Vincitori Premio Nobel 2013 elenco secondo Mario

Storie e Notizie N. 986

Mi chiamo Mario e sono un uomo semplice, ecco.
Un signore confuso, come dice la mia compagna.
Nel senso che se mi incontri tra i tanti di sicuro mi confondi tra loro.
Non spicco, ecco.
Di norma scompaio, al massimo esisto.
Per te, se mi conosci, se sai in anticipo del mio arrivo.
Per il mondo, il resto di quest’ultimo, nuvola anonima tra le miliardi nel cielo.
Tuttavia, sono anni che sento Nobel qua e Nobel di là, ecco.
Letteratura, pace, medicina, fisica e così via, ambiti ambìti, se mi perdonate il banale gioco di parole, ecco.
Sono stanco.
Ovvero, al contrario, mi sento in forma.
Saturo di doni, ecco.
Al medesimo tempo.
Sono stanco di non vedere alcuni nomi, celebrati lassù, nel firmamento delle eccellenze umane.
E sono saturo dei doni gratuiti di creature che nessuno mai esalterà come meritano.
Per questo sono qui, oggi, ecco.
Vorrei assegnare i miei premi nobel, con la enne rispettosamente minuscola.
Ci siete?
Rullo di tamburi e… cominciamo.
Il premio nobel per la pazienza va a mia nonna.
Sì, la mia incredibilmente simpatica vecchina, che ha sopportato in silenzio il becero maschilismo di mio nonno per tutta la vita.
Tutta la sua, di lui, perché la buon’anima l’ha preceduta in casa base.
Mia nonna ora ha un altro amore, un pittore ottuagenario che forse un vero pittore non lo è mai stato, ma la amerà.
Sì, son certo che la amerà, ecco.
Il premio nobel per il coraggio va ai miei figli.
Perché ci vuole veramente un gran coraggio ad essere bambini oggi.
Andare a scuola e studiare, giocare e sognare, abbracciare il cuscino, dormire e ricominciare il tutto all’indomani, con le pessime premesse che noi altri, eredità ingombranti, stiamo dando sul mondo che li aspetta.
Il premio nobel per la dignità va a mio fratello, licenziato in tronco dopo trent’anni di lavoro indefesso, ritrovandosi a cinquanta trasformato in un oggetto inutile, quindi sacrificabile, ecco.
Il premio nobel per la bontà va al mio cane.
L’ho preso al canile anni addietro e, nonostante seppi dal giovane che me lo consegnò che dove l’avevano trovato veniva picchiato di continuo, entrò in casa nostra giocando e addirittura sorridendo come solo i cani sanno fare e, credetemi sulla parola, da allora non ha mai smesso, ecco.
Nonostante tutto, sofferenze, disgrazie, dolori e una miriade di comportamenti disumani da parte dei suoi civili coinquilini, è sempre stato se stesso.
Questo gli chiederei di insegnarmi, ecco.
Solo questo.
Infine, last but not least, il premio nobel per la magia va alla mia compagna.
Di vita e di speranza.
Perché solo magia è la parola giusta per dare un senso alla capacità che ha nel far scomparire all’istante dalle mie spalle i parassiti peggiori.
Leggi insensibili frasi e sgradevoli gesti.
Al punto da cancellare il mondo che non gira a tempo.
Fino al rendermi visibile.
E magari un signore meno confuso.
Ecco.

Il video:

 



Altre da leggere:

Nessun commento:

Posta un commento