30.9.09

Tsunami Samoa e Tifone Ketsana: morti di serie A e di serie B



D’accordo, è una banalità, lo ammetto.
E’ evidente che mentre per la morte i defunti sono tutti uguali, per la società degli uomini non è affatto così.
Tuttavia, può risultare interessante verificare come tali ovvietà si confermino nonostante l’evoluzione tecnologica avanzi.
Due notizie, riguardanti altrettante calamità atmosferiche, sono diffuse in questo momento dalle agenzie di stampa.
In ordine casuale, la prima riguarda lo Tsunami che ha colpito le isole Samoa statunitensi.
Si parla di 130 morti.
Obama ha dichiarato lo stato di disastro e ha ordinato subito l’invio di soccorsi nell'area che, come già detto, è territorio Usa.
La seconda notizia è relativa al dramma che il tifone Ketsana sta provocando nelle Filippine. La violenta tempesta tropicale e la tremenda alluvione che ad essa è seguita – si parla della più terribile degli ultimi 40 anni – ha portato finora conseguenze devastanti: 240 morti e mezzo milione di sfollati.
Adesso è il Vietnam a tremare e già 100 mila persone sono state evacuate.
Sono entrambi delle tristi tragedie che meritano il nostro rispetto, considerazione e – nella misura che decidiamo – umana solidarietà.
Nondimeno, qualsiasi evento, a prescindere della sua gravità, ottiene attenzione in base alla qualità e alla quantità di riflettori che lo illuminano.
Provate ora a cercare su Google, con restrizione all’ultima settimana, le parole chiave Tifone Ketsana e Tsunami Samoa.
In questo istante, alle 9.21, il primo non raggiunge i 350 mila risultati, mentre il secondo supera facilmente i 25 milioni.
Sempre in questo momento, lo Tsunami è in cima alle notizie più lette su Google News, dove non c’è alcuna traccia del tifone nelle Filippine.
Andate sul sito dell’Ansa e in tutte le maggiori agenzie di stampa, controllate le prime pagine sul web dei quotidiani nostrani, come il Corriere della sera, La Stampa o Repubblica.
In alcuni, la notizia del tifone è addirittura scomparsa…

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29.9.09

Rifiuti, rinvio a giudizio Bertolaso: una farsa?



In questa nostra Italia i problemi sono tanti e complessi.
Non starò qui ad elencarli poiché sono sotto gli occhi di tutti voi.
Aggiungo che sarebbe inutilmente fazioso quanto incredibilmente ingenuo attribuirne la responsabilità principale ad una sola parte politica.
Su qualsiasi tipo di piaga che crea sofferenza al nostro paese si è cimentato a nostra memoria ogni schieramento, da destra a sinistra, passando inevitabilmente per il centro.
Alla resa dei conti le cause del fallimento di turno – quelle vere, non quelle di facciata… - sono sempre le stesse.
Le conosciamo bene, poiché le incontriamo ogni giorno tutti, in qualsivoglia ambito ci impegniamo: nepotismo, assoluta mancanza di meritocrazia, corruzione, assenza di controllo su chi dovrebbe essere controllato, conflitto di interessi e così via.
Ripeto, questa roba riguarda tutti, destra, centro o sinistra.
E’ per questa ragione che quando penso a personaggi che, nonostante cambi il colore del governo, sono ancora lì, al loro posto, mi vengono una montagna di domande.
Uno di questi si chiama Guido Bertolaso.
Un uomo premiato da tutti.
Nel 1991 Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana durante il governo Andreotti, coalizione di centro sinistra.
Un commissario straordinario per tutte le stagioni: terremoto dell'Aquila, vulcani nelle Eolie, rifiuti in Campania, aree marittime di Lampedusa, bonifica del relitto della Haven, rischio bionucleare, mondiali di ciclismo e presidenza del G8 del 2009.
Insomma, stiamo parlando di un professionista apprezzato in maniera trasversale da ogni schieramento.
Ciò nonostante, è notizia di oggi che il grande ufficiale, medaglia d’oro e cavaliere di gran croce è stato rinviato a giudizio per gestione abusiva di rifiuti.
Le ipotesi sono due: o si tratta dell’ennesimo abuso di questa nostra mostruosa, faziosa e giustizialista magistratura oppure…
Be’, oppure è tutto coerente, non fa una grinza, ogni cosa segue il copione della farsa che va in scena nel nostro paese da tempo immemore.






