31.3.11

Vaffa La Russa e tesserino Alfano: questione di soldi

Storie e Notizie N. 358

La Storia:

Teorema dei tre uomini
(O della questione di soldi)

Ipotesi:
Dati tre uomini, Silvio, Ignazio e Angelino, immaginiamo che tra di loro ci sia un rapporto di potere.
In particolare, che Silvio abbia potere sugli altri due.
Mettiamo che il potere dei due succubi dipenda esclusivamente da quello dell’individuo dominante.
Ora, poniamo che i tre giungano ad una prova che, a seconda dell’esito, possa mettere a rischio il potere di Silvio e di conseguenza quello degli altri due.

Tesi:
In caso di esito negativo, i due succubi reagiranno in maniera inconsulta, a seconda delle rispettive modalità di coinvolgimento e di interessi in gioco.

Dimostrazione:
La dimostrazione ce l’abbiamo avuta oggi in parlamento.
Grazie a Silvio, Ignazio è il più ricco in Consiglio dei ministri, tanto che nel 2010 ha dichiarato un reddito imponibile per il 2009 di 374.461 euro.
La sua reazione al suddetto esito negativo è naturalmente di rabbia (video):


Dal canto suo, Angelino si ritrova nel 2010 con un reddito di 168.318 euro, non solo inferiore a quello dell'ormai dimissionato Bondi, della Gelmini e perfino della Brambilla, ma anche minore di quello della moglie, Tiziana Miceli, giunta a quota 229.074 euro.
Non facile da accettare per un testosteronico maschio italico.
La sua reazione è altamente simbolica, come può essere il lancio del proprio tesserino (video denuncia di Di Pietro):


Il suo non è un gesto di rabbia come quello di Ignazio, bensì di frustrazione (video):


Come volevasi dimostrare, alla fine è - quasi - sempre una questione di soldi


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30.3.11

Bossi fora dai ball aziende italiane in Tunisia?

Storie e Notizie N. 357

La Storia:

Siamo a Lampedusa.
L’occhio della telecamera giunge dall’alto, dalle più o meno comode poltrone nei salotti con la tv al plasma.
Si abbassa lentamente, centra il proprio bersaglio e zooma su di esso.
Nell’inquadratura si scorgono un centinaio di giovani africani intenti a pulire il centro della città con scope e palette.
Precisamente provengono dal nord dell’Africa.
In generale si tratta di un continente ad alcuni di noi ben noto, vi raccomando i links.
Infatti avrei potuto dire anche Libia, Algeria, Egitto, Marocco, ecc.
Per la cronaca, gli improvvisati spazzini protagonisti della nostra scena sono arrivati dalla Tunisia.
Tra di loro ci sono un padre e un figlio, sui quali la camera si sofferma per un breve istante.
Dissolvenza e nuova scena.
I due, dopo il significativo gesto, li rivediamo al porto, seduti per terra.
Il genitore, a differenza del ragazzo, parla italiano ed è riuscito farsi dare un quotidiano da un poliziotto gentile.
Ce ne sono anche a Lampedusa, ne sono certo.
Il padre è colpito da una notizia in particolare.
Riguarda il commento di un Ministro.
Un Ministro della Repubblica Italiana.
Il Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi.
Quest’ultimo, alla domanda su quale soluzione dare al problema dei più di seimila stranieri giunti sull’isola, ha risposto: Fora dai ball.
Malgrado l’uomo non conosca l’Italiano alla perfezione, capisce facilmente cosa tale dialettale espressione significhi.
Estremamente irritato, si alza in piedi, accartoccia il giornale e lo getta in terra.
Un gesto dal significato completamente opposto a quello compiuto poco prima.
Il figlio, che con riluttanza aveva seguito il padre nella suddetta pacifica manifestazione, rimane alquanto colpito.
Lo aveva quasi convinto che avevano fatto una cosa giusta.
Si alza anche lui e chiede lumi al genitore.
Questi non vorrebbe perdere il controllo davanti al ragazzo.
Ha fatto di tutto sino a quel momento per trasmettergli un atteggiamento di apertura e gratitudine verso il paese in cui sono giunti.
Tuttavia, ripensa ancora una volta alle parole del ministro e sbotta.
La traduzione è in sintesi la seguente:
Fora dai ball? Dobbiamo andare fora dai ball?! Va bene, d’accordo! Ce ne andiamo fora dai ball! Ma allora anche le imprese italiane che sfruttano la manodopera a basso costo nel mio paese se ne devono andare fora dai ball! Ci sto, noi ce ne andiamo fora dai ball. E allora, siccome le conosco bene perché lavoravo al comune, se ne vadano fora dai ball Benetton, Alitalia, Eni, Agip, Fiat, Miroglio, Marzotto, Tacchini, Diet, Carta Isnardo, Calatrasi, Colacem e tutte le trecento aziende italiane che lavorano in Tunisia, la maggior parte del nord…
Il ragazzo è sempre più perplesso.
Il padre non ha tradotto la frase incriminata e lui non ha affatto capito il senso dello sfogo.
L’uomo si calma e osserva il giovane per qualche secondo.
Quindi si china e raccoglie il giornale, lo ripiega con cura, e chiede scusa al figlio.
Per fortuna si rammenta che ci sono in gioco cose più importanti di un ministro che ricopre vergognosamente tale ruolo.
Come il rispetto di se stessi e soprattutto il sacrosanto diritto ad una vita dignitosa…



