30.4.09

Basta con il concerto del primo maggio



La Festa dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno e intende ricordare l'impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.
Questa è la realtà.
Il 20 Marzo scorso l'Istat ha reso noto che il numero dei disoccupati italiani ha segnato nel 2008 un aumento per la prima volta negli ultimi 9 anni e secondo gli analisti nel corso del 2009 la situazione potrebbe peggiorare, portando il tasso di disoccupazione oltre l'8%.
Anche questa è la realtà.
Nella classifica relativa al tasso di disoccupazione nell'Unione Europea l'Italia si trova al diciassettesimo posto su 27 paesi:

1. Danimarca 2 % (2008)
2. Romania 3.6 % (2008)
3. Austria 3.7 % (2008)
4. Cipro 3.8 % (2008)
5. Olanda 3.9 % (2009)
6. Lussemburgo 4.7 % (2008)
7. Lituania 4.8 % (2008)
8. Estonia 5.1 % (2008)
9. Repubblica Ceca 5.5 % (2008)
10. Irlanda 6.2 % (2008)
11. Bulgaria 6.3 % (2008)
12. Malta 6.4 % (2007)
13. Regno Unito 6.5 % (2009)
14. Finlandia 6.5 % (2008)
15. Slovenia 6.7 % (2008)
16. Belgio 7% (2008)
17. Italia 7.1 (Aprile 2009)
18. Svezia 7.3 % (2009)
19. Slovacchia 7.4 % (2008)
20. Portogallo 7.6 % (2008)
21. Ungheria 8% (2008)
22. Francia 8.6 % (2009)
23. Germania 8.6 % (2009)
24. Grecia 8.9 % (2008)
25. Polonia 9.7 % (2008)
26. Lettonia 14.4 % (2009)
27. Spagna 17.36 % (2009)

Pure questa è la realtà.

Da cui logicamente segue la domanda:
Quale traguardo in campo economico e sociale dei lavoratori ricordiamo in questo primo maggio 2009?
E in quelli precedenti?
Eppure, ogni anno, fin dal 1990 in Italia la Festa dei lavoratori coincide con il Concerto del primo maggio, evento organizzato da quel medesimo movimento sindacale grazie al cui impegno dovrebbe essere migliorata la condizione degli stessi…
Amici miei, ma questa non è affatto la realtà. Questa pagliacciata in piazza e in diretta televisiva è lontana anni luce dalla realtà. Addirittura quest'anno ci chiedono pure i soldi, per quanto per una causa nobile come l'istituzione di borse di studio per gli orfani di vittime di incidenti sul lavoro.
Ma perché non li chiedete alle aziende che in Italia sono responsabili ogni anno di almeno 30000 infortuni con danni permanenti e più di mille morti?
Secondo le statistiche INAIL nel decennio 1996-2005 il nostro è risultato il paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa…
La realtà è che qui da noi anche la Festa del lavoro è solo una rappresentazione e nulla più, una fiction come tante.
Forse non è un caso che l'Italia è l'unico paese al mondo che la ricorda con un concerto.
“Italiani, cantate e ballate, così non pensate, altrimenti vi preoccupate!”
E noi questo non lo vogliamo...

29.4.09

Ciro: Berlusconi, Noemi è mia!



La Storia:

Mi chiamo Ciro e scrivo da Napoli.
Non ho mai mandato una lettera ai giornali ma stanotte è stato chiù forte ‘e me.
Perdonate se ogni tanto mi scappa il dialetto, ma è la mia lingua.
Sincera, onesta come ‘e pparole scritte devono essere.
Domenica era la festa di Noemi, una mia compagna di scuola.
Lo confesso qui, su questo foglio: io sono innamorato di quella guagliona.
Il fatto è che volevo dichiararmi proprio quella sera, al suo compleanno.
Aggie lavorato come a nu pazz per comprarmi il vestito nuovo. Poi sono andato da Pasquale, il barbiere di mio padre e gli agge dett’: “Pasqua’, sono nelle mani tue: fammi bell’!”
Io lo sacce che nun sono bello, ma tengo nu poche ‘e curagge. Non tanto. Quanto basta per gelatinarmi tutti i capelli e andare alla festa di domenica a conquistare chella femmina.
‘O ssapevo che Noemi teneva amici importanti, nu sacco ‘e pretendenti, ma io sono testardo. Capa tosta, dice mamma. Così, sono entrato nella discoteca e ho iniziato a cercarla cogli occhi. L’aggie veduta, in mezzo alla pista, bella come a ‘na stella. Ho fatto nu passo, un altro ancora, ero quasi arrivato e stavo cercando di ricordare quello che volevo dire: “Noemi, mi chiamo Ciro e ti amo”. Semplice e diretto, comme piace a me. Stavo schiarendo la voce quando sono arrivati tre gorilla gruosse come armadi e mi hanno dato una spinta, facendomi cadere in terra. Erano co’ Berlusconi!
Oh, nun sono riuscito chiù ad avvicinarla, ‘a guagliona stava sempre co’ chille vecchio tappo co’ ‘o parrucchino in capa.
Berlusco’, mo’ ce l’ho co’ te! Nun tiene scuorne?! Cioè, non ti vergogni? Tu tiene tutto, ‘o governo, ‘e televisioni, tu c’hai ville e veline, Kakà e Ronaldinho, ma co’ tante femmine proprio ‘a Noemi mia t’aggia ‘a piglia’?
Mia, poi… Io nun tengo niente. Sule nu poco ‘e curagge.
Mo’ sto perdendo pure quello…


La Notizia:

Dal Corriere della Sera, 29 Aprile 2009: Noemi, la diciottenne che dice «papi» al premier
NAPOLI — Noemi ha compiuto 18 anni tre giorni fa. È alta, bionda e ha il viso di bambina. Alla sua festa, domenica sera, ha partecipato Silvio Berlusconi. Lei lo chiama papi, e dice che «un regalo più bello papi non poteva farmelo. Quando l'ho visto non riuscivo a crederci, sono stata troppo felice». Anche la mamma di Noemi, che si chiama Anna e pure lei è bionda e pure lei è stata molto felice della visita, quando parla di Berlusconi dice papi. E aggiunge che «le malignità le dicano pure se vogliono, tanto noi siamo molto religiosi e ci affidiamo al Signore».
Lasciando fuori da questa storia le malignità e magari pure il Padreterno, la domanda resta comunque legittima: come ci è capitato il presidente del Consiglio a una festa di ragazzini in un villone per ricevimenti sulla Circumvallazione esterna, che tra l'altro la notte è una delle strade meno raccomandabili di Napoli e provincia? «Perché è un amico di famiglia», dice Noemi seduta al tavolo della cucina nella sua casa al secondo piano di un anonimo palazzo di Portici. «Mi conosce da quando ero piccola. Mio padre (Elio, impiegato comunale; ndr) frequentava i socialisti e così conobbe Silvio. Per me avere a che fare con lui è normale, ma di trovarmelo alla festa non me l'aspettavo. E non vi dico i miei amici. A loro mica avevo mai raccontato di papi, tanto non mi avrebbero creduto.
Ma poi lui è stato così simpatico con tutti. Lui è sempre tanto cordiale». Noemi porta al collo un ciondolo d'oro con diamanti, regalo di papi per i 18 anni. E ha sul tavolo i cd di Mariano Apicella con le canzoni che lei canta con papi «quando vado a trovarlo a Roma o a Milano, perché mica può venire sempre lui qui, con tutte le cose che ha da fare». Anche lei ha molto da fare: «Innanzitutto la scuola: studio grafica pubblicitaria», e corre a prendere un libro sul simbolo del Pdl, regalo di papi con tanto di dedica: «Alla mia piccola Noemi, alla mia piccola grafica pubblicitaria dal suo papino putativo». E poi ha lo spettacolo: una particina in un corto e la partecipazione a qualche programma con teenager in passerella. Ma non sulle tv di papi.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Votalo come post dell'anno

28.4.09

L’importanza del Baricentro

Per tanti motivi ci siamo abituati a vedere il nostro Parlamento, in particolare la Camera dei deputati, rappresentato in questo modo:



Centro Sinistra da una parte e Centro Destra dall’altra, divisi dal Centro, o più precisamente dal Baricentro, indicato dal puntino nero, nel mezzo.
Se volessimo contemplare anche gli orientamenti non rappresentati eppure presenti nel paese, possiamo immaginarlo anche così:


In un mondo ideale, creato apposta dalla nostra immaginazione, il Baricentro coincide esattamente con il Centro.
In Fisica, affinché ciò avvenga, il corpo (il Parlamento) deve avere densità uniforme.
La densità influisce direttamente sul peso. Applicando il tutto alla Camera dei Deputati, possiamo dedurre che il Centro del Parlamento corrisponde al Baricentro in proporzione all’uniformità di peso dei gruppi parlamentari stessi, secondo gli effettivi risultati delle elezioni.
In altre parole, se ognuno dei partiti eletti avesse un potere di influenza sugli altri in base al numero di parlamentari, la Camera avrebbe un equilibro uniforme ai desideri espressi dal popolo nel 2008.
La realtà di questi ultimi anni, nonostante ciò che raccontano i giornali e le televisioni, è molto diversa da quella a cui preferiamo credere.
Nel mondo reale c’è un partito che da quando è sulla scena politica condiziona il resto delle coalizioni a prescindere da quanti cittadini rappresenti ed è per questo che il Baricentro non corrisponde affatto al Centro ma è spostato significativamente verso il punto con maggiore densità, peso, potere.
Cioè, verso l'estrema destra.
Ecco perché la vera rappresentazione del nostro Parlamento è la seguente:


Se vi basate su quest’immagine, il drammatico momento che sta attraversando l’Italia si spiega molto meglio…

27.4.09

Storie e Notizie N. 30: Febbre suina: primo caso in Italia



La Storia:

Non voglio allarmare nessuno.
Non è mia intenzione creare quanto mai inappropriate psicosi.
Non sono un irresponsabile come un certo ricercatore abruzzese che gode nel provocare panico inutilmente…
Mica è colpa mia se in Messico sono morte più di cento persone per la febbre suina!
Sì, d’accordo, in India dal 2001 al 2007 ci sono stati 12 milioni di nuovi casi di lebbra.
Solo nell’Africa Sub Sahariana ci sono 28 milioni di persone affette dall’HIV.
Ogni anno 2 milioni di persone muoiono nel mondo di Tubercolosi.
Per non parlare dell’influenza aviaria, di cui nessuno parla più e invece sì, parliamone: l’organizzazione mondiale della sanità avverte che nei prossimi anni ci sarà un incremento della diffusione del virus.
Perché nessuno dice più nulla?
Che fine ha fatto la mucca pazza? Chi ci dice che non siamo ancora in pericolo?
Io, per mia sicurezza, dal 2001 non mangio più carne bovina, dal 2005 mi guardo bene dal nutrirmi di cibo cinese e in generale extracomunitario. D’altro canto, non ho bisogno di andare in strada a mangiare il kebab la sera, io…
Non esco di casa da sedici anni, io.
E a che mi serve? Ho la tv sempre accesa e il decoder digitale. Ho tutto quello di cui ho bisogno per non essere preso alla sprovvista.
Sono pronto, sono sempre stato pronto.
Eppure stamattina mi sono svegliato con la tosse e il raffreddore, ho la nausea e… e sì, ieri sera ho mangiato la soppressata.
Mia moglie dice che il raffreddore e la tosse sono dovuti alla mia stagionale allergia al polline e all’asma, e che la nausea è colpa del litro di vino che mi sono scolato prima di crollare a letto.
Donne… la fanno sempre facile, inguaribili ottimiste che sono.
Ma io lo so, stavolta sono malato veramente.
Tranquilli, non uscirò di casa.
Io non esco mai.
Morirò nel mio letto, senza che nessuno saprà nulla.
Tanto, non ci fanno mai sapere la verità.
Lo fanno per il nostro bene, non vogliono spaventarci…


La Notizia:

Dall’Ansa, 27 Aprile 2009: INFLUENZA DA SUINI: MESSICO, SALE A 103 NUMERO MORTI
Sono 103 i morti in Messico a causa dell'influenza da suini: lo ha reso noto il ministro della sanità Josè Angel Cordova in un'intervista alla rete Televisiva, precisando che le persone ricoverate sono 1.614. E intanto si estendono a tutto il mondo i casi sospetti: in Canada (sei), Colombia (nove), mentre si segnala un caso in Brasile. Insieme ai viaggiatori provenienti dal Messico il virus ha forse attraversato l'Atlantico: casi sospetti sono segnalati in Spagna (sei) e Francia (due). L'influenza dei suini avrebbe raggiunto inoltre Israele (un caso sospetto), Nuova Zelanda (dieci casi sospetti) e Australia (2 casi).
BRUXELLES CHIEDERÀ RIUNIONE D'URGENZA DEI 27
La commissaria europea alla sanità Androulla Vassiliou chiederà "una riunione straordinaria dei ministri della sanità dell'Ue in seguito all'allarme internazionale sull'influenza da suini. Lo ha detto all'ANSA la portavoce di Vassiliou precisando che la commissaria auspica una riunione "il più presto possibile".

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

25.4.09

La Festa della Liberazione del 25 aprile è un falso



In occasione della Festa della Liberazione viene celebrato l’impegno della Resistenza, in cui presero parte gruppi organizzati e spontanei di diverse estrazioni politiche, uniti nel comune intento di opporsi militarmente (dove possibile collaborando con le truppe alleate) e politicamente al governo della Repubblica Sociale Italiana (RSI) e degli occupanti nazisti tedeschi. Tutto ciò portò alla "guerra partigiana", conclusasi il 25 aprile 1945, quando l'insurrezione armata proclamata dal Comitato di liberazione nazionale dell'Alta Italia (CLNAI) consentì di prendere il controllo di quasi tutte le città del nord del paese.
Ebbene, tale commemorazione è scaduta, non è più valida, in altre parole è come se festeggiassimo il compleanno di qualcuno che ha abbandonato la festa già da un bel po’. E noi lì, tanti auguri di qua e tanti auguri di là. Il motivo è semplicissimo: il nostro paese non è affatto libero dal fascismo, tutt’altro, e ne ho le prove: il sindaco di Roma, nonché capitale italiana, è Gianni Alemanno, il quale è stato accolto alla sua elezione da inquietanti saluti romani.
Il Ministro della Difesa si chiama Ignazio Benito Maria La Russa e nel 2003, in tempi non sospetti, si è distinto per la seguente affermazione: “Dovreste ringraziare Fini per aver definito il fascismo il male assoluto, perché adesso siamo liberi di dire a alta voce tutte le altre cose buone che è stato il fascismo”.
Il Ministro dell’Interno è Roberto Maroni, Roberto Calderoli è anch’egli Ministro, per la precisione per la Semplificazione Normativa e vice-presidente del Senato e Umberto Bossi è Ministro per le Riforme per il Federalismo, solo per dirne alcuni.
Cos’hanno in comune? Sono tutti esponenti della Lega Nord
Ovviamente, citare tutto questo sarebbe stato inutile se mi fossi limitato a parlare solo dell’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Razzismo, conflitto di interessi, mancanza di libertà di stampa... ma da cosa è stata liberata l’Italia nel 1945?!

23.4.09

Storie e Notizie N. 29: “Anche io ho clonato 14 embrioni”, risponde scienziato italiano.



La Storia:

Il nostro paese da sempre segue gli Stati Uniti pedissequamente, per non usare altri avverbi, meno eleganti.
Basti vedere come il governo Berlusconi precedente fosse pienamente d’accordo con la linea Bush riguardo alle tematiche ambientali e che, nonostante con Obama essa sia mutata radicalmente, il nuovo governo è ancora in perfetta sincronia con lo zio sam.
E così, con estrema tempestività, all’indomani del clamoroso annuncio da parte di un ricercatore americano sulla clonazione di 14 embrioni, ecco uno scienziato nostrano pronto a seguire l’importante alleato:
“Anche io, qui in Italia, ho clonato 14 embrioni. Precisamente a Milano, capitale del nord e tra non molto anche del resto del paese. Inutile dire da chi ho prelevato le cellule per il fondamentale esperimento. Ho scelto il meglio che la nostra terra offre oggi. Un uomo che ci rappresenta tutti, ogni giorno, con notevole piglio e anche con un pizzico di goliardia, il che non guasta mai, malgrado ciò che dicono i sui detrattori. Il perché di questo avveniristico progetto è evidente. Esso risponde ai bisogni che ci sono nella nostra nazione, più che mai oggi.
In Italia viviamo tempi difficili e dobbiamo affrontare grandi problemi, per la maggior parte dovuti a mancanze altrui, ovviamente. E’ sotto gli occhi di tutti, ormai, che esse siano la diretta conseguenza di azioni esterne. Da una parte l’Unione europea, forte anche della nostra incauta entrata nell’euro e dall’altra le orde di clandestini che approdano ogni giorno sulle nostre coste.
Se poi ci si mettono pure tragedie 'totalmente casuali' come il terremoto in Abruzzo, voi capirete come mai in questo momento c’è bisogno di rimanere compatti.
C’è bisogno che tutti abbiano la medesima visione del mondo.
C’è bisogno che tutti condividano identici valori di riferimento.
C’è bisogno che ognuno di noi persegua gli stessi sogni: avere successo nel lavoro, vivere in una casa grande e guidare una bella macchina, per dirne alcuni.
C’è bisogno che la verità non sia messa mai in discussione perché c’è bisogno di rimanere compatti, con la stessa visione del mondo, gli stessi valori, ecc.
C’è bisogno di semplificazione, poiché la vita può essere molto breve ed è meglio farla in discesa.
C’è bisogno che tutti lodino il proprio governo, perché c’è bisogno di rimanere compatti, con la stessa visione del mondo, gli stessi valori, ecc.
C’è bisogno di essere tutti uguali, come sessanta milioni di embrioni identici a lui…
Arroganti, ignoranti, superficiali, cafoni, autoritari ma tutti con un grande, grandissimo senso dell’humour.


La Notizia:

Clonazione: ricercatore Usa, creati 14 embrioni umani 'fotocopia'
Roma, 22 apr.(Adnkronos)
- Avrebbe clonato 14 embrioni umani, e impiantato 11 di questi nell'utero di quattro donne. Ma nessuna gravidanza è andata avanti, anche se la nascita del primo bebè 'fotocopia' sarebbe appena dietro l'angolo. L'annuncio choc arriva dagli Usa, dove Panayiotis Zavos, un controverso andrologo cipriota già noto alle cronache e impegnato da anni negli studi sulla clonazione umana, terapeutica e riproduttiva, ha rivelato di aver anche clonato, in passato, embrioni da tre persone morte, tra cui la piccola Cady, una bambina di 10 anni che ha perso la vita in un incidente d'auto.
Il video della clonazione, si legge sul quotidiano Gb 'The Indipendent', è stato filmato da un regista-documentarista prima dell'impianto nelle quattro donne - tre sposate e una single - provenienti da Gran Bretagna, Stati Uniti e da un Paese mediorientale. Per rompere l'ultimo tabù etico e scientifico, Zavos si è rivolto a un laboratorio segreto, probabilmente in Medio Oriente, dove la clonazione non è un reato.
Nessuno degli embrioni trasferiti avrebbe dato inizio ad una gravidanza, ma secondo Zavos si tratta del "primo capitolo" verso la creazione di un essere umano clonato a partire dalle cellule della pelle di uno dei suoi genitori. "E se intensificheremo i nostri sforzi - assicura l'andrologo - riusciremo ad arrivare al primo bebè clonato entro 1-2 anni".
Zavos ha spiegato di ricevere richieste ogni giorno, da parte di persone che desiderano superare i propri problemi di infertilità attraverso l'utilizzo della stessa tecnica di clonazione che venne usata per la creazione della celeberrima pecora Dolly nel 1996. "Ma la clonazione riproduttiva umana - avverte - deve essere l'ultima opzione, dopo aver esaurito tutte le altre opportunità".
Zavos precisa: "Non ci interessa la clonazione dei Michael Jordan o dei Michael Jackson di questo mondo. La mia ambizione è quella di aiutare le persone", conclude.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

21.4.09

Ma quale extracomunitario?!



La bella iniziativa Extracontemporanea, di questa sera, se non altro nelle intenzioni, Il Messaggero la presenta così:
Al Pigneto, alle 21 al cinema Aquila, si terrà "Extracontemporanea" reading di artisti extracomunitari ma ora romani in omaggio alla città che li ha accolti.
Ecco perché il sottoscritto trova il bisogno di scrivere all’inizio del blog e nel proprio sito ‘non sono uno scrittore migrante, non sono un autore seconda generazione e non sono un narratore immigrato’.
Ecco perché, a mio modesto parere, quando un giovane viene ucciso a sprangate è altamente ipocrita nasconderci tutti dietro la parola razzismo, trascurando il vero dramma della disumana violenza crescente nella nostra società.
Ecco perché uno come me, uno come tanti, nel 2003 ha dedicato un anno intero a collezionare notizie da tutti i media, nessuno escluso, che - a suo avviso - quelli sì sono discriminanti delle culture, delle storie personali e di ogni aspetto che rende diverso e quindi unico ciascuno di noi.
Ma quale extracomunitario?! Ao’, ma possibile che ve’ basta vede’ un nome strano pe’ tira’ fori 'ste fregnacce? Dell’altri nun posso parla’, ma io come ve lo devo di’ che so’ italiano? E poi a me nun m’ha accolto nisuno, casomai è er contrario…

PS: Sull’artista, infine, quello è ancora tutto da dimostrare…

Extracontemporanea



Stasera racconterò brani da L’intervallo durante Extracontemporanea, Festival della performance letteraria, evento celebrativo del Natale di Roma.

Dal testo:

Vedi, voi romani chiamate città ciò che si trova sulla superficie, ignorando l’universo che si trova al di sotto. E cos’è che fa il pallone? La plastica al di fuori o la camera d’aria e l’aria stessa al suo interno? Cosa permette alla palla di rimbalzare con leggerezza? Roma è sopratutto quello che si trova sotto di essa, credimi. La cosa buffa è che voi pensate che gli animali che chiamate topi siano quelli che emergono dalle fogne. Ma quelli sono solo gli esploratori… i veri abitanti della capitale sono moltissimi altri. Milioni, ma che dico, miliardi, che vivono o sopravvivono sotto di voi…

EXTRACONTEMPORANEA

Il 21.04 ore 21:04 al Nuovo Cinema Aquila
Via L'Aquila 68 - Roma (zona Pigneto)

INGRESSO LIBERO

20.4.09

Storie e Notizie n. 28: X Factor, ecco le novità della prossima stagione



La Storia:

Stamattina mi sono svegliato con una visione.
Una visione sulla televisione. Quanto mai appropriata, direi.
Un sogno su un programma che promette e vende sogni.
Quanto mai coerente, aggiungo.
Ho aperto gli occhi come mai prima e ho visto la prossima stagione di X Factor.
Vi dico subito che cambierà nome e diverrà C Factor, dove C sta per Culo.
Sì, avete capito bene. Al posto della X, la quale simboleggiava la variabile incognita del talento, ora c’è la costante C, il Culo, la fortuna, se preferite. Ma Culo è più esatto e lo capirete tra qualche riga.
Rassicuro subito i fedelissimi del programma: il format non cambierà tantissimo.
Ci saranno ancora i cantanti divisi in gruppi, i giudici in competizione tra loro e soprattutto avrete ancora il piacere di assistere alle varie fasi dello show: l’audizione, la seconda selezione, la scuola di canto e l’esibizione finale, dal vivo.
Il pacchetto che tanto vi ha rallegrato rimarrà tale, tuttavia, siamo in tempi di crisi e anche la tv deve per forza fare qualcosa nel tener conto della realtà al di là dello schermo, per quanto abbia il compito di distrarre gli spettatori proprio da essa.
Nel mondo reale la gente perde il lavoro, non sa come arrivare alla fine del mese. E diciamola tutta: nella vita di tutti i giorni noi italiani non crediamo affatto al talento. Per noi è tutta fortuna, un grande, enorme e gigantesco culo. E’ questa l’unica cosa su cui confidiamo per una vera svolta. E quando qualcuno ce la fa, nulla potrebbe convincerci che ciò sia accaduto grazie alle sue sole capacità. Siamo onesti, su. Quello che ci diciamo è che sicuramente conosce qualcuno, sarà pure bravo, ma quel qualcuno l’ha aiutato, ha avuto un gran culo, anzi, ha dato il culo per stare lì.
Ecco, alla fine tutto finisce sul culo, questa è la verità.
E allora ecco a voi C Factor!
I ragazzi prescelti faranno l’audizione, la quale consisterà nell’essere inculati in diretta da un pugno di operai in cassa integrazione.
I fortunati ragazzi che sopravvivranno, accederanno alla seconda selezione. Vedrete come si impegneranno con le loro ugole, quando scorgeranno i pensionati seduti in prima fila con la social card stretta nelle mani e con gli occhi fissi sui loro imberbi deretani.
Gli eroici campioni che passeranno alla fase successiva approderanno alla scuola doloranti, ma con il sorriso di chi ha dato tutto per i propri sogni.
Essa si svolgerà in un Centro di Permanenza Temporanea, ovvero come si chiama adesso, Centro di Identificazione ed Espulsione. Le lezioni non mancheranno, esattamente come quelle della vecchia versione, tuttavia, saranno solo più severe. Giovane, hai preso una stecca? Hai sbagliato il testo? Non sei d’accordo con le regole? Giù le mutande ed entra in una cella come tante del centro, insieme ad una folla inferocita di clandestini vittime di razzismo da parte di bulli tuoi coetanei.
Infine ci sarà l’esibizione dal vivo, live, in diretta come mai si potrebbe. Difatti ogni finalista canterà nel salotto di una famiglia sorteggiata, seduta sul divano con la tv magicamente piombata in casa propria.
Una famiglia come tante, con figli da mandare a scuola, mutuo da pagare e conseguente ipoteca sulla abitazione, buffi da una parte e sbavanti finanziarie dall’altra.
Ma per una sera, ci si distrae…
La giovane promessa, il cantante dalla voce vellutata, il ragazzo dall’indiscutibile talento, ma anche - che dico - soprattutto un grande culo, sarà lì, per quella gente, a loro disposizione.
Potranno votarlo o meno, applaudirlo, se vorranno. Come gli girerà.
Avranno completa libertà di scelta sulle sorti di quel fortunato, di vita o di qualsiasi altra cosa.
Questa è la novità.
C Factor.
Quel giovane ha avuto Culo e quel Culo lo deve a chi lo guarda.


La Notizia:

Dall'ANSA - 20 APR: Con 16 voti di vantaggio Matteo Beccucci si è aggiudicato la vittoria della seconda edizione di X Factor. Un trionfo strappato per un soffio ai Bastard Sons of Dioniso per il livornese di 38 anni che ha coinvolto ed emozionato il pubblico con l'inedito 'Impossibile' e una serie di cover. I tre finalisti hanno duettato con grandi della musica italiana come Riccardo Cocciante, Gianluca Grignani ed Elio e le Storie Tese. Giurato d'eccezione Renato Zero.

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16.4.09

Storie e Notizie N. 27: Clandestino sfugge alle guardie e chiama il Tg1!



La Storia:

Ecco la trascrizione della telefonata del giovane arrivata alla redazione del Telegiornale:

Mi chiamo…
No, come mi chiamo non ve lo dico, tanto non ve ne frega nulla di chi sono.
Sono un clandestino, per voi sono solo un clandestino e come tale vi ho telefonato.
Non ho la vostra cittadinanza e per la vostra legge non ho alcun diritto a metter piede sul vostro paese.
Al massimo quello di trovarmi qui, in questo Cpt, ovvero, Centro di permanenza temporanea.
Anzi, mi correggo, ora si chiama Cie, alias Centro di identificazione ed espulsione.
Stile di sinistra o di destra, la sostanza non cambia.
Non ho molto tempo, fra poco si accorgeranno che ho rubato un cellulare ad una guardia. Si è distratto, stava seguendo il Grande Fratello. Fortuna mia che trasmettete questa merda soporifera.
Questa è la mia richiesta: non potrei rimanere qui? Vi prego, non fatemi uscire!
Qui vivo in una specie di container. Non mi lamento. E’ quello che sognano in Abruzzo come sostituzione delle tende.
Le condizioni igieniche sono carenti, il cibo è scaduto, le lenzuola sporche, ma nel mio paese rischio la morte sicura. Sono qui in cerca di asilo, perché perseguitato dal mio governo per le mie idee politiche, eppure divido la mia stanza anche con ex carcerati.
Non ho nulla da eccepire nemmeno su questo, però, perché so che i vostri deputati dividono il parlamento con persone già condannate. Ho capito che da voi è cosa normale.
L’assistenza medica è inadeguata, ma per fortuna ho buona salute. Tanto, se mi ammalassi fuori, sono un clandestino e mi ritroverei infermo ed espulso.
Qui non mi possono denunciare.
Qui non rischio che mi diano fuoco perché dormo su una panchina.
Qui non possono fermarmi perché ho una macchina vecchia e picchiarmi fino a privarmi di un occhio.
Qui non ho bisogno di passare le notti a pregare dio che facciano l’esame del mio Dna e provare così la mia innocenza.
Qui non posso illudermi di essere considerato prima di tutto un essere umano, oltre che un clandestino, extracomunitario, straniero, un diverso.
Qui sono più al sicuro.
Da qui non posso uscire, ma soprattutto nessuno può entrare…
Almeno lo spero.
Clic.


La Notizia:

Da Peacereporter.net, 16 Aprile 2009: Cuba, detenuto di Guantanamo telefona a Al Jazeera e denuncia abusi. Mohammed Al Gharani Aveva detto di voler chiamare uno zio.
Un giovane del Ciad di 21 anni, Mohammed al Gharani, detenuto nel carcere di Guantanamo a Cuba, è riuscito con un trucco a telefonare all'emittente televisiva al Jazeera e a farsi intervistare. Il testo dell'intervista è stato trascritto per interno ed è disponibile nel sito internet della televisione del Qatar.
Il giovane aveva detto alle guardie di voler telefonare ad uno zio invece è riuscito a mettersi in contatto con l'emittente e ha denunciato abusi. E' la prima volta che un detenuto del carcere di massima sicurezza dove sono ospitati molti presunti terroristi riesce a farsi intervistare da giornalisti. Infatti, i reporter sono ammessi nella base cubana solo dopo aver firmato un impegno scritto che li obbliga a non parlare con i detenuti.
Secondo quanto dichiarato da Gharani, durante il periodo di detenzione (è detenuto a Guantanamo da quando aveva 14 anni) ha subito diversi pestaggi dai militari Usa. Inoltre, ha detto che un gruppo di soldati statunitensi gli avrebbero sparato addosso gas lacrimogeni.

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14.4.09

Storie e Notizie N. 26: Mi chiamo Rashida e ho belle gambe



La Storia:

Dal diario di Rashida Kirimova, la sera prima di morire:

Caro Diario,
so bene di essere abbastanza grande per smetterla di scriverti…
Ma che vuoi farci. Quando non si ha qualcuno con cui parlare di qualcosa, quando nessuno sembra pensarla come te, quando hai un disperato bisogno di continuare a credere di non essere l’unica a vederla così, l’unica soluzione è metterlo su carta, nero su bianco.
Il bello è che puoi sempre rileggerlo e scoprire che almeno lì non sembra così male.
Anzi, tutt’altro. Voglio scriverlo qui, ora: io ho belle gambe.
Mi correggo, non serve essere modesta di fronte alla verità: io ho delle gambe meravigliose.
La linea è perfetta, la pelle è liscia e vellutata, le ginocchia sono assolutamente proporzionate e le caviglie, be’, le caviglie sembrano quelle di una scultura preziosa, per quanto sono precise.
Potrei parlarti delle cosce ma non mi serve, perché se il buon giorno si vede dal mattino…
Mamma non me l’ha mai detto, ma lo pensa. Mi basta guardarle gli occhi per crederci. O almeno per sperarlo. Il problema non è mamma. Il problema non è mai stata mia madre. Il fatto è che mio padre non ce la fa proprio ad amarmi come Rashida, prima che come figlia. Ed è una lotta impari, perché essere una figlia vuol dire un miliardo di cose mentre Rashida sono io e basta…
Certe volte, quando per l’ennesima volta si adira con me per come mi vesto, penso che in fondo lo fa per il mio bene, perché vuole proteggermi.
Tuttavia, sono solo attimi, durante i quali mi ritrovo a credere in ciò che mi ferisce di meno.
La realtà è un’altra.
La bellezza non va protetta ma mostrata.
È il diritto di mostrarla che va difeso.
La bellezza dev’essere conosciuta da tutti, perché è più che mai la bellezza ad ispirare l’arte.
E l’uomo, senza arte, è come una rosa senza acqua.
La bellezza, quando è libera, diviene ancora più bella di quello che è.
La bellezza non dev’essere temuta, perché è l’unica cosa che abbiamo contro il tempo che scorre.
Ci è sufficiente non dimenticarla.
C’è chi la dipinge, c’è chi la canta in versi, c’è chi la trasforma in note, ma c’è anche chi la sposa, chi la abbraccia ogni giorno al mattino, chi le dà un bacio prima di andare a letto, chi la mette al mondo.
Io la fermo qui, per sempre.
Mi chiamo Rashida e ho belle gambe.
Che dico: meravigliose gambe…


La Notizia:

Dall’Ansa (13 aprile 2009): Russia, Azero fa uccidere la figlia. Assolda tre killer, la ragazza aveva indossato la minigonna.
Ha assoldato tre connazionali per far uccidere la figlia di 21 anni, ''rea'' di vestirsi in modo succinto, violando la tradizione islamica. Autore del gesto, a San Pietroburgo, un commerciante di origine Azera di 46 anni. La giovane aveva deciso di indossare una minigonna per andare all'università: un'onta che il padre, dietro suggerimento di alcuni connazionali, ha voluto lavare col sangue. I killer, tre Azeri, hanno rapito la ragazza e l'hanno uccisa con due colpi di pistola alla testa.

10.4.09

Storie sulla tristezza: dopo il terremoto

Dopo il terremoto tutto può ricominciare.

Dopo il terremoto torniamo tutti uguali, come nei sogni.
Dopo il terremoto ci ricordiamo perché eravamo lì, in quella casa, con quelle persone, in quel momento.
Dopo il terremoto amiamo di più chi è rimasto.
Dopo il terremoto conosciamo meglio chi non c’è più.
Dopo il terremoto ci sentiamo piccoli.
Dopo il terremoto dimentichiamo che ore sono.
Dopo il terremoto scopriamo chi ci vuol bene veramente.
Dopo il terremoto apprezziamo il sapore dell’acqua.
Dopo il terremoto dormire è un privilegio.
Dopo il terremoto sognare è una conquista.
Dopo il terremoto il futuro non è più scontato.
Dopo il terremoto il presente è la cosa più preziosa che c’è.
Dopo il terremoto pretendi il meglio da ogni cosa.
Dopo il terremoto te ne freghi del come.
Dopo il terremoto conta solo il cosa.
Dopo il terremoto sai che può tornare.
Dopo il terremoto vuoi che ti trovi pronto.
Dopo il terremoto sai la differenza tra ridere e sorridere.
Dopo il terremoto sai la differenza tra piangere e frignare.
Dopo il terremoto non lo augureresti a nessuno.
Dopo il terremoto vorresti che tutti apprezzassero quello che hanno.
Dopo il terremoto pretendi rispetto per il tuo dolore.
Dopo il terremoto vuoi una rivincita dal tuo dolore.

Dopo il terremoto si può ricominciare.
Dopo il terremoto tutto deve ricominciare.

Dopo il terremoto tutto dev’essere migliore di com’era prima…

Questo brano lo potrete trovare nel libro dal titolo "Il dono della diversità", per la casa editrice Tempesta, di Roma.


8.4.09

La burocrazia uccide più del terremoto



Non è il momento delle polemiche, qualcuno ha scritto. Questa è l’ora della solidarietà, qualcun altro ha ribadito. Sono d’accordo. Lavoro nel mondo della solidarietà da quindici anni e ho imparato qualcosa. Quando ci prendiamo l’impegno di aiutare qualcuno colpito da un tragico evento, ciò che fa la differenza sono due cose: la qualità e il tempo.
La qualità dell’aiuto che gli offriamo, in altre parole, un aiuto che deve coincidere con i suoi bisogni, che deve partire da essi e non il contrario, per dirne una.
Non meno importante è il tempo, vale a dire il tempo che effettivamente scegliamo di sacrificare per lui, rimanendogli accanto, soprattutto quando nessuno ne parla più…



I terremoti in Italia* è il dopo che non vogliamo:

Il terremoto in Molise (2002):
Il terremoto del Molise è stato un sisma verificatosi tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2002, con epicentro situato tra i comuni di San Giuliano di Puglia, Colletorto, Bonefro, Castellino del Biferno e Provvidenti (CB). La scossa più violenta, alle 11.32 del 31 ottobre, ha avuto una magnitudo di 5.4 gradi della scala Richter, con effetti corrispondenti all'VIII-IX grado della scala Mercalli. Nel crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia, in occasione del terremoto, morirono 27 bambini e una maestra. Altre due persone morirono in circostanze diverse in occasione del terremoto. Circa 100 furono i feriti e 2.925 gli sfollati in provincia di Campobasso. Anche nella provincia di Foggia ci furono numerosi sfollati e una decina di comuni riportarono danni di rilievo ad edifici storici e abitazioni.

Il dopo:
Nell’ottobre 2007, un sito internet di Termoli, primonumero.it, denuncia la cattiva gestione da parte del presidente Iorio dell'enorme quantità di fondi arrivati (oltre che per il terremoto, anche per l'alluvione del 2003 che ha colpito duramente la città bassomolisana). In particolare essi sarebbero stati usati solo in minima parte per le zone del cratere, il resto per altri progetti, alcuni dei quali ben poco attinenti con l'emergenza. Molti media riprenderanno tale controversia.
A giugno 2008 è sorta una nuova discussione sulla fine dei fondi anticipata di sei mesi (fine giugno invece di fine dicembre) da parte di Giulio Tremonti, ministro dell'economia del governo Berlusconi 4, per finanziare l'abolizione dell'Imposta comunale sugli immobili sulla prima casa.
Il primo gennaio 2009 i 13 sindaci dei comuni molisani colpiti dal terremoto del 2002 con una lettera al Prefetto di Campobasso si sono dimessi insieme ai colleghi pugliesi di Casalnuovo Monterotaro e Pietramontecorvino. La motivazione è di protestare per il mancato varo in Parlamento di un provvedimento sulla questione dei tributi e contributi sospesi dopo il sisma di sei anni fa e di cui oggi il Governo chiede la restituzione .


Il terremoto di Santa Lucia, in Sicilia (1990):
Viene definito terremoto di Santa Lucia l'evento sismico di elevata intensità che nel cuore della notte del 13 dicembre 1990 interessò un'ampia parte della Sicilia sud-orientale.
Venne definito così perché si verificò in occasione della festività della patrona di Siracusa, Santa Lucia, che si celebra proprio il 13 dicembre. L'area interessata, ad alto rischio sismico, era stata già colpita nei secoli precedenti da catastrofici eventi sismici (in particolare quello apocalittico del 1693).
Ebbe un'intensità dell'VIII-IX grado della scala Mercalli e classificato come di magnitudo 5,1 della scala Richter, con una durata di circa 45 secondi, a cui seguì un'altra sensibile scossa di assestamento il giorno 16.

Il dopo:
Il terremoto coinvolse parte del patrimonio edilizio storico-artistico del Val di Noto, inserito tra i siti UNESCO. Molti danni non sono ancora stati riparati. Il sisma è stato polemicamente definito il "Terremoto di Serie B" in quanto dopo l'iniziale clamore venne ben presto dimenticato dai mass-media e anche dalle autorità politiche nazionali del tempo (basti pensare che non vennero corrisposte le indennità per alcune delle vittime a distanza di quasi dieci anni).


Il terremoto dell'Irpinia (1980):
Il terremoto dell'Irpinia si verificò il 23 novembre 1980 e colpì la Campania centrale e la Basilicata. Caratterizzato da una magnitudo 6,9 della scala Richter, con epicentro nel comune di Conza della Campania (AV), causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.735 morti.

Il dopo:
La ricostruzione fu purtroppo uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia. Infatti, come testimonia tutta una serie di inchieste della magistratura, per le quali sono state coniate espressioni come Irpiniagate, Terremotopoli o il terremoto infinito durante gli anni della ricostruzione si sono inseriti interessi loschi che hanno dirottato i fondi verso aree che non ne avevano diritto, moltiplicando il numero dei comuni colpiti.
Più di 70 centri sono stati integralmente distrutti o seriamente danneggiati e oltre 200 hanno avuti consistenti danni al patrimonio edilizio. Centinaia di opifici produttivi e artigianali sono stati cancellati con perdita di migliaia di posti di lavoro e danni patrimoniali per decine di migliaia di miliardi. Il numero dei comuni colpiti è però stato alterato per losche manovre politiche e camorristiche lievitando nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici (stime del 2000 parlano di 58.640 miliardi nel corso degli anni), ed era interesse dei politici locali far sì che i territori amministrati venissero inclusi in quest'area. La ricostruzione, nonostante l'ingente quantità di denaro pubblico versato è stata per decenni incompleta. A Torre Annunziata esistono due quartieri distrutti dal terremoto del 1980, ma malgrado i miliardi stanziati, ancora non è stata completata la ricostruzione. Quei quartieri oggi sono diventati un cancro che ha contaminato l'intera città, divenendo la principale roccaforte della camorra ed una delle più agguerrite piazze di spaccio della regione Campania.


Il terremoto del Belice, Sicilia (1968):
Viene definito Terremoto del Belice il violento evento sismico, di magnitudo 6,4° della scala Richter, che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 colpì una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra la Provincia di Agrigento, quella di Trapani e quella di Palermo. Dato che la maggior parte dei comuni colpiti più duramente faceva parte del comprensorio comunemente definito Valle del Belice per definirlo si ricorse a tale termine.

Il dopo:
Tra i 14 centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago. Le vittime furono 370, un migliaio i feriti e circa 70000 i senzatetto. Si ricordano gli altri paesi e cittadine che hanno subito danni ingenti: Menfi, Partanna, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sciacca, Santa Ninfa, Salemi, Vita, Calatafimi, Santa Margherita di Belice.
Il terremoto del 1968 mise drammaticamente a nudo lo stato di arretratezza in cui vivevano quelle zone della Sicilia occidentale, in primo luogo nella stessa fatiscenza costruttiva delle abitazioni in tufo, crollate senza scampo sotto i colpi sussultori del sisma. Le popolazioni di quei paesi erano composte in gran parte da vecchi, donne e bambini, visto che i giovani e gli uomini erano già da tempo emigrati in cerca di lavoro. Questo dato rappresentava il disagio sociale che lo Stato conosceva e trascurava, così come trascurò le conseguenze del sisma, che hanno rappresentato, in fatto di calamità naturali, uno dei primi, e tristemente celebri, casi italiani nella storia del dopoguerra: l'impreparazione logistica, l'iniziale inerzia dello Stato, i ritardi nella ricostruzione, le popolazioni costrette all'emigrazione, lo squallore delle baracche per coloro che restavano. Anche i successivi e tardivi stanziamenti economici per la ricostruzione diedero luogo ad opere faraoniche spesso inutili, quali la città di Gibellina, issata a vessillo della ricostruzione in quanto progettata da famosi architetti e artisti ma assolutamente mal pensata in merito al fattore più importante che sta alla base della ripresa economica, ovvero l'occupazione lavorativa per gli abitanti e i luoghi di socializzazione degli abitanti.
Venne finanziata e costruita l'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, che venne soprannominata da molti l'autostrada del deserto, al posto della viabilità ordinaria dissestata, invece di far fronte alla ricostruzione della viabilità ordinaria di collegamento tra i centri abitati, opera più essenziale ed urgente, che invece languì per lungo tempo.
Ecco un paio di frasi scritte sui muri dei ruderi: "La burocrazia uccide più del terremoto" e "Qui la gente è stata uccisa nelle fragili case e da chi le ha impedito di riappropriarsi della vita col lavoro".

E mi fermo qui.

In questo momento c’è bisogno soprattutto di solidarietà, ma anche di memoria…

*Fonte Wikipedia

6.4.09

Le minacce alla libertà di opinione iniziano a fare effetto



Le minacce del nostro premier alla libertà di opinione iniziano già a fare il loro effetto.
Il sito Destralab.it, ovviamente di parte, scrive or ora che post come il mio ultimo nella rubrica Storie e Notizie (in cui, ricordo, racconto solo storie, cioè pura invenzione, intorno a notizie pubblicate sui media) in un paese civile non dovrebbero essere consentiti a nessuno, blogger o non blogger.
Cominciamo bene…

Qualcuno aveva previsto il terremoto: ignorato e denunciato!



La Storia:

Ecco la trascrizione della telefonata che Giampaolo Giuliani fece a Guido Bertolaso qualche giorno fa:

Segreteria: “Sì?”
G.: “Buongiorno, telefono dai Laboratori del Gran Sasso, sono un ricercatore, mi chiamo Giuliani…”
Segreteria: “Mi dica.”
G.: “Vorrei parlare con il dottor Bertolaso.”
Segreteria: “Per quale motivo?”
G.: “Ecco, in base alle nostre rilevazioni prevediamo che nei prossimi giorni ci saranno delle serie scosse di terremoto in Abruzzo.”
Segreteria: “Capisco. Vede, in questo momento il direttore è molto occupato…”
G.: “Signorina, forse non ha capito quello che le sto dicendo… Abbiamo motivo di ritenere questi risultati molto attendibili. Il rischio è alto. Le chiedo solo di darmi cinque minuti con il dottor Bertolaso…”
Breve ma meditabondo silenzio.
Segreteria: “D’accordo. Attenda in linea.”
Jingle: “Duu-durudududu-dudurudududuu-duu-durududududuu-durudududuu- Don’t worry, be happy!”
Dopo una decina di minuti:
B.: “Pronto.”
G.: “Dottor Bertolaso? Salve, sono il dottor Giampaolo Giuliani, dei Laboratori del Gran Sasso…”
B.: “Sì, piacere. Cosa desidera?”
G.: “Nulla… è che insieme al mio team abbiamo fatto delle rilevazioni che definire allarmanti è un eufemismo…”
B.: “In che senso?”
G.: “Nel senso che, secondo i nostri dati, nei prossimi giorni, in particolare nella prima settimana di aprile prevediamo in Abruzzo scosse di terremoto che vanno dal terzo al quarto grado della scala Richter. Non so se mi spiego…”
B.: “Va bene, ne terrò presente. Mandi il suo incartamento alla mia segreteria. Arrivede…”
G: “Scusi! Ma ha capito quello che le ho detto? La situazione è seria…”
B.: “Stia calmo. Con chi crede di parlare? Dottor Giampaoli, cosa crede che stiamo facendo qui? Cosa pensa, che lavora solo lei?!”
G.: “Non ho detto questo. Vorrei soltanto che non sottovalutiate la situazione. Comunque mi chiamo Giuliani, Giampaolo Giuliani…”
B.: “Senta, comunque lei si chiami, chi si crede di essere? Noi non sottovalutiamo nulla! Non ha visto quello che abbiamo fatto a Napoli?”
G.: “Dottor Bertolaso, mi permetta, qui non stiamo parlando di Napoli. Le sto dicendo che le nostre rilevazioni sono preoccupanti…”
B.: “Ancora? Ma voi altri la volete finire con questo catastrofismo?! Vogliamo cominciare a vedere un po’ il positivo che stiamo facendo per voi?”
G.: “Dottore, ma quale catastrofismo? Ci sono già state delle scosse, qui in Abruzzo…”
B.: “Scosse? Me le chiama scosse? Quelle non sono tali da preoccupare una persona con un po’ di sale in zucca. Purtroppo a causa di imbecilli che si divertono a diffondere notizie false siamo costretti a mobilitare la comunità scientifica per rassicurare i cittadini…”
G.: “Imbecille? A chi si riferisce?!”
B.: “Giampaoletti, ascolti. Lei provi a rendere pubbliche le sue farneticazioni e si vedrà recapitare un bell’avviso di garanzia. Le do la mia parola. In questo momento in Italia c’è bisogno di ottimismo. Non vi permetteremo di distrarre i cittadini con i vostri deliri. La saluto.”
Clic.
G:: “Mi chiamo Giuliani. Giampaolo Giuliani…”


La Notizia:

Da La Stampa, 6 aprile 2009: Allarmi ignorati, polemica sul sisma.
Quella di oggi è stata solo la scossa più forte di uno sciame sismico che si perpetua da mesi. La magnitudo registrata alle 3.32 di questa notte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è di 5,8 gradi della scala Richter, a cui sono seguite diverse repliche, la prima di 4,7 gradi alle 4.37. Numerose le avvisaglie nelle ultime settimane. Una scossa violenta il 16 gennaio, poi quella di magnitudo 4.0 che aveva fatto tremare l'Abruzzo già il 30 marzo: molte persone si erano già riversate in strada allora. Dall’inizio dello sciame sismico, qualche mese fa, sono decine gli eventi di magnitudo superiore a 2.0 registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto aquilano e nel bacino di Sulmona.
A parte qualche malore dovuto allo spavento, non c'erano però mai stati feriti gravi. Né erano stati rilevati danni importanti. Su richiesta del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si era tenuta nella sede della Regione Abruzzo all’Aquila, una riunione degli esperti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi. Obiettivo, dicono al Dipartimento della Protezione civile, era quello di «fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane». «È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio», si leggeva appena quindici giorni fa in una nota dello stesso Dipartimento. Secondo l’Ingv, che è l’ente preposto alla sorveglianza della sismicità sul territorio nazionale, «le scosse avvertite nei mesi scorsi dalla popolazione facevano parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione».

Qualcuno nei giorni scorsi aveva però messo in allarme sulla possibilità del sopraggiungere di scosse più forti e pericolose per la popolazione abruzzese, ma era stato accusato di "procurato allarme" e di conseguenza denunciato. «Le scosse di terremoto che continuano a scuotere l’Abruzzo non sono tali da preoccupare - aveva spiegato Bertolaso - ma Purtroppo a causa di imbecilli che si divertono a diffondere notizie false siamo costretti a mobilitare la comunità scientifica per rassicurare i cittadini». L'attacco era rivolto a Giampaolo Giuliani , ricercatore dei laboratori del Gran Sasso, che aveva previsto un terremoto di proporzioni disastrose: «È stato tutto proditoriamente architettato perché io potessi essere messo a tacere, addirittura con un avviso di garanzia. E ho le prove che è falso». Così il ricercatore intervistato da Affaritaliani.it. E ancora: «Dal presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Boschi e da Bertolaso vorrò le scuse per tutti i morti che ci sono stati oggi a l’Aquila: hanno dichiarato il falso domenica scorsa e ho i testimoni. La mia previsione purtroppo era giusta». «Figuriamoci se questi (Boschi e Bertolaso, ndr) ascoltano qualcuno. Figuriamoci. Non mi faccia dire di più, già ho un avviso di garanzia in corso». «Stanotte mi sono andate distrutti almeno tre rivelatori che avevo in funzione e non riesco ancora a collegarmi con la macchina principale perché l’Aquila non può essere attraversata spiega ancora Giuliani - Credo che una sia in funzione. Quello che posso dire è che abbiamo previsto tantissime scosse anche per la giornata di domani, scosse di assestamento che vanno tra il terzo e il quarto grado della scala Richter».

Oggi però ancora una scossa, appena un po' più violenta di quelle degli ultimi giorni, ma quanto basta per mettere in allarme la Regione Abruzzo. Questa volta non basta rassicurare i cittadini: a centinaia si riversano nelle strutture sanitarie per chiedere soccorso. La Protezione civile e i carabinieri parlano di decine di morti, centinaia di feriti e migliaia di sfollati. Bertolaso la definisce la «peggiore tragedia di questo millennio» e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi annuncia che firmerà lo stato d'emergenza. A questo punto in Abruzzo e nel resto d'Italia sono in molti a chiedersi se veramente non si potesse fare nulla per scongiurare questo dramma. E' vero, forse non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto, ma qualcuno questa volta aveva provato a farlo.

PS: Bertolaso: “Il sisma non era prevedibile
Il video: http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=17&IDalbum=16813&tipo=AUDIO


Aggiornamento: Pensavo che bastasse scriverlo all'inizio del blog che sono solo uno che scrive e racconta storie. Poco fa mi ha scritto qualcuno per sapere se avessi l'audio della telefonata... Mi riprometto di chiarirlo puntualmente all'inizio di ogni post della rubrica Storie e Notizie, ovvero, storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Votalo come post dell'anno

5.4.09

Quello che succede in Italia è una vergogna!



E’ una vergogna! Quando leggo queste cose mi viene da pensare che forse mio padre nel secolo scorso avrebbe dovuto approdare più a nord…
Ma come è possibile che il nostro presidente del consiglio, dopo la sequela di figure di merda che ha fatto davanti a tutto il mondo, e noi con lui - perché quel signore ci rappresenta tutti, anche chi non lo ha votato - dica cose del genere?
“Ci sono state calunnie nei miei confronti e disinformazione nei confronti dei lettori. E quindi, a un certo momento io non voglio arrivare a dire che servono azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perché non si fa cosi”
E cosa fanno i giornali? Si limitano a pubblicare il suo messaggio?! E cosa fa la cosiddetta opposizione? Silenzio?! Possibile che ci siamo abituati a questo schifo? Vergogna! Queste sono frasi da dittatura fascista! Un capo di governo non può dire cose del genere e passarla liscia! Perfino nel caso le notizie pubblicate su di lui fossero state totalmente prive di fondamento l’uomo più potente del paese non avrebbe alcun diritto di minacciare - perché di questo si tratta - la libertà di stampa. Il grave paradosso è che è tutto vero!
Ma cos’altro deve fare o dire quell’uomo per farci scendere in piazza? E non sto parlando di manifestazioni, tutte slogan e proclami. Sto parlando di farla finita, una volta per tutte…

3.4.09

Storie e Notizie N. 24: L’idea di invitare al G20 anche un animatore italiano a fare ridere tutti è stata veramente bella.



La Storia:

Peter ha nove anni.
Insieme ad altri studenti della sua scuola è stato scelto per partecipare al G20 e avere l’onore di assistere all’incontro tra i grandi del pianeta.
Al ritorno dalla visita, ha ricevuto il compito di scrivere un tema, con cui raccontare ai compagni la sua esperienza
:

La mia giornata al G20 è stata proprio bella.
C’era un sacco di gente, da tutto il mondo, di ogni colore. Tutti sorridevano e si stringevano la mano, parlavano tra di loro e si davano pacche sulle spalle.
E’ bello sapere che i presidenti del mondo si incontrino per risolvere i problemi di tutti.
Mia madre è stata licenziata, ma mio padre lavora ancora e questo ci rende fortunati.
L’ha detto il mio papà a mio fratello ed io, mentre eravamo a cena, ma credo stesse parlando con la mamma.
Il momento più bello è stato quando ci hanno fatto incontrare i leaders di tutti i paesi.
E’ stato subito prima della foto di gruppo.
Non avevo mai visto la regina così da vicino. Di persona sembra solo una vecchietta. Elegante, ma sempre una vecchietta.
Il nostro primo ministro, Gordon Brown, era l’unico con le occhiaie. Secondo me aveva fatto tardi la sera prima.
Obama è alto e ha un bel sorriso. Si vede che è contento di essere diventato presidente.
La presidentessa tedesca, Angela Merkel, è identica a mia zia Elisabeth, solo un po’ più grassa. Gliel’ho detto e mi ha risposto grazie. Se sapesse che la zia Liz si trova in carcere per furto…
Mia zia non è una criminale, è che oggi giorno è difficile essere onesti. Mia madre, che è la sorella, me lo ripete quasi tutti i giorni.
Quando ho dato la mano al presidente Sarkozy mi sono messo a ridere e lui mi ha chiesto perché, però non ho potuto dirgli la verità. Il fatto è che ho pensato a quello che dice sempre papà quando vede lui e Carla Bruni in tv: ma come fa una così bella a sposare quel bruttone?
Mia madre una volta gli ha detto che lui è molto ricco e mio padre ha replicato: perché lei era povera?
Quello che mi ha colpito di più è stato il presidente russo, Medvedev, perché non sapevo chi fosse.
Ero convinto che il capo della Russia fosse Putin…
Comunque, devo fare i miei complimenti a quelli che hanno organizzato questa riunione.
L’idea di invitare al G20 anche un animatore italiano a fare ridere tutti è stata veramente bella.
Anche se non capisco quello che dice, quel Berlusconi è proprio buffo!
Dovrebbe lavorare in tv.


La Notizia:

Da La Stampa, 2 aprile 2009: Silvio? "Il giullare del gruppo", parola di Telegraph
Della stampa italiana, vocata a fraintenderlo sappiamo già. Ancora non si sapeva che al complotto avesse aderito The Telegraph, il compassato quotidiano inglese feudo dell'Inghilterra tradizionalista (non solo è tra i pochi a uscire nell'edizione cartacea in formato ampio, "broadsheet" snobbando l'ormai dominante versione tabloid, ma secondo un sondaggio almeno il 61% dei suoi lettori vota per il partito conservatore). Invece ecco un articolo nel dossier dedicato al G20 che va giù duro sull'eterno tema del Berlusconi gaffeur. Fin dal titolo: «Battute sessiste, doppi sensi e scherzi da liceale». «Berlusconi - specifica il catenaccio - si vanta della sua abilità nel mettersi in sintonia con le persone comuni. ma si è costruito una reputazione legata ad una serie di gaffe sulla scena internazionale».
Che il corrispondente da Roma del quotidiano, Nick Squires, ricorda meticolosamente, definendoli comportamenti «che ci si potrebbe aspettare da un animatore su una nave da crociera, come lui è una volta è stato, piuttosto che da un leader nazionale».
Una vocazione irresistibile,che potrebbe metterlo di nuovo nei pasticci al G20, secondo Squires, dati i precedenti. E qualche avvisaglia già c'è stata. L'elenco proposto dal Telegraph è lungo e celebre, dalla battuta su Obama «bello e abbronzato» , a cui la settimana scorsa Berlusconi ha dato un seguito spiegando che la sua politica è più cauta di quella del presidente americano perché lui è «più pallido», alla celebre conferenza stampa di febbraio in cui è stato accusato di aver detto al presidente francese Nicolas Sarkozy di avergli «dato» la sua moglie italiana, Carla Bruni (frase contestata, com'è noto da Palazzo Chigi) fino all'invito a una disoccupata a risolvere il suo problema sposando il figlio, essendo purtroppo lui già ammogliato.
E poi il Berlusconi galante, che invoca soldati da dispiegare in tutte le città italiane per proteggere le «belle ragazze» dal pericolo di stupri, che corteggia la presidente finlandese Tarja Halonen e che consiglia agli americani di investire in Italia perché le segretarie sono belle.
Il quotidiano conclude affermando che Berlusconi «si conforma al clichè sugli italiani» e «rimane, piuttosto letteralmente, il giullare del gruppo». Joker in the pack, in inglese, con riferimento al jolly del mazzo di carte.
Quello del Telegraph è il secondo attacco della stampa britannica contro Berlusconi in pochi giorni: lunedì il progressista Guardian se l’era presa con le origini «fasciste» del Pdl, pur riconoscendo l’evoluzione moderata del leader di An Gianfranco Fini. Stavolta il bersaglio è il premier. Tutta colpa della "perfida Albione" e dei suoi eterni pregiudizi?

1.4.09

Storie e Notizie N. 23: Qui si può fare anche da dietro!



La Storia:

Da qualche parte, dopo la morte:

Jesse prese il giornale, per dargli la consueta letta. Ebbene sì, di là leggono pure il giornale. D’altronde il tempo non manca, come si suol dire.
La notizia era addirittura in prima pagina!
L’uomo non credeva ai suoi occhi. Esatto, occhi. Di là passa tutto il corpo. L’anima? No, quella è un’invenzione dei vivi.
Jesse rimase senza fiato quando il suo cervello comprese la cifra che la Philip Norris avrebbe dovuto pagare a sua moglie…
Una inevitabile lacrima prese a fuggire dal suo occhio destro, quello col tic.
Già, di là gli acciacchi vanno via, tranquilli, ma i tic rimangono. Sono il marchio di fabbrica, come la squadra del cuore e i vizi più segreti.
Improvvisamente una voce chiamò il nostro alle sue spalle: “Signor William? Tutto bene?”
Jesse si voltò e vide l’angelo, uno dei tanti.
“Sì…” rispose riportando lo sguardo sulla notizia in questione, preoccupato che fosse stato solo un abbaglio. “Sto bene… benissimo, sono felice…”
“Ne sono lieto”, dichiarò l’altro, fissandolo con i suoi occhi scuri come la pece.
Altra sorpresa, immagino. Gli angeli non sono affatto biondi con gli occhi azzurri e androgini, bensì hanno la pelle scura e la barba lunga, molto lunga. E’ logico. Primo, stando così vicini al sole si abbronzano da un’eternità e secondo, gli oggetti taglienti di là non sono ammessi, perciò non è possibile radersi. Anche tagliare la bistecca, se è per questo, ma ciò non è pertinente, ora.
Jesse sospirò e, nonostante fosse passato di là nel 1997, sapeva ancora poco più che nulla di dove si trovasse. Quindi fece una domanda che finora non aveva mai osato fare: “Senti… perdonami, ma è più forte di me. Non è che potrei fumare una sigaretta?”
“Sicuro”, rispose l’altro aprendo una borsa che aveva a tracolla e immergendoci una mano. “Signor William, lei passa troppo tempo a leggere i giornali e a guardare la tv. Dure o morbide?”
Jesse aveva gli occhi fuori dalle orbite: “Come? Perché, si può fumare qui?”
“Certamente, qua si può fare tutto. Cioè quasi. Gli oggetti taglienti…”
“Lo so, lo so. Questo lo so. Ma si può fumare?!”
“Le ho detto di sì, signor William. Qui non ci sono proibizioni. E come potremmo vietare qualcosa? Mica possiamo farvi paura su quel che vi potrà accadere dopo. Siete già morti…”
“Ah… Quindi si può, per esempio, rubare?”
“Ma scusi, a che le serve rubare se può fare tutto?”
“Già, è vero. E il peccato? Se commetto atti impuri?”
“Cosa vuol dire?”
“Non lo sai? Ma che razza di angelo sei? Atti impuri, che so, la sodomia, per dirne una…”
“La sodomia? Cos’è? Una malattia?”
“No… la sodomia, il rapporto anale…”
“Vuole dire da dietro?”
“Esatto…”
“Signor William, non so come farglielo capire. Qua si può fare sia da davanti che da dietro, di sopra che di sotto. Sono affari suoi come vuole godere e nessuno verrà mai a disturbarla, poiché tutti godono e non hanno il tempo di pensare agli altri. Si può fumare, qui lei può fare quello che vuole con il suo corpo, tanto è già morto. Tranne scoreggiare in pubblico. Ha visto i cartelli, no?”
“Certo… Caspita. Se l’avessi saputo quand’ero vivo, avrei vissuto con meno sensi di colpa…”
“Capisco. Come diciamo da noi, finché c’è morte c’è speranza…”


La Notizia:

Da Sky.it, 1 Aprile 2009: Fumo, Philip Morris condannata a maxi risarcimento.
Sentenza storica negli Stati Uniti contro le lobby del tabacco. La Corte suprema ha infatti respinto il ricorso della Philip Morris, che dovrà quindi pagare ben 145 milioni di dollari alla vedova di Jesse William, un bidello dell'Oregon, morto per un tumore ai polmoni nel 1997 dopo aver fumato per 40 anni. La Philip Morris è stata ritenuta colpevole di frode in quanto nelle sue campagne pubblicitarie avrebbe fatto credere che le sigarette leggere non provocassero danni o dipendenza da tabacco.