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Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

La lingua fantastica

Storie e Notizie N. 1588

In un’epoca in cui la semantica popolare si nutre di paura e menzogne, c’è bisogno di un nuovo linguaggio, capace di alimentare speranze mai sopite del tutto.

“Elisa”, fece l’uomo scorgendo le sfumature tristi negli occhi della figlia. “Cos’hai?”
“Niente.”
“Bene, raccontami del nulla, allora.”
La giovane osservò il genitore matto che la vita le aveva donato, dalla testa squinternata, certo, ma presente. E qualora tale tutt’altro che scontata evenienza sia garantita, si può aver pazienza perfino di fronte a quotidiani discorsi privi di senso.
“Oggi ho fatto scena muta, al tema. Ho consegnato il foglio in bianco.”
“E come mai? Non hai fatto neppure un disegno?”
“Papà… ho sedici anni, sono alle superiori, non alle elementari.”
“Perché, solo alle elementari si possono fare i disegni?”
La ragazza sbuffò annoiata e agguantò meccanicamente il cellulare.
“Qual era la traccia?” insistette il padre, sedendosi sul bordo del letto dove la figlia era rannicchiata.
Tema”, ci…

La favola di sinistra e destra

Storie e Notizie N. 1587

C’era una volta un paese in conflitto.
Nato da esso, cresciuto nel medesimo e talmente abituatosi allo stesso da ritenerlo soltanto una delle molteplici possibilità di un’armoniosa società.
Nel paese in conflitto vivevano e si contrapponevano, con più o meno consapevole coerenza, due differenti tipologie di creature.
Le persone inclini a utilizzare la mano sinistra come prioritaria soluzione.
E coloro che al contrario preferivano la destra.
Si potrebbe rendere tutto più facile, sintetizzandole in mancini e destrorsi.
Ma questa, malgrado quel che vi raccontino, non è affatto una storia semplice.
A riprova di ciò, all’inizio di quest’ultima era assai più immediato distinguere i due schieramenti.
Banalizzando, mano sinistra voleva dire prediligere la via pacifica alla risposta bellicosa, la soluzione diplomatica a quella armata, schierarsi senza indugio dalla parte dei più deboli, peraltro senza alcuna discriminazione tra essi, combattere le disuguaglianze sociali …

Processo di Norimberga del terzo millennio

Storie e Notizie N. 1586

La storia si può ripetere, così come i suoi errori e le sue condanne. Il testo che segue è (assai poco) liberamente ispirato al discorso conclusivo del Processo di Norimberga, avvenuto dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946, da parte del procuratore Robert Jackson.
Perché gli immigrati sono ogni giorno di più gli Ebrei di oggi, e quando finalmente lo capiremo sarà forse troppo tardi…


È impossibile, in questa conclusione, fare di più che evidenziare quantità incancellabili di punti vitali del tetro e avvilente dato di questo processo.
Testimonianze di atrocità su vasta scala, di tale crudeltà e disumanità, storie di deportazioni di massa, di popoli ridotti in schiavitù e di annientamento delle minoranze.
Eventi che passeranno alla storia come il lato oscuro di questo ventunesimo secolo.
La vergogna, la depravazione, il terrore erano all'ordine del giorno.
Immigrati arrestati senza capi di accusa, imprigionati senza difensori, deportati senza processo.
Famigli…

Il leader populista che state cercando

“Salve, si accomodi.”
“La ringrazio.”
“Che faccio con la porta? La chiudo?”
“No, tenga aperto, perlomeno passa un poco d’aria.”
“D’accordo.”
“Ottimo, lei è venuto per il ruolo di leader populista, giusto?”
“Certamente.”
“Fa caldo da morire… non pensa anche lei?”
“E’ l’estate che si avvicina.”
“Proprio così… prima che iniziamo, desidera forse qualcosa da bere?”
“Grazie mille, come se avessi accettato.”
“Mi sta dicendo che lei non ha sete? Non sa cosa darei per rinfrescarmi…”
“No, grazie, sto bene così.”
“Come vuole…”
“Quindi, lei ha intenzione di fare il leader populista, esatto?”
“Esatto.”
“Ahi…”
“Che ha?”
“Che ho? Dannate zanzare… quei farabutti non hanno ancora effettuato la disinfestazione. Naturalmente non possiamo mica chiudere le finestre, con quest’afa assurda.”
“Capisco.”
“E i condizionatori?”
“Prego?”
“Prego che?”
“E’ lei che ha detto: e i condizionatori?”
“E i condizionatori non funzionano, porca miseria, ecco cosa volevo dire.”
“Ne sono dispiaciuto.”
“Va bene… andiamo avanti. Mi conferma che lei è v…

