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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2016

Storie di immigrati: la livella dei migranti

Storie e Notizie N. 1401

Liberamente ispirata alla poesia ‘A livella di Totò.
Mi piace pensare che il Principe degli attori nostrani, del quale mi onoro di condividere la città natale, oggi la scriverebbe così…

La livella dei migranti

Ogni anno, precisamente il due di novembre, in molti vanno a salutare i propri cari al campo santo.
Alcuni lo fanno con mestizia. Altri con un pizzico di rimpianto.
Ogni anno, immancabilmente, anche in questo giorno, cupo e affascinante anniversario, io scrivo, con passione e ostinazione, l’ennesimo racconto immaginario.
Quest’anno ho avuto una visione. Mi sono figurato vivo spettatore tra i morti. Caspita, se ci penso, che emozione. Ma poi ho rammentato che la calma è davvero la virtù dei forti.
La scena è questa, restate con me a guardare: proprio al colmo della desolazione, improvvisamente, notai tra lapide e lapide siffatta
iscrizione: qui riposa in pace l’eroico difensore nazionale contro l’invasore bruno, costruttore di invalicabili muri e confini, …

Storie sull'ambiente: la meravigliosa sconfitta

Storie e Notizie N. 1400

Le proteste dei nativi americani nel North Dakota, riuniti nel movimento chiamato NoDAPL (No Dakota Access Pipeline), sono iniziate nella primavera del 2016 per impedire la costruzione dell’oleodotto della compagnia Energy Transfer Partners, il cui tracciato prevede l’attraversamento dei fiumi Missouri e Mississippi, così come parte del Lago Oahe, vicino alla Riserva dei Sioux di Standing Rock.
Dopo una limitata revisione del percorso, lo United States Army Corps of Engineers – il nostro Genio militare - ha escluso un impatto significativo.
Al contempo, citando effetti potenziali e mancanza di consultazione con le tribù dei nativi, nell’aprile del 2016 l'Environmental Protection Agency, il Dipartimento dell’Interno, e il Consiglio consultivo per la conservazione storica hanno richiesto con scarso successo al Corpo degli Ingegneri dell'Esercito una valutazione più approfondita.
Difatti, nel mese di luglio, gli ingegneri hanno approvato i permessi di attr…

Terremoto ora oggi adesso ieri e domani: la terra trema ancora

Storie e Notizie N. 1399

Centinaia di persone in centro Italia si sono svegliate stamani in rifugi di fortuna, in stato di shock e di esaurimento, dopo che le proprie città sono state colpite da due terremoti.
Le storie si susseguono e hanno tutte molto in comune, come un tragico spettacolo che sadicamente si ostina a ripetersi.
Un racconto che, malgrado veniali differenze, ha sempre lo stesso incipit…


La terra trema.
La prima è un classico e vale per tutte le altre.
Ovunque tu sia, per quanto coraggio tu possa serbare nel petto, la paura si avvicina e inizia a corteggiarti.
Sa che il momento è propizio.
E quale sarebbe migliore?
Il pavimento che danza, i mobili che si uniscono al drammatico rito, prigionieri di una coreografia a dir poco magnetica, ignorabile solo da chi minimizzi la vita che resta, tra irriducibili folli e inguaribili avventati.
Poi c’è lui, la stella della compagnia.
Il lampadario inizia l’assolo e il pubblico vittima non può evitare di fissarlo con lo sguardo lacerat…

Storie di razzismo in Italia: il diritto all’odio

Storie e Notizie N. 1398

Gioite, cari compatrioti. A Gorino, amena frazione in provincia di Ferrara, i solerti e valorosi abitanti, coadiuvati dagli altrettanto prodi concittadini di Goro, hanno prontamente innalzato una barricata per impedire l’invasione di ben dodici, mostruose creature aliene. In breve, migranti. Donne, per giunta.
Dopo una strenua resistenza da parte dei nostri eroi, le indesiderate sono state respinte.
Esultate, o voi che ancora puro ardore provate per l’italico stivale.
L’onore è salvo e il futuro della brava ed eroica popolazione è al sicuro…


C’era una volta un paese.
Il paese dove un sacrosanto diritto veniva difeso al costo della propria stessa vita.
Il diritto all’odio.
L’intera comunità aveva costruito se stessa su questo pilastro.
Ogni cittadino ha diritto all’odio, recitava un invisibile articolo di una particolare costituzione, scritta da qualche parte nel corpo, di sicuro non nel cuore. Tale sentimento può essere rivolto a qualunque cosa o chiunque, per q…

Storie sui diritti umani: Di scioperi e proteste è intessuto un mondo

Storie e Notizie N. 1397

Oggi è sciopero in Italia e in molti protestano.
Levando lo sguardo oltre confine, la gente si è sollevata anche in Etiopia, dove in 1500 sono stati arrestati, in Congo, dove le cosiddette forze di sicurezza hanno sparato, bruciato, picchiato e ucciso almeno 45 civili, nelle Filippine, dove la polizia ieri ha addirittura usato un furgone per disperdere i presunti facinorosi
.

