nascerà mia figlia, spero che lei possa vivere in un mondo un po migliore di quello in cui io vivo adesso. Ero molto attaccato alla nostra nazione, avevo un forte spirito patriottico ma oggi, purtroppo, comincio a provare un po' di vergogna di essere Italiano. Scusate lo sfogo ma sono disgustato dalla classe di politico-imbroglioni, padroni delle nostre menti, che attualmente governano il nostro Paese.
    Ritengo di essere fortunato ad avere una mente libera ma questo mio ribellarmi continuamente alle meschinità della società contemporanea, non mi consente di vivere con la serenità di una volta (quando ancora non ero pienamente consapevole di come fosse la nostra società). Considerate che ho solo 30 anni e mi sembra di parlare come un vecchio!
    Scusate ancora lo sfgogo.
    Federico

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  3. Non devi scusarti, Federico. Coraggio, tieni duro, anche per tua figlia. Io ne ho due e sono certo che sono loro il mondo migliore che aspettiamo. ;)

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  4. Gia', chi scrive cronaca allinea particolari, chi racconta storie tocca gli universali. Da italiana che al momento lavora in Grecia, complimenti!

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