30.6.11

Stupro correttivo per lesbiche in Sud Africa

La storia di Noxolo Nkosana

Storie e Notizie N. 402

Noxolo Nkosana è una ragazza di 23 anni che vive in Sud Africa.
Noxolo è lesbica.
E per questa ragione è stata pugnalata più volte alla schiena, sfiorando di molto poco la morte.
Lo stupro correttivo, al fine di riportare le vittime sul 'giusto' orientamento sessuale, è un’ignobile e disumana pratica che si è diffusa negli ultimi dieci anni nel suo paese, l’unico del continente africano ad aver legalizzato il matrimonio omosessuale.
La precedente aggressione saltata agli onori della cronaca – tra quelle riportate… - risale allo scorso aprile e riguarda l'omonima Noxolo Nogwaza, attivista per i diritti LGBT, violentata da otto uomini e poi uccisa vicino Johannesburg.
Quando una donna afferma di essere lesbica”, ha dichiarato alla BBC Thulani Bhengu, 35 anni, “è come se dicesse agli uomini che non sono buoni abbastanza.”
Be’, tali uomini definirli non abbastanza buoni è eccezionalmente riduttivo…

La Storia:

Ci sono donne.
Ci sono donne come Noxolo Nkosana.
Ci sono donne come Noxolo Nkosana in paesi dove essere lesbica non è affatto facile.
Paesi dove ogni settimana almeno dieci giovani ragazze, solo per il fatto di essere attratte da creature dotate del medesimo apparato genitale, sono violentate da pseudo maschi o gruppi di questi ultimi.
La maggior parte di esse, se riesce a sopravvivere, nasconde l’umiliazione, il dolore ed ogni altra triste conseguenza dell’abuso subito sotto un velo intessuto da silenzio, vergogna e paura.
Noxolo no.
Noxolo, nonostante il pericolo in agguato, il rischio certo e la sicurezza di mettersi contro delle bestie sbavanti senza un grammo di cervello, alza la testa e dice no.
Dopo quasi ognuna delle tante aggressioni i poliziotti prendono in giro le malcapitate dicendo: “Come puoi essere stata violentata da un uomo se non sei attratta da loro?
E giù con le loro sporche risate.
Noxolo Nkosana ha paura di essere aggredita di nuovo, non lo nega.
Tuttavia, con tutta la voce che ha ancora in corpo, nonostante il sangue rubato da un vampiro a forma di pugnale, esclama con fermezza: “Non mi costringeranno a rinchiudermi in un armadio, pretendendo che diventi eterosessuale. Mi hanno reso una vittima nel mio stesso quartiere, ma non gli permetterò di vincere. Non possono impedirmi di essere chi sono”.
Se fossi donna e lesbica, vorrei essere esattamente come lei…


La Notizia: Dalla BBC, le lesbiche sudafricane temono lo stupro correttivo.

Per aiutare: Luleki Sizwe

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

28.6.11

Aung San Suu Kyi: Birmania espelle Michelle Yeoh The Lady

E dell’ottusità del potere…

Storie e Notizie N. 401

Da Freedom from fear (in Italia tradotto con liberi dalla paura), discorso del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi in occasione del Sakharov Prize for Freedom of Thought (Premio Sakharov per la libertà di pensiero) assegnatole nel 1990: “Non è il potere che corrompe, ma la paura. Il timore di perdere il potere corrompe chi lo detiene e la paura del castigo del potere corrompe chi ne è soggetto.”
La paura di perderlo corrompe chi detiene il potere...
Anche da noi lo sappiamo bene, non è così?
Tra le altre cose – e pure di questo abbiamo anche noi copiose dimostrazioni – tale corruzione comporta una crescente ottusità.
Difatti, leggo che lo scorso 22 giugno il governo della Birmania ha fermato l’attrice malese Michelle Yeoh appena giunta a Rangoon e dopo poche ore l’ha espulsa dal paese.
Per quale motivo?
A tutt’oggi, l’unica spiegazione ufficiale è che la Yeoh è presente nella blacklist (la lista nera) delle persone non gradite al governo.
Ciò nonostante, si sa, è un atavico classico.
L’ottusità induce a compiere azioni quanto mai prevedibili.
E allora, per trovare un senso non v’è bisogno alcuno di fare ragionamenti astrusi.
Si da il caso che l’attrice respinta dai geniali signori che governano la Birmania interpreterà la stessa Aung San Suu Kyi nel film The Lady, diretto da Luc Besson, prossimamente in uscita.
Vedendola cinicamente, dalla parte della produzione del film, questa è un’ottima pubblicità per la pellicola.
Sfortunatamente l’ottusità del potere ha conseguenze alquanto tragiche, in Birmania come in molte altre parti del mondo.
Tuttavia, credo che sottolinearne la portata non sia affatto inutile, anzi.
Come dire, non v’è limite all’ottusità…

