30.11.10

Mario Monicelli, ecco la sua storia nei suoi film

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Storie e Notizie N. 289

Mario Monicelli è morto.
La prima cosa che ho fatto stamani è andare a rileggere quello che avevo scritto a luglio riguardo al suo ultimo intervento ad Anno Zero.
Se avete tempo, dateci un’occhiata e poi leggete cosa dicono oggi i giornali e i cosiddetti colleghi.
Soprattutto mi ha provocato una grande tristezza e anche un po' di rabbia rivedere il video della sua intervista andata in onda durante la trasmissione di Santoro.
Così, come per voler ripercorrere la sua vita, mi sono letto ancora una volta la sua biografia su wikipedia.
Ho cercato in rete risposte sul perché del suo gesto, ma poi ho letto le parole del nipote, Niccolò Monicelli: “Non è una tragica fine, è un uomo che ha vissuto. Mi sembra che di messaggi ne abbia lasciati tanti: ricordatelo con i suoi film».
Mi è piaciuta subito questa idea.
Ho preso la sua intera filmografia e ho pensato di ricordarlo così…

La Storia:

C’era una volta un maestro di nome Mario.
Mario nacque nel 1915 a Viareggio, in Italia.
Mario era quindi Italiano.
Perdonate la ridondanza, ma di questi tempi provo un enorme piacere sapendo che un uomo come lui era mio connazionale.
Mario era un artista, un grande artista.
Ma ancor prima di essere un grande artista, era un grande uomo.
Perché?
Era sufficiente sentirlo parlare, come mi capitò il 5 dicembre del 2009, a Roma.
I grandi uomini, per riconoscerli tali, basta ascoltarli.
Prestare attenzione alle loro parole.
Allo stesso modo accade con i piccoli.
Con questi ultimi è più difficile, perché – essendo piccoli – sono costretti a gridare e soprattutto a parlare di più.
Tuttavia, Mario era e sarà per sempre una grande persona anche per moltissimi altri motivi, tanti quante sono le sue opere.
Mario era grande perché quando creava pensava a come dare il meglio di sé, Al diavolo la celebrità.
Mario era grande perché è stato Un eroe dei nostri tempi, qualunque essi siano.
Mario era grande perché amava raccontare tutto quel che vedeva, senza distinzione tra Guardie e ladri o Padri e figli.
Mario era grande perché non inseguiva i personaggi del momento, ma privilegiava I soliti ignoti.
Mario era grande perché viveva la propria arte come la sfida da affrontare con coraggio, come se fosse La grande guerra da combattere a viso aperto.
Mario era grande perché a differenza delle porcherie di oggi, ha sempre regalato Risate di gioia, vera gioia.
Mario era grande perché con le sue storie era capace di trasformare un paese da L'armata Brancaleone ad una terra di cui essere fieri.
Mario era grande perché chiunque lo avesse ascoltato veramente desiderava poter dire “E’ uno degli Amici miei…”
Mario era grande perché a differenza della maggior parte dei suoi colleghi che oggi lo compiangono non era Un borghese piccolo piccolo, tutt’altro.
Mario era grande perché sapeva sempre mostrare al popolo quali fossero i vecchi e I nuovi mostri.
Mario era grande perché semmai questi ultimi avessero protestato, lui avrebbe risposto come Il marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un cazzo!”
Mario era grande perché ricordando i suoi racconti si può e si deve credere che Un altro mondo è possibile.
Mario era grande perché fino all’ultimo ha lavorato per provarci che i miracoli sono possibili ovunque, come Le rose del deserto.
Mario era un uomo grande e adesso non c’è più.
Forse è un motivo in più per tenerci cari quelli rimasti e soprattutto per liberarci di quelli piccoli…

Sullo stesso argomento:



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29.11.10

Wikileaks Italia: ecco italiano Weeklylicks, risposta PdL

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Storie e Notizie N. 288

Berlusconi è incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno, un leader fisicamente e politicamente debole, le cui frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza.”
Scusate… ma ci voleva Wikileaks per fare questa sensazionale scoperta?
Per non parlare della debolezza politica di Medvedev se raffrontato a Putin, la servile relazione tra il nostro premier e quest’ultimo, la mafia in Russia, l’avversione statunitense nei confronti di Sarkozy e Ahmadinejad…
Mi auguro – da un punto di vista puramente intellettuale – che nei prossimi giorni venga fuori qualcosa di più originale.
D’altro canto, è comunque interessante osservare le reazioni dei politici nostrani alle recenti pubblicazioni di Wikileaks.
Mi sono letto le considerazioni di Frattini, La Russa e di Capezzone, di Letta e Cicchitto, mentre apprendo che Berlusconi se la ride.
E continuando a vagare in rete sono arrivato in possesso di un ennesimo scoop.
Pare che i fedelissimi del cavaliere, com'è tradizione, non abbiano alcuna intenzione di lasciare impunito Julian Assange (che diviene Julien sull’attento quotidiano che è Il Giornale...).
Ho anch’io le mie fonti segrete e sono orgoglioso di pubblicare l’home page beta del nuovo sito berlusconiano anti wikileaks, presto on line: Weeklylicks (Leccate settimanali…):

La Notizia: Wikileaks, ecco i documenti.

Sullo stesso argomento:

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26.11.10

Gelmini replica a Bersani: ecco i suoi 30 e lode

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Storie e Notizie N. 287

La cosa si fa avvincente.
In breve, la Gelmini – rimproverando Bersani per essersi unito ai manifestanti salendo anche lui sui tetti – aveva messo in dubbio i titoli accademici del leader del PD.
Quest’ultimo ha risposto pubblicando sulla sua bacheca di Facebook una copia del suo libretto universitario, relativo all’iscrizione al 4° anno di Lettere e Filosofia, con una sequela di 30 e lode, sfidando Mariastella a fare altrettanto.
Scusatemi, ma non riesco a prendere questa vicenda seriamente.
Non tanto quanto merita al contrario la situazione attuale dell’istruzione nel mio paese.
D’altra parte, Bersani perde in partenza.
No, dico, ma scherziamo?
La Gelmini è un Ministro!
Un Ministro del governo Berlusconi!
Ma pensate sia possibile per una donna diventare Ministro alla corte del nostro premier senza superare alcun esame con il massimo dei voti?
Per questa ragione, sono orgoglioso di pubblicare in esclusiva sul mio blog il libretto universitario della Gelmini…

La Storia:


PS: E non avete visto quello della Carfagna…


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25.11.10

Ddl riforma Gelmini: Italia e Usa a confronto

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Storie e Notizie N. 286

L’assalto degli studenti prosegue.
Ieri è toccato al Senato e oggi è il turno della Camera, nonostante un giovane a Firenze sia uscito malconcio dagli scontri.
La pietra dello scandalo, come spesso accade, è la riforma che porta il nome del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini.
Da quanto leggo in rete, il ddl prevede tra le altre cose tagli ai finanziamenti e contratti a tempo determinato per i ricercatori, rinnovabili una sola volta, da ciò alcune delle ragioni della rivolta.
Non voglio entrare nel merito del decreto.
Devo dire che per motivi anagrafici questa non è la prima manifestazione studentesca contro il proprio ministero di riferimento a cui assisto.
Ricordo tra tutte quella che più mi vide partecipe, promossa dal Movimento della Pantera.
Era il 1990 e frequentavo il primo anno di università a La Sapienza, a Roma.
Avevo già fatto parte di altri, diciamo, sovvertimenti dell’ordine naturale della scuola alle superiori, ma vedere la città universitaria della capitale totalmente in mano agli studenti, giorno e notte, fu per me un’esperienza unica.
Più che mai in quell’istante provai quella che non dovrebbe essere solo una sensazione, ma la realtà dei fatti: la scuola – o università – è nostra.
Cioè, ora loro, dannato tempo che scorre.
La protesta di quegli anni era, guarda caso, contro la riforma Ruberti, dal nome dell’allora Ministro dell’Istruzione, rea di voler realizzare un’eccessiva quanto ingombrante privatizzazione delle università italiane.
Antonio Ruberti, morto nel 2000, faceva parte del sesto governo Andreotti, di centro sinistra.
Sono passati circa vent’anni.
Cos’è cambiato? Questo mi sono chiesto.
Cos’è cambiato in chi gestisce l’istruzione del mio paese?
Così sono andato sul sito del Ministero.
E’ importante come ti presenti sul web.
Dice molto di te.
E’ come il biglietto da visita o l’abito che indossi quando ti presenti ad un colloquio.
Indica come desideri che gli altri ti vedano.
Poi sono andato a visitare il sito del Dipartimento dell’Educazione statunitense, equivalente del nostro Ministero.
Il confronto è stato inevitabile e le differenze che immediatamente mi sono saltate agli occhi mi hanno fatto capire perché, se non si cambia alla base, non riusciremo mai a migliorare…

