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Michelito Lagravere incornato in video e le scuse del toro

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Storie e Notizie N. 197

Leggo oggi la notizia dell’infortunio capitato al torero Michelito in quel di Mexico City.
Solitamente, quando apprendo di qualche incidente durante una corrida, il mio primo ed unico pensiero va al toro, augurandomi che sia uscito indenne dalla vile ed umiliante aggressione che è costretto a subire sulla pubblica piazza.
Tuttavia, stavolta la situazione è un po’ diversa.
Oltre all'animale, c’è un’altra vittima ed è il torero stesso, fortunatamente sopravvissuto senza grossi danni.
Sto parlando di quel Michelito, un bambino di dodici anni travestito da matador.
Vittima lui e vittima il toro.
Ma allora - si staranno chiedendo quei due, massimo tre lettori di questo blog – chi è l’aggressore?
Presto detto.
E’ un uomo che, a commento della notizia del rischio corso dal ragazzino, avrebbe così dichiarato: “Sono orgoglioso di lui.
In teoria sarebbe il padre di Michelito…

La Storia:

Caro Michelito,
capisco che ti sembrerà incredibile ma qui è il toro che ti scrive.
Lo so, è una cosa assurda.
Anche per me lo è il fatto che centinaia di persone si divertano ad assistere alle torture che i tuoi colleghi mi infliggono e che soprattutto costoro vengano considerati addirittura coraggiosi per questo.
Ma non è della follia della corrida che vorrei parlarti.
Sono qui per chiederti scusa.
Scusami per averti colpito con le mie corna.
Il fatto è che quando entro nell’arena e tutta quella gente inizia ad urlare vedo tutto rosso e non distinguo più quel che ho davanti.
Non mi riferisco al rosso che voi altri sventolate cercando di attirare la mia attenzione o scatenare la mia rabbia.
Il rosso che acceca il mio sguardo è quello del sangue versato dai miei fratelli, sola via d’uscita da questo inferno in cui siamo capitati.
Per questa ragione ci lanciamo come pazzi su di voi con le corna spianate.
Non vediamo l’ora di farla finita, di farvi vincere e permettervi di ricevere l’applauso finale dai vostri ammiratori.
Nessuna remora, nessun rimorso ci ostacola, poiché sappiamo bene che qualunque possa essere il castigo del dio dei tori per il male fatto a qualcuno di voi, sarà sempre migliore di quel che oggi sopportiamo.
Ciò nonostante, ieri è successa una cosa che mi ha sconvolto.
Per la prima volta mi sono vergognato di me stesso.
Per la prima volta mi sono sentito in colpa.
Per la prima volta avrei preferito essere rimasto fermo e non caricare.
Un bambino…
Un bambino vestito da torero, d'accordo, ma pur sempre un bambino.
Un bambino in terra a causa dei miei colpi.
Non credevo ai miei occhi, finalmente liberi da quel rosso velo di dolore che non mi abbandona mai.
Poi sentii la folla invocare il tuo nome…
Michelito!
Michelito Lagravere!
Come il torero Michel Lagravere, tuo padre, che vidi trionfante tra il pubblico, mentre i tuoi compagni ti rialzavano da terra.
Ora sono nella mia stalla, stanco, ferito ma con dentro una collera che mai ho avuto in vita mia.
Perdonami, Michelito.
Sono contento che tu stia bene, ma ti prego.
La prossima volta, mandami il tuo papà.
Non vedo l’ora di scusarmi anche con lui…

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Commenti

  1. La tauromachia fa parte della cultura di un popolo, in Italia ad esempio vediamo gareggiare i minorenni in moto (vedi V. Rossi)anche se la nostra cultura forse non è proprio il motociclismo! non parliamo dei baby calciatori (detti pulcini), eppure quanti traumi, quanti menischi, quante milze vengono spappolate dai calci e non fa notizia! quindi sono d'accordo a non far scendere in arena i minorenni, ma non credi che nella nostra Italia assistiamo a liti di papà che a bordo campo vorrebbero che i loro figli fossero già dei baby campioni? --- GeDonat

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