28.1.09

Finalmente libera


Dai manoscritti incompleti di Bernardo Fortuna:


Finalmente libera

Non so come iniziare.
E’ talmente incredibile quello che mi è accaduto che ho bisogno di scriverlo per rileggere e convincermi che non sto sognando.
Ma andiamo per ordine. Mi chiamo Esterina e sono vecchia. Senza ipocriti eufemismi e inutili aggettivi politicamente corretti. Non mi sento anziana o non più giovanissima, mi sento vecchia. E lo sono, dentro e fuori. Semplicemente non ne ho paura.
Lavoravo come curatrice in una galleria d’arte al centro di Roma. Ora non più, causa motivi di salute. Mi correggo, come ho detto, sono per la franchezza. Soffro di narcolessia e, durante l’ultima crisi, mi sono addormentata con la sigaretta accesa, dando fuoco a quasi metà della nuova collezione della nota – lo dice lei - pittrice Ornella Prete, la quale mi ha citato per danni e sto ancora pagando.
Non mi sono mai sposata e ho sempre vissuto da sola. Ho un cane che si chiama Salvatore che non è una cima. Ovvero è un imbecille, ma tiene compagnia.
Tuttavia non è di me, che voglio parlarvi, piuttosto delle mie feci.
Ripeto, non amo i giri di parole. Le parole ci sono e vanno usate, cosicché segue l’errata corrige: voglio parlarvi della mia cacca. Potrei dire anche merda, senza problemi, ma non voglio esagerare.
Tutto è iniziato quando mi sono resa conto che era un po’ che non la facevo.
Pipì regolare, ma di cacca il culo non ne voleva sapere nulla.
Così, sebbene riluttante – non mi piacciono i medici – mi sono recata dalla mia dottoressa, la quale, per mia fortuna, ha lo studio oltre la porta accanto alla mia.
Visitina, medicina e di nuovo nella mia casettina, convinta di aver sistemato la pratica.
Ingenua io, che per l’ennesima volta mi ero fidata di un dottore.
Il farmaco prescritto dal mio medico curante non aveva fatto altro che stimolare il mio desiderio di cacciare fuori dalle chiappe la caccona indesiderata, nondimeno, tutte le volte che mi sistemavo sulla tazza, decisa ad espellere l’intruso, niente di nuovo sul fronte meridionale.
Con questo non voglio assolutamente intendere che il culo stia a sud e il cervello, gli occhi e il viso a nord. Dipende da dove li guardi, può essere il contrario, sia ben chiaro, ma ci siamo capiti, non è vero?
Non perdiamoci in chiacchiere, comunque. Non so se vi è mai capitato qualcosa di simile, ma la mia situazione si faceva insostenibile. La tazza del gabinetto era divenuta un prolungamento del mio sedere, senza scherzi. Sudore freddo, nervi a pezzi, qualche spruzzatina, ma il grosso non si muoveva. Sapevo che c’era, lo sentivo, ero in grado di avvertire quanto fosse importante, ma era come se il buco del mio deretano avesse incontrato per la prima volta un ospite troppo ingombrante per le sue possibilità. Un caccone fuori misura, per essere chiari.
Mi decisi a telefonare a mia sorella, l’unica persona che consideravo degna di essere coinvolta in quel che mi accadeva e lei mi disse quel che già sapevo mi avrebbe detto, anzi, strillato: “Ma che aspetti a tornare dalla dottoressa? Esterina, non fare la ragazzina!”
“Sì, così rifaccio la visitina e mi dà un’altra medicina…” pensai tra me, tuttavia, mia sorella incalzò, presentandomi tutt’altra realtà: “Lo sai che se non la fai ti devono assolutamente operare?”
Panico, non c’è altra parola per descrivere la tempesta che si scatenò in me in quell’istante.
Io sotto i ferri?!
Io addormentata, alla mercé di quattro sconosciuti in camice bianco?
La mia pancia fatta a fettine da un presuntuoso con la mascherina?!
Stavo quasi per svenire, quando la voce alla cornetta mi prese per i capelli: “Esterina…” esclamò mia sorella. “Ci sei?”
“Sì, sono qui…” risposi senza troppa convinzione.
“Vai dalla dottoressa”, ordinò lei. “Subito!”
Che dire?
Esterina Moreschi non si è mai arresa e non lo fece nemmeno contro il gigante di cacca.
Presi provviste, giornali, la radio, portai perfino la televisione in bagno e mi accampai letteralmente sul water, decisa a tutto.
Spinsi, spinsi con una forza sovrumana, prendendo fiato e ricominciando, con l’intenzione di vincere ad ogni costo. Era buio in strada, quando finalmente qualcosa apparve dalla via d’uscita tra le mie natiche, meglio, dal buco del mio culo.
Qualcosa di grosso, qualcosa di estraneo, qualcosa di sbagliato…
Quello non avrebbe dovuto uscire da lì…
Quello non avrebbe dovuto proprio trovarsi lì…
Ero spaventata e inorridita, tuttavia, il desiderio di liberarmi finalmente da quel maleodorante peso era troppo forte. Spinsi e la cosa crollò nel fondo provocando un tonfo spaventoso…

