Agenda

Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

Testo accordi Schengen e storia della solidarietà

Storie e Notizie N. 365

Dal testo dell’accordo:

La Storia:

C’erano una volta i Governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica Francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi.
Essi, consapevoli che l'unione sempre più stretta fra i popoli degli Stati membri delle Comunità europee avrebbe dovuto trovare la propria espressione nella libertà di attraversamento delle frontiere interne da parte di tutti i cittadini degli Stati membri e nella libera circolazione delle merci e dei servizi, desiderosi di rafforzare la solidarietà fra i propri popoli rimuovendo gli ostacoli alla libera circolazione attraverso le frontiere comuni, il 14 giugno del 1985 siglarono un accordo.
Con quest’ultimo, intendevano raggiungere i seguenti obiettivi:
Primo, abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen.
Secondo, rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen.
Terzo, collaborazione delle forze di polizia e possibilità per esse di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (per esempio durante gli inseguimenti di malavitosi).
Quarto, coordinamento degli stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale (per esempio mafia, traffico d'armi, droga, immigrazione clandestina).
E quinto, integrazione delle banche dati delle forze di polizia.
Qualcuno di voi si chiederà: “Ma cosa c’entra tutto questo con la solidarietà fra i popoli?
Sarà il solito retorico demagogico buonista ed illuso pacifista.
Ignoriamolo e andiamo avanti.
In seguito, i paesi che sottoscrissero l’accordo divennero trenta, tra cui anche l’Italia.
Il nostro paese firmò il trattato nel 1990, per poi farlo entrare in vigore nel 1997.
Tra i vari articoli dell’accordo si dimostrò col tempo estremamente prezioso quello della sospensione dello stesso.
Difatti, si decise che ogni nazione aderente all’accordo avrebbe potuto interromperne la validità per un tempo limitato e per determinati motivi.
E quali?” potrebbe chiedere il solito fannullone qualunquista e piantagrane.
Ad ogni modo, per non far insinuare che qui siamo elusivi, in generale uno stato membro avrebbe potuto sospendere gli accordi di Schengen per rafforzare le misure di sicurezza, come nel caso in cui stesse per ospitare un grande evento.
Che so, come fece l’Italia nel 2009 durante il G8 a L’Aquila.
Il rompiballe polemico sovversivo tra voi potrà obiettare di nuovo: “Cosa c’entra tutto ciò con la solidarietà tra i popoli?”
Ignoriamolo, anzi, allontaniamolo e andiamo verso il clou del racconto.
Nell’aprile del 2011 la Repubblica Francese, uno dei primi paesi sottoscrittori dell’accordo, ne sospesero l’attuazione chiudendo i propri confini nei pressi di Ventimiglia e bloccando temporaneamente la circolazione ferroviaria.
Interrogate sulle motivazioni, le autorità transalpine risposero che la decisione era stata presa per contenere una manifestazione non autorizzata a sostegno dei migranti tunisini e quindi per prevenire il rischio di incidenti.
Ovvero, rafforzare le misure di sicurezza, quindi, opzione compresa nel suddetto accordo.
Ma cosa cappero c’entra tutto questo con la solidarietà tra i popoli?” potrebbe per l’ennesima volta domandare quel trasandato giovinastro appena uscito da un’overdose di utopia che si nasconde tra voi.
Solidarietà?
Amico, sveglia, che la guerra è finita.
Anzi, è iniziata, per essere precisi…
Guarda, ti voglio aiutare con parole semplici, visto che ancora non vuoi accettare la realtà.
Prendi il testo dell’accordo, okay?
Cosa? L’hai letto e c’è scritto della solidarietà tra i popoli?
Lascia perdere, ascolta me.
Prendi l’accordo e conta.
Quante volte è presente il termine popoli?
Te lo dico io: due.
No, dico, 2.
Ci sei? No?
Quante volte è presente il termine cittadini?
Facciamo prima: otto.
Ecco, vuoi sapere ora quante volte viene usato il termine merci?
Tredici.
Tredici a otto, chi vince?
Non ti è chiaro ancora?
Rileggi bene le premesse: libertà di attraversamento delle frontiere da parte di tutti i cittadini e libera circolazione delle merci.
Le parole sono importanti, cavolo.
I cittadini sono liberi di attraversare, a loro rischio e pericolo.
Non è affatto escluso che qualcun altro abbia non solo la libertà, ma addirittura il diritto di arrestarti, non prima di averti manganellato a sangue.
Il diritto di circolare c’è l’hanno le merci, non gli esseri umani.
E’ come quando attraversi la strada.
Tu hai la possibilità di farlo quanto l’automobilista di investirti.
Dopo, se riesci ad alzarti, vai pure a protestare perché stavi sulle strisce…








Commenti