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I migranti mi fanno arrabbiare

Storie e Notizie N. 2091 C’era una volta un uomo. Un uomo comune , niente di particolarmente originale o eccentrico. Il classico cittadino medio che ha un’opinione su tutto e tutti , estremamente condivisa dai più , soprattutto laddove si illuda di essere impopolare , anti sistema , anti politica e contro il pensiero unico. L’uomo comune, tutt’altro che speciale nel suo genere, viveva solo in una casa solitaria , seppur ammobiliata a dovere e dotata di tutti i comfort, in una località altrettanto isolata dal resto del mondo. Nondimeno, trattasi di dettaglio trascurabile da quando internet – ma tu leggi pure i social network per coloro che non ci riescono proprio a scorgere la differenza – ha ormai raggiunto anche i luoghi più alienati dai rumori delle più affollate comunità. Dal suo punto di vista, il nostro si sentiva assolutamente dentro il mondo . Gli bastava accendere il cellulare , ancora prima che il computer o la tv, e le risposte di cui aveva bisogno, senza neppure prendersi

Mai nati per colpa dell’aria

Storie e Notizie N. 2090 C’è un luogo, ovvero mi piace solo l’idea che esista, dove proseguono il proprio viaggio un milione di bambini , almeno. Non potremmo chiamarle vite a tutti gli effetti per ovvie ragioni, le quali saranno più chiare man mano che le parole scorreranno nel cuore, ancora prima che attraverso il sopravvalutato cervello, ma credo che valga comunque la pena raccontarle. Anche perché sono già abbastanza affollate le pagine in cui la gente scrive di roba concreta e tangibile, che trovare spazio per un sogno di tanto in tanto male non può fare. Dicevo, c’è un luogo dove ci vivono… ops, si trovano, ecco, un milione di bambini, più o meno, spero in quest’ultima. Come tutti i loro coetanei dal destino decisamente migliore, vanno a scuola e ora zumiamo all'interno di una classe dell'enorme istituto che li accoglie tutti senza alcuna distinzione di sorta. Dove i banchi sono gettati lì alla rinfusa e la cattedra dell’insegnante è della medesima misura, così come la se

Improbabile difesa di un discendente di schiavisti

Storie e Notizie N. 2089 Vostro onore, fa l’avvocato in tale immaginario processo. Il mio assistito è innocente e, come ha dichiarato , lo schiavismo non è quello che lo rappresenta . Tutto ciò che [i suoi oppositori] possono fare è raccogliere frammenti della sua storia familiare . Be’, raccogliamoli anche noi altri, allora. Richard Drax è nato il 29 gennaio del 1958 a Westminster, nel centro di Londra. È nato bene , okay? Ovvero, da una famiglia ricca , molto ricca. È forse una colpa, signore e signori della giuria? Inoltre, chi di noi può essere ritenuto responsabile delle azioni dei propri avi, per quanto scellerate? Ma su questo ci torno. Richard ha approfittato di un’agiatezza indiscutibile, ma chiunque di noi avrebbe fatto lo stesso al suo posto. Di conseguenza, ha frequentato le scuole superiori in un istituto particolarmente esclusivo come l’ Harrow School , un collegio riservato all’élite britannica nell’elegante quartiere di Harrow on the Hill. L’elenco dei diplomati illus

Quando salvi una vita

Storie e Notizie N. 2088 Quando salvi una vita è un bel modo di concludere la giornata. Chissà quante volte se lo sarà ripetuto Jayme Erickson , che vive in Canada e di lavoro fa il paramedico. In generale, il senso del mestiere è quello. Come i supereroi, alla stregua dei vigili del fuoco, tipo Batman per capirci. Gli eroi quotidiani, semplicemente per professione, vivono in attesa della chiamata, ma tu leggi pure come l’immagine del pipistrello nel cielo inviata dall’amico commissario Gordon. Solo che per le donne come Jayme e tutti gli intrepidi soccorritori a cavallo di un’ambulanza la richiesta d’aiuto può arrivare in ogni istante, e non solo di notte, per giunta protetti da un costume impenetrabile e infondendo paura nei criminali, instillata anche solo dal nome. Il paramedico non può e non deve far distinzione tra onesti e delinquenti. Non ne può fare alcuna e quando è il momento di prendersi cura di uno sconosciuto , perché di questo si tratta di norma, ci si mette al lavoro e

Aboubakar Soumahoro e gli innocenti

Storie e Notizie N. 2087 L’onorevole Aboubakar Soumahoro , che si è appena autosospeso dal gruppo Alleanza Verdi-Sinistra, è nell’occhio del ciclone in questi giorni. Sin dalle prime ore in cui ho letto la primissima sgradevole notizia che lo riguardava ho cominciato a riflettere, ma ho voluto aspettare prima di scrivere qualcosa sull’argomento. Nel mentre, ho letto molto e ascoltato altrettanto, a partire dall’interessato sino a tutto il resto, il contorno, tra il fantastico mondo della stampa , il meraviglioso regno della politica e, soprattutto, lo stupefacente universo degli opinionisti , tra chi lo fa di mestiere e la stragrande maggioranza formata da indefessi esperti di tuttologia da poltrona . Senza entrare direttamente nel merito della vicenda non ancora sufficientemente chiarita del tutto da chi di dovere, sono rimasto alquanto colpito dall’assoluta omogeneità del coro formato dalle voci urlanti e starnazzanti che man mano si son fatte sentire dai sopra citati contesti. Il

C’è stato un tempo in cui internet eravamo noi

Storie e Notizie N. 2086 Osservando ciò che sta accadendo su Twitter in versione Elon Musk , ricordo che era l’inizio degli anni Novanta quando all’università Sapienza di Roma – mi sono laureato in Scienze dell’informazione , ovvero informatica – uno di noi fece a un professore di quelli più affabili e inclini a metter via il programma per affrontare questioni inaspettate la seguente domanda: “ Cos’è davvero internet? ” “ Internet siamo noi ”, rispose il docente, come se fosse la cosa più semplice del mondo. E lo è, se ci pensate. L’idea è elementare, facilmente comprensibile anche da un bambino: una rete i cui segmenti uniscono tra loro dei puntini, i quali a loro volta corrispondono ai partecipanti di questo incontro globale . In una parola, noi . Rimasi subito folgorato da quest’invenzione come molti all’epoca. Una vera rivoluzione quella di rendere accessibile sempre più ovunque uno strumento attraverso il quale poter entrare in contatto con estrema rapidità con chiunque nel mond

Quel maledetto missile Nord Coreano

Storie e Notizie N. 2085 Dico io, ma non bastava l’invasione dell’Ucraina? E non voglio tirare in ballo gli altri conflitti nel resto del mondo, anche perché l’ho già fatto e diventerebbe particolarmente stucchevole. Ma un conto sono le guerre e un altro le pacifiche esercitazioni militari , se così possiamo chiamarle. Questi nord coreani proprio non hanno il senso della misura e del tempismo, ecco. Non è la prima volta, ma rieccoli con un altro missile intercontinentale verso il Giappone, in particolare in mare a ovest dell'isola di Oshima-Oshima nella prefettura di Hokkaido. Le reazioni sono state inevitabili, cribbio, il Giappone ha definito l’azione assolutamente inaccettabile , la Sud Corea ha mandato in volo i suoi caccia e gli Stati Uniti , constatando anche che il razzo avrebbe potuto raggiungere gli USA, condannano fermamente come solo loro sanno. Nord Coreani, allora che vogliamo fare? Uno si sveglia la mattina ed esercita militarmente così a casaccio? C’è una lista