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29.3.11

Falsa terremotata: in Rai altri finti figuranti

Storie e Notizie N. 356

La Storia:

Capita.
Capita che la finta terremotata aquilana di Forum chieda scusa in un video, confessando la propria recita.
Capita.
Capita nelle televisioni commerciali che si venga pagati per favorire il padrone.
O l’autore, fate voi.
Capita che anche in Rai ci siano dei falsi figuranti.
Capita che uno sia questo:


Dice di chiamarsi Augusto Minzolini e dal maggio del 2009 si finge direttore del Tg1, nonostante la sua conduzione abbia perso un milione di spettatori rispetto alla precedente e sia stato diffidato dall’Agcom per forte squilibrio nei confronti della maggioranza e del governo.

Capita che un altro sia questo:


Noto come Bruno Vespa, dal 1996 recita la parte di un giornalista e conduttore di una trasmissione chiamata Porta a Porta, che a sua volta finge di essere un programma di approfondimento delle tematiche politiche e di attualità, malgrado uno share tutt’altro che straordinario.

Capita che l’ultimo arrivato sia questo:


Presentatosi con il nome di Giuliano Ferrara, dal 14 marzo di quest’anno appare in tv con il programma Qui Radio Londra, sebbene l’audience diminuisca puntata dopo puntata.
Cosa egli e la sua trasmissione fingano di essere non è ancora ben chiaro...

Capita anche questo nella televisione di stato, oggi.
Ciò che difficilmente capita, dopo tali imbarazzanti insuccessi, è che gente come questi ultimi o chi ce l’ha messi si degni di chiedere scusa ai contribuenti.
Ovvero coloro che pagano i loro lauti stipendi…


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28.3.11

Berlusconi a Processo Mediatrade e Terremoto Abruzzo a Forum: stesso autore

Storie e Notizie N. 355

La Storia:

Assecondatemi.
Assecondatemi per un minuto, due al massimo.
Prendete la trasmissione Forum di venerdì, condotta da Rita Dalla Chiesa su Canale 5, di cui oggi si fa un gran parlare.
Rileggete in particolare la dichiarazione della finta aquilana, tale Marina Villa:
Vorrei ringraziare il presidente (Silvio Berlusconi) e il Governo perché (in Abruzzo) non ci hanno fatto mancare niente. Tutti hanno le case con i giardini e con i garage, tutti lavorano, le attività stanno riaprendo.”
Quindi spostate la vostra attenzione su un'altra trasmissione andata in onda stamani sempre su Canale 5, La telefonata, condotta da Maurizio Belpietro e leggete la trascrizione della telefonata fatta dal premier al direttore di Libero: “Contro di me accuse ridicole e infondate. Nella mia azienda non mi sono mai occupato di diritti televisivi e dal gennaio 1994, entrato in politica, mi sono allontanato dalle mie aziende. Questo processo (Mediatrade) è un modo per continuare a tenere sotto la spada di Damocle l’ostacolo che la sinistra ha nella conquista del potere. Il comunismo non si è mai arreso e non è mai cambiato e usa il codice penale come strumento di lotta ideologica e una parte politicizzata della magistratura per eliminare un avversario vittorioso alle elezioni.”
Assecondatemi oppure ignoratemi, fate come preferite, ma io ho la netta sensazione che queste dichiarazioni siano parte dello stesso copione.
Stesso canale, stesso autore e stesso copione.
Ma non quello di un talk show, una fiction o un reality show.
Magari fosse così.
Questa roba è ormai entrata nella mente di una parte del nostro paese.
Assecondatemi pure.
Ma vi prego, non assecondate costoro...


