Terremoto Roma: prime scosse, Bendandi aveva ragione

Storie e Notizie N. 372

Da Wikipedia: Raffaele Bendandi (Faenza, 17 ottobre 1893 – Faenza, 3 novembre 1979) è stato uno pseudoscienziato italiano…

La Storia:

C’era una volta una pseudorepubblica.
Essendo una pseudorepubblica, era presieduta da uno pseudogoverno.
Dato che si trattava di uno pseudogoverno, lo pseudopresidentedelconsiglio lo guidava pseudodemocraticamente.
Quindi ai suoi piedi aveva uno pseudoparlamento, altrettanto pseudodemocraticamente eletto, così come un esercito infinito di sottoposti.
Pseudoministri, pseudodeputati, pseudosenatori, pseudosottosegretari, pseudoviceministri con pseudo… no, con portafoglio vero, quello sì.
Ma c’erano pure pseudomanager, pseudobanchieri, pseudoprimari, pseudoamministratoridelegati, tutti al servizio dello pseudopremier.
Come anche pseudogiornalisti, pseudovescovi, pseudocardinali, pseudoavvocati, pseudodirigenti, pseudocantautori, perfino pseudoigienistedentali, ognuno dei quali obbediva ciecamente al capo dello pseudogoverno.
Capirete facilmente, che in un paese così, ognuno si sentiva in diritto di pseudoessere ciò che voleva.
Chiunque poteva svegliarsi la mattina, guardarsi allo specchio e dire ad esempio: oggi voglio essere una pseudoministraperlepariopportunità.
Così, senza alcuna esperienza e competenza coerente.
Una volta compresa la libertà che lo pseudo donava a tutti, compreso l’individuo meno dotato e con la peggiore moralità - soprattutto a costui – in molti finirono per approfittare della situazione.
Fu un bene o un male?
Lascio a voi la risposta a tale cruciale quesito.
Certo, chi non era disposto a pseudoessere qualcosa, qualsiasi cosa, aveva vita difficile.
Perfino il sottoscritto, come pseudoscrittore, avrebbe trovato molta più facilità nel pubblicare uno pseudobestseller con uno pseudograndeeditore.
Che culo che non vivo in quel paese...
Qualcosa di insolito accadde quando la pseudonotizia di una pseudoprevisione da parte di uno pseudoscienziato si diffuse nel paese.
Secondo la pseudoprofezia, l’11 maggio del 2011 ci sarebbe stato un terremoto nella capitale.
Alla vigilia della fatidica data gli scienziati, quelli veri, fecero una conferenza stampa per smentire la pseudonotizia.
Uno dei punti forti era che secondo gli esperti i terremoti non si possono prevedere.
Tuttavia, fecero un enorme errore, dimenticandosi di un particolare fondamentale.
Ovvero che la pseudoprevisione da parte dello pseudoscienziato non riguardava una capitale qualsiasi, bensì la capitale di una pseudorepubblica con uno pseudogoverno guidato pseudodemocraticamente da uno pseudopresidentedelconsiglio.
In altre parole, un paese in cui tutto sarebbe stato pseudopossibile.
Anche uno pseudoterremoto.
Perciò, allo scoccare della mezzanotte, con l’entrata in scena del primo secondo di quell’11 maggio, le prime pseudoscosse arrivarono puntuali.
E la pseudodanza ebbe inizio, con un crescendo spaventoso, facendo tremare di paura la città.
Non tutta però.
Lo pseudoterremoto non è come il terremoto.
Colpisce solo i suoi simili.
E fu così che tutto lo pseudocemento che aveva nel tempo invaso la capitale crollò in terra, briciole su briciole, polvere alla polvere, sterco finalmente con lo sterco.
Tutti gli pseudopalazzi, le pseudoville, gli pseudoattici si disintegrarono travolti dall’onda dello pseudoterremoto, incapaci di sottrarsi al proprio destino, da loro stessi scritto.
Perché quando decidi di pseudoessere, prima o poi, arriva qualcuno o qualcosa a chiederti conto di quello pseudo

Terremoto in Rocca di Papa, Petr Basin

Venerdì 20 maggio 2011, vieni ad ascoltarmi a Roma: L'Italia che vorrei.


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

Commenti

  1. Come dire, pseudisticamente parlando... me so' scocciato de' 'sti tromboni reali!

    RispondiElimina
  2. Come dire, il 12 giugno (un mese dopo) damose da fà, namose a votà!

    RispondiElimina

Posta un commento