5.7.13

Blog in ferie

Il blog va in pausa e prima di chiudere vorrei fare dei ringraziamenti doverosi.
Dei grazie che sono alla base di questo spazio.
E di questo tempo.

Già, sono immensamente grato per aver trovato il tempo di scrivere.
Scrivere storie e notizie.
Ah, il tempo di scrivere, laddove non ci si ritrovi costretti a ben altri compiti, molto meno gratificanti, è uno straordinario privilegio.
E’ un vero dono, del quale sarò sempre riconoscente.

Perché non dovremmo mai dimenticare che mentre siamo qui, a riempire la pagina bianca, c’è qualcun altro, in questo preciso momento, che dalla propria storia sta scomparendo.
Senza aver fatto nulla per meritarlo.
Anzi, pur avendo tutti i diritti di essere protagonista di ogni racconto.
O notizia.

Sono grato altresì alle storie, a tutte le storie in cui mi sono imbattuto.
Erano lì, nascoste tra le pieghe di pseudo verità che solitamente chiamiamo notizie.
Con esse ringrazio di cuore coloro che le hanno vissute, i personaggi.
E soprattutto le persone dietro questi ultimi.
Esatto, gli ultimi del mondo, che esistono ai margini in quasi tutte le vicende che contano.
Ma - questo concedetemelo - non qui.

Devo dire grazie più che mai alla rete, perché mi ha offerto questa finestra sul mondo.
Dalla quale mi affaccio quotidianamente e rubo.
Il mio mito è sempre stato Robin Hood, davvero.
Per questo motivo, imitando seppur goffamente il celebre arciere, sottraggo notizie ai ricchi media con il sogno di poter donare piccole storie.
Proprio così, piccole storie, niente di più.

Il di più, ovvero la parte che conta sul serio, siete voi, che adesso siete qui.
E magari non è la prima volta che mi fate questo regalo.
Un dono per un dono.
Grazie di aver trovato il tempo di scartarlo.
Arrivederci a settembre.

Alessandro
 



Altre da leggere:

4.7.13

Pediatri e figli degli immigrati nella Germania nazista

Storie e Notizie N. 962

Lombardia: è notizia recente quella della bocciatura da parte del centrodestra della mozione Ambrosoli, che richiedeva l’iscrizione al sistema sanitario regionale dei minori stranieri anche non in possesso del permesso di soggiorno, come pare accada già in Friuli, Umbria e Toscana.
Una mozione pretestuosa e strumentale, dicono gli oppositori destrorsi.
Ora vi chiedo di fare uno sforzo facendo leva su due strumenti preziosi a dir poco. Uno si chiama memoria, l’altro immaginazione.
Ma vi do la mia parola, quest’ultima sarà usata al minimo…

Berlino, settembre 1938

Il governo tedesco ha stabilito che solo dottori "ariani" possono curare tedeschi "ariani".
Gli ebrei e in generale i non ariani dovranno cercarsi cure mediche esclusivamente da loro simili. Con le parole che seguono fu presentato il suddetto nuovo ordinamento.

