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Halloween 2013 in Italia: i mostri sono dentro

Storie e Notizie N. 1001

E’ la sera del 31 ottobre 2013.
I De Maria hanno appena terminato la cena.
Non hanno mangiato tanto, ma non è stato per mancanza di cibo.
Non è mai stato il peso del piatto il loro problema.
E, probabilmente, mai lo sarà.
Sono una famiglia medio alta, nella piramide sociale.
Il medio lo aggiungono loro, per modestia.
O forse per il fisco.
Differenza opinabile, se alla fine dell’anno quest’ultima non emerge dalle fatture.
E’ la sera del 31 ottobre e per i De Maria è una come tante.
Si mangia veloci, ognuno nella sua stanza.
Ipnotico schermo piatto davanti agli occhi, vassoio apparecchiato distrattamente e cellulare sempre aperto sul mondo esterno che conta.
Gli amici del golf e le amiche del club, compagne e compagni di gang di ragazzi rigorosamente bene, amanti a vario titolo, parenti scomodi ma danarosi, compagne di lavoro e di shopping, compari di poker e di ufficio, sono tutti lì a portata di clic, balzando tra FB e WhatsApp a cavallo di un Tweet.
L’importante è la distanza, ai piani elevati della suddetta piramide.
Perché più si sale in cima e maggiormente è necessario guardarsi le spalle, ma che dico, ovunque.
Figuriamoci se si vive insieme…
E’ giunta quindi un’altra sera, per i De Maria.
Il 31 ottobre.
Una come tante.
E il campanello della porta infrange la monotona quanto rassicurante ritualità dell’attimo.
Si da il caso che quella sera, un 31 ottobre come tanti già sfilati indisturbati sotto quello stesso tetto, la cameriera sia a casa con la febbre.
Al secondo squillo, visto che nessuno si muove, la signora De Maria si reca alla porta e dopo aver guardato attraverso il videocitofono e aver pronunciato invano il consueto interrogativo chi è, si decide ad aprire.
Non appena dischiude del tutto l’uscio, rimane senza fiato, con la bocca spalancata.
Pochi istanti, e il resto del famiglia giunge incuriosito alle sue spalle.
Il signor De Maria e i ragazzi si fermano immobili anch’essi, d’improvviso privi di parola e, sebbene non siano mai stati così vicini in così poco spazio, si solidificano in un corpo solo con espressioni tra lo smarrito e l’angosciato.
Quella sera, un 31 ottobre apparentemente uguale a molti prima, si rivela straordinariamente diverso dai precedenti.
E’ così che i nostri scoprono Halloween.
Il loro Halloween e le loro maschere.
Difatti, davanti ai De Maria c’è tutto il campionario di costumi, con tutte le varianti dei senza.
Il disoccupato senza stipendio, la pensionata senza pensione, il giovane senza lavoro, il migrante senza permesso di soggiorno, il bambino senza futuro.
La signora De Maria si schiarisce la voce e, rammentando qualcosa sulla festa in questione, mormora titubante: “Dolcetto o…?”
Il bimbo si fa avanti e risponde: “Niente scherzetti, stavolta. Vogliamo il dolcetto.”
Anzi, tutta la pasticceria.

Il video:






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