Palestina ONU riconoscimento Italia? Mamma lo sa

Storie e Notizie N. 815

Domani, 29 novembre 2012, a New York, in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si voterà in merito al riconoscimento alla Palestina quale stato non membro, nonché osservatore permanente.
Ovviamente Israele e i fidi Stati Uniti non vedono di buon occhio questo significativo cambiamento poiché potrebbe permettere in futuro ai palestinesi di richiedere l’ingresso alla Corte internazionale dell'Aia, il che potrebbe portare Israele sul banco degli imputati per crimini di guerra a Gaza o per le colonie costruite in territori occupati grazie all’uso della forza.
Ovvero rispondere ad un giudice terzo, e non ai vari amici/complici sparsi per il mondo o i vergognosi strumenti di propaganda sotto forma di media imparziali, del genocidio che sta compiendo indisturbata.
Ma come voteranno i paesi Europei? Chi vota sì e chi no?
Sembra che la Spagna voterà sì.
E l’Italia? L’Italia… beh, la Francia pure si dichiara favorevole.
Già, ma l’Italia? Ecco, l’Italia… la Norvegia, sì, la Norvegia ha annunciato il suo sì.
D’accordo, ma il nostro paese? Giusto, domanda legittima. Il nostro paese… ma ecco che spunta la Danimarca, i danesi voteranno per l’ingresso della Palestina.
L’Italia, dopo lunghe riflessioni, ha deciso che… Cipro, nel frattempo Cipro ha comunicato di optare per il sì.
Ma torniamo alla nostra nazione. Ebbene, il governo italiano ha deciso che… ma vi ho detto della Svizzera? Sì, gli svizzeri voteranno sì, è chiaro.
Come il Portogallo, già, i portoghesi hanno deliberato prima di noi.
Ma l’Italia è un paese più numeroso, ci vuole più tempo per prendere posizione, tuttavia, sembrerebbe che la linea sarà… resa nota non prima di Malta.
Eh, se ha deciso prima il Portogallo, figuriamoci Malta e il voto di quest’ultima è ancora sì.
Le ragioni del sì, al di là di quelle personali dei palestinesi, sono totalmente a favore di quei bambini, già, quei bambini di Gaza massacrati durante le operazioni di difesa da parte di Israele, poiché sposterebbero i contrasti tra i due paesi a livello diplomatico, in ambienti terzi, dove farebbero la differenza giustappunto le rispettive ragioni e non le armi.
E l’Italia?
Vi ricordate come accadeva da bambini? C’era sempre quello che nel momento in cui bisognava, che so, decidere di spostarsi dal cortile per andare a giocare al campetto, che si chiamava fuori dicendo: “Io non so, devo chiedere a mamma…”

Aggiornamento 29 novembre 2012: Quel che è giusto è giusto, leggo che l'Italia ha annunciato il suo voto favorevole all'ingresso della Palestina nell'ONU. Meglio tardi che mai.


 

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