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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016

Internet Day: dal buio alla luce

Storie e Notizie N. 1349

Domani saranno trascorsi trent’anni dall’avvento di Internet nel nostro paese, visto che il primo collegamento alla rete risale al 30 aprile del 1986.
Ebbene, dopo ben sei lustri siamo il paese con il minor numero di abitanti connessi a Internet in Europa, con la rete più cara e più lenta.
Ecco quindi come domani un uomo qualunque celebrerà l’evento nel mondo reale…

Mi chiamo Giovanni e oggi è una grande giornata, caspiterina.
Dovete sapere che tre giorni addietro, dopo ripetuti avvertimenti, ripensamenti e varie manifestazioni di clemenza in attesa di una mia riscossa, una volta per tutte mi hanno staccato la corrente.
Ma come, direte voi, che ha da gioire innanzi a siffatta sventura?
Caspiterina, che fretta c’è, ribatto io. Fatemi arrivare alla fine e tutto sarà più comprensibile.
Dicevo, alla fine l’elettrica fonte si è prosciugata, ma era inevitabile.
Se la montagna serra le labbra, di conseguenza i letti dei fiumi si inaridiscono e allora il mare perde il suo nutr…

Storie sulla pace: La guerra dei luoghi comuni necessari

Storie e Notizie N. 1348

Due notizie, oggi.
Leggo che, grazie a una lunga ricerca di un’università statunitense, si è scoperto che la sculacciatarende aggressivi e che dopo il bombardamento dell’ospedale di Aleppo, in Siria, con la morte di 27 persone, tra cui bambini e medici, Medici senza Frontiere ha dovuto rammentare a tutti: gli ospedali non sono unbersaglio, Hospitals are #notatarget.
Che guerra sia, allora…


La sculacciata rende aggressivi.
Sì.
E gli ospedali non sono un bersaglio.
D’accordo.
Ascolta, già che ci sei, prendi un foglio più grande e armati di una penna generosa e di una buona dose di pazienza.
Perché anche gli schiaffi rendono aggressivi, guarda un po’.
Pure quelli che dai a qualcun altro che non sia l’imberbe spettatore.
Il dolore può essere lo stesso anche per lui.
Talvolta anche di più.
Già che ci sei, aggiungi che pure le scuole non sono un bersaglio.
E, se proprio dobbiamo dirla tutta, scrivi pure un generico case. Abitazioni, capanne, rifugi, catapecchie o altra miseria ar…

Invasione di migranti nel vecchio corpo

Storie e Notizie N. 1347

Nella vecchia Europa, anche oggi dall’Austria si leva il grido anti migranti: siamo pronti a usare l’esercito.

Era una notte più buia del solito, quando l’anziano si agitò nel sonno.
Il cervello si alzò in piedi e inizio a urlare.
Perché questo fanno le cervici irose laddove si levino dritte.
Gridano, a squarciagola berciano.
Ignorando che non è l’altezza a infondere autorevolezza al discorso e tantomeno il livore nel tono.
Sempre che sia il senso del discorso, la vera ragione del tutto.
“Vengono da noi per contaminarci”, strillò quindi brutalizzando senza risparmio le vocali corde. “Vogliono fare i padroni a casa nostra, cancellando la nostra storia e le nostre tradizioni.
“La pancia è vuota, sostengono, a patto che sia vero.
“E cosa c’entriamo noi? Cosa c’entriamo, noi, con quel che accade a sud dei polmoni?
“Il problema è che sono troppi, questa è la realtà. E vogliono tutti venire da noi.
“Dicono che sarebbe nostro dovere, poiché in buona parte colpevoli del loro dest…

