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Visualizzazione dei post da novembre, 2018

Decreto sicurezza spiegato ai bambini

Storie e Notizie N. 1621 A te. A te, che sei là fuori, o anche qui, accanto. Soprattutto a te, che vivi ancora l’età della giustificata fragilità e del candore alimentato a cuore. Nondimeno, a tutti voi, che in qualche modo avete avuto la fortuna di conservare tutto questo, a prescindere dall’illusione chiamato tempo che scorre . Perdonate. Davvero, abbiate pietà di noi. Noi adulti. Noi, i grandi . Noi, e tra noi, più che mai coloro che sovente compiono scelte per se stessi, spacciandole come popolare desiderio. Vi chiediamo scusa se siamo cresciuti e invecchiati coltivando più di ogni altra cosa la paura . Abbiamo paura, sì. Abbiamo un’incalcolabile paura di tutto. Perfino di voi, soprattutto di voi. Abbiamo paura, ovvero, spesso la certezza, che voi altri siate molto più coraggiosi di noi, invece che la speranza, come sarebbe d’obbligo morale e generazionale. Abbiamo paura di quel che vediamo come diverso, e che invece i vostri occhi hanno già catalogato come umano.

Avatar

“Salve, sono Silvio, come posso aiutarla?” “Buongiorno, sì, ci sarebbe qualche difficoltà con l’immagine del profilo.” “Mi rendo conto. Nome?” “Avatar.” “Non mi riferisco al nickname, mi occorre il suo vero nome.” “Già, sì, è Avatar.” “Mi sta prendendo per il culo?” “Signore, sono impossibilitato a toccare il suo didietro, non potrei neppure sfiorarlo...” Clic. “Buongiorno, mi chiamo Attilio, come posso esserle utile?” “Salve, sì, ascolti, ho telefonato poco fa, c’è qualcosa che non va con l’immagine del mio profilo.” … “Attilio? È ancora lì?” “Il nome, signore, mi deve comunicare il suo nome.” “ Avatar… ”   Leggi il resto Iscriviti per ricevere la Newsletter per Email

In cerca di vita

Storie e Notizie N. 1620 Perdonate. Davvero, perdonateci tutte. Non era nostra intenzione sconfinare nel vostro tempo. Invadere il vostro orizzonte. Divenire storia nella vostra senza preavviso, scrivendo pagine inattese nell’umano racconto. Il fatto è che si nasce per caso da qualche parte e, spesso, si muore nel luogo sbagliato per le ragioni più diverse. Per malattia , sostengono i più esperti. Che sia del corpo o della mente potranno affermarlo con un minimo di fondatezza unicamente i più accorti esploratori di creature sfortunate. Un’epidemia piuttosto ingorda, nel caso che ci riguarda personalmente, visto che in più di cento quaranta abbiamo percorso l’ultimo miglio del differente tragitto, trovando identica fine.Tuttavia, servirà a qualcosa, ovvero a qualcuno, scoprire la verità dietro cotanto male? Domanda importante, nonché sotto testo essenziale della vicenda, questa. Alcuni ipotizzano invece che la causa fu soltanto un fatale errore di navigazione . Soltanto ,

Silvia Romano e Massimo Gramellini

Storie e Notizie N. 1619     Ma sì. Scriviamola anche questa come una storia. Perché questa, a mio modesto parere, è l’ennesima metafora del nostro paese. La Storia , quindi, che ci riguarda tutti. Sempre a mio umile avviso, lo ripeto. C’erano una volta Silvia Romano e Massimo Gramellini . Non conosco la prima e ne ho appreso l’esistenza soltanto in seguito alla tragica notizia che la riguarda. Ecco, questo dovrebbe essere il doveroso incipit per la stragrande maggioranza delle persone. Non la conosco e ne ho appresa l’esistenza soltanto in seguito alla tragica notizia che la riguarda . Naturalmente, tra coloro che volessero esprimere un’opinione, se proprio devono, ecco. Perché ciò che sappiamo per certo, ovvero con un livello di affidabilità soddisfacente, è ben poco.Sappiamo che il rapimento ha avuto luogo circa alle sette a Chakama, nel sud del Kenya. La ragazza era da quelle parti come volontaria di Africa Milele , una ONLUS marchigiana, e da tempo si occupa di prog

Espulsione

Mi hanno espulso ed è un brutto sogno. Questo è tutto un brutto sogno, ma sono sveglio. Darei ogni cosa per convincermi di stare ancora dormendo, come in uno di quei film, dove poi sollevi le palpebre e ti ritrovi nel caldo del tuo letto. La scena scorre davanti ai miei occhi come se accadesse ora, e di nuovo, e di nuovo ancora. Sono nel mio appartamento, sereno, confidando nella porta e le pareti. Loro mi proteggeranno, è la mia speranza. Perché là fuori c’è il nemico, è ciò che mi hanno inculcato, ed è quel che condivido sempre con i miei cari. Il maligno si nasconde tra quel che non conosco e che è differente dal sottoscritto, questa è l’unica notizia da lanciare in prima pagina in ogni angolo del pianeta. All’improvviso si sentono delle grida, urlano il mio nome senza dirlo, ma so che ce l’hanno con me, so che è per me che sono venuti, che sono colui che vogliono… Leggi il resto