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28.9.09

Nobel Berlusconi: Abbronzata anche la moglie di Obama



Il premio Nobel per la pace Silvio Berlusconi, ormai tale per acclamazione popolare, ha fatto la sua prima dichiarazione pubblica: "Vi porto i saluti di un signore, di un signore abbronzato. Barack Obama. Non ci crederete ma è vero. E vi posso dire che hanno preso il sole in due, perché anche la moglie è abbronzata".
L’istrionico e sagace leader mondiale è noto per le sue battute fulminanti che gli hanno fatto guadagnare la stima e la simpatia di ogni giornale del mondo.
Vi basta cercare in rete il titolo Berlusconi calls Obama 'tanned' again‎ (Berlusconi chiama Obama abbronzato ancora una volta) e potrete verificare da soli la qualità della fama che il nostro presidente, il migliore degli ultimi 150 anni, ha costruito nel tempo.
E proprio in questi ultimi anni, il presidente Nobel si è distinto per la sua abilità oratoria.
Uno dei suoi cavalli di battaglia consiste nel fare delle sparate ad effetto che automaticamente attirano l’attenzione totale dei media, esattamente come potrebbe essere quest’ultima sugli Obama.
In realtà, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, anche ai più ingenui, che spesso non sono altro che stratagemmi per spostare le luci che contano da notizie che non gradisce particolarmente.
Quali potrebbero essere, stavolta?
Il fatto che l’Unione Europea ha richiamato l’Italia perché inquina troppo?
No, non giustifica la sua recidiva boutade sulla carnagione del presidente degli Stati Uniti e consorte.
Saranno forse i recenti dati Istat, secondo i quali la disoccupazione in Italia è oggi ai suoi massimi da almeno tre anni?
Potrebbe essere, ma ad un Nobel astuto come il nostro premier sarebbe bastata una delle sue eleganti facezie sul genere femminile, senza il bisogno di tirare in ballo l’uomo più potente del mondo.
Ma allora, non sarà mica…
No, ma dai…
Vuoi vedere che la cosa che lo preoccupa di più è la ripresa del processo d'Appello con imputato Marcello Dell'Utri, già condannato nel 2004 a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa?
Non ci credo, non può essere, ormai non ci casca più nessuno, in Italia.
Ormai l’hanno capito tutti questo gioco…

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25.9.09

Macchia nera Blog Awards: miglior post dell'anno

Un mio articolo sulla guerra in Iraq, della rubrica Storie e Notizie, è stato nominato come miglior post dell'anno ai Macchianera Blog Awards, i cui vincitori verrano decretati in occasione del Blog Fest 2009. Se vi va di votarmi, un grazie di cuore.

Macchianera Blog Awards 2009: Nomination

Storie di razzismo: madri italiane tutte assassine?


La notizia della donna che a Bologna ha ucciso i suoi due figli accoltellandoli e poi affogandoli, per poi suicidarsi lanciandosi nel vuoto dalla terrazza del suo appartamento ha avuto molta rilevanza sui media nostrani.
Eppure non si tratta del primo infanticidio da parta di una madre che viene compiuto nel nostro paese.
Così, per assecondare il mio lato più sadico, ho raccolto qualche precedente:


























Tutte insieme fanno un certo effetto, vero?
Potremmo forse dedurre che le madri italiane sono tutte delle pericolose assassine?
Ovviamente no, sarebbe una stupida, ingenua quanto superficiale generalizzazione.
Il più delle volte le cause vanno ricercate nella salute della donna, nelle disagiate condizioni di vita - spesso disperate - nel contingente del singolo caso.
Credo che su questo punto siamo tutti d’accordo.
Provate allora a sostituire nelle varie notizie la parola madre con romena, rom, islamica o semplicemente extracomunitaria.
Voglio vedere quanti di voi sarebbero altrettanto equilibrati…

Leggi altre storie sul razzismo.


Visita le pagine dedicate ai libri: 
(Libri sulla diversità, libri sul razzismo, libri sulla diversità per ragazzi e bambini, libri sul razzismo per ragazzi e bambini)
 

24.9.09

Anno zero: Travaglio con Santoro, ma il vero problema è che la Rai è morta



Marco Travaglio mi piace, ovvero, condivido spesso ciò che scrive e credo che la sua presenza sulle reti di stato non possa che fare del bene alla pluralità dell’informazione.
Soprattutto in tempi ormai logori di monopolio governativo, voci critiche come la sua servono come il pane.
Ciò nonostante, in questi ultimi giorni mi sono guardato bene dallo scrivere qualcosa sulla vicenda del contratto di Travaglio, relativo alla sua partecipazione alla trasmissione Anno zero.
I motivi sono tanti e, perlomeno dal mio personale punto di vista, hanno a che vedere come sempre con un criterio di realtà, che cerco di non perdere mai.
Ne dico due, così a caso.
Il primo è che in un paese come il nostro, in cui il tasso di disoccupazione è destinato a crescere ancora nel 2010, la mia attenzione va inevitabilmente a molti altri contratti di altrettanti miei concittadini, ovviamente meno fortunati del seppur bravo giornalista.
Il secondo, in particolare, rappresenta il punto che vorrei sottolineare in questo post.
Sempre a mio modesto parere, ho l’impressione che il più delle volte sui giornali come in tv i personaggi che albergano in queste potenti vetrine discutano di falsi problemi.
La guerra, il razzismo, la libertà di stampa, grandi temi sono al centro del confronto, tuttavia, inevitabilmente il contendere si concentra sovente su piani esclusivamente teorici, inutilmente speculativi e tristemente lontani dalla strada, dalla vita di tutti i giorni e di conseguenza dalla realtà.
Qual è la realtà?
Attualmente in Rai ci sono in prima serata quattro grandi e celebrate trasmissioni di approfondimento politico: Porta a Porta, Ballarò, Report e Anno Zero.
Il programma di Bruno Vespa va in onda dal 1996, cioè da ben 13 anni.
Quello di Giovanni Floris va avanti dal 2001, da 8 anni.
La seppur intelligente, coraggiosa e lodevole trasmissione di Milena Gabanelli esiste dal 1997, quindi da 12 anni.
Anno Zero c’è dal 2006, solo 3 anni, ma va detto che la trasmissione di Michele Santoro è la diretta evoluzione di Sciuscià, già in onda dal 2000 al 2002.
Come vedete, la realtà è che il vero problema non è l’osteggiata partecipazione di Travaglio, del quale, ripeto, apprezzo quasi sempre gli articoli, bensì la situazione in cui si trova l’azienda in cui teoricamente lavorano persone pagate dal popolo italiano.
Il vero problema è che sono più di dieci anni che alla Rai di politica parlano sempre gli stessi...

