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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

App contro il razzismo

Storie e Notizie N. 1371

Immagina di installare nella tua testa una speciale app.
Una app mentale, che agisca in te un attimo prima di leggere.
Ascoltare.
E vedere.
Immagina che tale prezioso programma elimini ogni informazione riguardo alla nazionalità dei protagonisti.
D’altra parte, Harry Potter sarebbe stato meno magico con il turbante in testa?
Avresti ammirato di più Nelson Mandela se fosse stato svedese?
La grandezza del celebre passo per l’umanità del primo uomo sulla luna è dipesa in qualche modo dal luogo di nascita dell’astronauta?
Allora, leggi, ascolta e vedi.
Le notizie di oggi, così, con me.
Verrai a sapere, quindi, che un essere umano ne ha ucciso un altro o anche di più.
Ne leggerai, ascolterai e vedrai molte, a riguardo.
Scoprirai pure che qualcuno ne ha salvati altrettanti.
Ne leggerai, ascolterai e vedrai poche, a riguardo, ma tu fammi il favore.
Non usarla come scusa per le tue più o meno deprecabili azioni.
Ti racconteranno di gente che abusa del prossimo.
Di individui che usano

Storie sulla fame nel mondo: metti in pausa

Storie e Notizie N. 1370

Secondo l’ennesimo report da parte dell’Unicef 750 milioni di donne si sposeranno da bambine entro il 2030.
Sempre prima della stessa data moriranno ben 69 milioni di bambini.
Al momento 247 milioni di questi ultimi sono privi del necessario per sopravvivere e crescere.


Immagina che sia un film.
Uno strano tipo di film, vedrai, ma sempre tale.
Noleggiato, se vuoi, scaricato, se preferisci.
Immagina che anche la tv, sia bizzarra.
Un’ultima generazione davvero ultima, comprata su internet da un venditore incauto.
Uno di quelli che propongono roba ignorando quanto te.
Di cosa davvero si tratti.
Capisci? Un po’ come certi narratori di storie, che maturano un’idea di quel che hanno scritto solo tempo dopo.
Molto tempo dopo.
Ora, a prescindere dal piacere della visione o meno, prendi il telecomando e cercalo.
Sì, proprio lui, il pulsante più sottovalutato dal moderno agire.
La soluzione più pericolosa per la terra piramidale.
La vera arma di liberazione di massa.
Il tasto pause.
Paus…

Storie di animali allo zoo: il peso del tempo per Sandra

Storie e Notizie N. 1369

Le autorità di Buenos Aires hanno annunciato l'intenzione di chiudere dopo 140 anni il proprio zoo, sostenendo che mantenere animali selvatici in cattività in bella mostra è degradante.
Il sindaco ha dichiarato che 2.500 di loro saranno trasferiti in riserve naturali in Argentina e che l’impianto verrà trasformato in un parco educativo e un rifugio per gli esemplari vittime della tratta.
L’orango Sandra, storica presenza nello zoo, accoglie la notizia con lieto, saggio distacco…


La verità.
La verità si manifesta in molteplici forme.
Così fa la giustizia.
E altrettanto la semplice considerazione della vita altrui.
Nondimeno, uno dei più singolari paradossi di voi umani si palesa laddove la verità, la giustizia e la semplice considerazione della vita altrui si intreccino nello stesso tempo e luogo, allorché il tutto trovi ragion d’essere comune nell’accezione più banale.
Come, esempio in questione, nello scoprire che imprigionare un essere vivente dentro una gabbia c…

Storie sulla fame nel mondo: lettera all’uomo che verrà

Storie e Notizie N. 1368

SecondoMedici senza Frontiere almeno 1200 persone, di cui 500 bambini, sono già morte di fame e malattie presso il campo profughi di Bama, nel nord est della Nigeria.
Al momento vi sono circa 24000 residenti, tra cui 15000 bambini.
Avete presente le fondamentali visite educative e formative che vengono organizzate da istituti e scuole presso il campo di concentramento di Auschwitz?
Sfilano ogni anno politici, giornalisti, intellettuali e star dello spettacolo, tutti comprensibilmente emozionati e toccati dal pesante ricordo.
Sto parlando del lager, già, metafora di un luogo dove le vittime del tempo consumano le ultime ore della loro vita rinchiuse in una sorta di immeritato anticipo infernale in terra.
Immaginatevi di vivere all'epoca in cui quest’ultimo era in piena attività.
Immaginate noi.
Al contempo, figuratevi lui.
L’uomo che nel futuro visiterà gli abominevoli campi di ieri.
E di oggi.