La Storia:

In home, sul sito del Ministro Gelmini, c’è a sinistra una foto con dei bambini sorridenti, con al centro una ragazzina con la mano alzata, desiderosa di essere interrogata:


In home, sul sito del Dipartimento statunitense, c’è in alto la foto del capo di quest’ultimo, il Segretario Arne Duncan, il quale da un messaggio che si intitola Supporto per gli insegnanti e che inizia con questa frase: “Come Paese dobbiamo migliorare drasticamente il rispetto e l’ammirazione per gli insegnanti”:


In home, sul sito del Ministro Gelmini, accanto alla suggestiva foto di cui sopra, vi è la rubrica delle News, quasi tutti comunicati governativi, alcuni chiaramente auto elogiativi:


In home, sul sito del Dipartimento Statunitense, nella prima colonna a sinistra c’è lo spazio dedicato al Blog, con i post recenti e i relativi spunti di discussione...

In home sul sito del Ministro Gelmini, accanto alle News vi è una colonna con altri comunicati di servizio, nella rubrica In evidenza...

In home, sul sito del Dipartimento Statunitense, a destra dello spazio Blog c’è una rubrica divisa in due schede con alcuni link, Features e News. Tra i collegamenti della prima spicca Arne (il capo del dipartimento) risponde alle domande...

Per connettersi con il Ministero della Gelmini, in home del sito vi è il link all’Urp, il caro Ufficio Relazioni con il Pubblico…

Per connettersi con il Dipartimento Statunitense ci sono Facebook, Twitter, Youtube

Fiore all’occhiello del Ministero della Gelmini è la recente riforma, i cui tagli hanno scatenato una manifestazione di protesta da parte degli studenti come non si vedeva da tempo…

Fiore all’occhiello del Dipartimento Statunitense è il Recovery Act, fortemente voluto da Obama, che ha portato un finanziamento di 97.4 miliardi di dollari, con 275mila posti di lavoro salvati o creati…

A parte la differenza tra chi taglia i fondi e chi invece li aumenta, secondo voi, quale delle due istituzioni dimostra di tenere di più a studenti e insegnanti?


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24.11.10

Berlusconi telefona a Ballarò: 2 anni di chiamate

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Storie e Notizie N. 285

Per l’ennesima volta Silvio Berlusconi è apparso sul piccolo schermo sotto forma di voce telefonica.
Persone a lui vicine mi dicono che in cima alla sua rubrica il nostro premier abbia due numeri.
Uno è quello di Ballarò.
Il secondo è della questura di Milano.
Non sia mai che qualche celebre nipotina si dovesse trovare in cattive acque.
Nel dettaglio, ieri sera Silvio ha regalato al conduttore Giovanni Floris, i suoi ospiti e tutti i telespettatori perle come queste: “Siete prepotenti e assolutamente mistificatori, le promesse fatte sull'emergenza rifiuti sono state assolutamente mantenute”.
Ora, siccome sono uno fissato con i precedenti, sono andato a riascoltare altre chiamate del presidente del consiglio alla suddetta trasmissione.
Quella del 18 novembre 2008 per attaccare Di Pietro.
Quella del 27 novembre del 2009, per inveire contro i giudici comunisti.
E quella del primo giugno di quest’anno, per contraddire il giornalista Massimo Giannini di Repubblica.
Così sono stato colto da una folgorazione.
Per dirla alla Blues Brothers, ho visto la luce.
E’ stato più forte di me andare a vedere cosa accadeva al nostro paese, tra una telefonata e l’altra del premier.
E alla fine mi sono rimaste due domande per Floris.
Ma per saperne di più occorre ascoltare…