Giornata mondiale del rifugiato 2018: Lettera da Roma a Birmingham, 1963

Storie e Notizie N. 1585

Caro Martin Luther King*,
da un trascurabile mittente a un esempio fattosi mito, da un tempo all’altro così apparentemente differenti, da una nazione all’altra così sorprendentemente simili, da una discriminazione all’altra così inconsapevolmente identiche, da una libertà, infine, quanto mai sottovalutata a una prigionia quanto mai ingiusta.
Cinquantacinque anni altresì ci dividono, ma ieri come oggi, ogni tipo di attività che miri concretamente a essere dalla parte non solo degli ultimi del mondo in cui si viva, ma anche coloro i quali non ti faranno guadagnare facilmente il plauso di amici e parenti e tantomeno punti percentuali nella tua carriera politica o di qualsivoglia campo, non è impresa facile.
Eppure, oggi, come ieri, regna l’ingiustizia.
E altrettanto oggi, come ieri, non si può rimanere oziosamente seduti e non essere preoccupati per ciò che accade nel proprio paese.
Avevi ragione allora, e l’hai ancora di più in questo difficile momento: ogni cosa …

Tutto per una birra

Storie e Notizie N. 1584

Peccato per quella ragazza, mi son detto rincasando.
Non era solo carina, ma aveva anche uno sguardo profondo.
E pure una bella voce, il che non è scontato.
Stavamo chiacchierando così bene, lì in piazza, con tutti gli ingredienti favorevoli.
Una bella giornata di sole non troppo calda che andava a concludersi serenamente, il lavoro alle spalle e tutto il tempo nelle mie mani.
Ma poi… poi lei tira fuori gli opuscoli e la magia finisce all’istante.
Non credo sia rimasta a parlarmi solo per quello, ma il gesto fredda inevitabilmente la spontaneità dell’attimo.
È importante, spiega, Amnesty International compie azioni che servono agli ultimi del mondo, i contributi della gente comune come te sono vitali, aggiunge.
Ripeto, se ci penso anche ora a mente fredda sono quasi certo che avremmo potuto comunque proseguire la reciproca conoscenza, ma quel subitaneo cambio di sceneggiatura, per quanto di nobili intenzioni, mi ha spinto a chiudere immediatamente il nostro, co…

Dentro l’Aquarius dei migranti

Storie e Notizie N. 1583

C’era una volta un Acquario.
Considerato dai più come uno strano tipo di contenitore.
Di natura viaggiante, per dirne una.
Di un cammino possibilmente perenne, a dirla tutta.
A meno di non sparire all’orizzonte, o al meglio per molti, al di sotto di quest’ultimo.
Nel frattempo osserviamo, ci soffermiamo con lo sguardo o ci voltiamo immediatamente, perché il tempo è poco e l’empatia ancor meno.
Ciò malgrado, parliamo e scegliamo.
La rotta e il destino, la pagina seguente e addirittura la fine della storia.
È banale, la morale di quest’ultima, come spesso accade.
È scontato, il messaggio, assolutamente secondo copione.
Ed è incredibilmente retorica, la postfazione a quella che non è altro che l’esatta, amara fotografia della vita moderna.
Dove per tanti, indubbiamente troppi, esistere non è altro che assistere allo spettacolo delle disgrazie altrui, attribuendosi indebitamente il ruolo di registi e sceneggiatori senza essersi mai mossi dalla poltrona in platea.
Le…