La balena di plastica

Storie e Notizie N. 1618 Ero e sono una balena. Malgrado il tempo, nonostante voi, disarmonica variabile nella naturale equazione. Ero viva ieri, e oggi sono come morta. Niente di strano nel tragitto, tranne il risultato di questo sottovalutato viaggio che solo in pochi ritengono ancora inestimabile, qualunque sia il viaggiatore. Leggi pure come l’oltremodo trascurabile esistenza delle specie considerate minori . In breve, animali . Eppure c’è stato un tempo in cui ero temuta, protagonista indiscussa del più grande racconto della letteratura intera, nonché regina degli oceani tutti. Dimmi di cosa hai paura, è saprò quanto valga davvero la tua anima , ci deve esser scritto sul fondo di questi ultimi. Ma solo chi ha il coraggio di esplorarne gli abissi o la sfortuna di naufragare sulla via può decifrarne il messaggio, secondo cui l’uomo attuale ha scelto di aver di paura solo di se stesso. Beato il tempo in cui il folle capitano dalla gamba di legno e l’ossessione per l’ignota

Nel frattempo

Storie e Notizie N. 1617 Sì, d’accordo, va bene. Lo sappiamo già, davvero, lo sappiamo tutti. Soprattutto laddove il numero dei capelli bianchi inizi a superare quello dei minuti da perdere con il già detto, raccontato, e mostrato. Nondimeno, anche in ogni altra eventualità, sotto sotto, lo intuiamo. Perché non ci vuole un genio per sapere che gente come Donald Trump , ovvero uomini con il volto volgarmente truccato, dal passato oscuro e il presente ridicolo, dalla totale mancanza di autorevolezza quanto di credibilità, ci son già stati nella storia ad arringare le folle. Ce ne saranno ancora, purtroppo. Giacché lo sappiamo, è così, ma poi scambiamo la memoria umana per quella dell’hard disk, dove ci puoi copiare e incollare sopra il nuovo per convincerti di esserti aggiornato, e qualcosa, talvolta l’essenziale, si fa confuso. Quindi, approfittando di tali vulnerabili intervalli di perplessità morale, qualcuno di sfacciatamente sbagliato riesce ad acciuffare il timone di u

Il sogno del diverso

C’era una volta un bimbo. Uno di quelli definiti diversi, ma non per nascita, va detto e ribadito. Si viene alla luce unici, ci deve essere impresso sulla confezione dell’anima, ma trattasi di una tra quelle avvertenze eccezionali, scritte con caratteri talmente minuscoli che per decifrarli servirebbero occhi aperti per davvero. Il fatto è che il bambino diventò diverso non appena spalancò l’uscio della sua esistenza a quelle degli altri. Mi riferisco a differenze veniali, alla stregua di quasi tutte quelle che definiscono i confini di quel che non dovrebbe averne mai. Chiamala pure la tanto sottovalutata intelligenza. Ciò nonostante, esse erano con lui quotidianamente, sin dai primi giorni del giovane protagonista di questo racconto, sotto forma di trame sempre più dense ed evidenti a far da contorno alla figura riflessa. “Una stregoneria”, pensò il nostro, “questo è un crudele sortilegio, ovvero di bieche intenzioni, in grado di incatenarmi a uno specchio del tipo imbroglione,

Gaza, la macchia sul cuore

Storie e Notizie N. 1616 C’era una volta un essere umano. Una creatura di settant'anni proprio quest’anno . Una persona vecchia e stanca. E non per l’età in sé. Che non si dica che sia il numero stesso a esprimere giudizi e sentenze. Perché hanno già fallito le parole e i racconti, l’arte e la politica più o meno virtuosa. È la storia di una vita sbagliata, questa. Di una tragedia vivente nata tale e cresciuta ulteriormente nella sua orribile parvenza di normalità. Mille e novecento quarantotto , il primo compleanno. Sullo sfondo, laggiù, da qualche parte, possibilmente oltre mare, il quadro prende forma tristemente, sempre troppo simile a se stesso. In esso, un solco, una linea, un lembo di carne pulsante. In breve, per i più, una striscia di nome Gaza . Nell’immagine, a far da contorno all’essenza dell'affresco, le trame il cui segno insiste nel medesimo tratto con ottusa pervicacia, a confermare il detto che l’inferno è più di ogni altra cosa ripetizione.