Ci sono altri mondi, oltre a questo.
Mi piace pensarlo, talvolta.
Quando le cose diventano troppo brutte per essere guardate.
Devo farlo, allorché non riesca neppure a immaginarle.
Di scioperi e proteste, per esempio.
Di scioperi e proteste ne è intessuto uno tra essi.
Un mondo sferico, per quanto quello più noto lo sia, ma molto meno regolare, ecco.
E’ roba difficile da disegnare, in effetti.
Parte di quella arzigogolata tavola di forme illegali, chiamata dagli addetti ai lavori, ovvero, le disoccupazioni, la geometria delle figure scomode.
E’ un mondo difficile da disegnare, d’accordo, ma …

Storie di guerra in Siria: a rubar tempo

Storie e Notizie N. 1396

Malgrado sembra ci siano già state delle violazioni, stamani alle sette è cominciata ad Aleppo, in Siria, la tregua umanitaria decisa da Mosca per concedere le cure a feriti e malati, nonché l’occasione a civili e combattenti di abbandonare la città.

Venghino, signore e signori, venghino.
Venghino pure nel fantastico regno della tregua umanitaria.
Dove i secondi diventano minuti, i minuti senza fine e le ore si congelano fino a perire nei pugni stretti dei senza tempo.
Chiamateci così, ci piace, così.
Senza tetto, pure, ma anche senza porte e finestre, senza comò e comodino.
Senza alcuna comodità.
Senza speranza, molti.
Senza scampo, troppi.
Ciò malgrado questa non è la pagina giusta per dolercene.
I signori della guerra e della pace hanno tirato il dado e le lancette hanno chinato il capo.
Lo fanno sempre, anche quando danzano, ma stavolta, solo questa, è per una buona causa.
Tregua.
Umanitaria.
Che bizzarro e folle matrimonio di parole.
Immaginatevi il corteggi…

Giungla di Calais cos’è davvero

Storie e Notizie N. 1395

Secondo Calais Migrant Solidarity sin dal 2009 ci sono stati dai 100 ai 5000 migranti a Calais, giunti con la speranza di arrivare nel Regno Unito.
Persone da tutto il mondo, come Iran, Afghanistan, Pakistan, Somalia, Egitto, Siria, Sudan, Palestina, Ciad, Eritrea, Iraq, Albania, Senegal, Kurdistan, Libia ed Etiopia.
Ma perché giungla? Leggo che il nome è la traduzione di una parola in Pashtu, una lingua iranica parlata in Afghanistan e Pakistan, che significa foresta
.

C’era una volta una giungla.
Che nella nostra lingua significa foresta pluviale tropicale.
Bè, allora potremmo pure dire c’era una volta una foresta.
Ma non rende l’idea, giusto?
Perché se uno ti racconta una storia di foreste,
allora pensi al bosco, agli animali parlanti, le fate e le favole.
No, non c’è posto per tutto ciò, qui.
Perché, malgrado la realtà, la giungla non è o non dovrebbe essere.
Roba per bambini.
Allora, c’era una volta, questa, una giungla.
Ma non una giungla come quelle dei ro…

Storie di guerra: Popoli senza Stato contro Stati senza popolo

Storie e Notizie N. 1394

Nello scorso giugno, contestualmente a Euro 2016, un altro torneo di calcio ha avuto luogo in Abkhazia. Mi riferisco alla Football World Cup for Rebels, ovvero il Campionato del mondo di calcio per nazioni non riconosciute.
Tra di esse il Kurdistan, paese senza stato tra i più attuali, oggi, spezzettato tra Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria, con tutti i conflitti civili e non ai quali partecipa buona parte del resto del mondo, quello in apparenza compatto, laddove il presunto nemico, olivastro e barbuto, è sempre ben in vista in cima alle pagine e agli schermi privilegiati…

C’erano una volta i popoli senza Stato.
Hai presente?
Dai, i ribelli, s’è detto all’inizio.
Ma puoi chiamarli in molti altri modi, perché è così che ti vengono raccontati.
E una volta che la storia gira, hai voglia a rettificare.
Li vedi? Sono la gente che resiste e i giovani che si oppongono, i vecchi che rimangono indietro, ma poi arrivano anche loro, la società civile non solo a parole…

Storie di donne: il cognome del marito

Storie e Notizie N. 1393

Leggo che in Giappone la Corte ha obbligato un’insegnante a usare il nome da sposata al lavoro in base a una norma risalente al diciannovesimo secolo.
La donna ha fatto causa al suo datore di lavoro, la Nihon University, la quale si è rifiutata di permetterle di usare il suo nome da nubile nelle interazioni professionali con gli alunni e i genitori.
I giornali non hanno riportato il suo nome.

