27.2.10

Per il Popolo viola la legge è uguale per tutti? Utopici sognatori...

La legge è uguale per tutti…
Questa è buona!
La fate facile, voi.
Ma dove vi pensate di vivere? Nel mondo della fantasia?!
Siete degli ingenui, caro il mio popolo viola, ecco cosa siete!
La legge non è uguale per tutti, questa è la realtà, è ora che vi mettiate l’anima in pace.
Nel mondo vero, e non quello della fantasia nel quale vi siete rifugiati, la realtà è ben altra.
E chi ha gli occhi aperti lo sa perfettamente e agisce di conseguenza, invece di nascondersi in queste immature iniziative che diciamolo: non servono a nulla.
Quante manifestazioni sono state fatte, finora?
E il mondo vi sembra migliore di prima?!
E allora?
Perché farne un’altra?
Siete dei perditempo, ecco cosa siete.
Altro che popolo viola…
Il popolo dei culattoni raccomandati, dei bamboccioni, dei farabutti e dei coglioni, ecco quello che siete.
Popolo, poi.
Quattro gatti, sarete.
Non vi temiamo, sappiatelo.
Siete piccoli e insignificanti.
Per questo giornali e tv non parleranno di voi, oggi.
Perché siete degli utopici e dei sognatori.
Ed è esattamente per questa ragione che sono con voi…



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

26.2.10

Cassazione prescrizione e Mills va all’inferno

English

Storie e Notizie N. 126

La Storia:

Siamo all’inferno e fa ovviamente caldo.
Non quanto dovrebbe e Satana se ne lamenta con il suo misterioso consigliere…
“Hai alzato la caldaia come ti ho detto?”
“Certo, vostra malvagità! E’ al massimo…”
“Tutta colpa dell’inquinamento…” fa il diavolo irritato, seduto alla sua scrivania, aprendo il registro.
“Ma come…” salta su l’altro, in piedi accanto a lui. “Dovreste essere contento. Se l’umanità non rispetta la natura è una vostra vittoria…”
“Bella vittoria… qui stiamo finendo tutto il petrolio! E’ quando succederà, come la faremo funzionare la caldaia?”
Il consigliere si avvicina all’enorme orecchio di Satana e gli sussurra: “Be’, potrebbe fare come fanno quelli di sopra…”
“Che? Energie alternative? Eolico, solare, quella roba lì?!”
L’uomo annuisce eloquentemente.
“Mai!” esclama Satana imperterrito. “Piuttosto brucio te…”
E fa seguire alle parole una risata indubbiamente diabolica, che gela il sangue al suo attendente.
“Basta con le chiacchiere”, fa il sovrano dell’inferno, “vediamo il primo ospite di stamani.”
Un omino in completo scuro, con occhiali e sguardo astuto viene avanti.


