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Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

Osama Bin Laden morto non rende mondo migliore

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Da oggi il mondo è un posto migliore, è un posto più sicuro…
Questo è stato il primo commento da parte del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dopo l’annuncio dell’uccisione di Osama Bin Laden.
Non intendo soffermarmi su tutte le teorie che in queste ore si stanno diffondendo copiosamente riguardo a complotti e gialli sulla dinamica dei fatti, come quella sul cadavere.
Da cui la domanda più gettonata: Bin Laden è morto o no?
A mio modesto parere, non è questo l’aspetto principale.
Ciò che conta è che lo sia per gli americani e per il resto del mondo che a questi ultimi guarda con fedeltà.
Ovvero che quel personaggio, il cattivo numero uno nell’immaginario collettivo, sia stato eliminato dalla storia.
Questo è il contenuto del messaggio e solo questo è degno di interesse.
Ascoltando l’osservazione di Obama, la domanda che mi pongo e che al contempo giro anche a voi è la seguente: la morte di Bin Laden ha reso il mondo un posto migliore e più sicuro?
Dal punto di vista meramente logico, chiunque potrebbe dire che la risposta sia scontata. L’uccisione di un cattivo, un cattivissimo come Osama, toglie di torno il terrorista per antonomasia degli ultimi anni e quindi dovrebbe rassicurarci tutti, non è così?
Perché uso il condizionale?
Semplice.
Il condizionale è d’obbligo poiché, sempre dal mio umile punto di vista, la risposta alla suddetta domanda non può darla nemmeno l’uomo più potente della terra, in questo caso Obama.
La risposta è nel futuro, tra gli eventi che ci aspettano. 
Tuttavia, non v’è modo più significativo per capire il presente e prevenire gli errori del futuro che dare un’occhiata al passato.
Si da il caso che il 30 aprile del 1945 sia morto un signore che si chiamava Adolf Hitler.
Uno che come cattivo della situazione non ha di certo nulla da invidiare a Bin Laden.
Stiamo parlando dell’uomo considerato il più grande cattivo della storia dell’umanità.
Ed ecco che vi giro la stessa domanda: la morte di Hitler ha reso il mondo migliore?
Seguendo la logica di prima, la risposta dovrebbe essere ancora affermativa.
Ciò nonostante, uso ancora il condizionale.
Ma non perché tale risposta si trovi nel futuro, visto che non è così.
Il problema, il vero problema, è che noi, noi tutti, non agiamo quasi mai secondo logica.
Diciamo pure mai.
Per la cronaca, in quel mondo che avrebbe dovuto essere divenuto migliore, il 6 agosto del 1945, solo quattro mesi dopo la morte di Hitler, l’allora governo di quegli stessi Stati Uniti che oggi festeggiano la morte di Osama, sganciò una bomba atomica sulla città di Hiroshima, causando la morte in poche ore di circa 80.000 persone inermi.
Tre giorni dopo, il 9 agosto, un'altra bomba fu lanciata su Nagaski, uccidendo sul colpo almeno 40.000 tra uomini, donne e bambini.
Forse per rendere la nostra vita più sicura dovremmo fare qualcosina di più che uccidere i nostri nemici.
Chissà, magari non ripetere gli stessi sbagli che li hanno creati.
Dal canto mio, spero che il mondo che vedremo nei prossimi mesi non sarà migliore come nel 1945…


Venerdì 20 maggio 2011, vieni ad ascoltarmi a Roma: L'Italia che vorrei.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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Commenti

  1. "Sogno di una notte di mezzo terrorismo azzoppato", con la prefazione di Obama. Tutto il resto è in continua elaborazione. Ciao!

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  2. Grande River. Apprezzo la tua ironia come sempre. :)

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  3. Le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki hanno evitato che più della metà dei Giapponesi s' immolasse con azioni suicide e harakiri piuttosto che arrendersi.

    L' Imperatore ordinò la resa, invece di ordinare di caricarsi di bombe e di andare contro le navi USA che dovevano "invadere" il Giappone.

    Si sceglie sempre il male minore.

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  4. @Skure: Le bombe su Hiroshima e Nagasaki un 'male minore'. Questa mi mancava...

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