A lei invio queste parole.

No, non sono te.
Ma vorrei lo stesso sapere.
Cosa vuol dire vivere con una immancabile maschera al minimo ordinata, al meglio gradevole.
Presunta costola mancante al cavaliere tutto fuorché privo di macchia e talmente impaurito da dover indossare armature ovunque.
Che sia guerra o pace.
C’è sempre qualcuno che combatte una battaglia che viene da lontano, dove a ferirsi è sempre e solo lei.
Solo quando vince, vive.
E anche quando non perde, può morire.
No, non parlo per te.
Bensì, con te.
Ma vorrei lo stesso capire.
Cosa vuol dire avere ogni mattino…

Storie sulla fame nel mondo: nella terra dei rifiuti poche regole

Storie e Notizie N. 1392

Leggo che a metà degli anni 2000 la discarica di Stung Meanchey a Phnom Penh, in Cambogia, ha raggiunto il discutibile primato di essere una delle più famose al mondo.
Il motivo? Semplice, ovvero, terribile.
Sia di giorno che di notte, migliaia di raccoglitori di immondizia lavoravano sulla purulenta montagna di spazzatura. Vi hanno vissuto in case composte da spazzatura. Si sono nutriti, di spazzatura. Nella spazzatura molti sono addirittura nati e altrettanti sono morti.
Malgrado nel 2009 il governo abbia tentato di chiudere la discarica, alcuni abitanti hanno semplicemente traslocato, mentre la maggior parte vive ancora lì…


Nella terra dei rifiuti.
Poche regole.
La prima: non si butta niente.
Perché l’hanno già fatto gli altri, tanto per cominciare.
E allora buttare via diventa espressione priva di senso, se presa alla lettera.
Qui è la vita intera che va rigorosamente interpretata e le varie accezioni divengono al contempo intercambiabili.
Cosicché, buttare …

Storie di guerra: Rinascere dalle distruzioni

Storie e Notizie N. 1391

Leggo che, grazie all’impegno dell’Associazione “Incontro di civiltà” e con il fondamentale sostegno della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, “Rinascere dalle distruzioni”, varie opere danneggiate in Iraq e in Siria sono state fedelmente ricreate utilizzando la tecnologia moderna e messe in mostra al Colosseo, a Roma.

E poi dicono che le cose vanno sempre peggio.
I soliti pessimisti.
Si stava meglio prima, il futuro è grigio e altre depressioni all’orizzonte.
Per fortuna che in occidente si guarda avanti, conservando un premuroso ricordo di quel che indietro è rimasto.
Che indietro si è frantumato.
Indietro per sempre.
Ebbene, che era rimasto e che si era frantumato, possiamo dire ora.
Incontro di civiltà, che bella frase, me la scrivo ovunque.
In testa, è chiaro, nella cartella indispensabile di una memoria ferita e nelle poche pagine rimaste utilizzabili di un’anima sbrindellata da un destino che oserei definire sadico.
Osavo, devo dire ora.
Rina…

Uragano Matthew: sotto lo stesso nome

Storie e Notizie N. 1390

L’uragano Matthew è un importante ciclone tropicale che attraversa in questi giorni l'Oceano Atlantico, di recente catalogato come il primo di categoria 5 sin dall'uragano Felix del 2007.
Ha già colpito Haiti, Giamaica, Cuba e Repubblica Dominicana, ed è attualmente diretto verso le isole Bahamas.
Si prevede che raggiungerà in breve anche la zona orientale degli Stati Uniti, in particolare Florida, Georgia, Carolina del Sud, e North Carolina.
Di paesi e popoli.
Diversi…


Sotto lo stesso nome.
Sotto lo stesso nome nasce, vive e se ne va, dissolvendosi all’orizzonte, un’infinità di cose.
Perfino chi non aveva aspirato a tanto.
Ma si è visto mai un uragano chiamato come un umano qualunque? Tra noi uragani, intendo.
Il signor Matthew.
Mi piace, suona bene.
Mi fa sentire importante, come se non fossi soltanto aria, acqua e tutto quel che suscito nel prossimo, come molti tra voi.
Nel mio caso, tutto avrei voluto, fuorché crear timore, angosce, apprensione e, a…