Cent’anni di speranze

Storie e Notizie N. 1582

Cari nonni,
queste parole sono per voi, che in due diversi continenti riposate, separati da un mare le cui acque diventano ogni giorno più torbide a causa della sfortuna delle anime affezionate alla vita e per colpa di quelle affezionate a se stesse, punto.
In vita non vi siete mai incontrati, e grazie al privilegio di una pagina e soprattutto il tempo per riempirla – dei quali dovremmo essere, sempre, tutti grati – vi immagino insieme, magari seduti in un comune soggiorno, riscaldato dall’emozione del momento e dalla quantità inesorabile di ricordi da scambiare.
Uno tra tutti, quel che è andato in scena esattamente nel luglio del 1914, per poi uscirne, per buona sorte di tutti i protagonisti, poco più di quattro anni più tardi.
Mi riferisco, ovviamente, al primo conflitto mondiale, la grande guerra, che nel prossimo novembre vedrà celebrarsi il suo centenario.
Vi guardo con attenzione, ora, che ho spiegato il pretesto di questo onirico incontro.
Nel dettaglio, …

Oggi è una bella giornata

Oggi è una splendida giornata di inizio estate.
Fa caldo, ma non eccessivamente, la stagione entrante mantiene la promessa, così come ha fatto il meteo la sera precedente.
D’altro canto, come afferma sovente Giulia, possiamo consentire a una voce del telefonino, per quanto elenchi con assoluta dovizia di dettagli le informazioni climatiche, di scegliere al nostro posto cose fare l’indomani?
Con qualsiasi tempo, perciò, alle prime ore di quel sacro sabato avrebbe sistemato in auto l’ombrellone, la sdraio, gli immancabili secchiello e paletta, nonché prole al completo, per raggiungere il mare più vicino.
Nondimeno, al giorno d’oggi non sei più al sicuro da loro…

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Gli immigrati benvenuti

Storie e Notizie N. 1581

Benvenuti, immigrati.
Loro sì che lo sono.
Oh, se lo sono.
Nei luoghi dove meno te l’aspetti, laddove ti fermassi qui, a una manciata di parole dalla completezza e, soprattutto, fondatezza del pensiero.
Ma d’altronde, non è evitando siffatte seccature che oggigiorno il cittadino fieramente populista trae le sue indiscutibili conclusioni?
Non è con uguale approssimazione che giudica e quindi vota?
In breve, non è sufficiente fermarsi al titolo dell’articolo per delegare il destino di una o più generazioni?
Nondimeno, qualora trovassi il tempo e la curiosità di andare oltre, ti dico che in diecimila tra immigrati da ogni dove si sono trasferiti l’anno scorso in quel di Australia, paese record per la classifica in oggetto.
Nella totale assenza di proteste, sulla tradizionale quanto digitale pubblica piazza.
Con altrettanta non chalance, negli Stati Uniti ben novemila clandestini sono diventati magicamente cittadini con un subitaneo, insolito colpo di bacchetta, del…

Governo fascista: ecco chi l’ha eletto

Storie e Notizie N. 1580

Ecco, ce l’hai fatta.
Finalmente sei riuscito nel tuo scopo, più o meno consapevolmente.
Il governo dei populisti è al potere.
Ho detto populisti?
Oh, scusa, volevo dire… anzi, voglio dirti la verità, vorrei sempre, storia o notizia che sia.
Intendevo fascisti, già.
I fascisti sono tornati a comandare il nostro paese.
E per quanto tu possa adesso stracciarti le vesti e mostrarti indignato, sei proprio tu che l’hai aiutati.

Sei tu che li hai eletti, esatto, incrollabile sostenitore del meraviglioso mondo del cosiddetto centro sinistra, social democratico riformista, e altre fuorvianti definizioni.
Ovviamente, non è la sopravvalutata crocetta sul simbolo, a cui mi riferisco, ma tutte le innumerevoli occasioni nelle quali sei stato il mattone con cui lastricare la via per il timone della nostra povera nave agli intolleranti di professione.
Seduto al riparo di un termine che hai inesorabilmente svuotato di ogni senso.
Sinistra, proprio così, insieme alle imprescindib…