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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Storie sulla penad i morte: Paula Cooper la più giovane condannata a morte

Storie e Notizie N. 1230

Negli stessi giorni in cui il repubblicano Nebraska ha abolito la pena di morte, Paula Cooper, la più giovane condannata a morte negli Stati Uniti per l’uccisione di un’anziana insegnante di religione, è deceduta. La sedicenne che vide la propria sentenza commutata in 60 anni e poi 28 per buona condotta, grazie anche ad un notevole sostegno internazionale, si è tolta la vita dopo due anni di libertà.

C’erano una volta quelli che avevano ragione.
Che l’hanno ancora.
Che, poi, sono tutti.
Perché tutti, nel profondo, sanno di aver ragione.

Quelli che oggi rinfacciano che allora la morte di stato la meritasse, eccome se la meritasse.
La donna che un tempo è stata un’adolescente.
Un’adolescente, ma pur sempre assassina.
E quando lo sei una volta per molti lo sarai per sempre.
Sia adolescente.
Che assassina.
Hai voglia a figurarti futuri redentivi e compensazioni di un inaspettato virtuoso agire.
La colpa è colpa.
Che lordi di sangue ancora caldo le mani, ovvero che urli trascina…

Festa della repubblica 2015 parata militare perché?

Storie e Notizie N. 1229

Del perché l’italico paese celebri la Festa della Repubblica con una passerella della propria forza bellica…

C’era una volta un paese di soli tre abitanti.
Almeno in apparenza.
E, come si dice, le apparenze ingannano.
Oh, se lo fanno.

Nel paese di soli tre abitanti vi erano ricchezze naturali.
Completamente a disposizione degli abitanti.
Acqua, terra e aria, per citare le tre che mi sovvengono.
Una volta all’anno i nostri si riunivano per celebrare tali gratuiti doni della natura.
La sola cosa pubblica che andrebbe davvero festeggiata.
Col tempo, come spesso accade nelle umane esistenze, la lieta convivenza tra i tre iniziò a vacillare.
Per una ragione tra le più prevedibili.
Soprattutto scorrendo al contrario il libro della storia con la esse maiuscola.
Uno degli abitanti si svegliò un bel mattino sentendosi il gigante dei propri sogni, prese fiato e informò gli altri due della novità: “Da oggi io sarò il guardiano dell’acqua e la difenderò con pugnali, pistole e fucili.”
G…

Storie di guerra: Centenario prima guerra mondiale Italia

Storie e Notizie N. 1228

C’era una volta, cent’anni addietro, un mago.
Un beffardo e abile mago.
E’ il tempo, dicevano, guardate che è il tempo.
Per alcuni il trascorrere del tempo è magia.
Buona o malvagia che sia, dipende ogni volta dal pubblico.
Perché la magia è nelle intenzioni, nessuna novità, ma la luce dell’inganno brillerà sempre negli occhi di guarda.
Il 24 maggio del 1915 il mago beffardo e abile, che alcuni sostenevano essere il tempo, prese la propria bacchetta con una mano e con l’altra afferrò la prima parola che di lì transitasse.
Follia, scelse a caso.
Davvero, fu proprio una mera accidentalità che proprio siffatta parola fu invitata in scena.
Perché si dovrebbe essere proprio perdutamente dissennati per sceglierla con nitida consapevolezza.
La follia.
L’uomo agitò la magica arma di distrazione di massa e diede un colpo netto alla parola.
Alle lettere, certo.
Alla fonetica e alla semantica del lemma in questione, vennero tirati in ballo pure i sinonimi, dalla più comune pazzia alla…

Storie di immigrati in Italia: se Abdel Majid Touil fosse innocente

Storie e Notizie N. 1227

Leggo che secondo i PM il giovane arrestato fosse a Milano il giorno della strage al museo del Bardo…
C’era una volta il mostro. Il mostro in prima pagina, sì, certo. Ma non solo. Sarebbe troppo facile. Rimettere le cose a posto. Impossibile, laddove il mostro sia ormai ovunque. Scaricato direttamente nei cuori più o meno indifesi degli assetati di parole facili. Con o senza il consenso del destinatario. Soprattutto senza. Con o senza il consenso del mostro stesso. Sicuramente senza. Ci vorranno ancora svariate generazioni per cancellare dalla mente degli umani dagli orizzonti miopi l’indissolubile matrimonio tra nero e nemico, malvagio e sporco. Figuriamoci quanto ci vorrà per il connubio immigrato e tutto quel che di peggio si possa pensare del prossimo. Ma se la fiera dallo sguardo truce e la voce sibilante fosse innocente? E se truce stesse per mi rode, non hai idea di quanto mi arrovelli dentro? Se lo sapessi saresti una persona diversa. E se sibilante stesse per non ho p…

