Protesta studenti università e riforma gelmini: lettera di M. Luther King

English

Storie e Notizie N. 292

Leggendo delle ultime pubblicazioni di Wikileaks su Berlusconi stavo per scrivere un ennesimo pezzo al vetriolo su di lui, quando ho sentito dentro un senso di disgusto.
Lo avevo provato altre volte, ma stavolta è stato così forte da non poter essere ignorato.
Il fatto è che mentre esitavo con i polpastrelli sospesi sulla tastiera mi sono venuti in mente due volti, ancora una volta scisso tra notizie e storie, tra l’attuale e il presto dimenticato: il viso del premier provato dai festini e uno qualunque degli studenti che in questi giorni stanno scendendo in piazza per protestare.
Be’, perdonate l’espressione, ma quello che mi sono sentito obbligato a fare è mandare a fanculo il vecchiaccio e dedicare il post a quei ragazzi…

La Storia:

Care studentesse e cari studenti,
facendo immeritatamente mie le parole di Martin Luther King, vi invio questa mia. Sono qui a scrivervi su questo blog perché nel nostro paese regna l’ingiustizia. Non posso stare oziosamente seduto davanti al mio pc e non essere preoccupato di quello che succede a voi. L’ingiustizia, ovunque, è una minaccia alla giustizia ovunque. Ogni cosa che tocchi uno direttamente tocca tutti indirettamente. Chiunque viva in questo paese non può essere considerato un estraneo all’interno dei suoi confini.
Coloro che vi biasimano, che deplorano le dimostrazioni che hanno avuto luogo, sbagliano.
È stata una sfortuna che le dimostrazioni abbiano avuto luogo ma è anche più sfortunato il fatto che il governo abbia lasciato senza alternative la comunità degli studenti.
Il fatto è che l’ingiustizia inghiottisce questo paese e quello della scuola è probabilmente il mondo più minuziosamente colpito nel nostro paese. Sulla base di queste condizioni gli studenti hanno cercato di negoziare con il governo, ma quest’ultimo ha rifiutato di impegnarsi in una buona negoziazione.
Qualche ben pensante ha chiesto: “Perché le manifestazioni? Perché i sit-in, le marce e così via? Non è la negoziazione una strada migliore?”
Hanno quasi ragione a chiedere una negoziazione. Infatti questo è il vero scopo della manifestazione. La manifestazione non-violenta cerca di creare una crisi ed incoraggia una tensione che costringa, una comunità che è stata costantemente rifiutata al negoziato, a confrontarsi col problema. Essa cerca di drammatizzare così tanto il problema che non possa essere ignorato. Ed io sono certo non avete alcuna paura della “tensione” del mondo.
Qualcun altro ha domandato:”Perché non date tempo al governo di agire?”
La sola risposta che posso dare a questa domanda è che il governo deve essere spinto al problema. La storia insegna che non è stato fatto un singolo profitto nei vostri diritti senza una determinata, legale e non-violenta pressione. Doloroso è un fatto storico per cui gruppi privilegiati raramente rinunciano volontariamente ai loro privilegi. La libertà non è mai data volontariamente dall’oppressore; deve essere chiesta dall’oppresso. La giustizia troppo a lungo ritardata è giustizia negata.
Forse è facile per quelli che non hanno mai avuto i vostri problemi dire “aspetta”, ma se avessero il coraggio di mettersi nei vostri panni, veramente, per sentire l’enorme tristezza di chi sa di avere infinite capacità, sogni e progetti e un orizzonte sempre più piccolo, allora capirebbero perché trovate difficile aspettare.
Alcuni esprimono un grande senso di ansietà circa la possibile vostra intenzione di non rispettare la legge. Questa è certamente una preoccupazione legittima. Tuttavia, una domanda possiamo ben fare:”Come si può non rispettare alcune leggi ed obbedire a delle altre?”. La risposta sta nel fatto che ci sono due tipi di leggi: giuste ed ingiuste.
Ognuno di noi ha la responsabilità morale di disobbedire a leggi ingiuste.
Come si può determinare se una legge è giusta o ingiusta? Semplice. Ogni legge che innalza la personalità umana è giusta. Ogni legge che degrada la personalità umana è ingiusta.
Qualche volta una legge è giusta in apparenza ma ingiusta nella sua applicazione. Per esempio, mettiamo caso che qualcuno di voi venga arrestato durante una manifestazione non permessa. Ora, non c’è nulla di sbagliato nell’avere un’ordinanza che richieda il permesso per fare delle manifestazioni. Ma un’ordinanza diventa ingiusta quando viene usata per negare ai cittadini il privilegio delle assemblee pacifiche e della protesta. Non dovremmo mai dimenticare che tutto quello che Adolf Hitler fece in Germania fu “legale” quanto “illegale” fu l’aiuto ed il conforto agli ebrei.
Mai prima d’ora ho scritto una lettera così lunga. Ho paura di aver abusato troppo del vostro tempo prezioso. Se ho detto qualcosa che esagera la verità ed indica una irragionevole impazienza, vi prego di dimenticarmi.
Spero che questa mia lettera vi trovi forti.
Vostro,

Alessandro Ghebreigziabiher

Libero adattamento della Lettera dalla prigione di Birmingham, di Martin Luther King.



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

Nessun commento:

Posta un commento