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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2019

A settant’anni dalla morte

Storie e Notizie N. 1641 Assecondatemi. Sì, per favore. Trattatemi pure come una di quelle persone dal senno fragile e l’animo vulnerabile, che più o meno consapevolmente richiedono condiscendenza dal prossimo. D’altra parte, l’utopica speranza di entrambi, narratore di storie o semplicemente creatura dal senso della realtà gravemente compromesso, è la stessa: che il viaggio, ovvero la sua conclusione, valga il vostro tempo, se non il prezzo del biglietto. Lo spunto da cui nasce il seguente sogno è un dato di fatto, come le notizie dalle quali solitamente traggo ispirazione per un racconto, e riguarda proprio l’eventuale diffusione di quest’ultimo quale opera letteraria a tutti gli effetti. A questo proposito, come molti sanno, il diritto dell’autore sulla propria creazione decade trascorsi settant’anni dalla sua morte . Da quel momento, la storia, le parole che la compongono, la morale che ne consegue e i personaggi, i quali, con la loro vita inevitabilmente limitata dal

Tutto per un bacio

Storie e Notizie N. 1640 Il 18 febbraio scorso George Mendonsa , o Mendonça, è morto . Aveva novantacinque anni. Divenne famoso per una celebre foto, ma soprattutto per un bacio. Un bacio rubato, letteralmente. Secondo le cronache dell’epoca, il 14 agosto del 1945 George era a New York e stava guardando un film presso il noto Radio City Music Hall. Era in compagnia di Rita, la donna che sarebbe poi diventata sua moglie, quando alcune persone entrarono in sala e iniziarono a gridare parole che tutti nel mondo stavano attendendo con ansia e speranza. La guerra è finita . Una frase meravigliosa, sogno proibito per intere generazioni colpite da un amaro destino e sussurrata al massimo a mente quasi ogni giorno da coloro i quali sono obbligati dalla Storia con la esse maiuscola a ritenere la pace solo un agognato orizzonte, invece che il naturale stato delle cose. Anche perché esistono conflitti e battaglie di ogni tipo, a questo mondo, la cui colonna sonora non è necessariamente com

Notizie come favole a metà

Storie e Notizie N. 1639 C’era una volta. Tutto inizia così, dalle favole alla nostra stessa vita. Che nei primi giorni è meravigliosamente lenta, con le piccole mani e gli occhi resi ampi dalla curiosità per ogni cosa, incuranti del tempo che scorre, perlomeno finché non venga a bussare alla nostra porta esigendo una crescita anticipata. Talvolta è un obbligo che sa di dolore e vuoti incolmabili. Altre ancora è soltanto la necessità di farti carico delle responsabilità che chi di dovere ti ha colpevolmente lasciato in eredità. Nondimeno, dall’istante in cui venga sancito il tuo ufficiale ingresso nel mondo dei cosiddetti grandi , ecco che la fretta diviene padrona del tuo vivere. Non c’è tempo, non c’è più tempo, non c’è mai, fino a convincerti che è stato sempre così, sin dall’inizio. Ciò malgrado, in quanto adulto – sulla carta o meno - sei invitato formalmente a esser consapevole di quel che accade al di là del tuo naso. E dove si informano gli adulti riguardo alle cose de

Marionette e spettatori

Storie e Notizie N. 1638 Allora, partiamo da qui. Conte è un grande statista , egli è il premier eletto per capacità e meriti che in modo autorevole guida un governo bicolore formato dal Movimento Cinque Stelle di Di Maio e la Lega di Salvini, i quali lo rispettano e si affidano alla sua competente quanto saggia leadership. Grazie ai tre, il nostro paese si trova in una fase brillante della sua crescita economica, culturale e sociale . Ecco… se la pensi così, fermati pure qua, lo capisco. Cioè no, non ho proprio alcuna idea di che cosa ti frulli per la testa, ma non credo che converrai facilmente con il seguito. Da questo punto in poi, allora, mettiamo che Guy Verhofstadt , capogruppo del Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa al parlamento Europeo, abbia ragione su ciò che ha affermato di recente sul nostro premier e l’attuale governo. Diamo per ragionevoli le sue accuse. Immaginiamo, quindi, sia vero che Conte è un burattino nelle mani di D

La clinica dei bisogni al contrario

“Salve, dottore”, gli disse una volta dischiuso il sipario della sua fantasia una ragazza col camice bianco che tanto assomigliava all’infermiera che si prendeva cura della nonna. “Venga, che l’accompagno nella visita.” Samuele accettò senza indugio il ruolo affidatogli dall’inconscio. Poiché, non trascurate questo aspetto, a undici anni il desiderio di mettersi in gioco con coraggio è roba spettacolare. “Siamo in un ospedale, vero?” domandò per essere certo di dove si trovasse. “Ovviamente, dottore. Siamo nella clinica dei bisogni al contrario.” “E io, secondo lei, sono il dottore.” “Certo, lei non è un adulto come i nostri pazienti.” “Non ci sono bambini tra i malati?” “Vuole scherzare, dottore? Voi siete i soli che siano in grado di curare gli adulti.” Samuele non comprese cosa l’infermiera intendesse, ma era solo questione di tempo prima che gli fosse tutto chiaro... Leggi il resto Iscriviti per ricevere la Newsletter per Email Seguimi anche su Facebook , Ins