Cari camerati,
noi non siamo razzisti.
A chi ci definisca tali, rispondiamo che la vostra è pura demagogia e buonismo ipocrita da facciata.
E’ solo facile retorica e semplice propaganda per guadagnarsi il favore dei non ariani.
Già, i non ariani, persone che vivono alle spalle degli ariani, che sono qui solo per rubare e spacciare droga, per abusare vigliaccamente delle ariane indifese e per occupare posti di lavoro prestigiosi, a scapito dei nostri valenti e volenterosi giovani.
Gli ariani.
Ariani si nasce.
Ma da figli di ariani, però.
Perché altrimenti siamo tutti buoni.
Vengo qui col barcone, sforno quattro impuri e pretendo di fargli ottenere di diritto il certificato di arianità.
Andassero in Russia, voglio vedere se li accolgono a braccia aperte.
Camerati, cercate di capirci.
Noi non siamo cattivi.
E’ che dobbiamo pensare prima ai nostri ragazzi.
Noi abbiamo a cuore i nostri ragazzi.
Non lo vedete quanto ne abbiamo cura? Basta guardare le nostre ultime leggi per capire quanto teniamo a loro.
Ma vi figurate cosa potrebbe accadere altrimenti?
Torme di bambini non ariani si affollerebbero ai nostri confini per farsi fare un clistere o anche solo misurare la febbre.
Verrebbero pure dagli altri pianeti, sentite a me.
Marziani e Gioviali non vedono l’ora di trovare un pretesto per invaderci.
Cari camerati, non state a sentire quelli che si ergono a difensori dei non ariani.
Sono bravi a parlare, loro. Li cacciassero loro, i soldi, li portassero a casa loro, li accogliessero nel loro salotto buono, questi imberbi non ariani, con tutti i germi che li seguono ovunque.
I non ariani dovrebbero ringraziarci, invece, visto che diamo loro un vestito, un lavoro e un posto dove vivere.
Sono tanti, lo avete capito o no?
Ne abbiamo già troppi, non sappiamo più dove sistemarli.
E’ una questione di spazio, in ultima analisi.
Ecco perché abbiamo pensato ad una soluzione geniale per risolvere il problema dell'affollamento.
Rapida ed efficiente.
Siamo sicuri che questo metodo ci permetterà di liberarci di tanti, incredibilmente tanti di loro e che molti, nel futuro, seguiranno il nostro esempio…





Altre da leggere:

3.7.13

Egitto colpo di stato contro Morsi 2013: storia della democrazia

Storie e Notizie N. 961

Quando l’esercito e la polizia sono con il popolo è un colpo di stato.
E se il colpo di stato è benedetto, evviva Dorothy, la perfida strega è morta.

Ma laddove il popolo è contro l’esercito e la polizia, sono dei facinorosi.
E se i facinorosi vengono manganellati se la sono cercata.
Perché il diritto alla protesta è sacrosanto, ma non bisogna mai degenerare.
D’altra parte, guai a fare di tutta la marijuana un militante di estrema destra.
Questa forse arriva dopo.

Quando chi governa non rispetta il volere dei cittadini, e legifera a proprio favore e di amici potenti a scapito della povera gente, c’è la dittatura.
E allora tutti a lodare i ribelli.
E’ la primavera Araba, è sempre primavera, anche se siamo a luglio.

Ma laddove i cittadini manchino di rispetto, anche solo per una frazione di secondo, verso chi governa, fioccano querele e multe, arresti preventivi e pubbliche reprimende.
Perché il diritto alla critica nessuno lo tocca, ma non bisogna mai esagerare.
D’altra parte, avere un diritto non comporta mica il poterlo esercitare.
Parole esatte di un noto esponente della Lega Nord.

Quando in un paese la religione si confonde con lo Stato mortificando le libertà individuali, quelli sono gli islamici.
E allora tutti in prima pagina, i cattivi.
A ricordarci di stare attenti, anche qui da noi, a non essere troppo tolleranti con quelli là.

Ma laddove in un paese lo Stato baratti le libertà individuali con il pretesto della religione, sta proteggendo i propri valori.
Perché un conto è il diritto a vivere come ti pare dentro casa tua, tutt’altro è pretendere di essere gay anche fuori.
D’altra parte, il Signore ha creato l’uomo e la donna a sua immagine.
D’accordo su Borghezio, Brunetta e Santanchè, ma Photoshop è venuto dopo.

Quando in un paese una dittatura viene rovesciata e il dittatore cacciato o addirittura ucciso, ecco che arriva la democrazia.
E allora tutti a condividere il video virale con la fine del truce aguzzino.
Ad unirci ai milioni di spettatori democratici, solo una volta, però, eh?
Altrimenti sei un sadico.
Un sadico democratico, però.