E soprattutto non dimenticate mai, ripeto, mai chi è l’autore


Le Notizie:

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25.3.11

Gino Strada e Edward Luttwak: chi è il realista tra il pacifista e lo stratega

Torno per l’ennesima volta sul tema della guerra in Libia poiché, a mio modesto parere, più che mai in questo frangente stiamo dimostrando tutti, dalle stanze più importanti dei governi al cittadino apparentemente meno influente, una preoccupante divisione.
Mi sbaglierò, ma sono persuaso che più si è frammentati sulle questioni fondamentali e altrettanto si palesa una pericolosa fragilità.
Quando poi la confusione viene alimentata anche da un paradossale stravolgimento della realtà, le cose divengono ancora più difficili da sopportare.
Io sono qui per dire basta.
Basta con questa stronzata dei pacifisti sognatori ed ingenui che si imboscano mentre gli strateghi e gli eroi si prendono la responsabilità di guardare in faccia la realtà e agire sul concreto.
Lo sapete qual è la vera tragedia del nostro paese?
Che a questa cazzata ci cominciano a credere pure a sinistra!
Perdonatemi un breve peccato di auto referenzialità, ma quando nel 1993 il sottoscritto fece obiezione di coscienza rifiutando di fare il soldato, per lavorare – ripeto – lavorare per un anno in una comunità di recupero per ex tossicodipendenti, facendosi letteralmente il culo per la mia patria – perché la mia patria sono i miei concittadini, cazzo – la maggior parte dei miei coetanei amici e conoscenti passava le giornate in una caserma a non fare un emerita ceppa, loro esatte parole.
Questa è la realtà.
D’altra parte, capisco che per i più tale testimonianza possa valere poco e allora eccovi una prova televisiva, che per molti rappresenta l’unica dimostrazione di credibilità.
Ieri sera, ad Annozero, lo stratega Edward Luttwak – riferendosi tutt’altro che vagamente a Gino Strada ospite in studio - ha detto: “Se hai Hitler di fronte a te, il pacifismo coopera con Hitler. Se hai uno Stalin, Stalin adorava i pacifisti, perché non resistevano. I Talebani adorano i pacifisti, perché non resistono. Questa è la realtà. Siamo in questo mondo.”
Ora, a parte il fatto che non comprendo perché questo signore che parla come Ollio venga invitato da Santoro, egli dimostra di ignorare l’esistenza di un altro signore che si chiamava Gandhi, che con la resistenza dei pacifisti ha liberato dall'oppressione un paese di un miliardo di abitanti.
Ma sarebbe troppo facile.
La realtà, i fatti, la storia concreta, le loro stesse vite parlano per Luttwak e Strada.
Il primo è un economista e un saggista.
Ha studiato nella London School of Economics and Political Science e all'Università Johns Hopkins di Baltimora, dove ha ottenuto un dottorato in economia. Come professore ha iniziato a lavorare presso l'Università di Bath. Dal 2004 è consulente al Centro Internazionale per gli Studi Strategici a Washington. In seguito è diventato consulente all'Ufficio del Ministero della difesa, il National Security Council e al Dipartimento di Stato americano, membro del National Security Study Group del Dipartimento della Difesa americano, fa parte del Ministero del Tesoro giapponese ed è nel comitato editoriale del periodico francese Geopolitique, delle riviste inglesi Journal of Strategic Studies e del Washington Quarterly.
Gino Strada si è laureato in medicina all'Università Statale di Milano nel 1978, per poi specializzarsi in chirurgia d’urgenza. Assunto dal nosocomio di Rho, lavora nel campo del trapianto di cuore fino al 1988, per poi spostarsi sulla chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Dal 1989 al 1994 è stato impegnato con il Comitato Internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia-Erzegovina. Grazie a questa esperienza sul campo – ripeto – sul campo, insieme ad altri colleghi fonda Emergency, un'associazione per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo. Emergency, dal 1994 ad oggi ha curato milioni di pazienti.
Adesso, ditemi voi, di qualunque orientamento siate: chi tra loro è il realista?
Chi dei due ha toccato con mano la guerra?
Chi è più credibile quando si discute di fatti, non di chiacchiere?!
Chi conosce meglio la realtà di cui parla, il pacifista Gino Strada o lo stratega militare Edward Luttwak?