Storie sui libri: Giornata mondiale del libro solo un libro

Storie e Notizie N. 1346

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro

Tutto.
Sì, lo so, compatiscimi pure, ma spesso è stato tutto.
Una moglie e un marito, entrambi i genitori e un figlio, o anche solo qualcuno che ti aspetterà sempre.
Che non ti chiederà nulla che occhi.
Dita curiose e voglia.
Di camminare insieme.
C’è tempo, c’è sempre tempo, non ascoltare quelli che ti dicono che non hanno neppure un minuto.
Basta un secondo, guarda.
Anzi, leggi.
Perché è tutto, può essere tutto.
Capisco, disprezzami, giudicami quanto vuoi.
Ma con lui sono stato pure donna, alta e vecchia, giovane e bella, o anche solo convinta di esserlo.
Di poterlo diventare un giorno.
O di non esserlo più.
Sono stato la persona peggiore del mondo, la morte l’ho vista con i miei occhi, ho ucciso e messo al mondo, disintegrato pianeti e, più di ogni altra cosa, dimenticato il dolore.
Perché leggere vuol dire vivere la vita che manca.
Che mancherà sempre.
I vuoti che nessuno cancellerà, perché non potrebbe neanche se lo volesse.
Nel…

Storie di donne coraggiose: Harriet Tubman morì una volta sola

Storie e Notizie N. 1345

Araminta Ross, nota con lo pseudonimo di Harriet Tubman, attivista per l’abolizione della schiavitù e per il suffragio femminile, si è guadagnata il primato di essere la prima donna nera su una banconota statunitense.
Non posso morire che una volta, disse un giorno Harriet.
E, come tutte le grandi persone che per i diritti dei molti hanno speso la propria esistenza, sono infinite le volte in cui ritornerà in vita…


Mi chiamo Harriet e non sono morta.
Non sono morta quando ho scoperto che le vere catene sono fatte di pelle umana, il metallo più resistente al mondo.
E non sono morta neppure quando stavo quasi per convincermi che ci fosse qualcosa di giusto, di sensato, addirittura di normale.
Nelle catene di pelle umana.
Non sono morta allorché ho capito di essermi illusa che bastasse avere mani e piedi liberi per avere pace.
E non sono morta quando ho infine compreso che non bastasse la pace per avere mani e piedi liberi.
Non sono morta laddove sfogliando le pagine dello …

Libertà di stampa nel nostro grande paese

Storie e Notizie N. 1344

Leggo che quest’anno, secondo l’organizzazione Reporter Senza Frontiere, il nostro paese è sceso al 77esimo posto, perdendo ben quattro posizioni rispetto al 2015 nella classifica sulla libertà di stampa.

Immagina un paese.
Ora prendi il foglio, quello grande.
Fatto apposta per i paesi grandi.
Ovvero, i grandi paesi.
Disegnalo tra loro.
Anzi, ponilo al di sotto di questi ultimi.
Come se li sorreggesse da solo, con l’orgoglio alimentato da quel che ricorda della propria storia. E da ciò che di essa ha ormai dimenticato.
Adesso concentra la tua attenzione su una delle più potenti conquiste di un grande paese, uno di quelli che raccontano in giro, col tronfio petto inarcato, di essere tra i pochi eletti paesi grandi.
Mi riferisco a un’arte tra le molte, perché di questo si tratta, di raccontare storie, convinti che la parte di vero sia indiscutibilmente più vasta del resto.
Chiamale pure notizie, se ciò ti rassicura di più.
Ecco, in questo momento, mettiamo il caso che nel p…

Quando ti dicono di non votare

Storie e Notizie N. 1343

Domenica 17 aprile 2016, in quanto cittadini di questa Repubblica, potremo esprimerci sull’eventuale abrogazione della norma che permette di prolungare le concessioni per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia marine dalla costa italiana sino all'esaurimento.
Malgrado ci sia qualcuno che ci inviti a rinunciare.
A un nostro diritto…

Scegli il motivo.
Trova il pretesto.
E, se magari hai tempo, leggi qualcosa.

Fallo per testardaggine.
Perché eri così anche da piccolo, allorché ti dicevano che quella cosa non si poteva fare.
E tu eri lì a farla, non appena ne avevi l’occasione.
Non visto, certo.
O sfacciatamente sotto i riflettori dell’autorità vigente, insegnanti, genitori o guardiani che fossero.