Ma laddove in un paese i dittatori siano loro a rovesciare te, dal tuo lavoro e dal tuo appartamento, costringendoti perfino a una tale disperazione da toglierti la vita, ecco, quella è la democrazia occidentale.
Perché si fa presto a parlare di potere del popolo, qui non è mica il paradiso.
D’altra parte, se ci pensi non ci sono contraddizioni, perché anche quelli che chiami dittatori, un tempo, facevano parte del popolo.
Poi hanno fatto le primarie o hanno chiesto aiuto alla mafia, adesso non ricordo, ma ti sembra questo il momento di fare demagogia?

Ora è il momento di festeggiare.
Un altro paese sta liberando se stesso.
Già, hai capito bene.
Un altro paese.

  



Altre da leggere:

2.7.13

Altavista Yahoo chiude motore di ricerca: mia nonna dice

Storie e Notizie N. 960

Vengo a sapere or ora che AltaVista ha le ore contate, poiché pare che i vertici di Yahoo! ne abbiano decretato il licenziamento.
Ovvero, la condanna a morte.
Perché se un Motore di ricerca smette di ricercare non ha più ragion d’essere.
A cosa serve un motore che sta lì, a farsi i fatti propri, a pensare alle vacche in Puglia, come diceva mia nonna?
Già, come diceva mia nonna.
Anzi, come dice mia nonna.
C’è stato un tempo in cui solo i nonni erano coloro che sapevano il significato delle parole più insolite, che ricordavano storie e immagini, che raccontavano aneddoti e rivelavano segreti.
E così, come solevo premettere allora, mia nonna dice…

Mia nonna dice che Altavista è andato di sicuro nel paradiso dei motori di ricerca.
Perché uno che ha lavorato tutta la vita per rispondere ai quesiti del prossimo senza ricevere alcunché in cambio, senza lo straccio di una pensione all’orizzonte, né un premio e tantomeno la seppur minima dimostrazione di riconoscenza, se non avrà il paradiso ad attenderlo quando si spegneranno le luci del web allora vuol dire che è proprio bastarda la rete.
E questo io non voglio pensarlo.

Mia nonna dice che quando non c’erano i motori di ricerca si faticava di più.
Per scoprire il significato di un termine astruso, come proprio astruso, avresti dovuto prendere il vocabolario e sfogliarlo sino ad intercettare con lo sguardo la giusta definizione.
Per conoscere i dettagli su una suggestiva notizia avresti dovuto comprare il giornale e soprattutto trovare il tempo di leggerlo.
E per vedere come veniva in fotografia l’attrice o l’attore del momento avresti dovuto attendere l’uscita della rivista con addirittura il poster in esclusiva.
Ma se tutto ciò non fosse bastato, be’, allora saresti andato da nonna.

Perché quando mia nonna dice che si faticava di più si riferiva a lei.
Tutto era più lento, è chiaro.
Inforcava gli occhiali, schiariva la voce, si sedeva in poltrona, prendeva il gomitolo di lana, ti chiedeva come stava tuo padre, come andava il nuovo lavoro di mamma e nel frattempo se n’era già andata mezz’ora.
Ma ciò era equo, equo per tutti.
Perché non sarebbe valso un fico secco quanto veloce era il tuo Processore e quanto ampia la tua Ram, volgarmente cervello e memoria.
Il tempo di risposta sarebbe stato uguale per tutti.
Le eventuali differenze tra noi altri nipoti sarebbero entrate in gioco dopo, quando avrebbe contato sul serio.

Infatti, mia nonna dice che quel che importa davvero non è ciò che sai e quanto sai, ma cosa ne fai.
Dice anche che è banale, ma che ad esempio sulla parola amore conosce solo una persona, che tra l’altro non è mai stato un adone.
Di sicuro non uno che trovi sempre in home su Google, che ha migliaia di followers su Twitter e piacitori su Facebook.
Ciò non toglie che la faccia ridere di gioia almeno una volta al dì.
A me talvolta fa paura, quando si cambia la dentiera.
Ma io non ho sposato il nonno.
E anche questo lo dice mia nonna.
 



