Se fossero tutti Balotelli

Storie e Notizie N. 1123

C’era una volta un paese con tanti problemi.
E quando dico tanti è un garbato quanto riduttivo eufemismo.
Nondimeno, per raccontar qualcosa come un paese una metafora vale l’altra.
Se rende l’idea.
Prendi la nazionale di calcio.
Si gioca, si vince.
E si perde.
Capita.
E’ un gioco e come tale ha le sue regole.
E’ banale, ma va bene ricordarlo, ogni tanto.
Se qualcuno deve vincere, qualcun altro dovrà pur perdere.
Ma mettiamo il caso che, invece di un’intera squadra di ben distinti giocatori, ve ne sia solo uno, moltiplicato per tutti.
Chiamiamolo Mario.
Mario Balotelli.
Lasciamo invariato il risultato.
Sconfitta.
E fine del torneo.
A casa.
Di chi è la colpa?
Domanda automatica nel paese dei tanti problemi.
Be’, saremmo in seria difficoltà.
Perché?
Vado così, a braccio, in ordine sparso.
Se tutti fossero Mario Balotelli, la colpa sarebbe sua.
Ma non solo.
Se tutti fossero Mario, la colpa sarebbe anche di quell’altro Balotelli, che con un inutile fallaccio a centrocampo, ad un metro dall’arbitro, ha lasciato i compagni in dieci per buona parte della partita.
E via con gli insulti via social e non.
Violento, immaturo, o peggio.
Se tutti fossero quel Mario, la colpa sarebbe anche di tutti i Balotelli difensori, che hanno ballato come trottole in balia del vento in tutte e tre le partite, perfino nella sola in cui la squadra ha vinto.
Grazie a un gol di un altro Mario Balotelli.
Ma questo è solo un caso, però.
E via ancora con gli insulti mediatici e le sentenze a mezzo stampa.
Tutti contro loro, i difensori, immeritevoli di vestire la maglia azzurra.
Di essere Italiani.
Se tutti fossero questo Mario, la colpa sarebbe di tutti i Balotelli schierati in attacco durante il corso del torneo, perché altrimenti dove sono questi goal?
I mirabolanti tiri in porta?
L’eccezionale talento?
E un’altra volta via agli insulti.
Giocatori sopravvalutati e viziati strapagati.
Se tutti fossero il nostro Mario, la colpa sarebbe dei cosiddetti Balotelli anziani a centrocampo e in porta, che dovrebbero dare l’esempio per primi con il comportamento.
Da veri uomini e non figurine.
Figurine dalla gomitata facile.
Giammai scaricando le responsabilità sui più giovani, ma prendendosele per primi sulle spalle, tirando la carretta con i fatti e non a chiacchiere.
E scommesse.
Mostrando gli attributi nel dire addio ai compagni davvero, liberando il posto per i nuovi, e non rimangiandosi la parola il giorno dopo, come ha invece fatto il regista della squadra, l’ultimo Balotelli di questa storia.
Anzi, no.
L’ultimo sarebbe l’allenatore, il Balotelli che ha le colpe di tutti, punto.
La fortuna del nostro paese – o sfortuna, dipende come al solito dai punti di vista – è che di Balotelli c’è n'è solo uno.
Altrimenti, non sapremmo proprio con chi prendercela.
Con tutti o con nessuno.
Tranne noi altri.
Come abbiamo sempre fatto.
Nel nostro sport preferito.
Altro che calcio…

Compra il mio nuovo libro, Roba da bambini, Tempesta Editore.

 


Altre da leggere:

Commenti