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23.11.10

Maroni da Saviano: elenco perché non aveva diritto di esserci

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Storie e Notizie N. 284

Come ho già scritto in precedenza, uno dei principali fattori vincenti della trasmissione creata e condotta da Fazio e Saviano, è lo share.
Difatti, se date un’occhiata in rete, quasi tutti i maggiori quotidiani si soffermano sull’ennesimo record di ascolti del programma.
Inoltre, alcuni media si concentrano sui picchi raggiunti da uno degli ospiti d’eccezione: il Ministro dell’Interno Roberto Maroni.
Mentre le agenzie pubblicitarie e i vari sponsors si staranno sfregando le mani, prima di arrivare al punto del post, vorrei dire che la scorsa puntata è quella che mi è piaciuta di più.
Soprattutto ho apprezzato il primo intervento di Saviano, quello relativo allo stupro del meridione attraverso rifiuti tossici da parte dei cosiddetti industrialotti del nord.
Della serie Roma ladrona e Campania latrina.
Il monologo di Corrado Guzzanti mi ha fatto sbellicare.
E’ un vero peccato che un comico così bravo non si veda più da tanto in tv.
Ma forse non è solo 'un peccato', non è così?
Perché perfino un prodotto lodevole come Vieni via con me, esattamente come il sud dell’Italia, è stato violato, addirittura in diretta.
Lo dico e lo sottolineo: il ministro Roberto Maroni non aveva alcun diritto di andare in onda.
Chi di voi ha questo diritto?!
Ditemi, chi di voi ha il diritto di pretendere di parlare in prima serata di fronte a milioni di persone?
Io questo diritto non ce l’ho.
E se ce l’avessi qualcuno dovrebbe protestare…

La Storia:

Elenco dei motivi perché il Ministro Maroni
non avrebbe dovuto andare in onda:

Perché è un abuso di potere.

Perché i governi passano, ma il mio paese è ancora una democrazia.

Perché nessuno ha il diritto di imporre la propria presenza agli altri.

Perché è questo che insegno ai miei figli.

Perché la Rai è o dovrebbe essere un servizio pubblico, al servizio del pubblico, non del governo.

Perché un Ministro ha a disposizione tutti i media del paese, in qualsiasi momento lo desidera, per replicare e contraddire.

Perché esiste la libertà di espressione.

Perché non esiste il diritto al contraddittorio.

Perché in nessun paese democratico sarebbe accaduta una cosa del genere.

Perché altrimenti tutti avrebbero paura di dire qualcosa che al ministro di turno possa non piacere.

Perché in quel caso la tv diverrebbe un covo di lecchini e codardi.

Perché lo stesso accadrebbe alla maggior parte dei giornali.

E perché se permetti ai prepotenti di abusare del loro potere, fai un danno a te stesso e a tutti quelli che sono più deboli di te…