Giornata mondiale contro lavoro minorile 2015 video il resto di noi

Video daStorie e Notizie N. 945

C’era una volta il resto di noi.

Alcuni di noi giocano.

E sognano, con gli occhi chiusi o meno.
Sono coloro che nascono nella terra della normalità, che rimane tale solo per chi ci vive, purché non naufraghi nell’oceano chiamato realtà.
Il resto di noi immagina le fortunate esistenze che esistono rigorosamente al di là della parete, nella casa della finestra di fronte, in quella lontana città di cui parla la tv, su, in cima, all’ultimo piano del grattacielo nel mezzo dell’isola che c’è.
C’è, ma non per tutti...

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Storie di bambini: il lavoro di mio padre

Storie e Notizie N. 1226

Proprio in questo momento, in Colombia, i soccorritori stanno cercando di trarre in salvo diciassette minatori rimasti intrappolati in una miniera d’oro allagata.
Pare che abbiano non più di tre giorni di tempo...

C’era una volta una scuola.
Una scuola normale, tutt’altro che favorita.
Dal destino come dall’amministratore di turno della cosiddetta cosa pubblica.
Nella scuola normale c’era una classe altrettanto ordinaria.
D’altra parte, normale o d’eccellenza che sia, laddove vi sia una classe ecco che spunta una maestra e loro.
I figli dei grandi.
Di madri, è ovvio.
Della vita in genere, di ogni tinta e profilo, laddove riesca a sopravvivere alle ottenebrate briglie di sua altezza la morale imperante.
E ovviamente di padri.
“Che lavoro fa il vostro papà?” domandò l’insegnante.
“Nostro padre riempie il piatto del prossimo”, risposero baldanzosi i figli dei camerieri.
“Il nostro papà, invece, erige giaciglio e riparo alle vite altrui”, dichiararono con ardore i figli dei mu…

Storie sulla diversità: il regno contro natura

Storie e Notizie N. 1225

Il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia.

C’era una volta un regno.

Essendo un regno, a capo di quest’ultimo, c’era un re.
Un re che aveva preso molto sul serio l’essere un re.
Diciamo pure moltissimo.
Infinitamente tanto.
Il re che aveva preso molto sul serio se stesso, diciamo pure moltissimamente tanto, decise un giorno di mettere la parola fine.
A che cosa, direte voi.
Ebbene, il sovrano non ne poteva più di tutto questo permissivista relativismo con l’ossessione per la deriva morale e la trasgressione lussuriosa, ecco.
Era il re e il regno è del re, fino a prova contraria, questo pensò guardandosi allo specchio quel mattino.
Così, fece un editto.
Qualunque cittadino venisse sorpreso nel compiere atti contro natura sarebbe stato giustiziato all’istante.
Il sommo giudice del regno, che era un tipo pignolo e integerrimo, casa tribunale casa, si impegnò a far rispettare l’editto in sei giorni.
Alla lettera.
Quello …

Storie di immigrati in Italia: cosa non puoi togliere

Storie e Notizie N. 1224

Leggo che Sobuj Khalifa, un uomo di 32 anni, ha salvato ieri una donna di 55 che si era gettata nel fiume Tevere.
Si da il caso che si tratti di un cittadino del Bangladesh.
Uno straniero, un extracomunitario, un immigrato.
Per giunta privo di documenti in regola.
Quindi anche un clandestino.
Quale premio la polizia gli ha rilasciato il permesso di soggiorno…

Dicevano.
Oh, quante ne dicevano.
Dicevano che una volta laggiù mi avrebbero tolto molto.
Il nome, per dirne una.
Sostituito da una marea di epiteti, il più delle volte oltraggianti.
Nelle intenzioni, se non nell’esatta accezione.
D’altra parte, come la magia, anche le storie nascono sempre nelle intenzioni.

