Stepchild adoption cos'è: se avessero ragione loro

Storie e Notizie N. 1323

Alla fine della fiera pare che ciò che alcuni avevano già preventivato si stia puntualmente avverando. Ovvero, che il reale punto indigesto dell’ormai snaturato disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili fosse il tema delle volgarmente dette adozioni gay. Malgrado tali non siano, ripetiamolo per l’ennesima volta. Mi riferisco, chiaramente, alla stepchild adoption.
La cosa che mi ha sorpreso è che verso quest’ultimo aspetto, anche tra chi frequento più o meno virtualmente, c’è molta più ostilità di quella che viene confessata apertamente.
Così, voglio mettermi nei loro panni.
Nei vostri, vi parlo direttamente.
Meglio, nei tuoi…

Mettiamo il caso che tu abbia ragione.
Mettiamo il caso che un bambino adottato da due persone dello stesso sesso sia destinato a crescere in qualche modo danneggiato dai genitori.
Mettiamo che io veda quel che vedi tu, come lo vedi tu.
Di conseguenza, vedo due uomini che vivono una relazione innaturale, che offendono la natura e il creatore nello stesso tempo, maltrattando la carne e lo spirito.
Vedo quegli stessi uomini che non si accontentino di praticare un’esistenza perversa, ma che addirittura pretendano di impadronirsi di una giovane vita innocente, spinti da un egoismo di una crudeltà senza fine.
Li vedo avere successo nel loro insano scopo.
Vedo la giovane vita innocente tra la grinfie degli orchi.
Vedo gli occhi confusi e spauriti della vittima.
E vedo il tempo che passa.
Vedo la giovane vita innocente che giorno dopo giorno viene educata a uno stile di vita immondo, dove tutto è permesso.
Dove non esistono punti di riferimento tranne che la lascivia delle anime perdute.
Vedo la giovane vita innocente crescere infelice e deviata, in preda allo sconforto e al più bruciante smarrimento.
Vedo la giovane vita innocente diventare, a sua volta, un adulto condannato per sempre a vagare solo.
Vedo un’esistenza senza speranza di serenità alcuna.
Vedo morte e distruzione di una tenerezza, che avremmo dovuto proteggere, rese lecite da un governo che ha perso di vista la sola e unica bussola, la natura come il creatore l’ha plasmata all’inizio dei tempi.
Vedo te, ora.
Ti vedo.
Vedo dentro di te e vedo cosa vive dentro di te.
Ti vedo in giro per negozi, accanto a me sulla metropolitana, nell’auto davanti alla mia nel traffico cittadino, in una fila alla posta.
Ti vedo nell’appartamento accanto.
Ti vedo, ora, a un passo da me.
E, perdonami, ma ho paura.
Di te

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