Siamo arrabbiati

Storie e Notizie N. 1522

Siamo arrabbiati, urliamo sino a bruciar la voce e il cuore.
Dovete capirci, dovete vederci, altrimenti.
Non esistiamo.
Siamo arrabbiati con voi, gridiamo con le vene del collo pronte a esplodere.
Con loro.
Con tutti.
Siamo arrabbiati con voi perché avete portato i migranti da noi.
Con i loro sogni.
Con le loro aspirazioni.
Con la loro insopportabile fiducia nel futuro.
Siamo arrabbiati, in breve, perché avete portato accanto a noi altri.
Vita.
Siamo arrabbiati.

Perché, se tutto ciò non bastasse, osate avvicinarvi con i vostri microfoni, le vostre telecamere, le vostre domande, i sogni, le aspirazioni, pretendendo di avere risposte.
Rabbia.
Questa è la ragione.
Questo è il prodotto, comprato e rivenduto, masticato e vomitato.
Questo è ciò che siamo.
Questo è il ruolo che qualcuno ha scelto per noi.
Non importa chi, non conta come.
Quel che ci hanno donato è sufficiente.
A tirar fuori il peggio.
Siamo arrabbiati, sì, così mormora il celato suggeritore dall’attico in centro.
E non ce ne vergogniamo.
Perché non abbiamo la più pallida idea da dove provenga, tale ottusa collera.
Se sia in qualche modo giustificata, o solo fabbricata digitalmente dai costruttori d’odio virtuale.
Il bello è proprio questo.
Colpisci, colpisci duro, mostra il sangue al pubblico, e quest’ultimo cliccherà e approverà, con la bava alla bocca godrà con te.
Questo c’è scritto nel copione affidatoci e questo è l’esito della nostra grottesca esibizione.
Quindi, promessa mantenuta.
L’odio vende, punto.
Capite perché firmiamo in bianco la nostra evidente condanna a una sceneggiatura talmente disumana?
Perché i burattinai, per quanto biechi approfittatori dei nostri manipolati destini, hanno mantenuto la parola.
Come pretendete di dissuaderci, se per primi non credete nella bandiera arcobaleno che portate in giro soltanto nelle gite di piazza nelle occasioni preposte?
Non vedete che la questione morale è guerra quotidiana?
Sapete la verità?
Non siamo certo dei luminari e di questo ci deridete.
Ma una cosa l’abbiamo capita.
Da un pezzo.
Siete voi che dovreste essere arrabbiati con noi.
Che dico?
Voi dovreste essere sopraffatti dal livore, innanzi alle nostre malefatte.
No, di più.
Voi dovreste essere roventi d’indignazione verso voi stessi e quel che vi circonda.
Per poi trasformarla in azioni di identica intensità.
E pregne di un sottovalutato pacifismo talmente virulento da far tremare di paura il nostro posticcio digrignar di denti...


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