Caro figlio, cara figlia.
O forse nipote, chi può dirlo?
Solo tu, del resto…

Dentro e fuori l’Europa

Storie e Notizie N. 1367

Prendi Nigel, il biondo Nigel, il pallido Nigel e tutta la sua smania di uscire.
Dall’Europa.
Al contempo, considera Ousmane, il bruno Ousmane, l’olivastro Ousmane e tutta la sua speranza di entrare.
In Europa.
Che paradosso, la vita, eh?
Si dice che, spesso, l’immaginazione superi la realtà, ma più passa il tempo e più diventa riduttivo descrivere il distacco come un mero una è solo più veloce dell’altra.
La verità è che l’immaginazione è arrivata in ogni luogo, immaginabile o reale che sia, già da tempo.
E’ la realtà che adora rallentare e la cosa è iniziata a piacerle così tanto da non rendersi conto di camminare all’indietro.
Così, Nigel arriva perfino ad asserire che tra i motivi dell’uscire dall’Europa c’è anche l’immigrazione da paesi al di là dei regi confini.
Così, o forse in modo del tutto differente, Ousmane arriva e basta.
Perché gli basta arrivare.
Qui.
Ma ci sono anche le intersezioni, l'area contesa tra le due storie, le parti che si confondono, talmente…

Storie di razzismo: Deputata inglese uccisa? Cosa non leggerai

Storie e Notizie N. 1366

Il 16 giugno del 2016 la deputata inglese laburista Helen Joanne "Jo" Cox è stata colpita a morte tramite arma da fuoco e un coltello all’esterno di una libreria a Birstall, nello West Yorkshire. Per la cronaca, un anziano signore di 77 anni è stato anch’egli accoltellato mentre cercava di impedire la sua morte.
L'aggressore è il 52enne Tommy Mair, vicino all’organizzazione per la supremazia bianca, avversa all'Europa e simpatizzante dell’apartheid sudafricano, chiamata Springbok Club. Al contempo Mair è già risultato essere un sostenitore di National Alliance, la più grande organizzazione neonazista degli Usa.
L’uomo, prima di compiere il suo efferato assassinio, ha gridato ‘Britain first’, ‘La Gran Bretagna prima’…

Leggerai.
Leggerai molto.
Leggerai molto dell’omicidio sulla via e del suo artefice, il cattivo del momento.
A essere precisi, leggerai poco su di lui, perché alla fine della fiera ti diranno una sola cosa.
Che il tipo era uno squilibra…

Storie di razzismo: Non sono come noi

Storie e Notizie N. 1365

Ebbene sì, anche io ho dovuto riconoscere che i vari Salvini, Le Pen e Farage hanno ragione quando si ergono a difesa del nostro glorioso continente

Non sono come noi.
Non hanno i nostri valori e la nostra cultura.
Non si integrano.
Non hanno rispetto per il prossimo e per il paese che li ospita.

Sono qui solo per portare disordine e violenza.
Sono qui soltanto per distruggere il nostro stile di vita.
Sono qui unicamente per fare i padroni a casa nostra.

Perché non sono come noi.
Perché non hanno le nostre tradizioni e la nostra civiltà.
Perché non si adeguano alle nostre leggi.
E perché non hanno alcuna voglia di farlo.

Si muovono sempre in branchi.
Si credono di poter agire indisturbati, perché tanto non succede nulla.
Si legano solo tra di loro.
Si armano come vogliono.