La Storia:

C’era una volta un governo.
Un governo che aveva paura di perdere il potere.
Ma tanta paura.
Tantissima paura.
Più o meno come quello di…
Ma lasciamo perdere, voliamo alto.
Il governo che aveva paura di perdere il potere aveva più paura solo di una cosa.
Di una donna.
E come si fa a biasimarlo?
Chi ha vissuto abbastanza sa bene che quando una donna desidera qualcosa c’è poco da controbattere.
Specialmente se sei un uomo.
Soprattutto se lo sei.
E quel governo era fatto da soli uomini, quindi, immaginatevi voi.
Questi non ci dormivano la notte, senza scherzi.
E così, ossessionati dal terrore che avevano di lei, facevano di tutto per tenerla a bada.
Avevano provato perfino con l’arresto, ma in quel modo la paura era cresciuta ancora di più.
Per questo la liberarono.
Solo che la storia della donna era ormai nota in tutto il mondo e la vicenda si era diffusa talmente che…
…che un giorno arrivò un’attrice che l’avrebbe interpretata in un film.
E il governo la espulse.
Arrivò un pittore che le aveva dedicato un’intera collezione.
Il governo cacciò anche lui.
Arrivò poi un gruppo di scultori che avevano realizzato una gigantesca opera collettiva sulla donna, ma furono respinti anch’essi.
Cantanti e musicisti, ballerine e coreografi, poeti e scrittrici, registe e sceneggiatori, insomma una continua processione di artisti iniziò a presentarsi quasi quotidianamente ai confini del paese, ispirati dalla vita della donna.
Della donna di cui il governo aveva tanta paura.
Ad un tratto l’ottusità si era elevata a quel livello talmente alto, per quanto irreversibile, in cui si ha un brevissimo lampo di lucidità.
E fu in quel momento che il governo si domandò: “Se questa donna è così importante e così apprezzata nel mondo, non sarebbe stato enormemente più conveniente essere dalla sua parte invece di combatterla?


La Notizia: Dal Time, Espulsa l'attrice Michelle Yeoh dalla Birmania.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

27.6.11

I popoli hanno il potere e non si arrenderanno mai: no tav

The peoples have the power and never surrender

Storie e Notizie N. 400

La frase del titolo è presa da un enorme striscione apparso oggi ad Atene, sulla collina dalla quale il Partenone sovrasta la città.
L’iniziativa è opera di un gruppo di sindacalisti del Pame, che in Grecia protesta contro i tagli decisi del governo all’interno del piano cosiddetto di austerità.
Questo messaggio segue il già noto Popoli d’Europa sollevatevi (Peoples of Europe rise up) ma ha un significato molto diverso, a mio modesto parere.
Non rappresenta una rivoluzionaria esortazione, come il precedente.
E’ piuttosto una categorica affermazione.
Non incita il popolo a ribellarsi e a prendere il potere.
Bensì sostiene che quel potere i popoli ce l’hanno già.
E che non si arrenderanno mai, ovvero, lotteranno senza fine contro chi cercherà di privarli di esso…

La Storia:

Da uno scritto apocrifo del noto filosofo greco Peismatári̱s del 500 a.C.:

