Statua egizia si muove da sola mistero svelato

Storie e Notizie N. 954

Manchester, il video della statua di Neb-Senu che ruota su se stessa sta facendo il giro della rete. Pare che gli esperti sostengano che non ci sia nulla di trascendentale e che il movimento sia causato dalle vibrazioni provocate dal passaggio dei visitatori del museo.
Tuttavia, come capita sovente ai misteri estivi, il giallo ha vita breve, poiché è lo stesso uomo raffigurato dalla statuina di 25 centimetri e risalente al 1800 a.C. a fare luce sul tutto.

Il mio nome è Senu, Neb Senu.
Neb Senu
Sì, lo dico come Bond, James Bond.
Ma non sono un agente segreto.
Non è lo spionaggio, il mio campo.
Quello è il vostro.

Statue, quadri e tracce della storia che fu.
Eccovi lì, a farvi i fatti suoi, ad osservarla e ad analizzarla, quando è lecito anche a fotografarla, testimone silente di se stessa.
La storia che fu.
Niente da eccepire, ma, dico io, con così tanti misteri senza risposta intorno a voi, perdete il vostro tempo con una statuina che non fa neanche un giro completo?
E se avesse fatto anche un salto e due capriole, cosa avreste fatto?
Avreste schierato l’esercito e invaso il museo per esportarci la democrazia?
Quali meraviglie?
Sapete già tutto? E’ tutto spiegato su Wikipedia?
Balle e ve lo dimostro.

Misteri, sono misteri, almeno per me.
Come fate a sacrificarvi tutto l’anno, per poi sognare di spendere e spandere per andare in ferie fuori città, tra mari, laghi e montagne, e poi essere i primi ad inquinarli e distruggerli?
Come fanno le fidanzate, le mogli e tutte le donne di questo paese ad amarvi, nonostante ancora oggi le trattiate come esseri di serie B?
Come potete provare paura e angoscia nel cuore immaginando dei bambini diventare italiani senza esserci nati?
E come fate a non provare speranza e nulla di meno laddove li abbiate davanti agli occhi?
Misteri, sono misteri, almeno per me.
Potrei andare avanti.

E non ditemi che sono un illuso ingenuo con la testa tra le nuvole, perché ho quasi quattromila anni.
Cosa? Parlo così perché vengo da un altro mondo, perché sono un egiziano e quindi un extracomunitario?
Cari, ai miei tempi, l’era dei faraoni, l’Egitto era il mondo, altro che occidente dei miei stivali.
La ruota gira, esattamente come la mia statuina e voglio vedere cosa diranno di voi tra altrettanto tempo.
Per cambiare le cose, radicalmente, quest’ultimo ci mette un secondo o trecento anni.
Non gli importa.
Al tempo, ai minuti come ai mesi, interessa solo darci il ritmo.
Sta a noi seguirlo o girare a vuoto.

Ma non vi ho detto perché la statua si muove da sola.
Si muove perché è inquieta, perché vorrebbe essere me.
E’ stanca di vivere come l’ombra di qualcuno.
Altro che mezzo giro, la mia statuina vorrebbe correre, ballare, tuffarsi nel mare centinaia di volte.
Spesso mi ha confidato che non capisce come facciate a restare per ore fermi al sole a friggere invece di gettarvi di continuo tre la braccia di quella straordinaria madre che è il mare.
Altro mistero, gli ho detto io.
Forse sono statuine anche loro, mi ha risposto. Che invidia che provo, però, ha aggiunto. Possono smettere di esserlo in qualsiasi attimo.
Correre, ballare.
E addirittura tuffarsi nel mare.
Statuine fortunate, gli umani.
 



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