“Nome?” chiede Satana tenendo gli occhi sul registro, pronto a trovare la corrispondenza.
“David Mills”, risponde il tipo mostrando grande sicurezza.
Quindi strizza l’occhio al consigliere, il quale rimane impassibile, non visto però dal diavolo.
“Ah…” fa quest’ultimo leggendo le informazioni a sua disposizione. “Un avvocato, i miei preferiti…”
“Ne sono lieto, sir”, osserva serafico Mills.
“Sir?!” salta su Satana. “E cosa vuol dire?”
“E’ Inglese…” spiega l’omino. “Vuol dire signore…”
“E dì signore, allora”, lo redarguisce con occhi gelidi il demone. “Qui non servono i giri di parole, avvocato…”
Mills cerca lo sguardo del consigliere, il quale lo evita accuratamente e ciò lo inquieta non poco.
“Allora”, fa Satana leggendo sul registro, “abbiamo bella roba su di te. Corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Bene, molto bene…”
“Ecco”, lo interrompe Mills, “credo ci sia un errore. Io non dovrei trovarmi qui. In realtà sono stato assolto…”
“Assolto?” fa il diavolo stupito e divertito allo stesso tempo. “In che senso?”
“Assolto… Cioè, non sono stato condannato.”
“E chi se ne frega”, osserva Satana sorridendo ferino. “Ripeto: nel mio libro c’è scritto che tu sei colpevole di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Confermi?”
Mills cerca per l’ennesima volta di incrociare lo sguardo del consigliere, senza fortuna.
“Ma il reato è stato prescritto…” dichiara l’omino, non più tranquillo come quando era entrato.
“Prescritto?” fa Satana allargando gli occhi al colmo della curiosità. “Questa mi mancava. Cosa intendi con prescritto? E parla chiaro, che qui non siamo in tribunale…”
“Prescritto…” ripete nervoso Mills. “Nel diritto penale, un reato si dice prescritto dopo il trascorrere di un determinato periodo di tempo…”
“Ti ho detto di parlare chiaro, avvocato”, gli intima il diavolo con voce severa. “Spiega in parole povere…”
“Vuol dire che dopo un certo tempo, a prescindere se un imputato sia colpevole o meno, non può essere più processato per un dato reato.”
Satana scoppia a ridere e il consigliere fa lo stesso, evitando di guardare negli occhi Mills, il quale è sempre più agitato.
“David…” fa il re degli inferi, soffocando a stento le risa. “Guardati intorno. Vedi qui giudici, giurie e toghe annesse?”
“No…”
“Infatti, e non ne vedrai. Se qualcuno arriva qui da noi, è perché è colpevole. Qui contano i fatti, non le parole. E il fatto che tu ci provi perfino davanti a me a fare il furbo, ti fa meritare un trattamento speciale…”
Quindi Satana batte le mani un paio di volte e due enormi diavoloni sollevano Mills per le braccia, per portarlo fuori.
Mentre le grida del malcapitato si perdono per i corridoi dell’inferno, Satana si volta verso il consigliere e domanda: “Chi è il prossimo?”
“M-Mister B.” risponde il consigliere con la fronte imperlata di sudore, improvvisamente nervoso.
“Ah, lui. Capita a fagiolo, come dite voi umani…”
Poi, accorgendosi della tensione dell’altro lo invita a calmarsi: “Tranquillo”, dice mettendogli un’inquietante mano sulla spalla. “Non devi preoccuparti più, te l’ho detto. Quello lì non può prometterti più niente, ormai. E poi non sei più il suo avvocato. Ora sei il mio…”


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

25.2.10

Via tetto stipendi manager: grazie Pdl

English

Storie e Notizie N. 125

La Storia:

Caro Popolo della Libertà,
che dire… a nome di tutti i top manager italiani, grazie!
Veramente, non ci sono parole…
Quando a gennaio abbiamo appreso sui giornali che quei soliti moralisti dell’Italia dei Valori intendevano mettere un tetto ai nostri stipendi ci è preso il classico coccolone.
Per non parlare delle pesanti ripercussioni che ci sono state per la famiglia.
Tutta la famiglia, non so se mi spiego…
Ma cosa si crede questa gente?
Pensa forse che sia facile fare il manager in una banca o in una qualsiasi società quotata in borsa, oggi, in Italia?
Ci sono delle spese, tante spese, moltissime spese.
Inoltre io sono uno di quelli che vede anche del bene in queste intercettazioni.
Adesso la gente si renderà conto finalmente di quanti soldi ci vogliono per mandare avanti la baracca.
Ma cosa si immaginano questi paladini della demagogia buonista? Che si diventi manager di una banca facendo i fioretti?! Che gli azionisti facciano amministratore delegato qualcuno solo per farli fallire?!
Noi siamo degli schiavi, non siamo noi i padroni, questa è la realtà e voi del Pdl lo avete capito bene…
Un tetto!
Volevano metterci il tetto!
E il libero mercato?!
Certo, lo sappiamo bene noi che questo è un modo di dire, perché non c’è più il mercato…
Un mercatino, ecco.
Un paio di botteghe e una bancarella abusiva, va bene.
Ma la libertà è sacra, cribbio!
Dico io, se voglio comprarmi la quarta villa, la sesta auto e l’ottavo televisore al plasma, sarò pure libero di farlo, no?
E’ un mio diritto, ho dato il culo per questo e nessuno lo sa meglio di lui.
Il culo, intendo.
Il tetto…
Ma lo sanno quei rompiscatole di giustizialisti cosa rischiamo noi, tutti i giorni?
Se viene fuori qualcosa, siamo noi i primi a finire sui giornali.
E subito la gente ci punta il dito, ci chiama ladri, truffatori, corruttori.
Gente che non ci conosce, che non sa niente della nostra vita, di quello che dobbiamo sopportare tutti i giorni.
Ed è meglio così…


La Notizia: Niente tetto agli stipendi dei manager.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

24.2.10

Scaglia e Di Girolamo frode colossale, e il popolo che fa?