Dicevano, davvero.
Ne dicevano a iosa.
Dicevano che finalmente arrivato mi avrebbero tolto i diritti.
Niente di speciale, il minimo umano.
Quel che rimane.
Che dovrebbe restare.
Malgrado teniate particolarmente ad appropriarvi di gran parte della mia vita.

Dicevano, mi rammento.
Dicevano eccome.
Che in tanti avrebbero cerca…

Storie di immigrati: Il bambino nascosto nel trolley

Storie e Notizie N. 1223

Leggo che un bimbo ivoriano di otto anni di nome Abou è stato fermato in Spagna alla frontiera della città di Ceuta.
Era nascosto in una valigia.
Un trolley…

C’era una volta un trolley.
Un trolley magico.
Che fa scomparire le cose.
E affinché la magia funzioni occorre fiducia.
Perché quando tutto riappare.
Il mondo deve per forza esser più bello di prima.
Nel trolley magico c’era nascosto un bambino.
E fin qui, sgomento negli occhi e nel cuore.
Al netto dell’ultimo scampolo di umanità rimasta.
Ma son qui a rivelarvi che nel bambino nascosto nel trolley vi era celato un altro bambino.
Una bimba, per la precisione.
Più piccola, indubbiamente.
Ma con aspirazioni non meno autorevoli.
Tra le molte la sola nelle vesti di sogno tra i più improbabili.
Quello di essere il bambino più grande.
Nascosto nel trolley.
Nondimeno, il racconto non è parco di confidenze ed ecco che mi ritrovo ad aggiungere l’inusitato.
Nella bimba che sognava di essere il bambino nascosto nel trolley si erano occul…

Storie sugli alberi: Albero dei suicidi…

Storie e Notizie N. 1222

Pare che in India quattro ragazze di quindici anni, dopo aver lasciato un biglietto con il quale accusano il proprio allenatore di averle molestate, abbiano tentato di uccidersi.
Mangiando i frutti dell’albero dei suicidi...

C’era una volta l’albero dei suicidi
Dei suicidi? Chiese la giovane dal cuore sfrangiato e l’anima divelta.
Sì, l’albero dei suicidi…
Perfetto, è ciò che fa per me, disse lei.
Ovvero, mormorò con i rimasugli di fiato ancora in petto.
Dammi il frutto, aggiunse con tono altrettanto flebile, e mettiamo la parola fine al tutto.
Certo, come desideri, rispose l’albero.
Per averlo devi arrampicarti in cima perché i doni più letali li serbo in alto, sulle punte più impervie della chioma.
Perché?
Perché, sai, le narrazioni velenose sono le più leggere, le più rapide nel correre da ventre a ventre, e vanno di moda, quindi son merce a buon mercato.
Vanno poste lassù, nella vetrina nobile.
La giovane chiamò a raccolta l’ombra atrofizzata della vitale energia, sop…

Emigranti italiani in Australia: salve, chi siete?

Storie e Notizie N. 1221

Pare che in Australia almeno quindicimila emigranti italiani lavorino undici ore a notte, subendo ricatti, abusi e addirittura violenze di natura sessuale.
Emigranti e immigrati, la solita storia.
Dipende sempre da dove inizi a leggerla…

C’era una volta il paese degli emigranti.
Il paese degli emigranti era cosiddetto non a caso.
Gli abitanti vivevano sempre con il classico piede sulla soglia.
Pronti a partire.
A fuggire.
Bastava un fischio.
Un dai, forza, si va!
O anche solo una via che fosse tale.
Un passaggio più o meno agevole, ma che conducesse da qualche parte.
Possibilmente laggiù.
E venne il giorno in cui gli emigranti partirono.
Qualcuno di voi si chiederà: ma se gli abitanti emigravano, chi restava nel paese degli emigranti?
Facile, restava il paese.
E tutti coloro che a forza di sognare un domani migliore.
Avevano lasciato indietro il presente.
Figuriamoci il passato.
Così gli emigranti senza il paese vecchio arrivarono in quello nuovo.
“Salve”, fecero gli abitanti di …