Il muro più folle

Storie e Notizie N. 1637 C’è un inferno. È qui, sulla terra. Talvolta nella mente di alcuni. Spesso nel vuoto di quest’ultima al riparo del cranio di pochi, i quali si prodigano nel rendere la vita difficile ai molti. In questo inferno, posto in bella vista sulla superficie del più maltrattato pianeta del sistema solare, c’è un girone particolare, a dir poco eccentrico. Anzi, letteralmente. Difatti, in esso vi soggiorna a tempo indefinito uno strano tipo di dannati. Trattasi di creature talmente prive di senno che il poco cervello rimasto si è vendicato col cuore per la propria solitudine, ferendolo a morte lì dove proverbialmente duole. Ovvero, dove l’occhio guarda ossessivamente ciò che non esiste se non nel delirio di un folle, giustappunto. Nel girone suddetto vi sono difatti riuniti i pazzi che hanno dedicato la loro stessa esistenza alla costruzione di muri ancor più dissennati di loro. Allora seguitemi, assecondatemi quale improvvisato Virgilio, e come novelli Dante

La barzelletta di Italia

Storie e Notizie N. 1636 La barzelletta: Allora, senti questa. C’è un palazzo, no? Uno strano palazzo a forma di stivale, sai? Che si regge, però, malgrado tutto sta in piedi e la gente cerca di viverci al meglio. Ma ascolta, davvero, mica è finita qui. Nel palazzo ci stanno 60 persone , okay? C’è chi vive al piano terra, chi a mezza altezza, e chi ovviamente sta all’attico. Tipico. Quello che non sai è che tra le 60 persone, 55 hanno la stessa cittadinanza , che è quella del palazzo, d’accordo? Immagina che il palazzo sia come uno Stato, okay? Ebbene, di conseguenza, i 5 restanti li puoi chiamare stranieri . Ma abitano comunque nell’edificio, chiaro? Solo che per la maggior parte dei 55, sono i 5 stranieri del palazzo . Sì, lo so, fa ridere, ma non ho ancora terminato, aspetta. Devi sapere che in questo palazzo la gente che ci abita continua a diminuire di anno in anno. Sono sempre di meno, capisci? Considera che gli abitanti a origine controllata , diciamo così,

Lavoro sporco

Storie e Notizie N. 1635 C’era una volta la libertà . Ah, che potente invenzione. Nelle mani di chi la concede e soprattutto di chi la racconta. A questo proposito, recita così uno stralcio del recente, consueto rapporto annuale da parte di Freedom House sulle condizioni di libertà nel mondo: gli approcci punitivi all'immigrazione si traducono in violazioni dei diritti umani da parte delle democrazie, come il confinamento indefinito dell'Australia delle persone giunte via mare in squallidi campi nella remota isola di Nauru, la separazione dei bambini dai loro genitori detenuti dagli Stati Uniti, o l’imprigionamento dei migranti da parte delle milizie libiche per volere dell’ Italia - che a loro volta offrono ulteriori giustificazioni per politiche più aggressive nei confronti dei rifugiati in altre parti del mondo . È la libertà, bellezza, la quale da che mondo è mondo è addirittura un’arma, il cui utilizzo da parte del governo di turno caratterizza l’intero paese.

La nave speciale

C’era una volta un’isola. Che pare tale, ma non lo è affatto, credimi, non lo è. Sebbene gli attuali regnanti facciano di tutto per isolarla dal mondo intero, dagli oceani e da ogni luogo, ma pure da aspirazioni ineluttabili, che puoi chiamare sogni . Poiché di questo si vibra e si vive, da ogni parte. Tuttavia, c’era una volta una terra e tu immagina di cancellare. Là, dove la memoria si fa maggiormente indifesa, dove i rimedi applicati nel tempo a suturare le ferite più profonde furono precipitosi e approssimativi, disordinati e per nulla saggi, immagina di rimuovere i frammenti principali. Leggi pure come i passaggi del racconto che ti spiegano con precisione quando e perché sbagliasti allora . Come se eliminassimo dalla storia di Biancaneve il momento in cui la strega cattiva cerca di darle la mela avvelenata. Quante ragazze hanno appreso in questo modo l’arte di distinguere un frutto letale da un amorevole regalo? Leggi il resto

Prendete posizione

Storie e Notizie N. 1634 Prendete posizione , dicono. Anzi, no, esigono. Perché è un dovere, farlo, altrimenti si è complici. Anche a distanza. Soprattutto a quanto mai interessata distanza. Dice, ma non vedi gli altri? Stati Uniti per primi, già, sempre per primi, qualora occorra, è ovvio, ma anche la Germania, il Regno Unito la Spagna e la Francia hanno chiarito pubblicamente da che parte stanno. Orsù, quindi, prendete posizione tra il truce dittatore Nicolás Maduro e la nascente stella democraticamente eletta, ovvero, Juan Guaidó . È il mondo a chiederlo, perché le sorti di quest’ultimo dipendono da chi sta con chi . È urgente rispondere in merito alla questione venezuelana, non si può eludere l’invito. D’altra parte, vi avranno di sicuro domandato di fare altrettanto con la Turchia di Erdogan , il cui regime calpesta quotidianamente i diritti umani dei suoi cittadini. Prendete posizione , vi avranno di sicuro consigliato, prendete posizione sulla Corea del Nord e