Crolla palazzo Naro Agrigento immagini storia

Storie e Notizie N. 887

Un uomo anziano è stato estratto vivo dalle macerie a Naro, in provincia di Agrigento per il crollo di un abitazione.

Naro (Ag) - foto La Repubblica.it
Siamo quelli più deboli.
Sapete alla perfezione chi siamo.
Ci vedete, ogni giorno.
Anche se non uscite di casa, siamo lì, nei vostri ricordi e pure se gli occhi chiudete, ci ritrovate impressi sul retro delle palpebre, cinema verità proiettato da una parte del paese che non riesce a dimenticare.
Perché quella parte del paese non può cancellare ciò che vive quotidianamente.
Noi siamo gli ultimi della fila e siamo lì dietro anche se non vi voltate.
Quando piove dentro casa, ci tiriamo su le maniche, con la tristezza nel cuore gettiamo nella spazzatura quel che è ormai perso e asciughiamo con la speranza nello sguardo quel che resta.
Quel che resta che sopravvive con noi.
Quando la fine del mese è ancora lontana e il portafogli è vuoto, si taglia ciò che, un tempo necessario, ora diventa superfluo.
Perché il regno del sacrificabile è una terra che cresce senza pietà.
Ma si va avanti ancora con quel che resta.
Che per fortuna cammina con noi.
E si sorride.
Quando la lavatrice si rompe usiamo le mani, non c’è problema, non abbiamo altro e forse questo dona un senso alla loro presenza nella nostra vita.
Fondamentale presenza, le mani.
Quando manca la corrente e si accendono le candele in attesa di ritrovare la fierezza nel pagare l’impietosa bolletta, ringraziamo la luce di avere origini antiche e di non dipendere da un filo ricoperto di plastica più che da un pezzo di cera.
La vita stessa proviene da molto più lontano della luce e chi conosce il buio come noi ne apprezza la natura nelle piccole cose.
Che per quanto piccole sono sempre uguali, al buio più cieco come illuminate da una supernova impazzita.
Nondimeno, anche per noi, gente minuta quanto quelle medesime piccole cose, esiste un limite inaffrontabile.
E non è la morte, poiché la nera signora è equa e quindi accettabile molto più di tutto ciò che di sbagliato la precede.
Perché quando crolla il palazzo in cui vivi, tutto precipita e non c’è più niente a cui aggrapparsi.
Ecco, se c’è un momento in cui chi ha un brandello di cuore avanzato dalla cena dell’indifferenza dovrebbe farsi sentire è questo.
Ci trovate lì.
Dietro di voi.
 



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