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Scusa se ti abbiamo schiavizzato arricchendoci alle tue spalle

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  Storie e Notizie N. 2330 C’erano una volta le scuse . Scusa deriva dal latino excusare, composto da ex (“fuori”) e causa (“accusa”, “colpa”). Secondo la Treccani e il De Mauro significava originariamente discolpare qualcuno, ovvero liberarlo da un'accusa o giustificare un comportamento. Nondimeno, già nel XIII secolo in italiano il termine veniva utilizzato con il significato di giustificazione non veritiera, pretesto. Un'accezione che anticipa il significato negativo che oggi attribuiamo alla parola “scusa”. Eppure… Buone notizie, cari discendenti di uno dei più orrendi crimini contro l’umanità compiuti dal genere umano: il Regno Unito potrebbe presto avviare un percorso per chiedere ufficialmente scusa alle ex colonie per il proprio ruolo nella tratta degli schiavi. Il ministro Andy Burnham ha proposto di aprire un «dialogo strutturato» con i Paesi coinvolti, per contribuire a definire i contenuti delle prime scuse ufficiali dello Stato britannico. Daje, esclamano in molti....

Trump chi? Lezioni americane 2.0

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  Storie e Notizie N. 2329 C’era una volta l’amico. Quello forte. Potente. Cattivo quanto basta. Crudele all’occorrenza. Cinico al punto giusto. Guerrafondaio di norma. Ingombrante e scomodo a luci spente. Imprevedibile e volubile sotto i fari che contano. Ma mai in discussione. Nonostante tutto. Lui come la sua utile amicizia. Poi, all’improvviso. Anzi, mica tanto. L’amico cade. In una sola parola, rovinosamente. All’indomani. Ma che dico? Una frazione di secondo dopo l’ultimo aggiornamento dei conteggi elettorali. E in ordine sparso… sim sala bim… “Noi mai stati Maga” (Make America Great Again), Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri. “Trump? E chi lo conosce”, Stefano Candiani, deputato leghista. “La lezione americana è che serve una destra che non sbraita, non grida, non esaspera, una destra solida”, Giorgia Meloni. “Il nostro governo non è mai stato prono a Trump, che i nostri rapporti erano ottimi con Biden. Se dovessimo osservare in maniera asettica, dovre...

Il parere del medico

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  Storie e Notizie N. 2328 C’era una volta il parere del medico . C’era, già, perché ora non conta più. Tale annullamento riguarda una delle disposizioni che regolano il trattenimento delle persone migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr): il giudizio del medico non sarà più determinante per stabilire se uno straniero debba essere rimesso in libertà. A comunicarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha annunciato la novità: «Con la mia nuova direttiva sui Cpr i migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri». La giustificazione alla base del provvedimento è l’inchiesta avviata dalla Procura di Ravenna, nell’ambito della quale alcuni medici sono stati accusati di aver rilasciato certificazioni compiacenti per impedire che alcune persone migranti venissero trasferite in una delle strutture destinate al rim...

Cercasi nuovo nemico: manuale per fabbricare un capro espiatorio

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Storie e Notizie N. 2327 Segue un’immaginaria riunione dell’altrettanto fantomatica organizzazione CIMUN, il Comitato Internazionale per il Mantenimento di un Utile Nemico : «Signori», esordisce il segretario generale, «vi ho convocato perché qui urge un cambio radicale di strategia». «Perché mai?» domanda il delegato statunitense. «Da noi ha funzionato per ben due mandati». «Ha detto bene, collega» replica l’altro. «Ha funzionato: passato prossimo, dove la parola che conta è proprio la prima, passato. D’altronde, i dati parlano chiaro…». «Quali dati?» interviene il membro nostrano. «Sono tutte le balle della sinistra che…». «Collega!» lo interrompe il segretario. «Qui non siamo in onda e, poi, non serve che facciate costantemente propaganda… Siete al governo, cribbio!». Un silenzio imbarazzato cala tra gli interessati e tutti gli altri presenti. Il segretario coglie l’occasione per arrivare al punto. «Vedete, siamo finiti in un paradosso che ci inchioda e ci costringe a ragionare sul ...

Dalla protesta al disordine: la sicurezza come strumento di controllo politico

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Storie e Notizie N. 2326 Ho voluto fare una breve ricerca al tema in oggetto. È tutto in rete e chiunque può approfondire in qualsiasi momento. Comincerei con una doverosa premessa, attraverso il saggio di Gustave Le Bon del 1895, Psychologie des foules (Psicologia delle folle). Un testo utile per provare a ricostruire la genealogia della rappresentazione della protesta collettiva come problema di ordine e controllo da parte delle istituzioni dell'epoca. Le Bon analizza la formazione delle folle e attribuisce loro caratteristiche quali impulsività, suggestionabilità, contagio emotivo e perdita della capacità di giudizio individuale. Credo sia fondamentale partire da questo, sottolineando quanto tali rappresentazioni abbiano contribuito a descrivere le mobilitazioni collettive come fenomeni vulnerabili all'irrazionalità e al disordine, anche quando scaturiscono da rivendicazioni legittime e popolari. Facendo un passo indietro dal punto di vista cronologico, il 16 agosto del 18...

Considero vergognosa

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Storie e Notizie N. 2325 " Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione della gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher ." Firmato , Giorgia Meloni. A stretto giro di posta, considero vergognose in ordine sparso: Una accusa infondata in base alle leggi vigenti. La consueta condanna mediatica prima di ogni sentenza o valutazione giuridica. La puntuale strumentalizzazione delle origini dell’imputato di turno per propaganda elettorale o anche solo guadagnare follower, like e click. L’abitudine di attribuire al presunto mostro sbattuto in prima pagina anche colpe inventate di sana pianta, rendendolo responsabile di tutti i mali di una nazione. L’estensione della teorica colpa primigenia a interi popoli, generazioni e movimenti. Ovvero milioni di persone. La mancanza di rispetto delle decisioni prese da coloro che legalmente e costituzionalmente - e non soltanto perché si ritrovano un telefonino davanti con cui diffondere menzogne e sterco –...

La guerra più urgente da combattere

Storie e Notizie N. 2324 La guerra è la scelta che va per la maggiore oggi. Forse da sempre, ma si sa che la percezione dell’attualità è quanto mai vulnerabile di condizionamenti. Nel mentre, ci si combatte. In strada, lungo i confini, in terra ritenuta nemica o anche in tv e su internet. Con le armi antiche o super moderne, con le parole o con i decreti legge, ma anche con l’indifferenza e la manipolazione, con le notizie false o solo leggermente tali, quanto basta per creare confusione. E altra guerra si scatena dove ancora non c’era. Si combatte contro il proprio governo. Si combatte contro una decisione di quest’ultimo. Si combatte tra coloro che dovrebbero costruire un’alternativa credibile all’attuale maggioranza. Per una poltrona, per un cavillo, per un principio o soltanto per la prima fila al momento propizio. Si combatte altresì perché le elezioni sono alle porte e allora batti cassa perché è l’ora. Il momento di ricordare a chi di dovere chi sono gli amici. Quelli veri che s...