Il bambino che studia alla luce del lampione: le tre regole del lieto fine

Storie e Notizie N. 1249

La foto scattata da uno studente di medicina, Joyce Torrefranca, raffigurante Daniel Cabrera, un bambino di 9 anni che nelle Filippine fa i compiti sotto un lampione, ha fatto il giro della rete e ora, grazie a donazioni arrivate da ogni parte del mondo, avrà studi garantiti, compresa una borsa di studio all’università.

Ce ne vogliono tre.
Tutte e tre devono esserci, altrimenti la magia non funziona.
E il miracolo rimane tale.
Come dire, ci vorrebbe un miracolo, quelle frasi che mormori più per rassegnazione che speranza.
Sono tutte fondamentali, a cominciare dalla prima.
Ci vuole qualcuno che porti la luce.
Anzi, anche solo una luce.
Pure piccola, non conta la grandezza.
Ci accontentiamo di quel che arrivi, dicono laggiù, che non è mai così lontano come sembri.
Come un lampione sulla via.
La seconda è altrettanto essenziale.
Ci vuole qualcuno che di quella luce ne approfitti.
Con coraggio e dedizione.
Sognando di riprodurre la luminosità dell’alba con un fiammifero.
E stare lì, resistere lì.
Finché non farà buio.
La terza, non me ne vogliano le prime due, è la più decisiva.
Ci vuole qualcuno che la storia la racconti.
Al maggior numero di persone possibile.
Perché da qualche parte c’è sempre colui che vedrà.
La bellezza che hai visto tu…

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