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23.9.09

Vinci vitalizio Win for life? Basta diventare parlamentari...



Questa mattina leggo la notizia che dal prossimo lunedì si potrà vincere una rendita mensile di 4.000 euro per 20 anni con il nuovo gioco a premi, Win for life, vinci per la vita.
Il nome deriva dal fatto che la società organizzatrice, la Sisal, promette di devolvere parte degli incassi alla popolazione dell’Abruzzo.
Tuttavia, l’aspetto che viene presentato come vera novità è che si tratta del primo gioco in Italia che ha come montepremi un vitalizio.

Eh no, cari miei, nessuno si inventa niente a questo mondo, soprattutto in Italia.
Questo gioco c’è già da tempo e anzi non è affatto un gioco, bensì un affare serissimo.
Potremmo presentarlo così:
Volete vincere un vero vitalizio, non per 20 anni, ma per sempre?
Diventate parlamentari!
Non a tempo indeterminato, non temete. Basta anche una sola legislatura, un cinque anni di lavoro (si fa per dire) con uno stipendio di 5.486,58 euro nette, una diaria di 4.003,11 euro mensili, altre 4.190 euro al mese come rimborso, circa 1000 euro al mese per coprire le spese di viaggio, 3.098,74 euro annue per le spese telefoniche e come liquidazione l’80 per cento del mensile lordo guadagnato (11703,64 euro) per ogni anno di mandato.
E alla fine ecco che arriva il giusto premio: il vitalizio!
Come si calcola? Varia da un minimo del 25 a un massimo dell'80 per cento dello stipendio da parlamentare, a seconda degli anni di mandato.
Facciamo una media? 50 per cento del netto? Affare fatto?!
Allora vi beccate la modica cifra 2743,29 euro al mese.

Vieni in parlamento con Win for all life e vinci per tutta la vita...

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22.9.09

Sesso con minorenne: è Berlusconi?




Storie e Notizie N. 60:


La Storia:

George vive con la madre.
George ha 40 anni e vive ancora con sua madre.
Lo so quel che pensate, non siamo in Italia, bensì a Londra.
George, da poco 40enne, abita in casa con Margaret, che da molto ha superato gli ottanta.
Margaret è cieca, per questo George è rimasto con lei.
Margaret ha bisogno di qualcuno che la accudisca e si fida solo di suo figlio.
Per questo George non se n’è mai andato.
Ogni mattina, George esce, compra il giornale e legge le notizie a Margaret.
Margaret ascolta quasi sempre distratta, in realtà le piace sentire la voce di George.
George non ha una bella voce, ma non importa.
Margaret talvolta finisce anche per addormentarsi e allora George si alza e le mette un plaid sulle gambe.
Non stamani, però.
“Allora, passiamo alla cronaca”, fa George sfogliando il quotidiano. “Ecco la prima notizia: sesso con minorenne, arresta…”
“Berlusconi!” lo interrompe Margaret, improvvisamente attenta. “L’hanno arrestato?”
“No, mamma, non è Berlusconi. Tra l’altro non ci sono prove che abbia effettivamente avuto rapporti con quella… come si chiama?”
“Noemi”, risponde prontamente la donna.
“Caspita che memoria. Comunque, non ci sono prove. Allora, posso continuare?”
“Vai pure.”
“Dicevo, sesso con minorenne, arrestata insegnante. La docente si è resa colpevole di rapporti sessuali con una allieva 15enne, tradendo la fiducia dei genitori di lei…”
“Come Berlusconi, uguale”, osserva Margaret. “Anche lui ha tradito la fiducia di Veronica, per questo l’ha lasciato.”
“Ma no, mamma, cosa c’entra Berlusconi?! Ti ho detto che non ci sono prove che abbia avuto una storia con quella Noemi…”
“E allora perché Veronica l’ha lasciato?” replica Margaret. “Non ci si separa dopo tanti anni da un uomo ricco e potente, con figli in comune, così per gioco…”
“Mamma”, fa George spazientito, “vuoi ascoltare le notizie o parlare di Berlusconi?”
“Scusa, vai avanti.”
“Oh… allora, vediamo il resto… ecco, a sua difesa l’insegnante ha dichiarato che la minore ‘Era consenziente, anzi era lei che provocava’…”
“Berlusconi direbbe lo stesso se venisse incriminato, ne sono sicura: 'E' stata Noemi a provarci con me', questo direbbe. Lui è sempre la vittima…”
“Mamma!” sbotta George. “Ma tu hai proprio un’ossessione per Berlusconi… Non è nemmeno uno dei nostri politici. Non ci sono prove, ti ho detto… Ma perché ti accanisci così con quell’uomo?”
Margaret rimane per un istante in silenzio e poi risponde: “Vuoi sapere perché mi ci accanisco? Sono vecchia e cieca, ma una cosa l’ho capita di quel paese: il sesso diventa una colpa solo per le donne, mai per gli uomini. Se poi si chiamano Berlusconi, la colpa c’è solo se ci sono le prove. E pure se ci sono, tanto si fa una legge apposta e si risolve tutto…”



Sesso con allieva 15enne, maestra condannata.
E' finita su tutti i quotidiani britannici la storia dell'insegnante di una scuola privata inglese condannata a 15 mesi di carcere per aver avuto dei rapporti sessuali con una allieva di 15 anni. Helen Goddard, 26enne insegnante di musica di Greenwich, a sud-est di Londra, ha avuto sei rapporti sessuali con la ragazzina tra febbraio e luglio di quest'anno.


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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21.9.09

Santanchè contro burqa aggredita: foto della verità

E’ notizia di oggi, quasi ovunque citata in questi termini, che Daniela Santanchè sarebbe stata aggredita mentre protestava contro il Burqa alla cerimonia di fine Ramadan nella Fabbrica del vapore a Milano.
Non voglio soffermarmi qui sul fatto che i partecipanti presenti alla festa sostengono che sia stata la stessa Santanchè a riscaldare gli animi, avvicinandosi ad alcune donne con l’intento di togliere loro il velo.
Ovviamente questo punto di vista non ha avuto molto risalto sui media…
Chi mente?
Niente di nuovo, come al solito la verità dei fatti non è roba che si trova sui giornali.
Tuttavia, molto si basa sulla parola di un ex onorevole, che con essa – volente o nolente – mette in gioco la sua credibilità.
Credibilità…

Credibilità?!

Daniela Santanchè è in realtà Daniela Garnero e porta il cognome di un uomo dal quale ha divorziato da tempo. Perché?!
Cominciamo bene, cominciamo…

Nel 1995 entra in Alleanza Nazionale e nel 2001 diventa deputata nella coalizione del II governo Berlusconi.
Nel 2007 esce da AN e diventa portavoce nazionale de La Destra, partito con posizioni aspramente critiche nei confronti del nuovo Pdl e in particolare di Fini.
Nel 2008 lascia La Destra e crea il Movimento per l’Italia, soggetto politico che aspira ad una confluenza nel Pdl.
Come dire, un cammino coerente

Attualmente la Santanchè è fuori dal parlamento, ma per i suoi sette anni come deputato a quanto pare, oltre a un TFR di 65.534 euro, godrebbe tutt’ora di un vitalizio mensile di 3605 euro. Nel 2007 ha dichiarato di voler devolvere in beneficenza questa somma ma alcune male lingue insinuano che ciò non sia ancora avvenuto.
Non c’è fretta però, tanto è un vitalizio…

Tra l’altro il primo dei punti programmatici del suo neonato movimento è il seguente: Nuovi tagli a sprechi e privilegi della politica.
Ovvero, una donna di parola.

Nella summa del Santanchè pensiero, consultabile sul suo sito personale, si parla tra le altre cose del recupero nella società del principio fondante del messaggio cristiano e dello straordinario patto di fiducia tra Dio e l’uomo celebrato nei Vangeli. Forse sarà per questo che è diventata socia del Billionaire insieme a creature pie come Flavio Briatore e Lele Mora.

Sul fatto di Milano la nostra battagliera attivista rivendica il suo diritto a protestare liberamente. E’ sacrosanto. Solo che la Santanchè, quando era addirittura capo dipartimento delle pari opportunità di AN, allo stesso diritto degli studenti di contestarla rispose nel 2005 con un elegante (e cristiano) dito medio

E’ credibile questa signora?
E’ credibile questa donna, che si erge a paladina in difesa dei diritti degli animali?
E’ credibile la Santanché?



Ma no, ma cosa andate a pensare, quella pelliccia sarà sicuramente finta…

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18.9.09

Militari morti in Afghanistan: ma perché in guerra non ci vanno i politici?


Sulla retorica del governo di turno, a commento dell’ennesima morte di giovani soldati in Afghanistan, ho già scritto un post tempo addietro, che considero oggi quanto mai attuale.
Siamo nel 2009, sarebbe quanto mai offensivo per voi scrivere ancora qualcosa sul vergognoso inganno dei politicanti ai danni di molti, troppi ragazzi ed altrettante famiglie.
Anche questa è storia vecchia.
Quando le guerre iniziano i governi, destra o sinistra, pontificano a favore dell’impegno contro il nemico di turno.
Ultimamente, come tutti voi ben sapete, va di moda il terrorismo islamico e talebano.
E via, tutti in campo a difesa della nostra civiltà: armiamoci e… partite.
Già, partite e - a chi va bene - a missione finita tornate a casa sani e salvi.
E gli altri?
Gli altri sono eroi, eroi sacrificati per la patria.
Qualche tempo fa ho visto un film molto bello, diretto da Clint Eastwood.
Il titolo è Flags of our fathers ed è tratto dall’omonimo libro scritto da James Bradley e Ron Powers, a sua volta ispirato dalla celebre Battaglia di Iwo Jima.
Il regista ha realizzato anche un'altra pellicola sulla medesima storia, che descrive gli stessi fatti dal punto di vista dei giapponesi, Lettere da Iwo Jima.
Flags of our fathers, Bandiere dei nostri padri, racconta le vicende di tre dei sei soldati che sono stati fotografati mentre alzavano la bandiera americana sul suolo di Iwo Jima e di come sono stati cinicamente sfruttati dal governo di allora come mezzo di propaganda per ottenere altro denaro dai cittadini statunitensi.
Sul concetto di eroismo, in voga nei discorsi dei politici al solo loro uso e consumo, la voce narrante* apre e chiude il film dicendo delle cose che credo siano di grande attualità:

All’inizio: “Ci piacciono le cose belle e semplici. Il bene e il male. Eroi e delinquenti. La maggior parte delle volte essi non sono chi pensiamo che siano.
E alla fine: “Forse gli eroi non esistono. Gli eroi sono qualcosa che creiamo noi, qualcosa di cui abbiamo bisogno. E’ un modo per aiutarci a capire qualcosa di incomprensibile.
Che cosa? Che quei soldati “Possono avere combattuto per il loro paese, ma sono morti per i loro compagni”.

Faccio una proposta: chi desidera spedire i giovani al fronte vada con loro, che rischi insieme a loro. E quando capita, che muoia con loro…

(*Battute originali: “We like things nice and simple,” muses the narrator at the start of the film. “Good and evil. Heroes and villains. Most of the time, they’re not who we think they are.” By the film’s end, the narrator concludes, “Maybe there’s no such thing as heroes. Heroes are something we create, something we need. It’s a way for us to understand something so incomprehensible. “They may have fought for their country, but they died for their brothers.”)

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17.9.09

Storie e Notizie: il trailer



Storie e Notizie.
Amiche e nemiche allo stesso tempo, sorelle siamesi nel cuore del mondo, capaci di difenderlo dalla menzogna o di colpirlo a morte avvelenandolo senza alcuna pietà.
Storie e Notizie…
Unite da sempre, come la società degli uomini e gli uomini stessi, apparentemente in viaggio sulla stessa strada e soprattutto nella medesima direzione.
Storie e Notizie…
Il segreto dei grandi e il tesoro dei piccoli, la morte dei molti per la vita di pochi, la fine di uno per la salvezza di tanti.
Storie e Notizie…
Nonostante l’apparenza di un rapido gesto di mano… ognuno di noi, ancora oggi, può fare notizia, può essere la notizia.
E’ sufficiente un attimo, la classica frazione di secondo, basta una sola, inaspettata quanto consapevole azione e tutto il mondo si ferma a guardarci, a puntare su di noi un dito accusatorio o ad ammirarci come vere divinità.
Storie e Notizie…
Ci vuole sicuramente più tempo, tuttavia le luci che contano avrebbero l’obbligo di renderci l’onore che ci spetta se solo iniziassimo, una volta per tutte, a rammentarci che noi siamo, più di ogni altra cosa, storie.
Sì, noi siamo storie, siamo storie viventi, racconti unici e irripetibili, scritti e narrati nello stesso istante, giorno dopo giorno, ora dopo ora, qui, adesso, in questo preciso momento. Siamo storie a cui dobbiamo rispetto, lo meritano tutte, perché nessuna avrebbe senso se privata delle altre.
Storie e Notizie…
Da che mondo è mondo i potenti si sforzano di dominare l’informazione e controllare i media. Fortunatamente, da altrettanto tempo, è il popolo che racconta le storie…

A Novembre 2009 a Roma.


Flavio Briatore lascia la Renault: la vera storia dell’uomo più sfigato del mondo



Storie e Notizie N. 59:


La Storia:

Questa è la storia di un uomo che costruisce successi.
Nasce nel 1950 a Verzuolo, in provincia di Cuneo e i genitori lo chiamano Flavio.
Dimostra fin da subito grande tenacia, aprendo un ristorante e battezzandolo non a caso Tribüla, cioè uno che si da fare, che fatica e si impegna strenuamente per… per costruire successi, giustappunto.
Il ristorante viene chiuso per troppi debiti, ma questo fu indubbiamente un caso.
Nonostante una parentesi come piazzista di polizze assicurative a Saluzzo, finalmente il nostro eroe entra nel mondo che gli spetta: l'imprenditoria.
Inizia collaborando con un finanziere locale e costruttore edile, tale Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici, ex azienda di Michele Sindona.
La mala sorte vuole che Attilio Dutto venga ammazzato con una bomba collegata all'accensione della sua auto.
Ciò non arresta l’ascesa di Flavio, che si trasferisce a Milano e inizia a frequentare la Borsa. Qui fa amicizia con Achille Caproni della “notissima” Caproni Aeroplani e diviene consulente della CGI (Compagnia generale industriale), la sua holding.
Ma ecco che la solita sventura si abbatte su di lui: consiglia a Caproni di acquistare la Paramatti e cosa succede? L’azienda fa crac
Diverse società del gruppo falliscono, gli operai finiscono in cassa integrazione e banche e creditori rimangono con un buco di 14 miliardi delle vecchie lire.
L’uomo che costruisce successi non si arrende, ma le sciagure non sono finite, poiché in seguito viene condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e a 3 anni a Milano. L’accusa è quella di essere a capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano, dedito a quanto pare a intercettare danarosi signori e truffarli per bene.
Ciò nonostante ci vuol ben altro per incastrare il nostro eroe che senza pensarci su più di tanto fa le valigie e si trasferisce nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un'amnistia.
E’ lì che grazie all’amico Luciano Benetton riprende a darsi da fare aprendo un negozio del suo marchio.
Si dice che più d’uno cercò di avvertire Luciano dei trascorsi non molto fortunati di Flavio, tuttavia l’imprenditore li ignorò.
Il ricco uomo d’affari non era superstizioso, allora. Lo divenne più avanti.
Cosicché, all'inizio degli anni novanta il protagonista di questa storia viene nominato direttore sportivo della scuderia Benetton di Formula 1 e nel 1994 e nel 1995 vince il mondiale con Michael Schumacher, a dimostrare di meritare il soprannome che porta.
Non sempre, ma qualche volta sì.
Diciamo una.
Certo, voi direte che non basta per un soprannome… ma andiamo avanti.
Nel 2003 la iella ritornò a farsi sentire: il P.M. di Potenza Woodcock chiede la sua custodia cautelare nell'ambito di una inchiesta che coinvolge molti Vip con un sottobosco di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il Giudice per le indagini preliminari di Potenza emette una sentenza di incompetenza per territorio.
Il resto è roba recente: il 30 agosto 2009, durante il Grand prix del Belgio, il giornalista brasiliano Reginaldo Leme dichiara in diretta TV che Nelson Piquet Jr. è intenzionalmente uscito di strada durante il Grand prix di Singapore nel 2008, dietro ordine di Flavio. Queste illazioni hanno condotto la FIA a condurre investigazioni private in merito.
La Renault conseguentemente è stata accusata per il fatto, ma il team si è sistematicamente rifiutato di commentare, rilasciando il 16 settembre 2009 una dichiarazione in cui si annuncia che il nostro non fa più parte del team.
Queste sono fin qui le avventure di Flavio, Flavio Briatore.
Un uomo che costruisce successi…
Sempre che non ci si metta di traverso la sfiga…

La Renault ha annunciato l'addio di Flavio Briatore e di Pat Symonds al team di Formula 1. Il direttore della scuderia ed il capo degli ingegneri sono al centro dell'inchiesta che la federazione internazionale (FIA) porterà in aula il prossimo 21 settembre a Parigi e che verte attorno all'incidente del brasiliano Nelsinho Piquet al Gran Premio di Singapore 2008, secondo le accuse appositamente provocato per favorire la vittoria dello spagnolo Fernando Alonso. "Il team Renault non intende parlare della accuse in merito all'episodio di Singapore", si legge in un comunicato. "Si rende inoltre noto che il direttore manageriale Briatore e il capo degli ingegneri Symonds hanno lasciato la squadra. Prima dell'udienza prevista a Parigi il 21 settembre la Renault non commenterà pubblicamente la vicenda".

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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16.9.09

Berlusconi e l’Arcivescovo de L’Aquila: politica dell’odio e dell’amore libero…



Ieri sera, mentre su Rai uno andava in scena lo spettacolino di Porta a Porta, mi sono rivisto un bel film di Totò, Il coraggio. Se non lo conoscete vi consiglio di rimediarlo.
Stamani, spulciando tra i giornali, leggo che durante la farsa di Vespa, a supporto del suo lavoro Berlusconi ha letto un messaggio a lui rivolto dall’Arcivescovo de L’Aquila, Giuseppe Molinari.
Eccone uno stralcio:
"Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa fatti ma premia chi agisce concretamente. Io prego per lei e le auguro di poter continuare a fare del bene come sta facendo non solo a noi ma all'intera nazione. Gli aquilani sono stanchi della politica fatta di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia".
Si potrebbero scrivere migliaia di post per obiettare a questa farneticante osservazione, tuttavia preferisco metterla a confronto con un’altra perla del vescovo.
Risale al 2007, quando si schierò apertamente contro i Dico:
"Se un comportamento contrario al Vangelo è risaputo, se tutti conoscono l'azione di un parlamentare contro la sacralità della famiglia, dargli la comunione diventa un vero scandalo", afferma l'arcivescovo in un'intervista a La Stampa. "Se io sacerdote so che quel parlamentare si dice cattolico, ma nella sua azione politica si comporta in un modo che è del tutto opposto al Vangelo, allora faccio bene a non dargli la comunione. Se non gliela negassi, l'eucarestia verrebbe tramutata in ostentazione e avallo dell'errore".
Io non sono credente, lo ripeto.
Ho una fottuta paura di morire e non esserci più.
Diciamo che sono uno speranzoso.
Ecco, io spero ci sia qualcosa dopo. Non mi interessa cosa, basta che si continui perché esistere mi piace.
Nonostante tutto, mi piace.
Tuttavia, mettiamo caso che dietro tutto questo casino ci sia veramente il dio dei cattolici, l’unico supremo principale di questo Molinari.
Probabilmente neanche lui ha visto Vespa ieri, ma immaginiamo che si sia seduto in poltrona per seguire il teatrino.
Secondo voi, cosa ha provato ascoltando le parole del vescovo dedicate al premier? E cosa si sarà detto ricordandosi il monito ai cattolici dello stesso sacerdote nel 2007, lui che avrà una memoria formidabile?
Non ne ho idea, ma so quello che ho pensato io.
Vescovo…
Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa fatti ma premia chi agisce concretamente?
Tutto questo per 94 villette?
Vescovo, sto parlando con lei: secondo i dati della Protezione civile di agosto in Abruzzo ci sono ancora circa 49.000 sfollati, di cui quasi 20.000 ancora sotto una tenda.
Vergogna, Molinari!
Io prego per lei e le auguro di poter continuare a fare del bene come sta facendo non solo a noi ma all'intera nazione?
All’intera nazione?!
Vescovo, grazie al suo protetto siamo lo zimbello dell’intero pianeta!
Gli aquilani sono stanchi della politica fatta di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia?
Caro Molinari, non solo gli aquilani ma tanti italiani (spero…) sono stanchi di essere presi per il culo dal premier e da gente come lei che persevera nel fargli da scendiletto.
D’altro canto, cosa mi sarei dovuto aspettare da uno che si erge a baluardo della sacralità della famiglia…
 


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15.9.09

La Farnesina sugli immigrati: ignoranti o bugiardi?



Quelli che seguono sono stralci della Dichiarazione ufficiale della signora Navanethem Pillay, rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, in occasione della 12° sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo (14 Settembre 2009):

In una tragica sequenza nel mese scorso, le morti in mare, così come le difficoltà di coloro che sono rimasti bloccati sulle rive della Libia, di Malta e dell'Italia, ancora una volta hanno richiamato l'attenzione sulla condizione dei migranti e dei rifugiati. Oggi, basandosi sul presupposto che queste barche in difficoltà portano i migranti, vengono abbandonate, ignorando le loro richieste di aiuto, in violazione del diritto internazionale (Confini di transito: speranze e pericoli).

In Italia, vi è stata ampia documentazione di discriminazione e di trattamenti degradanti nei confronti della popolazione Rom (Principali preoccupazioni sui diritti umani).

Ed ecco la replica della Farnesina:

Roma, 14 Settembre 2009
In merito alle affermazioni dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay sui respingimenti, non possiamo che condividere la giusta preoccupazione che le animano, relativa al rispetto della sacralità della vita umana.
Tanto la condividiamo che l’Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane nel Mediterraneo, e per questo motivo il richiamo alle violazioni del diritto internazionale non è evidentemente rivolto all’ Italia. Le regole del diritto internazionale costituiscono il caposaldo dell’azione del Governo italiano, che promuove ed auspica un impegno comune affinché vengano da tutti rispettate e tutti facciano la loro parte. L’Italia ha fatto e continuerà a fare la sua parte, e nelle prossime ore il Rappresentante del Governo italiano a Ginevra illustrerà in dettaglio i termini esatti dell’impegno italiano nel rispettare le leggi ed i regolamenti internazionali nei confronti sia dei migranti che dei richiedenti asilo politico.

Ora, o al Ministero degli Affari Esteri non capiscono l’Inglese oppure mentono sapendo di mentire.
Delle due l’una.


