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Contro i virus si può vincere solo insieme

Storie e Notizie N. 1896 Novembre, 2020. Abbiamo vinto. Anche stavolta abbiamo vinto. Perché siamo ancora vivi. Perché sopravvivere è il nostro trionfo. E la semplice vita quotidiana, che segue tale inaspettato e tutt’altro che scontato primato, è il premio . La prima volta che il virus è apparso e ha fatto udire il suo ruggito nel mondo, il nostro mondo, immensamente più tangibile e vasto del vostro, è accaduto in un altro paese. Un’altra nazione. Di umanità differente e al contempo simile, identica per sottovalutate preziosità del vivere e incomparabile per sopravvalutate inezie. Nondimeno, nessuno di noi altri si è mai sognato di considerare quelle genti alla stregua di crudeli macchinatori del male altrui o perfidi untori del prossimo . Perché da queste parti l’odio privo di senso ha un prezzo altissimo e quando sei costretto ad acquistarlo, sappiamo bene come finisce la storia. Per la cronaca era il giugno del 1976 e nella suddetta terra, a noi sorella e vicina, in quasi 300 fu
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A sei mesi da te

Storie e Notizie N. 1895 Mi chiamo Joseph , vengo dalla Guinea, vengo soltanto ma non arrivo, non accadrà mai, e anche questo era scritto. Ma non da me, mai da me. Sono morto, eppure sono qui, a sei mesi . A sei mesi dalla riva che ho lasciato e da quella che ho solo immaginato. Il mio ultimo respiro, quale unica consolazione, mi ha abbandonato mentre riposavo tra le braccia di qualcuno che mi ha cercato e trovato , a dispetto di coloro che mi hanno invano dimenticato e cancellato. Tra braccia aperte è tutto finito, figurativamente nell’ inglese accezione , e assai di più nell’unica interpretazione che davvero conti, quando le luci si spengono e rimani solo dentro di te: umanamente , già avverbio ormai desueto nel virtuale vocabolario dove la parola più cliccata è indifferenza . Ciò nonostante, le frasi non dette al momento che contava, ovvero prima, e le azioni necessarie e mai compiute allorché avrebbero davvero salvato il resto del racconto, trovano corpo lo stesso, a sei mesi da

Se il Coronavirus fosse un’invasione aliena

Storie e Notizie N. 1894 Immagina. Immagina con me, per un minuto, al massimo due. Immaginiamo insieme, per un breve istante, che al posto del coronavirus l’invasore della nostra globale comunità – già gravemente ammalata e disumanamente distanziata di suo – fosse una civiltà aliena. Già, proprio loro, come li abbiamo quasi sempre descritti e temuti, tra romanzi e film di fantascienza: gli extraterrestri ostili, giunti sul nostro pianeta con il solo scopo di ucciderci, al meglio, sfiancarci e soprattutto separarci l’uno dall’altro quale risultato minimo, giacché la nota locuzione latina divide et impera pare essersi diffusa dappertutto nell’universo, ovunque alberghi la brama di dominare le vite altrui. Sforzandoci di far aderire il più possibile l’alternativo scenario a quello funestato dal Covid-19, mettiamo che le navi stellari nemiche atterrino nella famigerata città di Wuhan, in Cina, e che da lì abbia inizio l’invasione mondiale. Ebbene, presumo sia scontato quale sarebbe l’i

Dovere di unire e libertà di dividere

Storie e Notizie N. 1893 C’era una volta una storia che, per comprenderla al meglio, occorre raccontarla dall’inizio. Ovvero, segnare un punto di partenza che renda l’incipit della stessa esauriente e soprattutto facilitante ogni riflessione a posteriori che sia ragionevole. C’era una volta, quindi, il primo capitolo , che ha luogo nel settembre del 2012, quando il settimanale francese Charlie Hebdo – in concomitanza con l’uscita del discusso film Innocenze of Muslims – pubblicò delle vignette in cui veniva ritratto e dileggiato il profeta Maometto con il sedere scoperto. I disegni ebbero grande diffusione, soprattutto grazie alla rete, e ovviamente proteste e minacce non si fecero attendere. Nonostante oltralpe, in tutta Europa e anche in Italia, gli alfieri della libertà di satira si levarono compatti e veementi a difesa del diritto dei vignettisti di motteggiare chicchessia, l’allora ministro degli esteri francese Laurent Fabius criticò il tempismo della rivista, accusando quest’u

Cosa lasciamo alle spalle

Storie e Notizie N. 1892 C’era una volta un’ onda anomala . Anzi, no, un treno che corre solo in avanti e, il più delle volte, non si ferma alle stazioni preposte. Poiché a questo mondo avere acquistato e vidimato il biglietto, nonché essere giunti in tempo sulla banchina all’orario preposto, non ti garantisce affatto di salire a bordo. C’era una volta la locomotiva dello stesso, che puntando alle stelle, senza tralasciar Marte e ogni pianeta raggiungibile, si dimentica l’essenziale, come il mar ghiacciato che non ghiaccia più . Perché, alla stregua di tutto il resto, ha la colpa peggiore che si possa avere ai suoi occhi: è ormai alle spalle, irrimediabilmente nel passato , il quale prima o poi verrà a bussare alla nostra porta nel futuro, reclamando giustizia. La suddetta motrice di tale abnorme processione, alla quale quasi tutti su questo pianeta ci vede accodati da più di un secolo, non ha un nome, ma di sicuro ha fior di sponsor e finanziatori. Ciò che è maggiormente fuori discuss

Suonare il clacson, trombette e fare pernacchie in curdo è proibito

Storie e Notizie N. 1891 La Turchia proibisce per propaganda terroristica l'adattamento in lingua curda di una pièce di Dario Fo   Istanbul, Turchia (2020, incredibilmente...) A tutta la cittadinanza europea e non, vicina di confine o per ragioni di alleanza, congiunta per mero interesse economico o strategico, ovverosia tollerante e silenziante per personale tornaconto. È il banditore che vi parla. Per ordine insindacabile delle Autorità vigenti, nonché per conto del Magnifico e Illustrissimo, nonché Intoccabile, Presidentissimo Recep Tayyip Erdoğan , si rende noto quanto segue:

Vittorio Feltri il razzista vs Cyrano de Bergerac

Storie e Notizie N. 1890 Da un lato Vittorio Feltri . Feltri, già. Lui, quello . Il giornalista , saggista e – udite udite – opinionista italiano. Di cui, come l’ altro , vedrete un giorno si dirà che però è stato un grande intellettuale nostrano. La statua ci starà tutta, ci scommetto. Ma proseguiamo con l’elenco dei titoli del nostro, anzi vostro , è chiaro. Del fondatore e attuale direttore editoriale di Libero , il terzo quotidiano nel nostro paese per contributi ricevuti da noi altri (dài, questa è facile, lo Stato chi è? E bla bla), ovvero 5.4 milioni di euro . Ripeto, cinque milioni di euro quasi e mezzo per scrivere titoli tipo Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay … Ebbene, l’arcinoto, pluri-invitato e stra-interpellato maître à penser italico, si è fatto notare ieri per il seguente commento sul suo profilo twitter: Se nell’Italia non segna il negro non andiamo da nessuna parte .