Sabato 2 aprile 2011 a Roma:

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24.3.11

Guerra Libia: dopo Gheddafi sarò io leader

English

Storie e Notizie N. 354

La Storia:

Sarò…
Diciamo che lo ero anche prima.
E’ solo che quando qualcuno lo dice, in molti lo ignorano, per i motivi più vari.
Demagogia, retorica, faziosità, molte sono le parole usate per archiviare quella che era, è e sempre sarà la migliore approssimazione possibile a ciò che per tutti, ma veramente tutti, rimane solo una chimera all’orizzonte: la verità.
D’altra parte, dovete ammettere che se sono io stesso ad affermarlo in prima persona, la cosa meriti una maggiore attenzione.
Se non altro le mie parole qui rimarranno, pronte ad essere smentite in qualsiasi momento.
Ed io vi sfido a farlo.
Non solo oggi.
Tornate qui domani, se avete tempo.
Dopo domani.
Tra un anno, due, quando volete.
Io so che il tempo è il mio miglior testimone.
Il tempo…
Come ho detto all’inizio, ero a capo della Libia prima di Gheddafi e di questa guerra.
Anzi, diciamo guerra a carattere umanitario, così sono contenti tutti.
Che poi è questa la ragione principale del mio potere: faccio contenti tutti.
Tutti quelli che contano, ovviamente.
Ma veniamo alle prove.
Perché naturalmente volete le prove di ciò che dico, non è così?
Non starò a polemizzare sul fatto che in tanti, quando i tg gli raccontano balle sotto forma di notizie, non pretendono certo di averle, queste prove.
Io vi offro comunque le mie.
Sono venuto alla luce in Libia agli inizi del 1950.
Grande gioia portò il mio, diciamo, avvento.
E nonostante quel che si possa pensare, la mia pelle nera, incredibilmente nera, fu il vero motivo del mio successo.
Tuttavia, una legge del 1955 non mi permise di condividere le mie fortune totalmente con i miei concittadini, solo la metà.
Il resto era destinato agli altri.
Agli amici di fuori, che per comodità chiameremo i volenterosi.
Ciò non toglie che già da allora io ero diventato il vero ed unico sovrano della Libia.
Sovrano, ovvero colui che detiene il potere assoluto.
Il potere di determinare le sorti del mio paese.
Ed io questo potere l’ho avuto sin dalla mia entrata in scena.
Per me, solo per me nel 1969 il presunto sovrano fu deposto e Gheddafi assunse il titolo di capo del paese.
Solo per me costui decise di nazionalizzare tutte le imprese, chiudendo le postazioni militari dei volenterosi e solo grazie ai benefici della mia presenza, nel 1977, il governo libico fu in grado di costruire strade, acquedotti e varie industrie.
Basti pensare che da quello stesso anno ad oggi il reddito pro capite annuale della Libia è il più alto dell’Africa…
Sia ben chiaro, non sto qui per fare lo sborone, eh?
Non è colpa mia se il mio potere nel tempo è salito talmente da far divenire i proventi della mia crescita i più ingenti del continente africano, fino a raggiungere il nono posto al mondo.
La mia popolarità internazionale ha ovviamente attirato attenzioni all’estero.
Così, il mio agente si è dato da fare per organizzarmi tournee in Italia, Germania, Svizzera, Olanda, Spagna, Cipro, Principato di Monaco e anche Francia.
Con la fine delle sanzioni, dal 2004 anche gli Stati Uniti mi hanno aperto le loro porte.
Ora c’è… come abbiamo detto prima? Ah, la guerra a carattere umanitario.
Per la precisione la guerra a carattere umanitario contro il malvagio dittatore.
Il fatto è che anche dopo Gheddafi sarò sempre io colui che decide il destino della mia terra.
Non ci vorrà ancora molto, ad Ottobre 2011 a Tripoli c’è la mia Festa, come ogni anno.
Quando e se il colonnello verrà sconfitto, arriverà qualcun altro al suo posto.
Se le cose andranno come i volenterosi sperano, magari vi diranno che con quest’ultimo il paese avrà finalmente un governo più democratico.
Io so che anche costui sempre con me dovrà fare i conti.
E come il suo predecessore e il suo successore si troverà lì grazie a me.
Lo so che è difficile da accettare.
Perché se ciò che dico fosse vero, chiunque nel mondo dovrebbe chiedersi chi comanda veramente nel suo paese…