English

Storie e Notizie N. 124


La Storia:

C’era una volta il popolo.
Il popolo viveva in un paese come tanti.
Il paese come tanti, non lo era esattamente, come tanti.
Basterebbe leggere il curriculum del presidente del consiglio per rendersene conto, ma oggi non voglio parlare di lui. Che cavolo, gli do già abbastanza spazio. Stai a vedere che gli faccio anche un favore? Bah, non ci voglio pensare, altrimenti mi viene una crisi di panico.
Nel paese che non era esattamente come tanti, da quando divenne una repubblica - una forma di governo in cui la sovranità appartiene ad una parte più o meno vasta del popolo che la esercita nei modi e nei limiti fissati dalle leggi vigenti - successe di tutto.
Stragi impunite, delitti insoluti, truffe legalizzate ai danni dello Stato – che poi sarebbe il popolo – corruzione onnipresente ad ogni livello delle istituzioni – sempre ai danni del popolo – tangenti a destra e a manca in ogni ufficio che conta – con i soldi del popolo – conflitti di interesse ovunque celati o meno dietro promesse mai mantenute.
A chi? Al popolo.
E il popolo? Incredibile a dirsi, come un personaggio degno di una storia inverosimile, il popolo non fece mai, ripeto, mai veramente qualcosa per cambiare tutto ciò.
In più di sessant’anni regalò ricchezza, potere, lusso e privilegi a gente che non fece altro che raggirarlo, illuderlo e sfruttarlo come una vacca grassa.
Lo so, immagino farete fatica a credermi, ma è proprio così.
Oltretutto, rispetto al passato, qualcosa cambiò, che rese il tutto ancora più assurdo.
Un tempo il potere ingannava il popolo anche grazie alla sua inconsapevolezza.
Tante cose non le sapeva, altrimenti…
Ecco, anche sapendole, non ci fu nessun altrimenti.
Della serie: sì, lo so che mi hai imbrogliato, so che mi imbrogli oggi e che continuerai anche domani. Mica sono fesso, sai?
E tutto rimase com’era prima.
Come fu possibile?
Come fu possibile approfittarsi di milioni di persone per così tanto tempo, perfino alla luce del sole, senza che esse si opponessero in qualche modo?
Come poté un manipolo di astuti quanto mediocri individui succhiare il sangue ad un intero popolo per più di mezzo secolo?
C’era un solo modo: convincerlo che anche lui fosse astuto e mediocre.
Fu sufficiente far credere ad ogni cittadino, o alla maggior parte, di essere anche lui uno scaltro e disonesto truffatore, che a sua volta si approfittava di qualcun altro.
Il popolo non era un insieme di stinchi di santo, tutt’altro, ma tutto poteva essere tranne che furbo, altrimenti… e altrimenti non ci fu.
E come riuscire in questa enorme opera di convincimento?
Semplice. Bastò immaginare una farsa che fosse ogni volta la stessa, da mettere in scena periodicamente su tg e giornali, al cinema e in tv, nei libri e sulle riviste, in cui (di)mostrare che il popolo fosse tutto uguale: tutti furbi, tutti disonesti, tutti imbroglioni, tutti infedeli.
Tutti colpevoli e sempre gli stessi al potere.
Una farsa da mettere su soprattutto in vista delle elezioni, perché tutto rimanesse come prima.
D’altronde, come può un ladro lamentarsi di un furto?


La Notizia: 2 miliardi di euro rubati.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

23.2.10

La paroliera di Berlusconi e la rivolta dei poeti

English

Storie e Notizie N. 123

La Storia:

Nell’aldilà:

“Giosuè, siediti, che devo dirti una cosa…” fa Pietro entrando nella sala hobby riservata ai grandi poeti italiani.
Il santo ha in mano un quotidiano, che Carducci nota ma obbedisce e si accomoda su una sedia.
“Anche voi”, fa Pietro invitando gli altri scrittori ad avvicinarsi, “riguarda anche voi…”
Pascoli e D’Annunzio abbandonano il ping pong, il primo irritato perché per la prima volta era in vantaggio e il secondo felice per l’identico motivo.
Leopardi non si stacca dal videopoker e Montale lo dove strappare a forza dalla partita.
Anche quest’ultimo, insieme a Quasimodo, Saba e Cardarelli, abbandona con riluttanza lo scopone scientifico.
Mai disturbarli quando sono nel pieno del match.
Lo sa bene Ungaretti, il quale ha ormai compreso che non è il caso di farli partecipi del suo ennesimo record con il flipper.
Tutti gli altri va bene, ma quei quattro, quando giocano è meglio lasciarli perdere.
L’unico che ha il privilegio di interromperli è Foscolo.
Da quando si diletta di cucina – torte, per essere precisi – ognuno dei presenti è ben contento di mollare qualsiasi cosa pur di gustare le sue creazioni.
Dicono che come cuoco sia diventato anche più bravo che come poeta e ho detto tutto.
Foscolo è l’ultimo ad unirsi al gruppo, tutti seduti intorno a Pietro, in piedi e con il giornale aperto.
“Spero sia qualcosa di importante…” fa accomodandosi accanto a Carducci. “Stavo scrivendo…”
“Ugo…” lo riprende Montale. “Sei morto… basta con le poesie, tanto non te le legge più nessuno, oltre a noi…”
Breve è la vita, e lunga è l'arte…” risponde l’altro ispirato, suscitando gli sberleffi dei colleghi.
“Ascoltate”, fa Pietro, riguadagnando la loro attenzione, “devo darvi una notizia che non credo vi farà piacere. Riguarda l’Italia. La scuola, in particolare…”
“E che hanno fatto, stavolta?” osserva Ungaretti. “Hanno proibito agli studenti di leggere le poesie?”
“No”, fa il santo, “non proprio…”
“Spiegati meglio…” fa Quasimodo, ancora seccato per aver lasciato le ottime carte che aveva in mano.
“Ecco…” fa Pietro leggermente imbarazzato. “Dovete sapere che in occasione del prossimo anno scolastico, il governo Berlusconi distribuirà 70.000 copie di un cd. Quest’ultimo contiene alcune delle vostre più note poesie…”
“Davvero?” salta su Carducci. “E’ un’ottima idea! Ma allora perché hai detto che la notizia non ci avrebbe fatto piacere?”
“Già”, osserva Saba, “un invito alla lettura è sempre una buona cosa. Soprattutto in un paese di analfabeti come il nostro…”
“Sì…” tenta di spiegare meglio Pietro. “Il fatto è che le poesie non sono fatte per essere lette, ma ascoltate…”
“Va bene”, commenta Cardarelli. “Se vengono declamate da un bravo attore, le rime acquistano vigore. Chi sono gli interpreti? Gassman? Salvo Randone? Romolo Valli?”
“Sono tutti morti…” gli ricorda Pietro. “Comunque, le poesie nel cd non sono recitate...”
Il gruppo rimane in attesa, alquanto perplesso.
“Le vostre poesie sono cantate…” rivela loro il santo.
“Cantate?” fa Ungaretti basito, così come gli altri. “E da chi? Mina? Mina è viva, no?”
“Sì, ma non si tratta di Mina”, risponde Pietro.
Quindi, leggendo sul quotidiano, informa i poeti: “Ve lo dico subito chi sono gli interpreti. Giosué, la tua Pianto antico è cantata da Danilo Brugia e Idaelena…”
“E chi diavolo sono?” chiede Carducci agitato.
“Il primo è un attore di fiction”, risponde Pietro, un appassionato del genere. “Sai, tipo Cento Vetrine…”
Giosuè scoppia a piangere.
“Su, non fare così…” tenta di rincuorarlo Pietro. “Idaelena ha cantato pure a I Raccomandati…”
E i singhiozzi del poeta salgono di volume.
Le parole più adatte per descrivere ciò che accade dopo sono inevitabilmente due: sconforto e rabbia.
Pascoli, quando apprende che la poesia X Agosto, dedicata al padre morto la notte di San Lorenzo, sarà intonata dal celebre Antonino, un ex concorrente di Amici, tenta addirittura il suicidio, dimentico di essere già defunto, mentre Ungaretti, non appena sente il nome di Iva Zanicchi accostato alle rime della sua La madre per poco non strappa il giornale dalle mani di Pietro per mangiarselo.
Più o meno lo stesso vale per gli altri, scoprendo che gli scritti che hanno impresso nella storia del proprio paese saranno diffusi, tranne qualche rara eccezione, per voce di personaggi usciti da reality e soap opere.
Ma soprattutto, quando tutti quanti vengono a sapere che i poemi saranno musicati da Loriana Lana, nota come la paroliera di Berlusconi, Pietro è costretto a fuggire dalla stanza e chiuderli dentro.
Non sa fino a quando riuscirà a trattenerli.
Qualcuno, qui da noi, dovrebbe iniziare a preoccuparsi…



