Elezioni politiche 2013 voto pagamento

Storie e Notizie N. 857

Iniziò tutto in un attimo e in un attimo quel tutto si diffuse nel paese.
Come quei cerchi che uno dopo l’altro si allargano nel laghetto in campagna a causa di quel sasso che dovrebbe saltellare sulla superficie dell’acqua e invece cola a picco al primo colpo.
Delusione e frustrazione, così vanno le cose quando si manca l’obiettivo sperato, ma le conseguenze ci sono lo stesso, poiché ormai hai fatto il tuo tiro, il tuo unico tiro.
Il voto… non è forse questo il solo ed unico privilegio democratico a conoscenza della maggior parte di noi?
Un tiro, l’unico tiro.
Allora capita che quella sola occasione venga messa in vendita da un papà come tanti, abitante di una cittadina chiamata Schiavi d’Abruzzo, per ottenere in cambio un altro privilegio, che in realtà dovrebbe essere un diritto: un autista per lo scuolabus del paese.
Un paese senza scuola, altro diritto rubato, stavolta ai bambini.
Accadde tutto in un attimo e in un attimo il fenomeno si moltiplicò nel paese.
In tutto il paese, non solo Schiavi d’Abruzzo.
Una giovane di Cassino mise in vendita il proprio voto per acquistare la dentiera alla nonna.
Un disoccupato di Otranto fece lo stesso con il desiderio di comprare un biglietto di sola andata per il resto del mondo al figlio adolescente, disperato al pensiero di vederlo un giorno anche lui senza lavoro.
Una ragazza di Fermo pubblicò addirittura un annuncio su un giornale locale: vendesi voto in cambio di futuro.
Un futuro qualsiasi, purché tale.
Tuttavia, quello che restò più impresso fu un vecchietto di Foligno, che in cambio del proprio voto chiese al governo di regalargli un giorno, uno solo, per parlare alle Camere riunite.
Poche parole, semplici, di uomo semplice, con la licenza media ben citata nel curriculum di mezza pagina compresi i dati anagrafici, ma una sola significativa dicitura nella sezione esperienze lavorative: muratore, dal 1950 ad oggi.
Parole immediate e dirette come un pugno sul muso: il popolo subisce ma non dimentica.
“Anche il peggior popolo”, pensò l’anziano mentre voltava le spalle per tornare a casa dopo aver fatto la propria proposta di vendita, “ pure il più infimo del mondo, non può cancellare del tutto dalla propria memoria le infamie subite e prima o poi qualcuno viene a chiedere il conto.”
Prima o poi.
Meglio prima, però.

Vieni ad ascoltarmi dal vivo:
Spettacolo di presentazione del libro 
Sabato 9 Febbraio 2013 ore 18 
Teatro Planet
Via Crema, 14, Roma

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