27.1.09

Storie di razzismo: L’Italia nazista e la Giornata della memoria



*1933/1939:
L'intero popolo tedesco venne suddiviso in due categorie principali:
I Camerati della nazione.
Gli Stranieri della comunità, i quali non appartenevano al corpo storico e culturale della Germania.
1992/2009:
I Comunitari sono coloro che appartengono alla Comunità Europea.
Gli Extracomunitari non possiedono la cittadinanza di un Paese appartenente alla Comunità Europea.
1933/1934:
I nazisti accusavano gli ebrei di tutti i problemi della Germania: povertà, disoccupazione e la sconfitta nel primo conflitto mondiale.
1994/2009:
Il centro destra, puntualmente in fase di propaganda, accusa gli extracomunitari di tutti i problemi Italiani: povertà, disoccupazione e criminalità.
1938:
Il 30 settembre il governo tedesco stabilì che solo dottori "ariani" potevano curare i tedeschi "ariani". La cura dei pazienti ebrei era, di fatto, già impedita dalle precedenti leggi che escludevano i medici ebrei dalla professione.
2009:
Gennaio, la Lega propone niente cure mediche ai clandestini.
1938:
Il 15 novembre i bambini ebrei vennero esclusi dalle scuole pubbliche.
2008:
Il 14 ottobre la Camera ha approvato una mozione dell’onorevole Cota, Lega Nord, che propone l'istituzione di classi ponte in cui riunire studenti stranieri che non superino prove e test sulla cultura italiana.
1938:
Il 7 novembre Herschel Grynszpan, un giovane ebreo polacco, per vendicare l'espulsione dei suoi genitori dalla Germania, sparò al diplomatico tedesco Ernst Eduard von Rath all'ambasciata tedesca di Parigi. Joseph Goebbels, Ministro della propaganda tedesca, colse l'opportunità di ben figurare con Hitler ordinando una massiccia repressione a Berlino.
2009:
Gennaio, un gruppo di cittadini romeni ha violentato una giovane di 21 anni, picchiando brutalmente il suo fidanzato a Guidonia, vicino a Roma. Il Ministro dell'Interno Maroni: "Il 58% degli stupri, in Italia, è commesso da italiani, il 9% da romeni. A Roma i numeri sono diversi: il 35% è commesso da italiani e il 31% da romeni. Questo accade perché a Roma c'é una forte concentrazione, per questo l'emergenza campi nomadi è più forte."
Il regime nazista, come per tutti i non-ariani, si macchiò di un vero e proprio genocidio delle popolazioni Rom e Sinti.
Ian Hancock, direttore del Programma di studi Rom presso l'Università del Texas ad Austin, suggerisce una cifra che oscilla tra le 500 mila ed il milione e mezzo di vittime.
Ad memoriam


*Notizie da Wikipedia.
(Nella foto: Rom appena giunti al campo di sterminio di Belzec, in Polonia)
 
Leggi altre storie sul razzismo.

