Bambini invisibili Unicef storie di 230 milioni

Storie e Notizie N. 1031

Secondo l’Unicef al mondo ci sono almeno 230 milioni di bimbi di cui ignoriamo l’esistenza, in quanto non registrati all’anagrafe.
Come se non fossero mai nati.
Come se non esistessero…

Di bambini invisibili.
Di giornale in giornale, troverete notizie.
Almeno questo sì.
Ad esse aggiungo il privilegio di illuminare le storie che ne conseguono.
Se non altro, per mera logica.
O fantasia.
Invisibile e per questo un vero peccato.
A dispetto di quel che invece è quotidianamente sotto i nostri occhi.
Quale spreco, in fede mia.

Allora, se la piccola Jaineba è trasparente, così sarà altresì per la sua, di fantasia.
Con tutto quel che di nuovo e migliore potrebbe donare.
Al contrario dei cartelloni pubblicitari lungo le vie, impossibili da ignorare.

Di Hasani non sapremo mai se un giorno riuscirà finalmente a liberare la sua famiglia dalla crudele condanna del destino chiamata immigrazione.
Al contempo, di ammirare l’ennesimo (s)vestito di Lady Gaga non possiamo farne a meno.

Mandisa danzerà, con inammissibili traiettorie, disegnate nell’aria da una apparente miriade di braccia e gambe, per buona sorte affrancate dai prevedibili movimenti suggeriti dalla moda.
Viceversa, di fasulli volteggiamenti nel baraccone delle coreografie catodiche ne abbiamo pieni gli occhi.

Oluwa-Seyi, relegato all’esterno dei margini di quel monitor mai abbastanza ampio inchiodato al nostro orizzonte, porterà la letteratura, sì, proprio lei, in cima a vette impensabili.
Nel medesimo tempo, non siamo più capaci di renderci conto di stare leggendo sempre le stesse parole su quella roba in vetrina e sugli scaffali rigorosamente in bella vista.

Kamara è appena nata, ma tanto noi non lo sapremo, così come rimarrà a noi ignota la visione delle cose che a sua volta partorirà. Ovvero, un tale suggestivo affresco di democrazia reale da costringerci ad implorarla di emigrare qui da noi, se solo la conoscessimo.
A fronte di ciò, non manca giorno che la nostra mente venga cibata da cosa ha detto quello e cosa ha risposto quell’altro, cosa ha mangiato il suo cane e quanta ne ha di conseguenza prodotta a fine pasto.

Figuratevi con me quell’immensa stanza, colma di 230 milioni di storie senza fine.
Leggete pure il futuro che non avremo.
E, nel mentre, guardate ad occhi aperti quella discarica di immondizia che quotidianamente allarghiamo nella nostra testa.

Mi sbaglierò, ma ho la netta impressione che dovremmo rivedere le nostre priorità.

 



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