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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Family Day 2016: perché gli omosessuali non devono vincere?

Storie e Notizie N. 1313

Domani, sabato 30 gennaio, a Circo Massimo, Roma, ci sarà il Family Day.
Quando c’era lui… a quei tempi sì che ci si divertiva.
Chissà se verrà.
Vorrei dare comunque il mio contributo alla causa contro l’immondo nemico d’arcobaleno vestito…


Perché gli omosessuali non devono vincere?
(da leggere fino in fondo)
*Perché gli omosessuali hanno già la possibilità di unirsi come coppie di fatto, e sono ammissibili quali membri della maggior parte delle autorità locali. Il Parlamento, tuttavia, deve fare i conti soprattutto con l’amministrazione di una vasta nazione, della manutenzione dell'Esercito e della Marina, e con questioni di pace e di guerra, che si trovano al di fuori della sfera di influenza legittima di un omosessuale.

Perché tutti i governi si poggiano in ultima analisi sulla forza, alla quale gli omosessuali, a causa di motivi fisici, morali e sociali, non sono in grado di contribuire.

Perché non c'è dubbio che la stragrande maggioranza degli omosessuali…

Marine Le Pen e Salvini nel regno della fantasia

Storie e Notizie N. 1312

Leggo che stasera ci sarà un incontro a Milano del gruppo politico ENF (Europa delle Nazioni e della Libertà) capitanato da Matteo Salvini, che vedrà la presenza, tra gli altri leader destrorsi, di Marine Le Pen.
Matteo Salvini e Marine Le Pen. Matteo Salvini che vorrebbe essere Marine Le Pen. E Marine Le Pen che vorrebbe essere suo padre. Tuttavia, Salvini e Le Pen, nella favola del mondo, sono sempre stati la stessa persona.
O personaggio…

C’era una volta quello, o quella, fate voi.
Poco importa il genere e tutti i suoi orientamenti, perché il racconto deve scivolare liscio e, soprattutto, essere popolare. Non c’è spazio, quindi, per le complicanze sociali e morali.
Indi per cui, che favola sia.
Prendi Cappuccetto rosso e quello arriva e comincia a bussare a ogni porta e tutti sono fuori, pure la madre della bimba che la vecchia malata attende nel bosco. “Basta con questi lupi”, grida quello. E via altri slogan, ciascuno nel bosco suo, espelliamo i branchi, non ris…

Le statue coperte a Roma nel paese che nasconde

Storie e Notizie N. 1311

Le statue nude dei musei capitolini a Roma sono state nascoste per non offendere il presidente iraniano e nessuno sa chi abbia dato l’ordine di farlo, nel solito ping pong delle responsabilità.
Ditemi voi se esiste migliore metafora del paradosso nostrano sulla bellezza e tutte le sue varietà…

C’era una volta il paese che nasconde.
Le statue, d'accordo, ma non è di certo un caso.
Meramente nazionale.
Indi per cui, nessuno si senta in diritto di inarcare il petto, rifocillandolo di posticcio orgoglio per poter cogliere l’ennesima occasione di rigettare il solito patriottico refrain.
La coltre di stolti allarmi e anacronistiche follie intessuta è ampia.
Fin troppo ampia.
Altrimenti, non parleremmo del paese che nasconde, bensì del paese che una volta ha nascosto, ma poi ha capito. Per buona sorte di tutti, ha capito. Ed è andato avanti, nel presente, ancora prima che nel futuro.
Il paese che nasconde tiene fede al nome con quotidiana pervicacia.
Nasconde desideri norma…

Nono pianeta del sistema solare è nostro

Storie e Notizie N. 1310

E’ stato scoperto un nuovo pianeta ai confini del sistema solare…

C’era una volta lei.
O lui.
Chiamateli pure loro.
Chiamateli come preferite, tanto questo è concesso e, di rado, davvero biasimato.
Giacché accade di nuovo, ancora, e ancora di nuovo.
Chiamateci noi, stavolta.
Noi che abbiamo l’occhio che guarda più lontano, necessariamente.
Pensateci, sul serio.
Chi potrebbe lanciare lo sguardo maggiormente agli antipodi dell’oggi di coloro che sul quel miraggio poggino piedi, le carni tutte e gli ultimi desideri rimasti?
La buona novella è che noi ci arrendiamo, una volta per tutte.
La guerra è finita, perché il nemico se ne va. Le vittime civili termineranno la conta di loro stesse. E un vuoto, questo sì senza confini, si allargherà sui media vomitanti.
Pochi secondi, d’accordo, perché morto il capro di moda, si farà presto a trovarne un altro per espiare tutto l'espiabile.
Nondimeno, non ci riguarda più, buona fortuna al prossimo.
Prendetevi tutto, perciò.
La terra è vo…

Storie di immigrati rifugiati: la risposta di Baseema

Storie e Notizie N. 1309

Leggo che a Middlesbrough, in Inghilterra, hanno avuto la discutibile pensata di distinguere le abitazioni dei rifugiati dai “normali” vicini dipingendo di rosso le porte d’ingresso. Con il rischio, tra le altre cose, che le case divengano più facilmente bersaglio di aggressioni a sfondo razzista…


