Storie e Notizie N. 11: L’Asteroide, Rete Quattro e la Villa di Berlusconi




La Storia:

Ore 14.45, 2 Marzo 2009
“Sì?” fece Dio sentendo bussare alla porta del suo ufficio.
“Sono Pietro, boss…” fece una timida voce al di là del legno.
“Vieni dentro…” E una volta entrato l’altro: “Pie’, quante volte ti devo dire di non chiamarmi boss?”
“Signore, perché non vi piace? The Boss, come Springsteen…”
“Chi?!”
“Niente, niente… Con la musica voi siete rimasto al tempo della creazione…”
“Senti… ho del lavoro da sbrigare. Sei venuto qui a discutere dei miei gusti musicali?”
“See, lavoro…” borbottò Pietro. “State giocando con la play…”
“Non sto giocando!” protestò Dio. “Sto cercando di comprendere cosa ci sia di così attraente in questi oggetti. Lo sai che è mio dovere tenere conto di tutti i feticci che vengono idolatrati dall’umanità…”
“E com’è questo feticcio?”
“Una figata… Ehm, cioè, devo ancora esprimermi a riguardo…”
“Ho capito.”
“A proposito, com’è andato il lancio?”
Pietro fece un passo in avanti e dopo essersi schiarito la voce così rispose: “Ecco, non è andato…”
“In che senso?!”
“Eh, nel senso che l’abbiamo solo sfiorata…”
Il volto di Dio assunse repentinamente un colorito violaceo: “Mandami subito qui Galileo!” gridò cercando di soffocare la collera.
Pochi istanti e un uomo visibilmente anziano, dalla lunga e folta barba grigia fece il suo ingresso nella stanza del principale.
“Galileo!” esclamò il Signore non appena lo vide apparire sulla soglia. “Cosa è successo?”
“E pur si muove!”
“Che?!”
“Nulla, scusate… E’ la forza dell’abitudine…”
“Già… allora, mi dici cosa non ha funzionato?”
“Mi dispiace, c’era una variabile che non avevo calcolato…”
“Quale variabile?!”
“Avete presente Rete Quattro?”
“Sì, vagamente…”
“Ecco, trasmette ancora…”
“Ma scusa, non c’era stata una sentenza che la obbligava ad andare sul satellite?”
“Esatto, solo che quel paese che conoscete, dove avete quella base…”
“Non è mia la base! E’ di quelli che dicono di rappresentarmi…”
“Vabbe’, gli abitanti non protestano e il canale è ancora abusivo. E così ha disturbato il lancio, ecco tutto!”
Dio stette per un istante in silenzio, aggrottando la fronte in una evidente espressione riflessiva.
Quindi inarcò il sopracciglio sinistro e fissando intensamente Galileo gli disse: “Ascolta, ripeti tutti i calcoli e, soprattutto, tieni conto di tutto ciò che è abusivo in quel paese, d’accordo?”
“Credo che ci vorrà molto, Signore…”
“Mettici il tempo che serve. Trova un altro asteroide e stavolta non sbagliare bersaglio.”
Galileo fece per uscire e prima di farlo si voltò e chiese: “Sempre Arcore?”
Dio lo guardò con un sorriso quasi diabolico e rispose: “E dopo quello che è accaduto, me lo domandi pure?”


La Notizia:

Corriere della sera, 2 Marzo 2009: Ore 14,44: sfiorati dall'asteroide.
E’ solo un macigno cosmico di una quarantina di metri di diametro, un mini-asteroide, ma nei giorni scorsi ha tenuto col fiato sospeso gli addetti alle varie reti di monitoraggio dei corpi minori del sistema solare, impegnati a calcolare orbite e a valutare i potenziali pericoli di questi oggetti. Alla fine si è raggiunta la certezza che 2009 DD45 - questa la sua sigla - avrebbe sfiorato la Terra lunedì 2 marzo alle ore 13,44 di tempo universale (14,44 ora europea), passandoci ad appena 72 mila chilometri, circa il doppio della distanza in cui vengono posti i satelliti geo-stazionari, per fortuna senza alcun rischio di caderci addosso.
MILLE ATOMICHE - Solo un brivido, al pensiero di essere sfiorati da un corpo celeste che, per dimensioni, è paragonabile a quello che si è abbatté il 30 giugno 1908 nella regione di Tunguska, in Siberia, scatenando un’esplosione equivalente a mille bombe atomiche come quella di Hiroshima e distruggendo oltre duemila chilometri quadrati di foresta. Insomma, piccolo sì, ma potenzialmente distruttivo.

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