Visita le pagine dedicate ai libri: 
(Libri sulla diversità, libri sul razzismo, libri sulla diversità per ragazzi e bambini, libri sul razzismo per ragazzi e bambini)
 

21.1.09

Super Obama e i negri italiani


Questa mattina, per l’ennesima volta, mi ha telefonato una giornalista di Radio 24, con l’intenzione di farmi un’intervista in quanto scrittore italo qualcosa, migrante, seconda generazione e stamani anche di colore.
Stavolta la tipa mi ha chiesto se, a mio avviso, i bambini e gli adolescenti stranieri in Italia potranno avere qualche beneficio dall’elezione di Obama, avendo finalmente un mito positivo in cui riconoscersi…
Già mi immagino i commenti entusiasti: “Che fico, finalmente un super eroe negro!”
Primo: ma cosa devo fare oltre a scriverlo sulla home page del sito o di questo blog che rifiuto queste razzistiche etichette? A questo punto ci manca solo che mi si chiami scrittore abbronzato…
Secondo: lo voglio scrivere qui, nero su bianco - quanto mi piace dirlo, anzi, lo ripeto – NERO SU BIANCO, i bambini e gli adolescenti, che dico, tutti quanti noi in questo paese possiamo avere qualche beneficio solo se cominciamo a smetterla di dare così tanta importanza al colore della pelle.
Il nostro stimato presidente del consiglio è stato l’unico al mondo a sottolineare pubblicamente, con la sua ormai proverbiale eleganza, la carnagione di Obama e, forse, non è un caso.
Per questo motivo, dico soprattutto ai cosiddetti scrittori che si fanno chiamare migranti di iniziare per primi a tirarsi fuori da questa forma dolce di razzismo.
D’altra parte, a mio modesto parere, quando migrante viene chiamato anche chi muore sulle navi o in mare, vive come uno schiavo dentro i cpt, ovvero, ha la “fortuna” di riuscire a sopravvivere al viaggio e si ritrova a dover fare lavori massacranti, fregiarsi di tale aggettivo per andare in giro a fare interviste, conferenze e “lezioni” su cosa voglia dire essere straniero richiede uno stomaco che io non ho...




Votalo come post dell'anno

16.1.09

Nicolai Barlokkin arriva in Toscana


Stasera e domani sarò in Toscana per raccontare la storia di "Nicolai Barlokkin e la lucertola che imparò a miagolare", testo rubato al mio ultimo romanzo ("L'intervallo", Intermezzi editore):

Venerdì 16 gennaio ore 21,30
A Fucecchio (FI), presso Auditorium La Tinaia di Palazzo Corsini.
All’interno della Rassegna “Sere d’autore” a cura dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca comunale Indro Montanelli.

Sabato 17 gennaio ore 19,00
A Firenze, presso Libreria Café La Cité

Toscana, arrivo!

8.1.09

Le tre lingue dello scrittore di storie


Un corollario al mio decalogo:

Le tre lingue dello scrittore di storie

Lo scrittore di storie ha tre lingue: la lingua recitata, la lingua parlata e la lingua scritta.
La lingua recitata è quella della testa. La lingua che ha l’obbligo di tenere a mente il copione, per rispetto dell’autore, ma non solo. La lingua che ha l’obbligo di ricordare le parole, perché esse sono sempre importanti, anche quando sono false, ma che ha anche l’obbligo di rammentare dove si trovi nel preciso atto di pronunciarle.
La lingua parlata è quella del cuore, che deve aver cura delle persone a cui arrivano, dei loro sentimenti come delle loro orecchie. Della serie: ma che ti strilli? Ci sento benissimo!
The last but not the least c’è la lingua scritta, quella della pancia, quella diretta, senza filtri, con il sacro privilegio di far comunicare le precedenti.
E di conseguenza la testa con il cuore.
A mio modesto parere, uno scrittore di storie non può fare a meno di tutte e tre, ovviamente, soprattutto dell’ultima.

