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Visualizzazione dei post da Maggio, 2011

Maestra messicana canta più forte dei proiettili

Storie e Notizie N. 383
La maestra d’asilo Martha Rivera Alanis, facendo cantare venerdì i suoi bambini durante la sparatoria nel polo industriale di Monterrey, ha dimostrato eccezionale coraggio civico.”
 Queste parole sono state impresse in un attestato ufficiale dal governatore dello Stato del Nuevo León, che si trova nella zona nord-occidentale del Messico…
La Storia:
E’ venerdì.
E’ finalmente venerdì. E’ venerdì ed è l’ultimo giorno di lavoro, almeno per questa settimana. Non fraintendetemi, mi piace ciò che faccio. Ma non mi sono presentata, scusate… Mi chiamo Martha e sono una maestra. Una maestra d’asilo. Lo so quello che pensate. Che una maestra d’asilo non è una vera maestra. Una di quelle che possono interrogarti. Una di quelle che possono metterti le note. Una di quelle che possono bocciarti. Sarà. Io so solo che tutto questo ha a che fare con la paura. La vita, non la scuola, mi ha insegnato che la paura è come una benda sugli occhi. E quando hai una benda sugli occhi non puoi far altro …

Germania addio nucleare: in Italia siamo più furbi

Storie e Notizie N. 382

Dopo la Svizzera e il Giappone anche la Germania ha annunciato il proprio abbandono al nucleare: l’ultimo reattore atomico sarà spento da qui a dieci anni, entro il 2022. Da noi invece, come ha detto il premier Berlusconi, il ricorso al nucleare è inevitabile. Noi siamo più furbi. Si dice, no? L’Italiano sì che è un dritto, e chi lo frega? Da cui mi viene in mente…
La Storia:
Ci sono un tedesco, uno svizzero, un giapponese e un italiano. Lo svizzero fa: “Il nostro governo ha deciso che entro il 2034 abbandoneremo l'energia nucleare. Tutte le centrali saranno disattivate e non saranno sostituite.” Il giapponese e il tedesco annuiscono, entrambi con un’espressione apprezzante. L’italiano invece ride. “Perché ridi?” gli chiede lo svizzero. L’italiano non risponde. Il giapponese prende la parola e rivolto allo svizzero esclama: “Hai detto entro il 2034? Noi faremo prima. Il nostro governo ha deciso di ripartire con l’energia verde e ha ideato un piano che prevede l'inst…

Nobel per la pace alle donne africane: discorso di ringraziamento

Mi chiamo Eman, sono una ragazza libica e sono qui per dirvi grazie. Grazie di questo premio. Penso… anzi, sono certa che la maggior parte di voi non ha la più pallida idea del perché io vi sia grata di rendere tale omaggio a me e a tutte le donne africane. Il Nobel per la pace… Il più grande premio della storia per quello che tutte noi facciamo per la pace. Ovvero, di quel che facciamo per un sogno. Sì, signore e signori, la pace è un sogno. Era il sogno di mio padre, morto per la mia libertà e quella di mia sorella Naima, dei nostri fratellini e di tutti, nessuno escluso, tutti i nostri concittadini. La libertà? La libertà è anch’essa un sogno. La democrazia? Un sogno, pure lei. La pace, la libertà e la democrazia sono tutti sogni. E non solo per le donne africane. Non solo per la Libia, o la Tunisia, l’Algeria e tutto il nord Africa. Pace, libertà e democrazia sono e dovrebbero essere visti come sogni da ogni abitante di questo pianeta. Perché dal momento che ti convinci che quello che il mondo t…

Storie di razzismo: Braccialetti indentificativi per tutti

Storie e Notizie N. 381
Ieri, a Piazza di Spagna a Roma, la polizia municipale ha applicato al polso di decine di venditori 'abusivi immigrati' dei braccialetti, per facilitare l'identificazione:

La Storia:
Bravi! Quando ci vuole ci vuole. I miei più sentiti complimenti al comando della polizia municipale di Roma. Altro che razzismo ed evocazione della persecuzione degli ebrei, come qualcuno ha gridato stracciandosi le vesti. Magari sarà stato qualche senza cervello che vota a sinistra, come ha giustamente detto ieri sera a Porta a Porta il nostro amato presidente. I braccialetti indentificativi sono un’idea geniale. Concordo perfettamente con il comandante del gruppo, autore del blitz, Stefano Napoli: “I bracciali ci permettono di identificare questi venditori con la merce che abbiamo loro sequestrato, è un 'sistema di garanzia'”. Un sistema di garanzia ci vuole in questo nostro confuso paese, signori miei, altro che retorica demagogia da 'culattoni raccomandati'. Ha…

EG8 Digital Forum: Sarkozy e la presunzione dei topi

Storie e Notizie N. 380
L’orrendo presidente transalpino, incredibilmente marito di Carla Bruni, ha aperto ieri il primo EG8 Digital Forum, da lui stesso ideato. La motivazione, che potete leggere dettagliatamente sul sito dell’evento, è in breve invitare i cosiddetti leaders del mondo a riflettere e confrontarsi sul futuro di Internet – come da titolo del convegno – in continua crescita. All’inizio dei lavori, ha accolto gli invitati con un monologo ulteriormente esplicativo delle ragioni dell’improcrastinabile riunione, dando ennesima prova che questi signori, per quanto ricchi, potenti e dotati di strumenti illimitati, non hanno alcuna capacità di comprendere cosa sia effettivamente la rete. Date un’occhiata a quel disarmonico presuntuoso omino con l’indice puntato:

E, senza cambiare quasi una virgola del suo reale discorso inaugurale, leggete…
La Storia:
C’era una volta un topo. Un piccolo topo. Un malforme minuscolo topo con la erre moscia. Un topo estremamente pieno di sé. Candidamente pi…

Salvador Allende riesumato: suicidio o omicidio non cambia la storia

Storie e Notizie N. 379

Nel tardo pomeriggio di ieri, al cospetto dei suoi familiari, il corpo di Salvador Allende è stato riportato alla luce.
Il giudice Sergio Muñoz, che si occupa in Cile di tutti i casi relativi ai diritti umani ritenuti non sufficientemente risolti, ha autorizzato la riesumazione. L’indagine, condotta dal collega Mario Carroza, punta a determinare con maggiore precisione l’esatta dinamica della sua morte.
Suicidio, come credono in tanti, oppure omicidio, probabilmente per mano dei militari autori del golpe del 1973.
Tuttavia, suicidio o omicidio, nulla cambia…

La Storia:

Suicidio e omicidio non sono l’identica cosa.
Togliersi la vita e vedersi privati di essa da qualcun altro sono due fatti totalmente differenti.
Come le premesse e le conseguenze, come il significato dei gesti e la loro responsabilità, come l’opinione degli storici e soprattutto il loro giudizio.
E molto altro ancora.
Eppure, anche tra due strade così diverse, esiste una linea ineludibile, spessa com…

Manal Al-Sharif è libera di guidare

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Storie e Notizie N. 378
Manal Al-Sharif è un’attivista che lotta per i diritti delle donne in Arabia Saudita che è stata arrestata per aver violato il divieto di guida alle donne (gli uomini sarebbero stati invitati a picchiare le donne che guidano) caricando su Youtube un video in cui si trova al volante di un’auto:

La Storia:
Manal Al-Sharif è libera di guidare. Lo sarebbe in quanto rientra nei suoi diritti. E’ maggiorenne e capace di intendere e di volere. Dice il macho detto nostrano: donna al volante, pericolo costante. Ebbene, a parte tali dotti proverbi, in quanto donna Manal è libera di guidare per un fatto di mera logica: la logica dei fatti. E’ sufficiente dare un’occhiata, anche veloce, agli ultimi trent’anni… Semplicemente osservando le conseguenze della guida di tanti uomini. Cosa ha portato di buono al suo paese il governo dell’uomoSaddam Hussein? E cosa lascerà ai suoi concittadini l’uomoGheddafi? Quanto hanno dovuto sopportare gli egiziani primi di liberarsi dell’uomoMubar…

L’Italia che vorrei

Questo racconto è presente nel mio nuovo libro dal titolo "Il dono della diversità", in libreria da fine gennaio 2013 per la casa editrice Tempesta, di Roma.

L’Italia che vorrei non è niente di straordinario. Non è l’adolescenziale sogno di un ingenuo ed illuso buonista con la testa perennemente tra le nuvole. Non è neppure un paese perfetto, come quello dei racconti inevitabilmente a lieto fine. Non avrebbe alcun senso vivere in un paese perfetto. Amo alzarmi la mattina sapendo che c’è qualcosa per cui lottare. Qualcosa da rendere migliore. A cominciare dal sottoscritto, naturalmente.
L’Italia che vorrei non è la nazione più ricca del pianeta. La gente che su questa terra è sepolta mi ha insegnato che seppur privi di grandi mezzi, soprattutto perché privi di grandi mezzi, si è in grado di dar vita ad opere meravigliose, grazie a quell’inestimabile dono che si chiama immaginazione. Quell’immaginazione che non ha prezzo e che non puoi comprare neanche su ebay. Quell’immaginazi…

Democrazia reale ora: la rivoluzione delle parole

Storie e Notizie N. 377

La Storia:

C’erano una volta due mondi, il mondo ideale e quello reale.
Già so quello che alcuni di voi stanno per dire: adesso ci fa due palle di pilotto, rubando a mani basse da Platone e l’iperuranio.
No, dimenticate per un attimo entrambi, se ovviamente fanno parte delle vostre conoscenze.
Altrimenti, ancora meglio.
La mia storia ha molte, ma molte meno pretese ed è estremamente più semplice.
Tornando ad essa, vi dico subito che entrambi i mondi erano disabitati.
Il mondo ideale era naturalmente quello perfetto, con tutti i concetti, i teoremi, gli assiomi e in generale le idee nella forma originale e soprattutto illibata.
Il mondo reale, anch’esso deserto, era invece la versione concreta del precedente ed era costituito da tutto ciò che dal primo fosse riuscito a sopravvivere attraverso uno spietato filtro di praticità.
Mi spiego meglio con qualche esempio.
Prendiamo una qualità suprema come l’amore.
Nel mondo ideale, l’amore era quel sentimento che quasi t…

Mac Donald è morto

Storie e Notizie N. 376

La Storia:

C’era una volta Mac Donald.
No, scusate, non è esatto…
C’erano una volta due Mac Donald.
Da cui urge un’inequivocabile esse comprovante: c’erano una volta due Mac Donalds.
Ehm… no, ho sbagliato ancora.
C’erano una volta tre Mac Donalds.
I tre…
Ops!
Oggi proprio non ci sono, sarà questa maledetta allergia al polline.
Ora vi assicuro che è quella buona: c’erano una volta quattro Mac Donalds.
Jerry, Richard e Maurice, e… diciamo l’unico figlio degli ultimi due, dal nome scontato, denotando la totale assenza di originalità dei suoi genitori: Mac Donald’s.
Colgo l’occasione per sfogarmi.
Che grande ipocrisia questo genitivo sassone!
Un innocuo apostrofo, un’innocente esse sospesa e la macchina di Franco - il mio presuntuoso vicino di casa - la nuovissima e super accessoriata macchina del mio borioso dirimpettaio Franco diviene la Frank’s car.
Come se tutto questo giocare a togliere, peraltro solo grammaticalmente, lenisse in qualche modo la mia invidia.
Il…