“Siamo in democrazia!” esclamò Kyriakos nel mezzo della piazza.
“Democrazia, dici?” fece l’amico Grigorios.
“Certo!”
“Ma intendi quella democrazia che nacque qui, in Grecia, tra il VII e il V secolo prima di Cristo?”
“Prima di che…?”
“No, niente, è mia figlia Cassandra, che ogni tanto mi mette in testa uno dei suoi deliri sul futuro...”
“Ad ogni modo, tu stai parlando della democrazia, quella parola di origine greca composta da due termini: démos, popolo, e cràtos, potere?”
“E’ ovvio come il fatto che sono innamorato di mia moglie Dimitra”
“Ora dimmi: democrazia significa governo del popolo?”
“E’ chiaro come il sole che brilla sull’Acropoli.”
“Ed è democrazia se e solo se questo significa, giusto?”
“E’ limpido come l’acqua che sgorga dalla fonte in un fresco mattino di primavera.”
“Caro Kyriakos, fammi un’altra similitudine e ti tiro un souvlaki in fronte…”
“Scusa…”
“Ora ti chiedo: siamo in democrazia, noi?”
“In che senso?”
“Nell’unico senso possibile. Ritieni che tu, io, tua moglie Dimitra e il resto dei cittadini abbiamo in mano il governo della città?”
“Il governo…?”
“Il governo.”
“Kyriakos?”
“Sto pensando.”
“Allora?!”
“Oh! Calmo, eh? Non mettermi fretta. Il governo proprio... non ce l’abbiamo, non nel senso che siamo noi il governo. Alcuni fra i nostri concittadini lo sono.”
“Ma siamo in democrazia, hai detto, non è così?”
“Democrazia elettiva, se vogliamo fare i pignoli…”
“Aah…” fece Grigorios.
“Non fare il sarcastico! La democrazia elettiva è sempre democrazia. Il popolo elegge i rappresentanti che ritiene faranno i suoi interessi. Tutte le città moderne funzionano così. Mica possiamo decidere tutti insieme ogni cosa. Non è pratico.”
“Già…”
“Cos’è quella faccia?”
“Sto pensando.”
“A che cosa?”
“Che questo possono dirlo anche i rappresentanti, una volta eletti.”
“Cosa?”
“Che non possono decidere ogni cosa insieme… a noi.”
Non è pratico.
E sarebbe troppo democratico se il popolo scegliesse di non arrendersi mai…


La Notizia: Dal Corriere, I popoli hanno il potere, striscione sull'Acropoli.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

24.6.11

Freedom Flotilla 2: bandiera di Alice Walker

Storie e Notizie N. 399

Alice Walker è una scrittrice americana e attivista dei diritti civili.
Ha vinto il premio Pulitzer con il romanzo Il colore viola.
Ed è una donna che ha conosciuto fin da bambina l’ingiustizia e la violenza della discriminazione razziale negli Stati Uniti.
In una lettera inviata lo scorso 21 giugno alla CNN, la cui versione completa potete leggere sul suo blog, dopo aver annunciato di essersi unita all’equipaggio della nave The Audacity of Hope (Il Coraggio della Speranza, come il titolo del noto libro di Barack Obama...), parte della Freedom Flotilla 2 (qui info sulla spedizione italiana), ha raccontato le ragioni della sua scelta.
E’ stato un piacere tradurla.
Sono parole che conserverò dentro di me.

La Storia:

Dalla lettera inviata da Alice Walker alla CNN:

Perché sto per salire sulla Freedom Flotilla II verso Gaza? Questo mi sono domandata, anche se la risposta è: cos’altro potrei fare? Sono nel mio sessantasettesimo anno, avendo già vissuto una lunga e fruttuosa vita, cosa di cui sono contenta.
Mi sembra che durante questo periodo di vecchiaia sia giusto raccogliere il frutto della comprensione di cosa sia importante, e condividerlo, specialmente con i giovani.
Altrimenti, come potrebbero apprendere tutto ciò?
La nostra nave, The Audacity of Hope, porterà lettere alla gente di Gaza. Lettere che esprimeranno solidarietà ed amore. Questo è ciò su cui si basa questo trasporto. Se l’esercito israeliano ci attaccherà, sarà come se stesse aggredendo il postino.
Questo dovrebbe risultare esilarante negli annali della storia.
Ma se essi insisteranno nell’attaccarci, ferendoci, anche uccidendoci, come hanno fatto con alcuni degli attivisti nella precedente flotta, Freedom Flotilla I, cosa dev’esser fatto?
C’è una scena nel film Gandhi che mi emoziona molto: è quando i manifestanti indiani disarmati sono in fila di fronte ai soldati dell’esercito britannico.
Questi ultimi li colpiscono senza pietà, ma gli indiani continuano ad avanzare.
Accanto a questa immagine di coraggiosi seguaci di Gandhi c’è in me la consapevolezza di ripagare un debito agli attivisti per i diritti degli ebrei che affrontarono la morte per mettersi al fianco dei neri nel sud degli Stati Uniti, nel momento in cui noi ne avevamo bisogno.
Sono specialmente in debito verso Michael Schwener e Andrew Goodman, i quali ascoltarono la nostra richiesta d’aiuto – visto il nostro governo di allora come oggi freddamente lento nel dare protezione ai manifestanti non violenti – e scesero al nostro fianco.
Hanno quindi incontrato i manganelli e le pallottole dei pochi “bravi ragazzi” della Contea di Neshoba, Mississippi e sono stati picchiati e uccisi insieme a James Cheney, un giovane ragazzo nero di formidabile coraggio che morì con loro.
Così, anche se la nostra nave si chiama Il Coraggio della Speranza, nel mio cuore sventolerà la bandiera di Goodman, Cheney e Schwerner:


E cosa dire dei bambini palestinesi, che sono stati ignorati nell’ultimo discorso del presidente Obama su Israele e Palestina, la cui impoverita, terrorizzata, segregata esistenza è stata derisa dalle standing ovations recentemente offerta dal congresso degli Stati Uniti al primo ministro israeliano?
Io vedo i bambini, tutti i bambini, come la più preziosa delle risorse dell’umanità, poiché sarà sempre a loro che verrà lasciata la cura del pianeta.
Un bambino non dove mai essere posto al di sopra di un altro, neppure in una conversazione senza importanza, figuriamoci in un discorso che farà il giro del mondo.
Come adulti, noi dobbiamo affermare, costantemente, che il bambino arabo, musulmano, palestinese, africano, ebreo, cristiano, americano, cinese, israeliano, nativo americano, eccetera, è uguale agli altri sul pianeta.
Noi abbiamo il dovere di fare qualsiasi cosa sia in nostro potere per fermare le azioni che provocano paura nei bambini in ogni parte del mondo.
Una volta chiesi al mio migliore amico e marito (l’avvocato ebreo Mel Leventhal) durante l’era della segregazione, il quale era uno strenuo difensore dei diritti umani dei neri come non ho mai incontrato: come sei arrivato a noi, i neri, che avevamo così tanto bisogno di te? Quale forza ha dato vita alla tua reazione alla grande ingiustizia che i neri affrontavano in quei tempi?
Io pensai che avrebbe potuto citare i discorsi, le marce, l’esempio di Martin Luther King Jr., o di altri del movimento che mostrarono coraggio e grazia di forte impatto.
Non lo fece.
Ripensandoci, egli raccontò un episodio della sua infanzia che lo condusse, inevitabilmente, alla nostra lotta.
Da ragazzino tornava a casa da Yeshiva, la scuola ebraica che frequentava dopo gli studi regolari. Sua madre, una contabile, era ancora al lavoro; era solo. Veniva frequentemente molestato da ragazzi più grandi, e un giorno due di questi gli rubarono il suo yarmulke (la kippah, copricapo ebraico) e, prendendolo in giro, scapparono via, con lo scopo di gettarlo oltre un recinto.
Due giovani neri apparvero, videro le sue lacrime, compresero la situazione e inseguirono i ragazzi. Raggiuntili, li costrinsero a scavalcare la recinzione, a recuperare e spolverare il copricapo, riponendolo rispettosamente di nuovo sulla sua testa.
Sono la giustizia e il rispetto che desidero che il mondo rispolveri e restituisca – senza indugio e con tenerezza – sulla testa del bambino palestinese.
Saranno una giustizia e un rispetto imperfetti, poiché l’ingiustizia e la mancanza di rispetto sono stati molto gravi.
Tuttavia, credo che facciamo bene a provarci.
Ecco perché salgo sulla nave.