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22.11.10

Mara Carfagna Calendario e i veri motivi della fuga

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Storie e Notizie N. 283

Calendario è la parola associata al Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna più ricercata dagli internauti.
Ecco perché di questo post avrei potuto lasciare solo il titolo ed avrei già detto tanto.
Troppo.
Troppo, ripeto, per un Ministro di una Repubblica degna di questo nome.
Sbaglio? Sono un moralista?
Ditemi voi in quale paese del mondo, più o meno civilizzato del nostro, esiste un ministro del quale si privilegia l’ammirazione delle sue forme rispetto alle ragioni per le quali viene pagato dal popolo.
Siccome non voglio limitarmi al tanto o troppo di cui sopra ma, come si dice, dirla tutta, veniamo al resto.
La misura era colma, non cederò. Torno indietro solo se Silvio mi ascolta”, ha dichiarato la Carfagna commentando la recente crisi che si è aperta tra lei e il suo partito.
Leggo che il casus belli consiste in un presunto scontro con la Mussolini, un altro personaggio che deve la sua attuale notorietà a meriti tutt’altro che politici, visto che in cima ai termini a lei associati c’è video hard
Ho trovato molte altre interpretazioni di quali siano le ragioni di questa crisi della ministra, tuttavia, ho pensato che la cosa migliore fosse andare sul suo sito personale e sentire la sua versione.
La Carfagna ha pubblicato un post dal titolo Punto per punto, le ragioni delle mie dimissioni politiche.
In esso ha inserito le risposte che ha rilasciato ad un'intervista fattale dal quotidiano Il Mattino.
Così, abbiamo la notizia, i punti di vista dei giornali e la posizione ufficiale dell’interessata.
Quindi c’è quasi tutto il quadro.
Manca solo…

La Storia:

C’era una volta un paese che possiamo chiamare Italia.
Chiamatelo come cappero volete.
Tanto siamo in una storia inventata e nelle storie inventate succedono le cose più assurde.
Nella realtà sono impossibili...
In questo paese c’era una ragazza di nome Maria.
Una bella ragazza.
Così bella che a ventidue anni arrivò sesta a Miss Italia e venne eletta Miss Cinema.
Come tante della sua generazione, desiderava lavorare in tv.
Non tutte ce la fanno, ma Maria sì.
Difatti, tre anni più tardi arrivò sugli schermi televisivi, diventando in breve uno dei cosiddetti volti noti.
Non solo per il volto, ovviamente.
Maria lavorò come modella per una celebre rivista, esibendosi in pose incredibilmente sexy per un eccitante calendario, il quale divenne in pochi giorni un must per camionisti e non.
Tra i non, spiccava l’uomo più potente del paese – un vecchiaccio pieno di grana – che pubblicamente si lasciò scappare tale dichiarazione: “Se non fossi già sposato, la sposerei immediatamente”.
Fu un’uscita quanto mai incauta, poiché ovviamente la moglie del riccastro non gradì.
Che volete farci, il vecchiaccio era fatto così, uno che prima parlava e poi… pensava? No sparava altre cazzate.
Ed ecco la svolta.
Maria all’improvviso scese in campo, transitando dagli studi televisivi agli scranni del parlamento come il borsello nella sporta di una sprovveduta signora anziana sull’affollato vagone del metrò nell’ora di punta finisce nelle mani di un abile ladruncolo: con incredibile rapidità.
Cosicché, neanche un anno dopo il calendario, la bella ragazza venne eletta proprio nel partito del vecchiaccio allupato.
Ora, mettiamo caso che quest’ultimo finisca per trovarsi nel momento più difficile della sua vita e che per la prima volta rischi seriamente di venire processato per – diciamone una a caso, tanto sono così tante che poi si sommano – multe non pagate.
Tante, un oceano di multe non pagate.
Ecco, ma se voi foste Maria, rimarreste leale al vecchiaccio oppure, al primo momento propizio, trovereste un motivo per darvela a gambe?



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19.11.10

Riforma Gelmini, mese stipendio a professori migliori: il quiz per averlo

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Storie e Notizie N. 282

Si è appena celebrato il No Gelmini Day, in cui si parla di almeno 200 mila studenti e 100 cortei in tutta Italia.
I giovani sono scesi in piazza per il diritto allo studio, chiedendo maggiori fondi per la scuola e contestuale blocco dei tagli alla medesima.
Bisogna avere il coraggio di cambiare. È indispensabile proseguire sulla strada delle riforme: dobbiamo puntare a una scuola di qualità, più legata al mondo del lavoro e più internazionale”, ha commentato la Ministra, definendo le rivendicazioni dei ragazzi come vecchi slogan.
E gli insegnanti?
Ai docenti, secondo la logica prettamente aziendale/commerciale del suo principale, la Gelmini fa un’offerta indubbiamente allettante: una mensilità premio ai più meritevoli.
Azione chiaramente astuta, mero esempio di divide et impera, nonché evidente intervento in scivolata tra professori ed alunni.
Della serie, detta volgarmente, se compro i primi, indebolisco i più ribelli tra i secondi.
Ma queste sono maligne interpretazioni di un inguaribile fissato del dubbio, non è così?
Ad ogni modo, come insegnante mi chiederei quale sarà il criterio per definire chi effettivamente meriti più degli altri tale terno al lotto.
Eh, di questi tempi, un inaspettato regalo sotto forma di un mese di stipendio è come una vincita alla lotteria.
D’altra parte, conoscendo il pensiero – se così possiamo chiamarlo – che ispira il governo Berlusconi, credo sia facilmente immaginabile quale docente venga considerato migliore…

La Storia:

Sei un insegnante?
Magari precario?
Partecipa al nuovo grande Quiz della Gelmini:

Uno Stipendio in più!

Rispondi alle domande e se indovini vincerai un’intera mensilità in busta paga:

1) Se uno studente ti chiede chi sia il più grande statista della storia italiana, cosa rispondi?
a) Silvio Berlusconi
b) Umberto Bossi
c) Giuseppe Mazzini

2) In classe ci sono studenti figli di immigrati, benché nati in Italia:
a) Gli fai capire subito che non basta nascere qui per ritenersi Italiani.
b) Li metti all’ultimo banco, perché meno li vedi e meglio ti senti.
c) Li consideri Italiani a tutti gli effetti.

3) Tra gli studenti ce ne sono alcuni che hanno scelto di non frequentare l’ora di religione:
a) Gli infedeli difficilmente otterranno la sufficienza.
b) Facciano quel che gli pare, basta che non siano islamici.
c) La cosa è per te ininfluente.

4) La classe ha deciso di scioperare contro il tuo Ministero:
a) Minacci bocciatura per tutti e rimpatrio immediato per gli alunni con origini esotiche.
b) Appoggi l’iniziativa se e solo se fa gli interessi del nord.
c) Ti informi per capire i motivi che li hanno spinti a questa azione.

Ed infine…

5) Quale motto ritieni sintetizzi al meglio il messaggio prioritario tra quelli da trasmettere ai tuoi allievi?
a) Meglio appassionati di belle ragazze che gay.
b) Roma ladrona, la Lega non perdona.
c) La legge è uguale per tutti.

Risultato:
Prevalenza di risposte a: sei un vero insegnante dell’amore, controlla la busta paga a fine anno e sorridi con noi.
Prevalenza di risposte b: hai ottenuto il federalismo, che altro vuoi?!
Prevalenza di risposte c: sei sicura/o che lavori ancora in questa scuola?



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18.11.10

Antonio Iovine boss Casalesi arrestato: perché ride

English

Storie e Notizie N. 281

Come molti di voi, ho saputo dell’arresto di quello che i media hanno definito il capo dei Casalesi, Antonio Iovine.
Leggendo su wikipedia, scopro che si tratta di uno dei principali Boss del Clan dei Casalesi, latitante da ben 14 anni.
Inoltre, nel 2008 ha ricevuto una condanna all’ergastolo alla fine del processo d’appello in occasione del maxi processo Spartacus.
Naturalmente, una cosa è dire di aver arrestato uno dei principali boss e ben altra gridare a squarciagola di aver catturato il capo dei Casalesi.
Vuoi mettere?
La cosa che più mi ha stupito è la coincidenza di tale clamoroso affondo alla testa della camorra con il recente scontro tra Maroni e Saviano.
Si sa, il nostro è il paese delle coincidenze.
Senza fare incaute insinuazioni, sentendo le parole del Ministro dell’Interno – Noi siamo l’antimafia dei fatti… - si deduce che questo successo porta due messaggi:
Primo, se noi siamo l’antimafia dei fatti, gli altri sono quelli delle parole (o chiacchiere).
Secondo, i capi mafiosi li arrestiamo dove vivono: al sud.
Come dire, un’incredibilmente favorevole coincidenza, credo che nemmeno Maroni potrà negarlo.
Eh, se uno è latitante da 14 anni, come fai a prevedere se e quando riuscirai ad arrestarlo?
Tuttavia, il particolare che ancor più della casualità dell’arresto suscita la mia perplessità, è l’espressione del volto di Iovine al momento della cattura…

La Storia:

Ecco a voi il paese delle coincidenze.
Nel paese delle coincidenze tutto avviene per caso.
Per caso Forza Italia prese i voti della DC in Sicilia.
E’ solo un caso che il 14 dicembre, giorno in cui verrà votata la fiducia al governo Berlusconi, la Corte costituzionale si pronuncerà sul Legittimo impedimento.
Ed è ancora un indiscutibile caso il fatto che nuovo presidente della Consob - la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia la cui attività tutela gli investitori, l'efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare italiano – sia diventato Giuseppe Vegas, membro del Popolo della Libertà e uomo di fiducia di Berlusconi.
Nel paese delle coincidenze non esiste causa ed effetto.
Nessuna verità nascosta, nessun secondo fine, nessuna finzione.
Tutto è quel che si vede e ciò che si vede segue esclusivamente la regola del caso.
Si potrebbe dire che è proprio un paese del ca…so.
Allora capita che un uomo che si nasconde dalle forze dell’ordine per 14 anni, con una condanna a vita sulla testa, viene arrestato.
E lui che fa?
Ride.
Se la ride.
E non una volta.
Mantiene tale ridanciana espressione per tutto il tragitto dalla casa all’auto che lo porterà in questura e poi in cella.
Se fossi in un altro paese, ci sarebbero molte spiegazioni e quasi tutte estremamente inquietanti.
Per mia fortuna vivo qui.


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17.11.10

Haiti colera da caschi blu Onu: le prove…

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Storie e Notizie N. 280

Il 2010 è stato proprio un anno maledetto per Haiti.
A gennaio c’è stato il terremoto, che ha causato più di 200mila morti ed almeno un milione e mezzo di sfollati.
Alla fine di ottobre, a circa 100 chilometri da Port-au-Prince, inizia a diffondersi nel paese un’epidemia di colera.
I morti ad oggi sono più di mille.
E se tutto ciò non bastasse, ai primi di novembre l’uragano Thomas si abbatte su Haiti, con una conseguente alluvione.
A rendere il tutto ancora più drammatico, mentre urge il bisogno di aiuti di ogni tipo, arrivano notizie di scontri tra i caschi blu e gli abitanti.
A quanto pare, la maggior parte di essi è convinta che il colera sia stato 'importato' dai soldati delle Nazioni Unite, in questo caso provenienti dal Nepal.
Quali prove vi sarebbero a loro carico?
Primo, le latrine del campo dei caschi blu si trovano ad un passo da un fiume, le cui acque avrebbero poi diffuso la malattia.
Secondo, anche un peacekeeper dell’Onu avrebbe contratto il colera.
Le Nazioni Unite respingono ogni accusa.
A prescindere da ciò, gli scontri hanno fatto due vittime, tra cui un ragazzo di vent’anni.
A prescindere da ciò, l’Organizzazione Pan-Americana della Salute prevede che tra qui ad un anno almeno 270.000 persone si ammaleranno e che l’epidemia ha buone possibilità di raggiungere anche la vicina Repubblica Dominicana.
E a prescindere da ciò, abbiamo anche le prove che sono sempre i più deboli a soffrire di più…

La Storia (senza parole):


PS: Immagini incredibilmente strazianti e commoventi, non è vero? Il fatto è che molti di noi, quando questa gente poi riesce a sopravvivere a questi drammi e arriva alle porte delle nostre città in cerca di una vita migliore, le dimenticano con una facilità altrettanto sconcertante…


Il video:




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16.11.10

Maroni replica a Saviano: elenco valori Lega

English

Storie e Notizie N. 279

Ieri sera, il duo Fazio Saviano ha ottenuto un altro notevole risultato di share con la trasmissione Vieni via con me.
A mio modesto parere, se nella prima puntata l’effetto calamita per il pubblico è stato prodotto dalla presenza di Roberto Benigni, nella seconda, l’intervento sia di Gianfranco Fini che Pierluigi Bersani sono risultati sicuramente la carta vincente.
Non a caso, nei giorni precedenti alla serata, l’eventualità di tale insolita accoppiata ha suscitato le prevedibili proteste del PdL e della direzione Medias... ops, Rai.
Come alla vigilia, anche il giorno seguente si parla di assenza del contraddittorio, che nel vocabolario dei Berluscones significa interrompere di continuo l’interlocutore, soprattutto quando dice cose sensate, creando confusione e incapacità di comprensione da parte del pubblico.
Nello specifico, Fini e Bersani hanno a turno letto due elenchi dei rispettivi valori della destra e della sinistra.
Dando una rapida occhiata nel web devo dire che sono rimasto alquanto sorpreso nel trovare larga approvazione di questa iniziativa, dalla quale dissento fermamente.
Un elenco di parole siamo tutti bravi a leggerli.
Ciò che però da cittadino chiedo a chi mi rappresenta non è conoscere i valori della parte politica alla quale appartiene, bensì di metterli in pratica quotidianamente.
Sempre, dall’inizio alla fine della propria carriera.
Con coerenza ed onestà.
In quel caso, non si ha alcun bisogno di leggerlo, quell’elenco.
Le tue azioni parlano per te.
Non servono ulteriori chiacchiere.
Ecco perché, secondo il mio punto di vista, né Fini e tantomeno Bersani hanno dimostrato fin qui l’autorevolezza sufficiente per parlare dei propri presunti valori.
Chiusa questa lunga premessa, veniamo al punto del post, che poi si lega – parola quanto mai azzeccata… - alle precedenti affermazioni.
Pare che Roberto Maroni, sia come Ministro dell’Interno (a proposito, una domanda al suo ministero: perché visitate di continuo questo blog?) che come leghista, non abbia affatto gradito il monologo di Saviano sui rapporti tra mafia e nord Italia e abbia richiesto alla Rai la possibilità di replicare.
Ministro, ma quale Rai!
Eccole a disposizione questo spazio.
Anzi, le facilito il compito.
E’ giusto che anche voi Padani abbiate il vostro elenco…

La Storia:

I valori della Lega

Europa, giù le mani dai bambini! La Lega, per la 2° volta, ferma in Consiglio d’Europa il tentativo dei comunisti e dei mondialisti di approvare l’adozione dei bambini per le coppie omosessuali: Stop! Nazisti Rossi! (2000)

Immigrazione Stop! La nostra terra non è in vendita (2001).

Pensioni minime: 1.000.000 di lire al mese. Promessa mantenuta (2001).

Prostituzione e pornografia Alt! (2002)

No al terrorismo. Chiamata alla lotta per la libertà della Padania (2002).

Mai più Roma padrona. Forza Nord (2003).

No al voto agli immigrati (2003).

Prima i Cinesi adesso i Turchi. Piccola e media impresa a rischio (2004).

Padania contro Roma ladrona (2004).

No alla Turchia in Europa, sì alle radici cristiane (2004).

Approvata la Riforma federale dello Stato (2004).

Federalismo = Padroni a casa nostra (2005).

Giù le mani dalla famiglia, no a matrimoni omosessuali (2006).

No all’invasione di merci cinesi (2006).

Basta tasse, basta Roma (2007).

Difendi il tuo futuro, fuori i clandestini (2008).

Abbiamo fermato l’invasione (2009).

Roma ladrona, la lega non perdona (2010).

Magari qualcuno potrà obiettare che questi sono slogan, non valori.
Ecco, se poi quel qualcuno mi spiega pure quali siano i valori che li ispirano, sarò pronto ad ascoltarli.
Perché dietro ci vedo tutto tranne che valori



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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