4.1.09

Siamo dei drogati senza speranza

Una delle cose che ho imparato lavorando in una comunità di recupero è che quando accade qualcosa di grave (che nella fattispecie potrebbe essere qualcuno che addirittura si porta la droga all’interno della struttura), la cosa più importante non è il fatto in sé, piuttosto come si comportano gli altri, come questi reagiscono all’evento. Il che ci spiega come funziona l’intera comunità. In altre parole, la maniera con la quale tutti gli altri si relazionano all’azione di uno, ci dice qualcosa di come stanno tutti.

Ora, immaginiamo che il mondo sia un’immensa comunità di recupero.

Come in quella tradizionale, anche le nostre droghe sono tante: la tv spazzatura, la violenza gratuita, la ricerca del potere ad ogni costo, i privilegi grazie al culo che abbiamo dalla nascita e così via.

E come ogni tossico che si rispetti, sappiamo benissimo che questa roba è dannosa, tuttavia, difficilmente ci rinunciamo e inventiamo mille giustificazioni per continuare a farci.

E’ inutile che vi dica quale sia il fatto grave sotto i nostri occhi: I capi di un gruppo di noi molto numeroso, diciamo un paese, diciamo pure Israele si sta “difendendo” da un altro gruppo, diciamo Hamas, bombardando un altro gruppo più grande in cui c’è pure Hamas.

Le conseguenze sono un numero di morti che continua a crescere di ora in ora.

Cosa fa la nostra comunità?

Ecco alcune reazioni a caldo:

Nel mondo:

Il Papa: “Israele ed Hamas, mettete fine alla guerra!

La Libia: “Spettabile ONU, chiediamo un cessate il fuoco immediato a Gaza.

Gli Stati Uniti: “Bocciamo la richiesta della Libia. Israele deve continuare a “difendersi”, perché altrimenti Hamas non rispetterebbe la tregua.

E Obama? Cosa dice il profeta del cambiamento, dello “Yes we can”? SILENZIO

Cominciamo bene…

Il premier inglese, Gordon Brown: “L'offensiva di terra decisa da Israele nella Striscia di Gaza ha dato vita a una fase molto pericolosa.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon: “Israele, fermate subito l'offensiva di terra lanciata sulla striscia di Gaza. Sono profondamente preoccupato per la situazione.

E in Italia:

Il presidente del Pdl al Senato, Gasparri: “L'ipocrisia non risolve il conflitto in Medio Oriente. Israele vuole stroncare i terroristi di Hamas, che hanno messo fuori gioco anche il mondo palestinese e massacrano da anni il popolo di Israele. Senza disarmo dei terroristi non c'è pace.

Il ministro degli esteri, Frattini: “Noi siamo fortemente preoccupati e ovviamente molto addolorati per le vite innocenti che i civili palestinesi pagano purtroppo per questa situazione orrenda causata da Hamas che ha violato la tregua, ma ovviamente facciamo un appello fortissimo e accorato a Israele perché eviti in assoluto azioni che possano compromettere la vita e l'incolumità fisica di tanti civili innocenti

Il capo dell’opposizione, Veltroni: “Quello che sta avvenendo in queste ore in Medio Oriente è estremamente grave. Chiediamo che l'Italia si muova per un immediato cessate il fuoco.

A parte forse la Libia e gli Stati Uniti in sede Onu, dove si è consumato l’ennesimo delitto, dagli altri vedo solo parole, parole scontate e retoriche, discorsi strumentali e inutili che credo si commentino da soli.

Secondo voi, come sta la nostra comunità?