31.1.11

Tra Piano Bipartisan Berlusconi e Ammucchiata D'Alema meglio Rivoluzione

English

Storie e Notizie N. 320

D’Alema e Berlusconi. Berlusconi e D’Alema.
Ve la ricordate la bicamerale del 1997?
Dai, quell’inquietante forma di inciucio quanto mai profetica tra D’Alema e Berlusconi, proposta tra l’altro dal primo.
Come passa il tempo.
Cioè, il tempo passa, ma la fame di inciuci da parte dei due geniali statisti non è mai sazia.
Fatto - a mio modesto parere - assolutamente non casuale, due interventi molti affini ricoprono le prime pagine dei maggiori quotidiani, oggi: quello di Massimo D’Alema e quello di Silvio Berlusconi.
L’attuale presidente del Copasir, in una intervista su La Repubblica, in previsione di elezioni anticipate lancia un appello ad un ideale schieramento, un'alleanza che oltre al Pd comprenda anche il Terzo polo, l’Italia dei Valori e la sinistra radicale, per proporre ai cittadini un governo di responsabilità nazionale.
Quasi nello stesso tempo, il migliore amico della nipote di Mubarak scrive una lettera al Corriere della sera e offre al leader del Pd Bersani un piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana.
Ora, si da il caso che il recente sondaggio di Luigi Crespi – tutt’altro che un detrattore di Berlusconi – sulle intenzioni di voto degli italiani indichi un calo della fiducia in Silvio di circa quattro punti e contemporaneamente un 42% di indecisi, cifra superiore sia al numero dei fedeli al centrodestra che centrosinistra.
Indecisi.
E’ un modo per definirli.
Un altro è gente che si è rotta i coglioni, se mi perdonate la caduta di stile.
Cosa ne pensa questo popolo di insoddisfatti della politica attuale delle intenzioni dei due suddetti?
Ho deciso di individuare le proposte (possibilmente) concrete che emergono da questi due contributi inviati alla stampa che conta e sottoporle ad un cosiddetto indeciso…

La Storia:

Proposta Silvio Berlusconi (sintesi):

L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande frustata al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi.
Occorre un’economia decisamente più libera, questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro. La botta secca è una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. Propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta de-fiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.

Proposta Massimo D’Alema (sintesi):

Qui c'è una vera e propria emergenza democratica. Se ne esce solo con un progetto di tipo costituente, che fa coincidere la conclusione del ciclo berlusconiano con la fine di una certa fase del bipolarismo e raduna il vasto schieramento di forze che si oppongono a Berlusconi: presentiamoci agli elettori e chiediamogli di sostenere un governo costituente che abbia tre obiettivi di fondo.
Primo obiettivo: Sciogliere il nodo della forma politico-istituzionale del bipolarismo italiano. Siamo in un sistema plebiscitario e populista, costruito intorno a Berlusconi. Dobbiamo finalmente costruire un bipolarismo democratico.
Secondo Obiettivo: Il secondo è un grande patto sociale per la crescita. Lo sperimentammo sull'euro, e fu il vero successo degli Anni Novanta. Oggi ce n'è altrettanto bisogno. Ma non può essere affidato solo alle parti sociali, né può essere pagato solo da una delle parti.

Parola a L'indeciso:

L’indeciso: Cosa dice l’articolo 41 della Costituzione che Berlusconi vuole riformare?
Blog: L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
L’indeciso: Capisco… Un’altra cosa: qual è il terzo obiettivo di D’Alema? No, perché si è parlato di tre obiettivi e dato che i primi due mi sembrano un po’ vaghi…
Blog: Ehm… mi scusi, il terzo non c’è… Ho cercato nell’articolo, ma non l’ho trovato. Ad ogni modo, quale sceglie tra le due proposte?
L’indeciso: La terza, Rivoluzione!


Le Notizie:

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28.1.11

Berlusconi, manifestazione PdL in piazza contro giudici 13 febbraio: adesioni eccellenti

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Storie e Notizie N. 319

Se non avessi la più pallida idea del paese in cui viviamo oggi e, soprattutto, da che razza di individui è governato, leggendo le notizie del giorno penserei quasi sempre a delle burle.
In altre parole, invece che uno stato la cui immagine viene degradata quotidianamente dai suoi cosiddetti leaders, vivremmo in una nazione guidata da una banda di mattacchioni, dediti a far di tutto per strappare una risata ai cittadini.
Così, all’estero direbbero: l’Italia, che paese simpatico, dove regna l’allegria e le boutade fioccano.
Il problema è che la notizia che leggo stamani pare non essere uno scherzo: il Popolo della Libertà sta preparando una manifestazione per il 13 febbraio contro i giudici colpevoli di attaccare impunemente Silvio Berlusconi.
Guardate, spero vivamente che la cosa venga presto smentita, altrimenti, una volta che una tale barzelletta farà il giro del mondo, si leveranno risate difficili da dimenticare nel prossimo futuro.
Ad ogni modo, a prescindere se la grottesca iniziativa verrà confermata o meno, sono andato in giro in rete in cerca delle prime adesioni.
Si tratta di nomi eccellenti.
Tutta gente che come il premier gradirebbe assai un mondo senza leggi e senza giudici…

La Storia:

Al Capone
Bernard Madoff
Imhotep
Pietro Gambadilegno
Saddam Hussein
Capitano Barbossa
Professor Moriarty
Norman Bates
Spennacchiotto
Gordon Gekko
Banda Bassotti
Vito e Michael Corleone
Michael Myers
Lex Luthor
Chicks Hicks
John Dillinger
Castor Troy
Ernst Stavro Blofeld
Keyser Söze
Bill
Jason Voorhees
Alex De Large
Jabba the Hutt
Chucky
Sadako
Zio Scar



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27.1.11

Il Giornale e metodo Boffo con Ilda Boccassini: Premio Pulitzer!

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Storie e Notizie N. 318

Dopo questo post, non mi si dica che non sono obiettivo.
Quel che è giusto è giusto.
Quando c’è da riconoscere i meriti anche di chi solitamente disapprovo, non mi tiro indietro.
Sebbene controvoglia, devo ammettere la mia sincera ammirazione per l’articolo apparso quest’oggi su Il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi.
Il titolo è suggestivo: “Amori privati della Boccassini”.
Il sagace pezzo è praticamente incentrato su un geniale scoop riguardante il magistrato Ilda Boccassini, procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano, tra gli accusatori nelle recenti indagini sul conto del presidente del consiglio.
All’interno viene messo a nudo il passato della signora in questione, un passato torbido.
Difatti, udite udite, nel 1982 - ventinove anni fa - la Boccassini fu vista in atteggiamenti amorosi con un giornalista di Lotta Continua!
Da lì vengono ovviamente sottolineate le contraddizioni del magistrato, reo di frugare oggi nella vita privata del presidente del consiglio.
Una doppia morale, insomma.
Questo è giornalismo, devo riconoscerlo.
Ma il mio parere conta poco.
A quanto pare, l’abilità della redazione de Il Giornale non è sfuggita agli esperti statunitensi e seriamente colpiti dall’ormai proverbiale Metodo Boffo, hanno deciso di insignirli del Premio Pulitzer

La Storia:

Motivazioni:
Per la capacità di fare giornalismo come nessuno al mondo.
Per la creatività nel trovare sempre nuovi modi per favorire la proprietà del quotidiano.
Per la fatica nel trovare sempre nuovi motivi per difendere la proprietà del quotidiano.
Per la faccia tosta di andare in giro a raccontare di essere liberi di scrivere ciò che volete.
Per l’imparzialità nel punire regolarmente chiunque osi criticare la proprietà del quotidiano.
Per il coraggio di pubblicare notizie che nessuno, ma veramente, nessuno al mondo si sognerebbe nemmeno di pensare, figuriamoci pubblicarle.
Per la sorprendente fantasia con la quale stravolgete i fatti per poter vendere una copia in più.

Inoltre, una menzione speciale per il Metodo Boffo:
Una dimostrazione concreta e illuminante di quanto potere abbia la stampa, se messa in mano a chi è disposto a scrivere qualsiasi cosa pur di raggiungere il proprio obiettivo.

Per tutte queste ragioni,
siamo orgogliosi di offrire il Premio Pulitzer 2011 alla Redazione de Il Giornale.

PS.
Dimenticavamo la sezione del Premio, che poi è una novità di quest’anno:
Giornali e giornalisti che portano indegnamente questo nome.
(Perché una penna serva non è mai degna di esser letta...)



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26.1.11

Bunga Bunga Berlusconi: serate Arcore per la difesa, ecco le foto

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Storie e Notizie N. 317

Tutte le signore erano simpaticamente rispettose e ossequiose nei confronti del Presidente. Non ricordo nessuna che gli desse del Tu. Essendo un cronista ho notato che girava molta Coca-Cola light, acqua minerale e qualche amaro. L’unico che ha bevuto una vodka sono stato io. Il premier era molto simpatico e corretto, raccontava episodi della sua vita, le sue esperienze a Parigi, ogni tanto cantava canzoni…”.
Questo brano è tratto da una delle dichiarazioni fatte da uno dei circa trenta testimoni in mano a Ghedini e Piero Longo, a difesa di Berlusconi nel caso Ruby.
Nello specifico si tratta di Carlo Rossella, presidente di Medusa film.
Come dire, una voce imparziale.
Leggo che questo è più o meno il tenore delle altre testimonianze.
Tutto ad un tratto mi sorge un dubbio.
E se fosse tutto vero?
Oddio…
E se tutto questo scandalo fosse solo il frutto della macchinazione dei giornali di sinistra e dei magistrati prevenuti?
No, perché se le carte in mano a Ghedini sono vere, allora, l’immagine delle serate ad Arcore che si disegna nella mia fantasia  cambia completamente…

La Storia:

In Lombardia, in provincia di Monza e Brianza, vi è un’amena cittadina di nome Arcore.
Ad Arcore si trova una casa abitata da timorati di dio…


All’interno vi è una sala dove il padrone di casa, il pio Silvio, invita altre anime candide come lui per delle cene frugali. Si tratta di una stanza dimessa, con una tavola apparecchiata all’insegna della moderazione…


Al massimo, c’è spazio per un gelatino in cortile…


Dopo cena si intonano alcuni inni ispirati…


Si ringrazia il cielo per i doni ricevuti…


E poi tutti a nanna, in attesa di risvegliarsi e continuare a fare del bene al mondo…


PS: Magari ho sbagliato tutto. Forse, credendo a queste favole si dorme meglio...

Ecco il video:



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25.1.11

Prima di Lerner Berlusconi ha telefonato a una famiglia

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Storie e Notizie N. 316

Ormai inizia a farmi pena.
Ma ve lo immaginate?
Un vecchio di settantaquattro anni, seduto in poltrona con il plaid sulle gambe, che fa zapping tra i canali in cerca di trasmissioni che parlano male di lui, per poi telefonare e cercare di intervenire.
Lo so, è un’immagine triste per un capo di governo, ma questa è la realtà.
E’ una storia triste.
Per questo non resta che riderci su.
Molti non sanno - ecco il nuovo scoop - che Berlusconi, prima di chiamare Lerner ieri sera e fare l’ennesimo show, ha sbagliato numero e ha telefonato ad una famiglia, una come tante.
E dato che si era preparato il discorsetto, prima di rendersi conto dell’errore, è partito a raffica…

La Storia:

“Pronto?” fa Paolo, dieci anni.
Buonasera, mi hanno chiamato a sintonizzarmi sull'Infedele…
“Pronto?” ripete il bambino. “Chi parla?”
Sto vedendo una trasmissione disgustosa!
Mario, operaio in cassa integrazione, raggiunge il figlio e si impadronisce della cornetta.
“Sì, chi è?” fa l’uomo.
Una conduzione spregevole, turpe, ripugnante…
“Ma chi è?”
Ho sentito delle tesi false, opposte alla realtà, lontano dal vero, distorte…
“Con chi parli?” fa la moglie di Mario, Luisa, disoccupata ormai arresa.
“Non lo so”, risponde il marito, “forse vogliono vendermi qualcosa: non compriamo niente!”
Ho visto una rappresentazione della realtà all'incontrario del vero!
“Pronto?” fa Luisa, sostituitasi al marito.
Io so quello che sto dicendo, lei no.
“Ma chi parla?” salta su la donna irritata. “Cos’è, uno scherzo?”
Avete offeso al di là del possibile la signora Nicole Minetti!
“Noi? Ma chi la conosce ‘sta Nicole Minetti?!”
“Ma chi sei?!” esclama Mario, di nuovo alla cornetta.
Nicole Minetti è invece una splendida persona, intelligente, preparata, seria, si è laureata col massimo dei voti, cento dieci e lode…
“E sti cazzi!” esclama il marito.
Si è pagata gli studi lavorando.
“Beata lei! Mia figlia lavora al call center. Al massimo si ricarica il cellulare e fa benzina al motorino…”
E' madrelingua inglese e svolge un importante e apprezzato lavoro con tutti gli ospiti internazionali della Regione. Vale molto di più di molte delle cosiddette signore presenti…
Mentre Laura, la figlia chiamata in causa si è avvicinata incuriosita, Mario perde le staffe: “Ao’, ma come ti permetti?! Le signore presenti sono madreitaliane e non hanno nulla da invidiare a ‘sta Nicole Smanetti…”
Il presidente del consiglio non ha avuto mai, mai, rapporti diversi dall'amicizia e dal rispetto nei suoi confronti, come nei confronti di altre sue ospiti…
“Chi? Il presidente del consiglio?! Ma vaffanculo va’…”
Dopo aver interrotto bruscamente la telefonata, Mario si volta e tutta la famiglia lo applaude con calore.
“Torniamo a mangiare, che si fredda”, fa l’uomo. “Qui c’è gente che non c’ha un cazzo da fare…”



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24.1.11

In Italia violenza razzista xenofoba e politica ostile

Dall'odierno Report sull'Italia da parte di Human Rights Watch:

La violenza razzista e xenofoba e la discussione politica ostile è rimasto un problema pressante. Numerosi paesi hanno espresso preoccupazione per il razzismo e la xenofobia in Italia durante l’Universal Periodic Review del mese di febbraio presso il Consiglio dei Diritti Umani (HRC).
Rom e Sinti hanno continuato a subire alti livelli di discriminazione, povertà e condizioni di vita deplorevoli.
L'Italia ha proseguito nel deportare sospetti di terrorismo in Tunisia, nonostante il rischio di maltrattamenti, persistenti interventi della Corte Europea, e la condanna da parte del Consiglio d'Europa.
Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha dichiarato in un rapporto di aprile che l'Italia ha violato il divieto di respingimento quando i migranti intercettati in barca cercano di raggiungere l'Italia e li ha rimandati in Libia senza verificare la presenza di persone che necessitano di protezione internazionale.
L'Italia non è riuscita a offrire asilo a circa una dozzina di eritrei che aveva respinti in Libia nel 2009, dove accanto a centinaia di altri eritrei hanno subito maltrattamenti, detenzione abusiva e la minaccia di deportazione in Eritrea.
A maggio un tribunale di Genova ha condannato in appello 25 su 29 agenti di polizia per la violenza contro i manifestanti al vertice G8 del 2001, ribaltando le sentenze di proscioglimento da un tribunale di grado inferiore.
Il ministero dell'Interno ha detto che non avrebbe sospeso gli ufficiali.



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Ingiuste intercettazioni

Il nuovo articolo 315-bis del codice di procedura penale: i PM non competenti non possono autorizzare intercettazioni. L’indennizzo di 100 mila euro vale nel caso di imputati intercettati e poi prosciolti, ma anche di cittadini le cui intercettazioni siano pubblicate sui giornali. A pagare saranno gli stessi pm, con validità retroattive.

Traduzione: Tentata vendetta con estorsione ai danni dei PM di Milano.



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Vescovo Mattiazzo Larussa e Matteo Miotto: eroi e ignoranti

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Storie e Notizie N. 315

Non credo che il vescovo si offenderà se dico che è un ignorante. Nel senso che ignora quel che accade laggiù”.
Così ha replicato il ministro Ignazio Larussa al vescovo di Padova, monsignor Mattiazzo, che a sua volta aveva dichiarato: “Certo sono dispiaciuto che questo giovane sia morto. Ma andiamo piano però con l'esaltazione retorica, non facciamone degli eroi. Quelle non sono missioni di pace”.
Il giovane in questione è Matteo Miotto, l’alpino recentemente scomparso in Afghanistan.
Non ho intenzione di entrare nella diatriba su cosa sia un eroe o meno.
Dal canto mio, rimango fedele al celebre motto di Brecht: Felice il paese che non ha bisogno di eroi.
E si sa quanto il nostro paese ha bisogno di felicità.
Ciò sui cui vorrei soffermarmi sono le parole del ministro della difesa.
Larussa da dell’ignorante al vescovo nel senso che ignora quel che accade laggiù.
Laggiù
Per laggiù intende Afghanistan?
E quando si riferisce a quel che accade, sta parlando dell'attuale guerra in Afghanistan?
Se è così, ciò implica che lui ha perfettamente chiaro cosa accade laggiù…

La Storia:

C’era una volta Ignazio.
Egli aveva perfettamente chiaro cosa accadeva laggiù.
Ignazio ovviamente sapeva che la Guerra in Afghanistan iniziò il 7 ottobre del 2001 per decisione del governo statunitense guidato da George W. Bush, come risposta all’attentato dell’11 settembre dello stesso anno.
Naturalmente Ignazio era consapevole che, come dichiarò lo stesso Bush, l’obiettivo della missione era sconfiggere Al-Qaida e soprattutto catturare Osama Bin Laden, ritenuto primo responsabile della strage delle torri gemelle.
Obiettivo mai raggiunto, perché falso, come Ignazio rammentava.
Poiché Ignazio era a conoscenza anche del fatto che l’allora Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non autorizzò l’invasione da parte dell’esercito americano insieme a quello britannico, in quanto stabilisce che tutti i paesi membri hanno l’obbligo di risolvere le proprie controversie pacificamente e che l’uso militare è consentito unicamente per legittima difesa.
Ignazio ricordava quindi con precisione che l’Italia si unì alla missione Isaf, di supporto al governo Afgano, solo dopo il 20 dicembre del 2001, data della prima risoluzione ufficiale da parte delle Nazioni Unite.
Quindi, senza che Ignazio fosse un genio, poteva benissimo comprendere che, malgrado il proprio paese fosse intervenuto a sostegno del governo locale, lo aveva fatto all’interno di un’invasione di uno stato sovrano non autorizzata dalle Nazioni Unite.
Ovvero, un atto di guerra.
Alcuni studi affermano che a causa di quest’ultimo sono morti in Afghanistan circa 35.000 civili, la maggior parte donne e bambini, numero che Ignazio conosceva a memoria.
Se poi Ignazio sarebbe stato, che so, il ministro della difesa italiano, avrebbe avuto l’obbligo di non ignorare tutto ciò.
Altrimenti, sarebbe stato troppo poco definirlo ignorante nel senso che ignora...



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