Altre da leggere:

1.7.13

Acrobata Cirque du Soleil muore: la preghiera

Storie e Notizie N. 959

Sarah Guyard-Guillot, in arte Sassoon, aveva 31 anni e lascia due bambini. E’ morta in ospedale, in seguito ad una caduta di ben 15 metri durante un suo spettacolo a Las Vegas.
L’ultimo.
La cosa che più mi ha colpito è che gli spettatori ci hanno messo un po’ a realizzare che era successa una tragedia, poiché ritenevano la caduta parte dello show.
Come dire, finché non muori davvero, tutto è spettacolo.
Perché, come si dice, quest’ultimo deve sempre andare avanti.
La mia attenzione è ora su pochi secondi.
Ovvero, la durata del tragitto che ha condotto la sfortunata artista, e tutte le vittime tra gli acrobati di questo mondo, dalle stelle alla terra sui cui volteggiavano.
Parte dello spettacolo per tutti, sotto quel tendone, tranne che per loro.
Un tempo che si allunga come per magia, privilegio di chi dona attimi di sussulti e gioie al prossimo.
Tempo in cambio di tempo.
Per pregare chi di dovere.

San Trapezio, protettore degli acrobati di questo mondo, ascoltami.
Sto cadendo.
Sono tra i tanti che stanno cadendo.
La fine farà male, lo so.
Ma è stato bello, fin qui.

Amico mio, posso chiamarti amico, ora, vero?
Non posso? E cosa fai?
Mi fai cadere, forse?
Scusami… è la tensione del momento.
E la paura.
Ho paura, sì, ho paura.
Ho paura del paradiso.

Sai, Trapezio, io il paradiso l’ho trovato in vita.
Su una corda, in equilibrio sull’emozione di chi guarda.
Volando da un angolo e l’altro di una tenda.
Che non sarà l’eden o l’olimpo, vedi tu, ma è un luogo magnifico dove trascorrere un’ora.
Figuriamoci l’eternità.

Cosa? San Trapezio? Ti arrabbi se ometto il San?
E cosa mi fai? Mi fai cadere, magari?
Perdonami… è la rabbia del momento.
E la felicità.
No, non è pazzia, la mia.
Sono felice, immensamente felice.
Perché ho volato, laddove gli altri camminavano.
E ciò ha reso felice il mio prossimo.
Cosa si può chiedere di più dalla vita?

Trap, posso chiamarti Trap?
Chi? Ti confondo con l’ex allenatore della nazionale?
E cosa sei tu se non il nostro coach?
Sai, protettore mi fa pensare ad un’altra cosa, sgradevole assai.
Ma bando alle chiacchiere.
Sto cadendo, se non l’hai notato.
Volevo chiederti un favore, ma non riguarda me.
La vedi quella gente che ora sta ammirando la mia ultima prodezza?

Fa pure che continuino a credere alla magia, la nostra.
Che non smettano mai di sorprendersi innanzi alle meraviglie degli umani.
Ma, ti prego, mostra loro che fuori da questo tendone esistono milioni di altri coraggiosi, una specie di acrobati senza circo, che compiono imprese straordinarie, degne di altrettanti applausi e medesima ammirazione.
Che sopravvivono camminando su corde fatte di speranza sospesi sulla stessa miseria da cui sono fuggiti prima di arrampicarsi.
Gli acrobati invisibili.
Che volano e cadono.
Nel silenzio, prima e dopo.

Ecco, la mia caduta sta per finire.
Farà male, lo so.
Ma è stato bello, fin qui.
Grazie a tutti.
Al prossimo spettacolo.

  



Altre da leggere: