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Visualizzazione dei post da settembre, 2019

Di patrioti, patrimoni dell’umanità e futuro

Storie e Notizie N. 1662 Ascolta. Ascoltaci. Presta ascolto e rifletti con attenzione sui pubblici discorsi dei leader più celebri. Se non altro, maggiormente citati, condivisi, taggati o solo trollati. Il risultato è l’istesso, oggigiorno, e lo sai. Giacché malgrado la tua fama si debba solo a un mucchio di insulti virali e clamorosi abusi di potere - tipo quello di permettere a tuo figlio di fare un giro con una moto d’acqua appartenente allo Stato - sappi che allora come oggi l’importante è che se ne parli . Indi per cui, prendi nota: il futuro è dei patrioti . Già, hai sentito bene e compreso meglio, spero. Inoltre, tieni a mente anche questo: un luogo straordinariamente unico sul pianeta terra come la foresta amazzonica non è patrimonio dell’umanità . Esatto, le parole sono proprio codeste. Ergo, di conseguenza, ovvero, coerentemente su questa scia, finiamola una volta per tutte con il pensare e agire in maniera collettiva e collaborativa . Basta sforzarsi di unire e m

Contraddizioni

Storie e Notizie N. 1661 C’era una volta l’epoca delle contraddizioni . La nostra era, già, il nostro tempo, esatto, i nostri giorni, proprio così. Malgrado di davvero nostro ci sia poco di ciò che si dice o, peggio, per cui si litiga. In altre parole, superficialmente generalizzando, potremmo anche affermare di vivere nell’età della migrazione globale dei popoli , basandosi se non altro sull’ormai immancabile argomento al centro del confronto politico. Oppure, di quella del terrorismo , tema altrettanto abusato come pietra di paragone sulla presunta affidabilità dell’aspirante leader di governo. Giacché una volta gli amministratori della cosa pubblica dovevano risolvere problemi, garantire progresso e soprattutto dare lavoro. Oggi, basta che diano sicurezza , ovvero l’ illusione di quest’ultima e mezza poltrona è già occupata. Potremmo altresì dichiarare di vivere nel periodo in cui i cambiamenti climatici siano la priorità della discussione internazionale, a dimostrazion

Fratelli della stazione e di ciò che resta del mondo

Storie e Notizie N. 1660 Questo è ciò che accade oggi, nel particolare. Questo è altresì quel che succede da tempo, lungo il confine tra ciò che di bello vuol dire la parola umanità e la folle quanto ottusa contraddizione di quest’ultima. Si tratta di una linea angusta, che opprime il cuore e l’anima, nonché l’intelletto. È terra promessa e al contempo prigione in cui un po’ tutti ci illudiamo di viver come eletti, come se le manette che incatenano il prossimo, perfino appena a un soffio da noi, non stringessero anche i nostri, di polsi. E, allora, nel dettaglio, in quel di Foggia capita che i fratelli della stazione del titolo vengano multati per aver osato offrire, privi del sacro biglietto vidimato, caldo latte e preziose coperte a chi è rimasto fuori della porta il giorno in cui il caso ha distribuito, come al solito alla cieca, i più favorevoli tra i destini. 16,67 euro , capisci? Questo è il prezzo della colpa, lì dove si parte, là ove si arriva. Questo è il difetto di

Età della plastica

Storie e Notizie N. 1659 Una recente ricerca ha scoperto che l'inquinamento dovuto alla plastica contamina i reperti fossili della terra con aumento esponenziale sin dal 1945. Di conseguenza, dopo l' età del bronzo e del ferro , gli scienziati suggeriscono di definire l'attuale periodo in cui viviamo età della plastica . Ecco perché questa è solo un’altra storia, ma di plastica . Allora, c’era una volta un mondo di plastica . Che poi è il nostro, di pianeta, ma tu fingi che sia di qualcun altro. D’altra parte, trattasi dell’umano vizio più diffuso, oggigiorno, quello che ci vede puntualmente votati a ritenere ogni possibile nostra responsabilità scaricabile sulle spalle del prossimo in transito. Auspicabilmente vulnerabile e indifeso. Tuttavia, qual è il problema? Così è la storia, questa, così la vita che ci siamo costruiti, e be’, altrettanto gli abitanti che siamo diventati. Cittadini di plastica , con tutti i vantaggi del caso. Perché gli abitan