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23.3.11

Master Santanchè: 10 motivi per non crederle


A prescindere se il certificato arriverà o meno sul sito della signora Garnero in Santanchè (per ora mi appare solo Error establishing a database connection) ho dieci motivi per non crederle:

1. Perché se cerco su Google “Corso di specializzazione in diritto d’impresa”, oltre agli articoli sul presunto falso della deputata, trovo solo due links: quello dell’articolo odierno su Il Giornale ed un altro sulla rivista Sudamerica Oggi, che non penso le riguardi…

2. Perché se cerco anche “Istituto del diritto” non si riesce proprio a capire cosa cappero sia…

3. Perché se vado sul sito della SDA Bocconi e cerco notizie del professor Carlo Brugnoli trovo solo una ricerca di quest’ultimo relativa al 2000/2001 dal titolo MODELLI DINAMICI DI SIMULAZIONE PER LA GESTIONE STRATEGICA

4. Perché sul sito dell’Università di Modena e Reggio Emilia leggo che Brugnoli lì ricopre la qualifica di Professore ordinario di Economia aziendale e che, scorrendo il suo curriculum, c’è scritto che presso la suddetta SDA è Direttore scientifico del Focus on Entrepreneurship - Imprenditorialità - e docente di Strategia aziendale, ovvero nessuno Diritto di impresa

5. Perché il Merriam-Webster, dizionario dell’Enciclopedia Britannica, afferma che Master "is a person holding an academic degree higher than a bachelor's but lower than a doctor's". Chiarissimo per chi, come la Santanchè, conosce l’Inglese. Per gli altri vuol dire una persona in possesso di un livello accademico più alto del bachelor (la nostra laurea) e più basso del dottorato. Quindi è relativo all’individuo, non al corso di studi

6. Perché nel mondo anglosassone il grado di Master e un generico corso post laurea non sono la stessa cosa…

7. Perché se io negli Stati Uniti ottengo il grado di Master in Scienze e lei ad esempio frequenta un corso post laurea, cioè dopo la laurea, dal titolo – un tema a caso – Vantaggi del Botulino, be’, non abbiamo proprio la stessa preparazione…

8. Perché tra Master e Corso post laurea vedo la stessa differenza che c’è tra un politico ed un termine che non voglio dire per educazione…

9. Perché mi basta guardarla in faccia per dubitare di qualsiasi cosa lei dica...

10. E se tutto ciò non bastasse, chiunque si fregi di sostenere l’attuale presidente del consiglio ha perso il diritto ad ogni tipo di fiducia...

Aggiornamento (23-03-2011) 20.21: Per dovere di cronaca, grazie al commento di Maurizio in basso, leggo ora sulla versione on line del Messaggero la rettifica della Bocconi: l'onorevole Daniela Santanchè ha frequentato il corso di formazione imprenditoriale in aula e su progetto della Sda Bocconi "Gemini - Progetto Nuove Imprese" tra il 1992 e il 1993.
A parte il fatto che anche questo non è un Master, confermo che mi bastano gli ultimi due motivi per non crederle qualunque cosa affermi.



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22.3.11

Guerra e Missione di pace: ecco la differenza

English

Storie e Notizie N. 353

La Storia:

C’era una volta un paese chiamato Afghanistan.
Lo so, magari vi aspettavate la Libia.
Tuttavia, una storia passata può anche aiutare a comprendere meglio quella presente.
Passata…
Diciamo ancora attuale, estremamente attuale.
Nel 2001, più o meno gli stessi volenterosi di oggi, si recarono nel suddetto paese con l’operazione Enduring Freedom (libertà duratura).
Era una Guerra o una Missione di pace?
Questo alcuni si chiesero allora.
Dieci anni dopo, in molti se lo domandano ancora.
Ebbene, oggi ecco la risposta:

Questa è una Missione di pace:


Questa direi di no:


Questa è ancora una Missione di pace:


Questa mi pare di no:


Questa è e sempre sarà l’unica possibile Missione di pace:


Questa, mi sbaglierò, ma credo che non lo sarà mai…