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Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Indignados Italia 15 ottobre? Incazzados todo el año

Storie e Notizie N. 444

Mettiamo che sia io.
In una – lo prometto – temporanea caduta di autoreferenzialità, mettiamo che in questa storia quell’io sia me stesso.
Quel me stesso di sei anni fa.
In quel momento in cui mi ritrovai a 37 anni d'un tratto senza lavoro, con un impiego interrotto senza alcun preavviso e con un figlio molto piccolo.
Sono stati pochi mesi, sei o sette, lo ammetto e non è che oggi navighi nell’oro, ma per fortuna ho uno stipendio.
Tuttavia, immaginiamo quel padre da un giorno all’altro privato dei mezzi con cui tenere fede alla responsabilità di aver cura dei bisogni più elementari dei propri figli, come un tetto sotto il quale giocare e riposare, il cibo nel piatto, gli abiti con cui ripararsi dal freddo e così via.
Il minimo.
No, perché quando c’è zero sulla busta paga, vuol dire niente.
E niente non basta neppure per il minimo.
Ora, considerate quell’uomo o donna, è lo stesso, e moltiplicatelo per 2 milioni, almeno 2 milioni.
Ecco, infilatevi i loro panni, di una/o a caso, sforzatevi di provare le loro angosce e, sulla tv o sui giornali, immaginate di sentire, in ordine sparso, che un certo Ibrahimovic, un signore che guadagna un milione di euro al mese per giocare a pallone, non si diverte più, che il suo compagno di squadra Antonio Cassano, un altro signore che guadagna milioni tirando calci a una palla, è stanco e che a 33 anni smette, che una signorina di nome Federica Pellegrini, che è pagata per nuotare in una piscina, rifiuta l’onore di portare la bandiera della propria nazione alle Olimpiadi perché farebbe troppa fatica e, infine, un ricco e privilegiato signore di mezza età chiamato Vasco Rossi che rompe un giorno sì e uno pure parlando dei suoi, ripeto, dei suoi problemi.
Potrei andare avanti, ma mi fermo qui.
Non lo so, forse mi sbaglio, ma ho la netta sensazione che se io fossi ancora quel me stesso, ovvero come tanti, troppi, nel nostro paese sarei molto di più che indignados, esattamente come Chit.
Me roderebbe er culos


La Notizia (Youtube video): Indignados spagnoli: "Finalmente il movimento è diventato mondiale".

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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Commenti

  1. Va bene indignados, anche incazzados, ma non sia mai che per ottenere il mio debba pure comportarmi democraticamente ed educatamente (senza manco dargli una bottarella sulla capa).
    Bye.

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  2. sono vecchio, ho una pensione modesta ma ci vivo, ma sono anch'io indignados per il destino di queste generazioni più giovani di me, ti saluto e ti passo un intervento sul mio blog
    http://www.lacrisi2009.com/2011/10/nessuna-crescita-senza-i-giovani.html

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  3. Hai espresso magistralmente un pensiero che credo, spero e mi auguro sia largamente condiviso... eccezion fatta per Ibra, Cassano e Vasco chiaramente ;-)
    Con l'occasione ringrazio per la citazione che non vorrei rischiasse di rovinare questo gran bel post! :-)

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  4. @Chit: Grazie mille a te. Ho scritto il post dopo aver letto il tuo, dove hai espresso perfettamente ciò che sentivo ma non sapevo come tradurre in parole. :)

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