Alice Walker


(Se devi copiare, rispetta il mio lavoro di traduzione e cita la fonte)

La Notizia: Dalla CNN, Alice Walker, perché salpo per Gaza.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

23.6.11

Geert Wilders assolto: cattolicesimo al posto di Islam è uguale?

Storie e Notizie N. 398

Il politico olandese Geert Wilders, autore del discusso cortometraggio sull’Islam dal titolo Fitna, è stato assolto dai cinque capi d’accusa che gli erano stati rivolti:
1. Insulto di gruppo
2. Incitamento all’odio verso i musulmani a causa della loro religione
3. Incitamento alla discriminazione verso i musulmani a causa della loro religione
4. Incitamento all'odio verso gli immigrati non-occidentali e marocchini per motivi di razza
5. Incitamento alla discriminazione verso gli immigrati non-occidentali e marocchini per motivi di razza
Per chi non lo conoscesse, Geert Wilders è il leader del Partito per la Libertà.
Come dire, ogni paese ha il suo difensore della stessa.
Quale libertà? Quella di essere anti-islamico e anti-immigrati, per dirne due.
La libertà di essere anti qualcosa, di essere contro qualcuno.
Se poi quel qualcuno risulta innocente o si scopre che non è mai stato un problema, be’… tanto ormai lo hai eletto e te la prendi nel… come si dice in olandese?
Ad ogni modo, scrive Abigail R. Esman nel suo blog su Forbes che la sentenza di Wilders rappresenta una vittoria per la libertà di parola.
Lo sapete che c’è?
Che sono d’accordo.
Il principio della libertà di parola è sacrosanto, ma di ogni parola.
Si dovrebbe chiamarla libertà di qualsiasi parola.
D’altra parte, ne avremmo un’immediata contro prova se in Olanda, paese della suddetta sentenza, chiunque avesse la libertà di fare, con la medesima eco, le stesse affermazioni di Wilders, ma sul cattolicesimo

La Storia:

Che paese, l’Olanda.
Il paese della libertà di parola.
Di qualsiasi parola.
Mettiamo che voi siate anti cattolici.
Aggiungiamo che siate un noto politico, ovvero qualcuno in grado di raggiungere e influenzare grandi masse di persone con le sue parole.
E immaginiamo che faceste pubblicamente le seguenti dichiarazioni:
La Bibbia ispira l'intolleranza, l'omicidio e il terrore.
Io non odio i cattolici. Odio il cattolicesimo.
Non ho nulla contro la gente. Non odio i cattolici. Ma il cattolicesimo è una ideologia totalitaria. Governa ogni aspetto della vita. Economia, diritto di famiglia, qualsiasi cosa. Ha simboli religiosi, ha un Dio, ha un libro, ma non è una religione. Esso può essere confrontato con ideologie totalitarie come il comunismo o il fascismo.
Non vi è alcun paese in cui il cattolicesimo è dominante dove si disponga di una democrazia reale, una reale separazione tra Stato e Chiesa.”
Affermazioni un po’ forti, non è così?
Pensate cosa accadrebbe da noi, in Italia, se un leader politico nostrano parlasse in questo modo.
Non lo farebbe mai, lo so bene.
Altrimenti, col cavolo che si beccherebbe i voti dei cattolici, un bene irrinunciabile nel bel paese.
In Olanda invece si può.
Che nazione.
E si può parlare in cotal guisa anche delle altre religioni, sapete?
Che so, pure dei musulmani.
E' sufficiente sostituire nel precedente discorso la Bibbia con il Corano e il cattolicesimo con l'islam...
Anzi, per un politico con ambizioni verticali sarebbe meglio.
Quanti musulmani votanti ci saranno in Olanda?
E quanti cattolici?