Mi chiamo Baseema, ho sette anni e il mio nome ha un significato prezioso.
Vuol dire sorridente.
Ora, c’è sorriso e sorriso.
Mio padre dice che il mio vale doppio.
Perché sorrido prima.
E anche dopo.
Aver scoperto il reale senso delle cose.
Per esempio, prendete questa cosa della porta.
Quando l’ho vista la prima volta ho sorriso, già.
Ma che dico?
Ho riso di gusto, come quando mangi qualcosa di buono.
Cioè, come quando mangi qualcosa.
Di tanto.
Una porta rossa? E ce l’abbiamo solo noi?
Come mai? Questo ho chiesto a mia madre mentre rammendava.
Mia madre non fa altro che rammendare i pochi stracci che chiamiamo vestiti, dove sono più i buchi che il resto. E' un po’ la storia dell…

Mancini contro Sarri e le scuse ai maschi

Storie e Notizie N. 1308

Scontro tra allenatori durante il recupero della partita di calcio tra Napoli e Inter di ieri sera. Mancini accusa Sarri di averlo chiamato f****o, mentre quest’ultimo dichiara di avergli chiesto scusa...

Mettiamo caso che.
Mettiamo caso che, al contrario, ovvero da un’altra angolazione, insomma, da dove vogliate guardare il tutto, la parola asterischizzata e ogni suo sinonimo siano sostituiti dal termine maschio.
E mettiamo pure di vivere su un pianeta dove i maschi siano la specie immonda.
Immaginate di essere maschi in quello stesso pianeta.
Malgrado definirsi maschi, in tutti i mondi possibili, alla fine dei giochi non voglia dire assolutamente nulla.
Nondimeno, assecondatemi.
Assecondatevi, assecondateci e via così assecondando.
Figuratevi di ritrovarvi, sin dal giorno in cui avete riconosciuto nell’espressione maschio la migliore approssimazione di quel che rappresenti la vostra identità di genere, nel vedere associata la medesima a ogni tipo di aberrazione, dile…

Storie sulla fame nel mondo: le vittorie di Alì

Storie e Notizie N. 1307

Leggo che un ragazzo di soli sedici anni, identificato come Alì, è morto di fame nella città di Madaya, in Siria, sotto assedio da luglio dell’anno scorso, aggiungendosi alle altre decine di decessi sempre a causa della denutrizione denunciati dalle Nazioni Unite.


Mi chiamo Alì, sono nato all’inizio del terzo millennio e ho, avrò, sedici anni.
Per sempre.
Altrettanto, per ogni giorno a venire, sarò Alì che ha vinto.
Ho iniziato a sconfiggere nemici che farebbero impallidire adulti di ogni luogo, perfino con la voce amplificata dalla sfrontatezza da tastiera e dalla tracotanza da divano, sin da quando ne avevo appena undici.
La guerra è esplosa, a quel tempo, come suo solito.
Sintetizzata e sminuzzata sulla carta con cui incartare il pesce senza nemmeno attendere il dì seguente, quanto sbriciolata e ricomposta all’uopo in immagini e video il cui unico effetto speciale è la verosimiglianza di comodo.
Eppure, la guerra è esplosa e da allora azzanna vita con più o meno ci…

Unioni civili e adozioni omosessuali: lettera ai senatori

Storie e Notizie N. 1306

Leggo che trenta senatori cattolici del Partito Democratico si sarebbero opposti all’adozione del figlio del partner (stepchild adoption) oggetto del recente disegno di legge sulle unioni civili.
Da cui la seguente missiva...

Care senatrici, gentili senatori.
Vi racconto una storia.
C’era una volta una casa.
Anzi, no.
Una valigia, se preferite.
Guardate, fate voi.
Immaginate qualcosa che sia in grado di contenere.
Accogliere.
Disegnatela come preferite, l’estro nel tratto, come nel colore, poco importa.
Ciò che conta è che sia vuota.
Bene.
Se così si può dire.
Ora guardate.
Lo vedete il bambino innanzi a voi, al di là del vostro autorevole scrittoio?
Ah… è forse una bambina?
E’ uguale, stavolta è davvero uguale senza discussione.
Perché qualunque sia la natura con la quale definiate la giovane vita protagonista, quel che di comune rimarrà è il nulla.
Perché la casa, la valigia, qualsiasi cosa vi siate figurati in grado di contenere, accogliere, è vuota.
Un’assenza incommensurabile…

Storie di immigrati rifugiati: cosa offro

Storie e Notizie N. 1305

Caro Governo Danese,
ho saputo che vi state avviando a esercitare il diritto di confiscare i nostri beni, al fine di coprire le spese che ci riguardano.
Non ho molta voglia di parlare di diritti.
Soprattutto dei miei.
Forse perché ho dimenticato cosa siano.
O, magari, proprio perché è la cosa che rammento meglio.
Ecco perché non protesterò.
Non alzerò la voce per mettere a rischio ogni singolo istante che ancora mi attende.
Non mi opporrò all’ennesimo abuso.
Perché vivere un altro giorno ancora e andare avanti così, finché strada ci sarà, è il paradiso.
L’inferno è solo una delle forme di quest’ultimo che vorrete concederci, malgrado sappiamo già come sia fatto.
Per questa ragione sono qui, ora.
Confiscate, confiscate pure, ma non troverete banconote o monete perché con esse i miei hanno acquistato tempo. Tutto quello che puoi srotolare innanzi a te come un tappeto rosso, perfino di sangue vivo colorato.
Non ci sono monili di qualsivoglia valore, nella valigia di mamma, poi…