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14.9.09

Ballarò via per Porta a Porta? Tanto Vespa e Floris sono uguali



Sono stanco di farmi prendere in giro da questa gente.
E quando dico questa gente non sto parlando solo di centro destra, Berlusconi e compagnia cantante.
Sono stufo di essere preso per i fondelli da tutti i signori che fanno parte di questo spettacolo.
Perché di questo si tratta, di una messa in scena, di una farsa costruita ad hoc per i gonzi, per i tifosi che decidono di schierarsi a destra o a sinistra.
E pure al centro, che adesso sta tornando di moda.
Adesso dite pure che sono un qualunquista, è storia vecchia, ho i capelli grigi e mi sono abituato anche a questo.
Vogliamo proprio dirla tutta?
Vogliamo parlare della polemica tra Brunetta che attacca il cinema italiano a Venezia e Placido, presente al Festival, che si offende e lo querela?
Chi ha ragione? Il “ministro di destra” o “l’artista intellettuale di sinistra”?
Con chi mi schiero?
Con nessuno dei due, perché sono stanco di essere preso per il culo.
Sono entrambi attori dello stesso spettacolo.
Il palcoscenico non cambia, è sempre lo stesso, quello italiano di oggi.
Quello dove chi non ha amici in alto, chi non vuole fare compromessi con i propri principi, chi è disposto anche a rimanere nell’anonimato se ciò significa difendere la propria integrità non arriva.
La produzione, chi caccia i soldi, colui che stipendia questi personaggi è sempre lui, tanto per Brunetta quanto per il film (Medusa) con cui Placido è andato al Festival.
Si è pure arrabbiato perché una giornalista gliene ha chiesto il conto…
Il colmo è quando l’artista intellettuale di sinistra del terzo millennio si permette di contraddire Pasolini per ciò che scrisse in questa poesia.
Parole profetiche, parole di un uomo che è morto per le sue idee, probabilmente assassinato.
Ma secondo voi, se Pasolini fosse vivo oggi, si farebbe produrre i film da Berlusconi?!
Perdonate questa lunga e accalorata premessa, vengo al punto di questo post.
Come tanti ho letto anch’io la notizia dello spostamento di Ballarò per "valorizzare un momento importante per il Paese", come ha spiegato il vicedirettore generale Antonio Marano.
Non ci vuole un genio, un esperto di politica, un intellettuale per comprendere che questo non è altro che un abuso di potere, uno schiaffo alla libertà di stampa e d’espressione allo stesso tempo.
Non è il primo e non sarà l’ultimo.
Tanti, troppi ne sono accaduti in Italia in questi anni, ancora prima della vicenda dell’editto bulgaro.
Eppure lo spettacolo va avanti.
L’eroico conduttore, Giovanni Floris, commenta impavido: "E' un atto immotivato ai miei occhi, non riesco a comprenderne le ragioni. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci".
Il prode direttore di rete, Paolo Ruffini, si lancia in una feroce invettiva: "Si tratta di una decisione presa contro il nostro parere".
Ma questo è solo l’inizio della riscossa: Pier Luigi Bersani ricorda l'appuntamento del 19 settembre per la libertà di informazione: "Meglio andare a discuterne in piazza del Popolo sabato prossimo".

Basta!
Basta con questa pagliacciata!
Se Floris e Ruffini fossero persone credibili e non parte integrante di questa vergognosa carnevalata si dimetterebbero.
Questo farebbe un uomo perbene, un intellettuale vero, di sinistra o di destra, non conta nulla.
Questo farebbe qualcuno che è veramente alternativo allo schifo che opprime il mio paese.
Altrimenti, è come accettare che vada così, vuol dire essere complici, ovvero attori recitanti battute del medesimo copione.
Questa è, a mio modesto parere, la realtà e lo scrivo qui.
Perché sono stanco di essere preso in giro da questi individui.
Da tutti.

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13.9.09

Fini è il nuovo centro destra

Qualche mese fa, alla fine di aprile – in tempi non sospetti o forse sì… - ho scritto un post sull’importanza del baricentro in ogni campo in cui entrano in gioco forze in contrasto tra loro.
Applicando tale concetto al nostro parlamento, la rappresentazione che a mio modesto parere veniva fuori era la seguente:

In pratica il baricentro è spostato significativamente verso l’estrema destra, con il Pdl trascinato in quella direzione dalla Lega, potente elemento condizionatore della scena politica nostrana di questi ultimi anni.
Per tanti motivi – tra cui cito la vittoria di Obama negli Stati Uniti e la crisi tra Berlusconi e parte del Clero – quello spazio vuoto lasciato nel centro destra, soprattutto nel centro, è ritornato ad essere la nuova appetibile frontiera.
E’ storia vecchia.
Corsi e ricorsi storici, per citare Vico.
All'inizio degli anni '90, con la fine della Dc, quel vuoto fu occupato da Forza Italia.
Stavolta il primo a smarcarsi è stato Fini:


Sono certo che molti lo seguiranno nei prossimi mesi…

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12.9.09

Gay, perché non ammetti di esserlo?



Sì, dico a te, non fare finta di nulla.
Sto parlando proprio con te, non guardarti indietro, non fare il vago.
Perché, una volta per tutte, non ammetti di essere gay?
Combatti la paura che ti attanaglia.
Da sempre sei ossessionato dal terrore di venire scoperto, di vedere la tua segreta omosessualità finalmente sotto gli occhi di tutti.
Che vita è la tua?
Capisco che da piccolo, come molti, tu sia cresciuto con la convinzione che se venivi definito "femminuccia", ti sentivi bollato e umiliato dal gruppo. Se invece una tua amica veniva chiamata "maschiaccio", nessuno la derideva, anzi, talvolta diveniva pure più simpatica. La "femminuccia" era un vigliacco, un mammone, mentre la "maschiaccia" era di carattere, una ragazza con le palle, capace di tener testa a un ragazzo.
Che vuoi farci, è la nostra cultura.
Vuoi proprio finire come quei due giovani di Firenze?
Desideri veramente ritrovarti in un bar a insultare qualcuno solo perché ha il coraggio che non hai? Per poi dirgli il classico ‘brutto finocchio’, quello che in cuor tuo pensi di te stesso con incredibile vergogna? Per poi gridare al vento la menzogna più grande della tua vita, quella che sei etero?
E alla fine aggredire e pestare con cieca violenza la causa della tua incapacità a guardarti allo specchio per ciò che sei?
E’ inutile, povero mio, perché la verità che ingenuamente cerchi di nascondere ti inseguirà ovunque.
Arrenditi, gay.


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