La Notizia: Da Forbes, Geert Wilders riconosciuto non colpevole. Vittoria per la libertà di parola.


22.6.11

Storie di animali: la vera storia del pinguino

Storie e Notizie N. 397



La Storia:

C’era una volta Peka Peka Beach, una spiaggia nell’Isola del Nord, in Nuova Zelanda.
Non so se il protagonista di questo racconto fosse un maschio o una femmina.
Stavolta, per buona sorte, non è importante.
Quello che so è che si trattava di una creatura degna di riverenza e rispetto.
Tutto quello che si deve ad un imperatore



Era tempo che non se ne vedevano da quelle parti, liberi e fieri.
Almeno 44 anni.
Cioè, di buffoni travestiti da imperatori se ne vedono tutti i giorni, in ogni parte del mondo, ma è indispensabile conservare la capacità di riconoscerne uno vero, quando lo si incontra.
Altrimenti, si finisce per obbedire al buffone e allora sono… guai, per essere educato.
No, il nostro era un vero imperatore…


Ma non esclusivamente per diritto di nascita.
Se non altro, egli si era guadagnato quella riverenza e quel rispetto di cui parlavo poc’anzi perché era stato capace di partire dai ghiacciai dell’Antartide e nuotare per 3.300 chilometri fino alla spiaggia di Peka Peka.
Perché?
Questo si chiesero gli umani quando lo videro.
Possibile che avesse fatto tutto ciò solo per salutarci?


Difficile capire il vero motivo di una tale impresa, per una specie ormai abituata ad imperatori di cartone usi a compiere quotidianamente azioni dettate solo dalla cieca ottusità.
Difficile quanto immaginare che per un essere il quale non sa che siamo noi a chiamarlo imperatore, non lui, si possono attraversare 3.300 chilometri anche solo per poter dire di averlo fatto.
Magari per vedere cosa c’è dall’altra parte.
O perché si è talmente disperati da rischiare la vita attraversando l’oceano, a prescindere da quello che si troverà dall’altra parte.
Da un imperatore ci aspettiamo altro, men che mai quest’ultima motivazione.
Tuttavia, alcuni si preoccuparono per la sua sorte, da solo e perso lontano da casa…

Nondimeno, le autorità locali, per bocca di Peter Simpson del Dipartimento di Conservazione della Nuova Zelanda, emisero la loro sentenza, dichiarando di non avere intenzione di aiutarlo: “Lasceremo che la natura faccia il suo corso", cito testualmente. "E’ arrivato qui in modo naturale. Cosa c'è di sbagliato in questo?"
D’altra parte, il nostro non si aspettava nulla di diverso.
Gli umani”, pensò, “per loro la natura deve fare il suo corso. A meno che non decida di abbandonare la spiaggia e muovermi verso l’interno, entrando nelle loro città…

Leggi altre storie di animali.



La Notizia: Dall’Associated Press, Nessun passaggio di ritorno gratuito per il pinguino perso in Nuova Zelanda.


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



21.6.11

Danni fumo sigarette in immagini shock: campagna americana

Storie e Notizie N. 396

Leggo sul New York Times che i funzionari federali della sanità hanno pubblicato la selezione finale di nove immagini di avvertimento per coprire la metà superiore dei pacchetti di sigarette a partire dal prossimo anno, quale primo cambiamento importante in questo tipo di campagna da più di un quarto di secolo di opposizione ai produttori di tabacco.
Mio padre è morto per un tumore ai polmoni a causa del fumo.
Per questa ragione considero la lotta contro chi fabbrica e vende sigarette una questione personale.
Ed è per lo stesso motivo che mi sono permesso di prelevare le suddette foto e, traducendo il testo delle avvertenze, dare vita a…

La Storia:




