Terrorismo o non terrorismo

Storie e Notizie N. 1615 Terrorismo o non terrorismo . Questo è il moderno dilemma , altro che esistere o meno. Se sia più ragionevole nella mente accettare senza dubbio le approssimative sentenze dei mass media, o approfondire i fatti tra un mare di strumentalizzazioni e, smontandole, porre loro fine. Potrei andare avanti, peccando per l’ennesima volta di ingenua fiducia nel prossimo. Ovvero, nel rispettoso popolo che si fa pubblico. Magari, fosse così. Avremmo innanzi a noi uno scenario infinitamente perfetto, se si potesse risolvere le cose con uno spettacolo teatrale, la cui forza rivelatrice si concentrasse nel monologo principale. Un assolo di parole vibranti che, come la compagnia errante nell’ Amleto , fosse capace di far sobbalzare il re impostore, costringendolo a interrompere la messa in scena. Allora andrei avanti, come mio solito. Terrorismo o non terrorismo . Un uomo entra in un locale vestito di nero, con in testa un berretto dello stesso colore . È un t

La vita toglie la vita da

La vita prende, la vita regala. Mi ha strappato i genitori, papà prima e in seguito mia madre. Giacché la morte è una creatura pretenziosa, altrettanto il fato, così gli affamati mostri che attentano al racconto in cui son precipitata. La guerra mi ha sottratto cielo e terra con la stessa disinvoltura. Ha ingurgitato casa e cose. Ha trasformato le vie in luoghi dove si cammina sempre di fretta, dove al peggio, hai l’obbligo di correre, al meglio, riesci a sopravvivere al tragitto. Le mine hanno lasciato indietro ruderi e livore quale prole maledetta, che a sua volta ha contaminato il sangue di tanti, troppi, di tutti coloro non avresti mai immaginato nell’atto di brandire la rabbia come se fosse la sola arma concessa. La vita ruba, perciò, la vita dona, è così? Quel che è certo è solo la prima parte del discorso, poiché alla stregua di una brutale fattucchiera ha cancellato una nazione intera da sotto le mie scarpe senza che me ne rendessi conto. E così mi sono destata privata di un f

Facciamo un passo indietro

Storie e Notizie N. 1614 Avanti . Avanti , non fermarsi , andare avanti . Questo, dicono, sia il cammino dell’uomo. A essere precisi, del capofila con l’iniziale maiuscola nel nome, come nell’orgoglio. Più che mai nell’interesse immediato e, soprattutto, investibile nella borsa della più disincantata concretezza. Perché l’incanto, in quanto tale, è bandito. Figuriamoci laddove sia solo un pretesto per mostrare l’egoistico inganno celato dietro il cartellone pubblicitario che si è mangiato il cielo. Indi per cui, avanti , insiste urlando a gran voce il marketing sovrano. Camminate , anzi, correte senza voltarvi a osservare quel che resti indietro , tantomeno dove poggiare piede e arroganza. Di conseguenza, nel subliminale sottinteso all’assordante monito c’è altresì scritto di continuare a imporre al mondo le fondamenta del nostro vivere caotico. Di non prestare orecchio e coscienza al naturale avvertimento neppure qualora la bolla di sapone ormai marcito esploda con dolo

Circa duemila

Storie e Notizie N. 1613 Dimentica. Dimentica con me ciò che, il più delle volte, non vedi. Nel totale dell’umano disegno. Dimentica, ovvero, metti da parte per un istante i quasi centomila tra migranti e rifugiati arrivati in Europa dal mare quest’anno. Concentra, invece, ogni attenzione sulle mille e novecento ottantasette vite scomparse tra le onde. Mille e novecento, più ottantasette. Leggi pure come circa duemila . Coraggio, adesso, rimani con me sull’inquadratura. Ipotizziamo che possano rientrare in un solo, singolo monitor. Quasi due volte mille esseri umani, tra donne e bambini, ragazzi e uomini fatti, più o meno anziani. Rifletti. Hanno perso la vita per venire da te, pensa un po’ a quanto può esser strana certa gente, oggigiorno. Aspetta, non andartene. Non c’è bisogno di dir nulla, sai? Rilassati, non siamo in un film di paura, poiché trattasi di ombre e fantasmi che non possono più nuocer ad anima via, semmai abbiano mai potuto farlo. Addirittura, p

Le armi che abbiamo

“Papà, cosa possiamo fare per salvarci?” “Resistiamo all’aggressione incoraggiandoci a vicenda, per poi rispondere a ogni attacco.” “In che modo?” “Con le armi che la natura ci ha donato.” “Quali sarebbero?” “Le mani, figlio mio, sollevale e sbattile fortemente l’una contro l’altra… esatto, proprio così, non fermarti.” “Questo fa arrabbiare la magia cattiva?” “Sicuro, giacché questa è la nostra musica migliore, è l’armonia di chi si ama, della famiglia che ancora oggi siamo. Vedi? Comincia a tremare...” “Vero, papà, la magia cattiva ha paura.” “Non smettiamo, quindi. Rammenti quella roba che canticchiavi ieri mentre pulivamo i piatti?” “Sì, mi ricordo.” “Bravo, questo vuol dire che possiamo ancora vincere, la memoria è con noi, cantiamo assieme.” “Papà, ma quella non era proprio una canzone...” “Esatto, ma la magia cattiva non può saperlo. Vedi, le magie cattive non sanno niente, sono incredibilmente ignoranti. È il loro potere, ma è pure il loro lato più debole. Perciò, t