Fallo anche per curiosità.
Non dire che sai già tutto, che conosci perfettamente la storia.
Non è vero e lo sai.
Somma le volte che hai potuto dare il tuo voto e quelle in cui qualcuno si è avvalso dell'immeritato privilegio di farlo per te.
Poi mi dici.

Fallo per coerenza, all…

Storie di immigrati: Muri contro i migranti

Storie e Notizie N. 1342

“In caso estremo l'Austria potrebbe chiudere completamente il Brennero", ha dichiarato di recente il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil.
Continuando la danza…


I muri contro le migrazioni, pensa se li facessimo pure noi altre.
Sarebbe una disgrazia, osserva l’amica. Ma sai la cosa più assurda?
Quale?
Che è tutta una tragica, ridicola e ottusa danza.
Di tempi e melodie differenti, eppure uguali.
Un tempo costruiscono muri, con incrollabile fermezza e profondo timore.
E tempo dopo li abbattono, con altrettanto vigore e orgoglio.
Certi di essere perlomeno migliori di chi li ha preceduti.
Un tempo massacrano interi popoli con indicibile crudeltà.
E tempo dopo condannano anche solo chi non osi vergognarsi di tale macchia sulla Storia.
Un tempo conquistano diritti e libertà per chi è rimasto fuori dalla festa delle opportunità.
E tempo dopo fanno finta di non ricordare che ancora tanti sono lì fuori ad aspettare.
Opportunità.
Un tempo scelgono la guerra come la via p…

Storie sulla diversità: Le parole per salvarsi

Storie e Notizie N. 1341

Persi tra i monti dell’Arizona, Ann Rodgers e il suo cane sono sopravvissuti per nove giorni bevendo acqua di stagno e nutrendosi di piante. Il salvataggio è avvenuto grazie alla scritta HELP che la donna di settantadue anni ha composto sul terreno con bastoncini e sassi.
HELP, aiuto, ovvero solo una tra le varie declinazioni.
Delle parole per salvarsi…


Aiuto.
Citiamola, aiuto, iniziamo con la prima, così l’elenco è partito, come il racconto. D’altra parte gode perlomeno alfabeticamente della precedenza, se non per la sua assordante diffusione. Ben oltre la nostra capacità d’udito come di cuore, altrimenti, un grato silenzio seguirebbe la scia.
Basta, basta è ciò che mormorano, non urlano, in troppi, perché il fiato è allo stremo, ma questo non vuol dire che non si tenti di oltrepassare il muro. Basta con l’aggiungere puntualmente, con una cattiveria di idiozia inaudita, la nazionalità, le probabili origini o addirittura il colore della pelle del presunto criminale…

Racconti sull'accoglienza: Il castello del principe

Storie e Notizie N. 1340

Secondo l’Unicef bloccati in Grecia, in condizioni inaccettabili, ci sono più di ventiduemila bambini…

Non c’è spazio per tutti.
Nel castello non c’è spazio per tutti, ma il principe ha lavorato, si è dato tanto da fare e alla fine ha trovato una stanza anche per loro.
Che hanno osato attraversare il fossato di oscura melma ricolmo, sfidando le fiere che vi albergano.
Sono coloro che hanno scalato le mura e che, malgrado amori o solo compagni di viaggio siano caduti a migliaia lungo la via verso il cielo che riscalda davvero, sono giunti dall’altra parte.
Dove dicono non ci sia vita migliore, più facile e più lunga.
Ma vita dev’esserci per forza, perché da questo lato è ormai agli sgoccioli.
Nel frattempo lì si esiste, il respiro si fa normale e i sogni aumentano di volume.
C’erano prima di arrivare, i sogni, figuriamoci adesso.
Tuttavia, questo non va bene, perché è così che funziona il dono della tolleranza: d’accordo, io ti tolgo la spina dal cuore, ma non osare sang…