Matrimoni omosessuali in Italia: paura e amore

Storie e Notizie N. 851

La paura.
Ammettiamolo, una volta per tutte. E’ la paura la più influente consigliera delle azioni della maggior parte di noi. Altro che fede e ideologie, rigore morale e convinzioni etiche, vincoli legali e ideali.
Prendi il matrimonio tra individui di pari genere.
E’ banale per tanti, ma diciamolo lo stesso, qui, nero su bianco: il vero motivo dell’ostracismo dei baluardi moderato religiosi verso tale sconcia unione non è generato dall’unione stessa, bensì dal timore di ciò a cui quest’ultima potrebbe condurre.
Mi riferisco ad un’insana adozione o, peggio, un’innaturale procreazione.
Ovviamente timore è parola ben poco capace di rendere l’idea.
Paura è più esatto, ovvero tremenda angoscia, panico incontrollabile, al pensiero di quell’indifesa creatura condannata a crescere tra voci effeminate e donne muscolose, papà in gonnella e madri con la barba, vittime innocenti di una quotidiana egoistica confusione sessuale.
Paura al pensiero di
Bentley e Matt Harris con il figlio Connor. 
Jono Searle Fonte: The Courier-Mail
A questa paura al pensiero di vorrei contrapporre l’orrore alla visione di.
Mi rivolgo ora a voi, che aborrite all’idea di una coppia di omosessuali sposati e ancor di più nell’atto di allargare la propria famiglia con una giovane vita.
Immaginate che quella coppia sia composta da due persone per bene, che si amano e che sono pronte a donare i frutti di quell’amore a un bambino, un bambino adottato.
Figuratevi l’ingresso di quest’ultimo nella sua nuova casa, con tanto di cameretta arredata a sua misura, con giocattoli e peluche. E pure la Play, va’.
Ecco, adesso mettete il fermo immagine, anzi, stoppate il tutto e portate via il bambino da quei due insoliti genitori. Anzi, salvatelo da loro e riportatelo ad una prospettiva normale, alla chance di un’adozione canonica, realizzata da una coppia unita secondo natura, uomo e donna, come dice il dio dentro di voi.
Tuttavia, come voi ben sapete, le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni, poiché tra le infinite possibilità di combinazioni ve ne sono altrettante terrificanti per il bimbo.
Un padre che picchia sua moglie, una madre che si ubriaca, uno dei due che tradisce l’altro, una coppia entrambi fedifraghi, un padre che abuserà di lui, una madre che sa ma non fa nulla, due genitori che lo picchieranno, un padre e una madre che lo trascureranno, un padre che non c’è mai, una madre depressa, un padre fuori di testa, una madre pure, e potrei andare avanti sul serio all’infinito.
Disgraziatamente, questo orrore non è un qualcosa di cui temerne l’eventualità. Tutto ciò esiste, ogni giorno, intorno a noi, magari anche nella vita di qualcuno tra voi, che in questo preciso istante legge queste righe.
Ma allora, se la cosa che più vi preme è la felicità di quel bambino, non pensate che avreste fatto meglio a non mettere quel fermo immagine e a lasciarlo dov’era?
Se lì avrebbe trovato amore, non era questo il meglio che sarebbe dovuto accadergli?
Non dovrebbe contare solo l’amore?

Vieni ad ascoltarmi dal vivo:
Spettacolo di presentazione del libro 
Sabato 9 Febbraio 2013 ore 18 
Teatro Planet
Via Crema, 14, Roma

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