Lo dico da sempre che gli americani sono i più bravi al mondo nel terrorizzare il prossimo.
Per coerenza, non posso che appoggiarli quando lo fanno a fin di bene…

La Notizia: Dal New York Times, Il Governo statunitense ha scelto le foto per dissuadere i fumatori.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

20.6.11

UNHCR World Refugee Day: menzogne dei paesi ricchi

Storie e Notizie N. 395

Rifugiato, altra parola sfruttata e abusata da politici e media, soprattutto nostrani.
Come afferma giustamente Wikipedia, giuridicamente indica chi scappa o viene espulso a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali dal proprio paese e trova ospitalità in terra straniera.
Sempre giuridicamente, più generico è il termine e quindi la condizione di profugo, che permette al primo di richiedere il cosiddetto asilo politico.
Tuttavia, nel nostro mondo esiste un altro strumento per trovare il senso delle parole, al di là delle convenzioni legali: il dizionario.
Si da il caso che rifugiato sia anche il participio passato del verbo riflessivo rifugiarsi, ovvero cercare rifugio, mettersi al riparo, al sicuro.
Un verbo, anzi bisogno, che ognuno di noi può aver provato nella propria vita.
Un verbo, anzi bisogno, che tutti potremmo vivere un giorno.
Un verbo che è un bisogno il quale risiede in uno degli istinti umani più legittimi: quello di sopravvivenza.
Eppure, i nostri pseudo leaders con il contrappunto dei grandi mezzi di comunicazione, continuano a mettere in scena la stessa farsa.
Quella in cui i buoni, gli eroi, anzi, i super eroi dobbiamo essere necessariamente noi.
In Inglese We.
Fortuna o sfortuna vuole che esistano ancora le storie.
Eccone una quasi completamente ispirata dal recente Report ufficiale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR):

La Storia:

Immaginiamo.
Immaginiamo che l'80% dei rifugiati al mondo siano ospitati nei paesi poveri.
Solo nei paesi poveri.
Immaginiamo poi che più di un quarto di essi si trovi in tre paesi: Pakistan, Iran e Siria, rispettivamente 1.9 milioni, 1.1 milioni e 1 milione.
Immaginiamo che queste cifre non comprendano l'ultima ondata di sfollati a causa dei disordini di quest'anno in Nord Africa.
Immaginiamo quindi che la maggior parte di essi abbia trovato rifugio nei paesi vicini, dato che le nazioni europee cercano di impedire loro di raggiungere le proprie coste.
Immaginiamo poi che al mondo ci siano 43.7 milioni di sfollati.
All'interno di questa enorme massa di esseri umani, continuiamo ad immaginare che 15.4 milioni siano i rifugiati.
Quelli che lo sono giuridicamente, è ovvio.
Immaginiamo che di questi, 10.55 milioni siano sotto la protezione dell'UNHCR e 4.82 milioni sotto l'egida dell'UN Relief and Works Agency for Palestine Refugees.
Se ci resta ancora un po’ di immaginazione – capisco che da questa parte del mondo non ce ne sia molta – immaginiamo che della cifra che rimane 27.5 milioni siano sfollati all'interno del proprio paese in conflitto e che quasi 850.000 siano richiedenti asilo, quasi un quinto di questi solo in Sud Africa.
Immaginiamo, stavolta mettendo a dura prova le nostre grasse coscienze, che
15.500 delle domande d'asilo siano da parte di bambini , la maggior parte somali o afghani.
Immaginiamo infine che alcuni rifugiati siano in esilio da oltre 30 anni.
Ecco… ora capisco che questa storia sia tutto frutto della nostra immaginazione.
Ma se fosse vera, come mai esiste nel nostro paese e nel resto d’Europa ancora così tanta gente che a destra si sente in dovere di ergersi a difesa della propria terra invasa da milioni di clandestini affamati e a sinistra si auto celebra come caritatevole e accogliente nei confronti dei poveri immigrati?
Perché se fosse vera questa storia, i paesi poveri stessi, they are the world, not we



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google