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

22.2.10

Nato uccide ancora civili: ora basta

English

Storie e Notizie N. 122

La Storia:

Civili…
Così ci chiamavano.
Donne, bambini, vecchi, persone normali, ma tutti senza una divisa.
Eravamo i cittadini invasi, gli abitanti inermi, eravamo il popolo dei disgraziati.
Eravamo una casualità sfortunata.
Eravamo i morti civili.
E così, ci guadagnavamo un trafiletto sui quotidiani, un accenno dal tg o al massimo un servizio discusso in una puntata faziosa di una trasmissione alternativa.
Sangue dalla testa, occhi gonfi di lacrime, braccia mozzate, gambe amputate, vi mostrarono di tutto, ciò nonostante, esistevano ancora al mondo persone tra voi che ritenevano la guerra una possibilità… civile.
Sì, civile, esattamente come noi.
Perché il punto era tutto lì: Se avete lo stomaco per ritenere l’uso delle armi necessario per portare la pace, avete altrettanto l’obbligo di infilare le vostre dita nelle nostre ferite ormai inerti e in quel medesimo istante, guardandoci dritto negli occhi, dire ad alta voce: “Era ciò che andava fatto.”
Le vittime civili...
E venne il giorno in cui fummo stanchi di pagare per voi.
In Iraq, in Afghanistan, ovunque nel mondo, eravamo coloro che offrivano il sacrificio più alto all’altare del nulla.
Il nulla delle bugie semantiche e degli inganni sintattici.
Missioni di pace, cooperazione internazionale, interventi umanitari...
Alla fine abbiamo detto basta.
Basta con le canzoni impegnate, basta con le preghiere ispirate, basta pure con inutili post come questo…
Noi, i civili, eravamo stanchi di essere tali.
Non volevamo più indossare queste vesti, non accettavamo più di interpretare sempre questo ruolo di merda, come il negro nei film horror, che muore sempre per primo.
Terroristi?
No, questo è un terribile errore che avevamo già fatto, era già successo tante, troppe volte, e avevate subito imparato a come usarci contro noi stessi.
Ora noi pretendiamo di non essere più usati in alcun modo.
Per questa ragione abbiamo scelto l’unica vera strada per la sopravvivenza.
Un migliaio di dollari, una nave o un camion, e un’altra vita si è accesa grazie alla speranza di infrangere il confine che divideva la vostra fortuna dalla nostra cattiva sorte.
All’inizio era ancora tutta una questione di parole, nella solita beffarda danza dei punti di vista.
Alcuni di voi avevano l’ardire di chiamarla invasione, la nostra.
Dal momento che mettevamo piede sulla vostra terra dell’onestà, nelle vostre città sicure, nel paese dall’indiscussa moralità, non eravamo più i civili.
Ladri, assassini, stupratori, eravamo i colpevoli di ogni vostro male.
Poi abbiamo detto basta anche a questo.
Basta anche con questa ignobile presa per il culo.
Ecco la buona novella: noi oggi non siamo i civili.
E’ un gran giorno, questo, poiché nessuno di noi lo è più.
Noi, ora, siamo gente come voi.
Siamo gli occidentali.
Vogliamo quello che volete voi.
E siamo disposti a tutto per averlo, esattamente come voi…



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

19.2.10

Testo ddl anti corruzione in dieci punti

English

Storie e Notizie N. 121

La Storia:

Ecco in esclusiva per il blog il testo del disegno di legge anti corruzione che viene discusso questa mattina in Consiglio dei Ministri da parte del governo Berlusconi:

1. Ti sei fatto corrompere? Non lo fare più, va bene? Altrimenti a letto senza tv!

2. Hai corrotto qualcuno? Se ne hai parlato al telefono, stai tranquillo, tanto adesso facciamo una leggina apposta…

3. Sei corruttibile ma finora non ti è capitato? Candidati con noi e vedrai che le occasioni non mancheranno. Anche dall’altra parte, se è per questo. Ma noi siamo al governo, vuoi mettere?

4. Vorresti corrompere ma ancora non ne hai avuto il coraggio? E buttati! Come dice il detto, si vive una volta sola e si sta in parlamento per sempre…

5. Sei incorruttibile? Bravo, complimenti, hai tutta la nostra stima! Vai pure, ci facciamo sentire noi. Prima però lascia nome, cognome e indirizzo a Feltri. Perché? No, è una cosa nostra…

6. Non hai mai corrotto qualcuno e non sai nemmeno come si fa? Se sei una bella gnocca non preoccuparti, un posto per te lo troviamo.

7. Sei un inguaribile corruttore, la corruzione ce l’hai nel sangue e hai usato la prima paghetta per corrompere tuo fratello maggiore e fargli fare i tuoi compiti? Ma sei sicuro di non essere già dei nostri?

8. Sei suo fratello maggiore e vorresti che ti sia reso il favore? Non temere, da noi la famiglia viene prima di tutto…

9. Cosa c’è che non va? I punti non vi convincono? Leggete bene all’inizio: questo è il disegno di legge anti corruzione, non anti corruttori…

10. Una rassicurazione: se dovessero beccarvi non perdete la calma. Voi date le dimissioni, così vi mettete la coscienza a posto. Tanto poi noi le rifiutiamo…



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

18.2.10

Berlusconi si preoccupa dei candidati, ma non degli elettori

English

Storie e Notizie N. 120

La Storia:

Siamo a Palazzo Grazioli.
E’ ora di cena e Berlusconi si alza per fare un discorso.
Nella sala ci sono ospiti importanti, tutta gente di riguardo, come sempre.
Il premier scherza, come suo solito, e tutti ridono.
Anche quando non fa ridere.
E’ normale.
Come dice il famoso detto: se il tuo presidente fa una battuta simpatica, ridi, ma se inizia a dire stronzate, inizia a preoccuparti.
Se invece si chiama Berlusconi può dire quel che vuole, tanto non succede nulla e quindi tu continua a ridere.
Ad un tratto il premier si fa serio e, affrontando il tema delle prossime elezioni regionali, fa tale dichiarazione: "Noi, per convinzione siamo garantisti, ma è certo che con tutto quello che sta succedendo dobbiamo prestare ancora più attenzione alle persone che candidiamo…"
In quell’attimo il tempo scorre a velocità normale.
Questa pausa non esiste per alcuno degli illustri commensali.
Tuttavia, si da il caso che – come alla cena ufficiale di Obama – ci sia una coppia di imbucati.
Due persone comuni, un uomo e una donna, convinti sostenitori del cavaliere.
Due indomiti elettori di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà oggi.
Niente li ha fatti desistere, anche perché – come dice sempre il presidente in tv – non c’è mai stato niente di vero su di lui.
Il fatto è però che non l’avevano mai visto di persona, come si dice, vis a vis.
E quando incontri qualcuno nel mondo reale, con la sua vera faccia, per quanto ritoccata, con la sua vera voce, senza possibilità alcuna di tagliare ed omettere, è tutta un’altra cosa.
I due fans, a differenza dei vip, hanno ascoltato attentamente parola per parola.
Sanno che non gli capiterà un’altra occasione.
Perciò, in quell’istante di cui sopra il tempo per loro si ferma e i secondi si allungano magicamente.
Che volete farci, agli elettori di Berlusconi succede e a quelli di Bersani no.
Ma non temete, il Pd copierà anche questo.
I nostri sono rimasti sospesi sulla frase con tutto quello che sta succedendo dobbiamo prestare ancor più attenzione alle persone che candidiamo ed entrambi ne anticipano il seguito basandosi sull’immagine che il premier ha disegnato dentro di loro.
E così, una sola conclusione appare loro ammissibile: per rispetto degli elettori.
E’ ovvio, è il minimo, è indiscutibile, pensano entrambi.
Quindi il tempo riprende a scorrere normalmente e il presidente termina in tal modo: anche per non prestare il fianco agli oppositori.
Con tutto quello che sta succedendo dobbiamo prestare ancora più attenzione alle persone che candidiamo, anche per non prestare il fianco agli oppositori.
Gli inattesi ospiti ripetono sconvolti nella loro testa la precedente frase, la rileggono, si confrontano tra di loro ma non c’è dubbio.
Berlusconi ha detto proprio così.
Cosicché, si guardano in giro e si ricordano di essere degli imbucati.
E gli imbucati non possono pretendere nulla.
Mangiare e bere sì, ma in silenzio.
Zitti.
Altrimenti, se ne stanno a casa.
Davanti alla tv.



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

17.2.10

Festival di Sanremo 2010: ecco chi non lo vede

English

Storie e Notizie N. 119

La Storia:

Siamo noi.
Noi siamo quelli che ieri sera non hanno visto il Festival di Sanremo.
Noi siamo quelli che si sono persi la classe di Antonella Clerici, le geniali affermazioni di Antonio Cassano e i meravigliosi versi della canzone di Morgan letti dalla presentatrice.
Noi siamo coloro i quali non ascolteranno neanche le prossime affascinanti esibizioni dei big e delle nuove generazioni della musica nostrana.
Non assisteremo incollati allo schermo ai numerosi colpi di scena dell’evento televisivo dell’anno, che culmineranno nella scintillante finale conclusiva.
Noi no.
Il fatto è che non potremmo neanche se lo volessimo.
Perché sui tetti ci sono le antenne ma non c’è la tv…


Perché ci è entrata una frana in casa e non abbiamo più un salotto in cui sederci ed accenderla…


Perché siamo i morti sul lavoro e, se permettete, nell’aldilà c’è gente come Jimi Hendrix, Bob Marley e perfino Beethoven e Bach…


Perché abbiamo avuto il privilegio di arrivare in Italia e di guadagnare abbastanza per sopravvivere, giammai per comprarci un televisore…


E perché in Italia ci siamo nati, ma questo non implica necessariamente un vantaggio…


Siamo noi.
Noi siamo quelli che quest’anno non vedranno il Festival di Sanremo.
Noi siamo coloro i quali non l’hanno visto neanche l’anno scorso, se è per questo.
Noi siamo quelli che probabilmente non lo vedranno neppure l’anno prossimo.
Noi siamo quelli che si sono persi queste perle della tv italiana.
Almeno in questo, siamo fortunati…


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed

16.2.10

1992 – 2010: Da Tangentopoli ad oggi

English

Storie e Notizie N. 118

La Storia:

Il mio nome è Italia.
Lo so, è un nome impegnativo, carico di significati.
Il fatto è che i miei genitori sono sempre stati fissati con la geografia.
Tuttavia, non mi posso lamentare, poiché di questi tempi è andata sicuramente peggio a mia sorella Tanzania e mio fratello Senegal...
Sono nata nel 1992 e quest’anno compierò diciotto anni.
Finalmente sarò maggiorenne.
Finalmente potrò votare!
Che anno, quello della mia nascita, quanti eventi importanti, su cui meditare.
Come lo scioglimento definitivo dell’Urss, la firma del Trattato di Maastricht, le uccisioni di Falcone e Borsellino e l’inizio di Tangentopoli.
Io non ho ancora deciso per chi voterò.
Sto ancora riflettendo, ma sono molto preoccupata a causa di quello che sta succedendo in questi giorni nel mondo della politica.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, afferma che adesso le cose sono diverse dall’anno della mia nascita, anche perché prima si rubava per il partito e oggi chi lo fa è solo un ladro.
Sarà, forse ha ragione lui.
In fondo, dopo tutti questi anni, nella politica italiana c’e stato un notevole rinnovamento…


A chi, in quegli anni bui, sono stati fatti dei torti è stata resa giustizia…



Chi appariva in tv grazie ad una violazione delle regole democratiche, ha visto la legge trionfare…



Ma soprattutto, il mio paese, che allora vedeva il proprio nome macchiato nel mondo per gli scandali dei suoi politici, oggi gode di ben altra fama…


Il mio nome è Italia.
Lo so, è un nome impegnativo, ma è il mio.
Non posso cambiarlo.
Posso solo fare del mio meglio perché sia quello di una persona per bene.
Sono nata nel 1992, un anno denso di avvenimenti importanti.
Quest’anno divento maggiorenne e voterò per la prima volta.
Non so se i politici di adesso siano diversi da quelli dei tempi di Tangentopoli.
Di una cosa però sono certa.
Se voglio che oggi il mio paese sia migliore di quello di ieri, devo fare qualcosa che i miei genitori non hanno mai avuto il coraggio di fare…


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Il popolo e la tragica storia d'Italia, Sabato 20 marzo 2010 a Roma.

Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su Friendfeed