La realtà è che non sono come noi.
La verità è che non hanno la nostra storia alle spalle.
La normalità è che non dovrebbero stare in mezzo a noi.
E la semplicità sarebbe nel respingerli già al confine.

La gent…

Storie sull'ambiente: Gli indigeni Munduruku contro i molti

Storie e Notizie N. 1364

In Brasile in questi giorni gli indigeni Munduruku stanno protestando contro il governo, reo di voler costruire circa 40 dighe lungo il bacino del fiume Tapajós, progetto non giustificabile perfino economicamente, secondo un recente rapporto di Greenpeace.
Pare che solo la prima delle dighe previste sommergerebbe 400 chilometri quadrati di foresta pluviale incontaminata, causando la deforestazione di un’area di 2.200 chilometri quadrati.
I Munduruku sono gruppo etnico di poco più di undicimila individui e sembra sappiano contare solo fino a cinque, definendo genericamente quantità superiori con i termini ‘alcuni’ o ‘molti’.

Eccomi, immobile.
Saldo alla presa, sicuro.
Con le spalle alla terra, fiducioso.
Perché amato e protetto, da chi amo e proteggo.
Da alcuni.
Sì, lo dico e non me ne vergogno, più che mai oggi nell’era di virtuali miracoli costellata.
Io sono un indigeno.
Un nativo, se vuoi.
Un selvaggio, se preferisci.
Un Munduruku, se proprio la vuoi saper tutta.
Eccomi …

Storie di razzismo: L’uomo sbagliato

Storie e Notizie N. 1363

Le forze di polizia nostrane e britanniche stanno affrontando in queste ore l'accusa di aver confuso un noto trafficante di migranti, Medhane Yehdego Mered, con un innocente rifugiato, Medhanie Tesfamariam Berhe, arrestato in Sudan.
Se fosse l’uomo sbagliato…


Scusaci, sai?
E’ che siete tutti uguali, ai nostri occhi, vi assomigliate, che vuoi farci.
Io l’avevo pure detto che forse non eri tu, guarda un po’.
“Ma siamo sicuri?” ho dichiarato testualmente, mi raccomando, signor giudice, metta agli atti.
Ah… non c’è alcun giudice?
Facciamo come ci pare?
Come volete.
Anzi, come vogliamo.
Che poi, si fa presto a dire innocente.
Anzi, è tutto il contrario, ci mettiamo praticamente nulla a dire colpevole.
E altrettanto a dimenticare.
L’innocente.
Che poi, si fa presto a scoprire gli scheletrini nell’armadio.
Cosa?
Ho capito, non ce l’hai proprio l’armadio.
Ma gli scheletrini…
No, non mi riferisco ai vostri figli, emaciati allo stremo, con cui tentate di impietosirci.
Mi riferisco alle…

Storie di guerre senza testimoni e asteroidi

Storie e Notizie N. 1362

“Dobbiamo porre maggior enfasi sulla popolazione civile”, ha dichiarato uno dei giornalisti liberati di recente in Siria, Ángel Sastre. “Perché le guerre senza testimoni sono il peggior tipo di guerre…”
Storie ignorate, frammenti trascurabili che ci passano accanto veloci, come il piccolo LT1 che sfiora il nostro pianeta, ma viene scoperto solo tre giorni prima…

Siamo tanti.
Troppi.
Siamo come asteroidi dal nome facile.
Da dimenticare.
Siamo come comete dalla coda mozzata e dalla vita breve, perché tale è lo spazio guadagnato sui giornali e quando accade è sempre troppo tardi.
Come una ragazzina di sedici anni che muore di overdose in un ospedale abbandonato della capitale. Non proveniamo da un film di denuncia del secolo scorso. Accade davvero, nel 2016, non negli anni settanta.
Siamo il migrante ucciso e tutto ricomincia.
Perché se lo meritava, no?
Perché era violento, disturbato e fuori di sé.
Perché era migrante e sarebbe bastato, siamo onesti, per una volta.
Siamo le …